Motori per piccole barche vela: come scegliere

giugno 29, 2016 | By Mistro
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Rilancio in Italiano un articolo in due puntate che Cristian Pilo ha pubblicato in inglese sul suo sito Modernwoodenboat, Cristian prende in esame le variabili, compresi i costi, che conducono alla scelta di un motore per la propria barca.

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Di Cristian Pilo – I miei progetti spesso riguardano piccole barche a vela, sino ai 30 piedi circa, in imbarcazioni simili la scelta della motorizzazione ha un impatto piuttosto pesante sul progetto da vari punti di vista: costi, affidabilità, pesi a bordo, efficienza e sicurezza in mare del sistema propulsivo.

Ci sono allo stato attuale tre opzioni principali per motorizzare una piccola (o non così piccola, vedi Hirundo 750 e Petrel 28) barca a vela:

  • motore entrobordo diesel, sia con trasmissione saildrive che in linea d’asse
  • motore fuoribordo montato su un apposito supporto a poppa
  • motore elettrico, sia nella versione “fuoribordo” per le potenze più leggere, che in allestimenti entrobordo con linea d’asse o saildrive

sino a vent’anni fa questa tripla scelta semplicemente non esisteva: I piccoli motori fuoribordo 2 tempi erano umoristicamente inaffidabili (sul J24 noi uscivamo dal porto a vela perché eravamo SICURI che il macilento motore ci avrebbe piantati sul più bello, regalandoci indimenticabili attimi di pura adrenalina), i motori elettrici semplicemente non c’erano, quindi l’unica scelta era il piccolo entrobordo diesel.

Oggi le cose sono decisamente diverse: I piccoli fuoribordo 4 tempi sono dei gioiellini di precisione meccanica ed efficienza, i motori elettrici stanno diventando una realtà sempre più diffusa anno dopo anno, e dall’altra parte i motori diesel entrobordo sono rimasti un po’ a guardare, ancorati a modelli e tecnologie non così differenti da 20 anni fa, ma rimangono comunque dei “muli” eccezionali.

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Consideriamo alcuni parametri di scelta:

Costi

Il costo del motore e relativi impianti ha un impatto drammatico sul budget totale di un progetto per autocostruttori, ramo del quale mi occupo, budget che vanno dai 20-27 mila euro per barche come Hirundo 750 o Petrel 28 a cifre sostanzialmente più basse per unità più piccole (idea 19, idea 21); vediamo quanto drammatico:

  • motore fuoribordo 10 HP 4 tempi: il costo va sui 2700 € iva inclusa, può essere acquistato praticamente ovunque, i costi addizionali sono piuttosto bassi: un serbatoio in plastica dedicato, e relativi tubi di collegamento, un supporto commerciale per il montaggio a poppa, qualche dado e bullone inox, e abbiamo tutto quello che ci serve per la nostra motorizzazione; se la nostra unità è leggera e possiamo utilizzare un 5 HP, il costo del motore scende a circa 1600 €; c’è inoltre un vasto mercato dell’usato (attenti a certi pezzi d’archeologia che si trovano di seconda mano…)
  • motori entrobordo diesel: le cose si fanno serie per il nostro portafoglio: un motore da 10 HP nuovo con trasmissione saildrive costa circa 7500-8500 €, lo stesso motore in versione linea d’asse costa, motore e invertitore, 5600-6500€ al quale dobbiamo aggiungere linea d’asse, tenute, braccetto, elica etc etc.; inoltre installare correttamente una trasmissione in linea d’asse non è una cosa banale, ci serve un meccanico in gamba; inoltre un motore diesel richiede dei sistemi ausiliari: batteria dedicata per l’avviamento e relativi cablaggi, scarico, serbatoio e filtro per diesel; in questo caso passare a motori da 20 HP (ottima scelta per il Petrel 28, come è emerso dalle barche in acqua) provoca un lievitare di costi di circa 2000€
  • motori elettrici: i piccoli fuoribordo in grado di spingere barchette come una idea 19 o un first 21, classe 1kW circa) costano circa 3000 €, compresa una indispensabile, secondo me, batteria di rispetto (700-900€); i motori per barche più grandicelle, 25-28 piedi, vanno sui 3700 € per il solo motore, più circa 2000-2500 € per un pacco batterie AGM che garantisca almeno due ore di autonomia a piena potenza, parecchio più costosi di un FB da 10-15 HP ma non distanti dal costo dei “muli” entrobordo diesel
  • costi correlati all’uso: principalmente carburante: su motori piccoli sono spese piuttosto trascurabili, con consumi orari dell’ordine di pochi litri /ora (tipicamente 2-3 l/h per un entrobordo diesel 10 HP e 1,5 l/h per un fuoribordo 5 HP); nel caso dei motori elettrici la carica del pacco batterie è praticamente gratis se avete un allaccio alla corrente nel vostro ormeggio
  • manutenzione: i piccoli fuoribordo possono essere rimossi con relativa facilità, per essere portati da un meccanico, o per farvi la manutenzione in giardino, stesso discorso vale per motori elettrici (anche entrobordo, una volta scollegati dalla trasmissione il motore in se pesa ragionevolmente poco); dall’altro lato, smontare e rimuovere un motore entrobordo diesel è un più che discreto mal di testa (mode eufemismo: on), ragion per la quale le manutenzioni si fanno (spesso scomodamente) a bordo, salvo manutenzioni straordinarie o rimotorizzazioni.

Affidabilità:
Le barche a vela sono fatte per andare a vela, ogni velista conosce e ama il momento nel quale si mettono a segno le vele e si spegne il motore, ma ci sono una serie di circostanze nella quali dobbiamo “strucar” il motore, e altre nella quali dobbiamo anche darci dentro con il medesimo; forti correnti di marea, venti forti e mare perfettamente in prua (e magari barche che non sono dei mostri di bolina…), bonacce totali, o peggio “mare morto” con bonacce e mare formato, emergenze dovute ad avarie a bordo o altro; insomma ci serve un motore affidabile del quale ci possiamo fidare; non mi interessa qui considerare la situazione “normale” della smotorata di 10-20 minuti per uscire dal porto e mettere su le vele con aria e mare normali, per fare questo qualsiasi motore va bene;

Per barche piccolette, diciamo sino ai 23 piedi io opterei per il motore elettrico come prima scelta e fuoribordo come seconda scelta, avendo cura di avere, nel caso di motore elettrico, un pacco batterie che mi garantisca una autonomia sufficiente, il che può rappresentare un problema non secondario (lo vedremo meglio nella seconda parte); per imbarcazioni più grandi, dai 23 ai 30 piedi, l’entrobordo diesel è una buona scelta, e diventa una scelta quasi obbligata se vi capita spesso di dover smotorare a lungo, in quest’ultima situazione il motore elettrico andrebbe anche benone, ma la scelta risulta compromessa dal peso del pacco batterie richiesto, o dal prezzo se optate per delle moderne eleggere batterie agli ioni di Litio (possono costare una percentuale moooolto alta del budget totale della vostra barca); i motori fuoribordo spesso soffrono di installazioni non adeguate, appesi a supporti approssimativi a poppa, con l’elica che finisce fuori dall’acqua ad ogni beccheggio un minimo pronunciato della barca, vanificando di fatto l’affidabilità del motore in sé; una installazione del fuoribordo in pozzetto (vedi foto), molto poco diffusa da noi, è a mio modesto parere una scelta piuttosto furba se l’ampiezza del pozzetto stesso lo permette;

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(continua)

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