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Route du Rhum – Lalou Roucayrol si è capovolto

MULTI50 ARKEMA - SKIPPER LALOU ROUCAYROL (FR)

Lalou Roucayrol (FR) Skipper MULTI50 Arkema – 2018

Lo skipper francese Lalou Roucayrol si è capovolto questa mattina sul suo Arkema Multi 5050 alle 06:30 di UTC / 0730 CET mentre era al quarto posto nella Route du Rhum-Destination Gaudeloupe a circa 1000 miglia a est della Guadalupa.

Roucayrol è sicuro e bene dentro la sua barca. Si è messo in contatto immediato con il suo team di supporto a terra per avvertirlo del suo capovolgimento in un improvvisa e violenta burrasca.

È in corso un piano di salvataggio. Ha accesso al cibo e all’acqua ma ha una comunicazione limitata. Si trova nella fascia degli Alisei con 20-25 nodi di vento orientale.

Francis Joyon su IDEC Sport vince la Route du Rhum 2018

Nel finale più serrato da quando è stata istituita nel 1978, il veterano skipper oceanico francese Francis Joyon su IDEC Sport ha vinto l’edizione del 40mo anniversario della regata transatlantica in solitaria Route du Rhum-Destination Guadeloupe da Saint Malo a Pointe-À-Pitre.

01 Arrivo RdR 2018 Francis Joyon IDEC Yvan ZEDDA

01 Arrivo RdR 2018 Francis Joyon IDEC Yvan ZEDDA
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Nel caldo umido della notte caraibica e con un vento leggero, Joyon è scivolato attraverso la linea d’arrivo su IDEC Sport alle 23:21.47 ora locale (04:21.47 ora italiana) mentre all’ultimo il giovane navigatore francese François Gabart su MACIF ha dovuto inghiottire la sconfitta per soli sette minuti e otto secondi.

Questa la conclusione di un finale da infarto per la classe ULTIME, nella classica regata oceanica che ha luogo ogni quattro anni e ha preso il via domenica scorsa al largo di Saint Malo in Bretagna, con un totale di sei classi e 123 skipper in gara.

Alla sua ottava Route du Rhum-Destination Guadeloupe, Joyon, 62 anni, ha stabilito un nuovo tempo record per il percorso di 3,542 miglia nautiche che ha coperto in soli sette giorni, 14 ore e 21 minuti. Questo nuovo record riduce il miglior tempo fatto nella scorsa edizione nel 2014, dal navigatore francese Loïck Peyron con la stessa barca di Joyon ma con il nome di Banque Populaire VII.

Joyon era estasiato finalmente di aver vinto la regata dopo così tanti tentativi, avendo finito secondo nel 2010. “Il rum di Guadalupa è il simbolo della Route du Rhum, che sapore! Dopo così tante tentativi il sapore è ancora migliore,” ha detto, mentre celebrava, ancora a bordo.

“É stato solo un minuto e mezzo prima dell’arrivo che mi sono reso conto che potevo vincere,” ha aggiunto. “Prima dell’ultima strambata François era più veloce di me con il suo Code Zero (vela) e praticamente per tutto il tempo fino alla fine me lo vedevo accelerare e passarmi un’altra volta, perché andava due o tre nodi più veloce.

“Dopo la partenza, poi il passaggio del maltempo e ora questo finale, è stata una regata straordinaria,” ha continuato. “Sono contento per la barca perchè non ci sono altre barche che abbiano vinto la Route du Rhum tre volte. Sono contento anche per il mio team; siamo una piccola squadra ma insieme abbiamo preparato una barca che si è fatta valere fino alla fine in questa Route du Rhum ed è arrivata in un buono stato.”

Joyon ha preso il comando della regata solo alla fine, alla famosa boa di Basse Terre, circa 24 miglia prima della linea di arrivo, mentre lui e Gabart si sono trascinavano lungo la costa ovest di Basse Terre nell’oscurità.

Gabart è stato in testa alla regata dall’inizio in modo quasi continuativo, con Joyon che gli stava alle calcagna attraverso tutto l’Atlantico ma non lo ha mai superato e a volte addirittura è scivolato anche a 150 miglia più indietro. Ma tutto è cambiato quando Gabart ha iniziato a zoppicare con una barca danneggiata che ha sofferto la perdita di un foil e un timone.

A un certo punto nelle ultime due ore di regata Joyon aveva esteso il vantaggio ad oltre tre miglia prima sul suo giovane avversario, ma Gabart si è dimostrato più veloce in un vento molto leggero. A un miglio dal traguardo i due skipper solitari veleggiavano fianco a fianco.

Quando sono arrivati sotto gli occhi delle migliaia di spettatori che li aspettavano è stato come l’epilogo di un thriller accuratamente coreografato. Ma è stato Joyon a far esplodere il tifo quando è suonata la sirena al suo arrivo, prendendosi gli onori della vittoria e passando il traguardo della classe ULTIME, con le più grandi barche in regata.

Quando ha superato il traguardo il veterano Joyon è rimasto immobile per quasi un minuto. Era come se il marinaio tranquillo, riservato e compito non potesse credere di aver finalmente completato la vittoria della sua carriera, più di 30 anni dopo la sua prima partecipazione alla regata conosciuta come la “Regina” delle transatlantiche.

L’enorme folla ha riservato a Joyon un benvenuto particolarmente rumoroso, molti dei presenti essendo cresciuti con la tradizione della Route du Rhum ogni quattro anni e sapendo che l’arrivo della prima barca marca da sempre l’inizio di due settimane di festa a Pointe-À-Pitre. Famiglie e persone di ogni età si sono affollati lungo la costa dal primo pomeriggio per assicurarsi i posti migliori e godersi lo spettacolo.

In una flotta di sei ULTIME, timonati da alcuni dei navigatori francesi di più alto profilo e di maggior successo, Joyon era considerato un outsider. La sua barca è tre tonnellate più pesante del MACIF di Gabart che ha anche l’ausilio dei foil. Ma la sua vita passata a regatare negli oceani e la sua esperienza che lo ha visto stabilire nuovi record hanno completato perfettamente il suo trimarano IDEC Sport sul quale, insieme ad un equipaggio di cinque persone, ha stabilito nel 2017 l’attuale record di 40 giorni per il giro del mondo senza scali.

Le condizioni di tempesta hanno avuto un forte impatto sulla flotta nel Golfo di Biscaglia nelle prime 24 ore della regata con due degli ULTIME più nuovi che hanno dovuto abbandonare la competizione. Banque Populaire IX si è ribaltato il pomeriggio del secondo giorno e lo skipper Armel Le Cléac’h è stato recuperato da un peschereccio spagnolo.

La vittoria di Joyon significa che la straordinaria serie di successi di Gabart si è temporaneamente fermata. Vincitore della Vendée Globe, della Transat Bakerly e della Transat Jacques Vabre in coppia nel 2015, nonché detentore del record per il giro del mondo in solitaria senza scali, Gabart deve aver pensato che un altro trofeo fosse in arrivo.

Ma il determinato Joyon non ha mollato mai. Un personaggio accanitamente indipendente, Joyon è un navigatore solitario che è al massimo della felicità quando è in mare. Ama l’attività manuale che comportano le regate oceaniche e la manutenzione dei sistemi della sua barca, preferendo spesso una semplicità rustica a guadagni meccanici o elettrici.

Nella classe ULTIME in cui, a causa delle elevate velocità e alti carichi, è permessa la consulenza meteo di specialisti a terra, Joyon preferisce un’assistenza minima. Nel 2014 ha fatto affidamento su una singola email ogni mattina e ogni sera. “Una parola o due, un messaggio generico sul suo telefono sono sufficienti per Francis,” sostiene un assistente meteo che ha lavorato con lui in passato.

Lo spagnolo Alex Pella, vincitore della Class40 nel 2014, era nell’equipaggio di Joyon che ha fatto il record del giro del mondo nel Jules Verne Trophy e adora l’approccio di Joyon, che contrasta con quello di Gabart fondato su grande team, grande budget e grandi ambizioni.

“Ragazzi come François Gabart sono venuti fuori da grandi campagne di allenamento e hanno sempre fatto in modo di avere il meglio di tutto, invece Francis ha imparato tutto da solo,” spiega Pella. “Ma nonostante sia della vecchia scuola, ama tutta la tecnologia di queste barche e ama ascoltare e imparare. Ama l’attrezzatura, le vele e tutto quello che riguarda i foil. Da solo 40 anni fa ha costruito barche da zero con le proprie mani e ha navigato ovunque nei Caraibi e intorno al mondo.”

Pella ha aggiunto: “Il suo team è sua figlia e suo figlio sono un paio di amici.
Confrontatelo con MACIF e Gitana, con squadre di ingegneri e preparatori, Francis fa tutto da solo o con la sua famiglia e i suoi amici.”

Con i primi due posti ora assegnati, l’attenzione si concentra sul resto della flotta, e su chi si aggiudicherà l’ultimo posto del podio della classe ULTIME tra Romain Pilliard and Thomas Coville. Nel frattempo, le cinque rimanenti classi hanno tutto da giocarsi, con i Multi50 al momento attesi a Guadalupa mercoledì.

I tempi di Francis Joyon su IDEC Sport
Ha tagliato il traguardo alle 04h21’47” ora italiana
(23h21’47” ora locale a Guadalupa)
Comcludendo il percorso in 7jours 14h 21mn 47sec (nuovo record)
Migliorando il precedente record detenuto da Loïck Peyron di 46 minuti e 45 secondi
4367 miglia percorse a una velocità media di 23,95 nodi

I tempi di François Gabart su MACIF.
Ha tagliato il traguardo alle 04h28’55” ora italiana
(23h28’55” ora locale a Guadalupa)
Comcludendo il percorso in 7 giorni 14 ore 28 minuti 55 secondi
Scarto con il vincitore, IDEC Sport : 7 minuti 8 secondi
4281 miglia percorse a una velocità media di 23,46 nodi

Info su www.routedurhum.com

Il primo Clinic FIV Mini 6.50

È stato presentato il 7 novembre al Porto Turistico di Roma, il primo Clinic FIV Mini 6.50, uno stage organizzato dalla Federazione Italiana Vela per i velisti della Classe Mini 6.50, iniziato lunedì 5 Novembre.

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Il Clinic dura una settimana, durante la quale i dodici atleti della classe italiana ricevono formazione attraverso incontri e consulenze quotidiane con esperti del settore e navigatori oceanici quali Giovanni Soldini, Giancarlo Pedote, Vittorio Bissaro e il presidente della Classe Mini 6.50 Ambrogio Beccaria. A presentare l’evento con i navigatori, in veste di docenti, anche il Presidente della FIV Francesco Ettorre, il consigliere FIV con delega alla vela d’altura Donatello Mellina, il presidente della IV Zona Giuseppe D’Amico, l’Assessore allo Sport e Cultura del X Municipio di Roma Silvana Denicolò e il padrone di casa, Stefano Cavallari, in rappresentanza del Porto Turistico di Roma.

Il Mini 6.50 è un’imbarcazione a vela di appena 6,5 metri di lunghezza utilizzata per impegnative traversate e considerata la porta d’ingresso della vela oceanica, un trampolino di lancio per più importanti sfide. Con questo primo stage tecnico la Federazione Italiana Vela intende affermare l’Italia quale protagonista nel panorama della Vela Oceanica, e sostenere i ‘ministi’ italiani nella preparazione di una campagna di partecipazione alla prossima Mini-Transat in programma nell’ottobre 2019, fornendo loro strumenti utili alla messa a punto dell’imbarcazione, alla gestione della navigazione, e alla definizione di un programma sportivo e di comunicazione.

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Andrea Fantini alla Route du Rhum-Destination Guadeloupe 2018

Andrea-Fantini-Enel-Green-Power-Class40

La Route du Rhum-Destination Guadeloupe per tradizione è una regata a partecipazione prevalentemente francese, anche se la prima edizione è stata vinta dal canadese Mike Birch, ma il 40° anniversario dell’evento vedrà la presenza del più numeroso contingente internazionale di velisti mai avuto nella sua storia, con 23 skipper non francesi.

Partiranno il 4 novembre da St Malo per l’undicesima edizione della Route du Rhum-Destination Guadeloupe, i 123 skipper iscritti provenienti da USA, Australia, Belgio, Gran Bretagna, Finlandia, Germania, Italia, Svezia, Svizzera, Giappone e Francia.

Sono due gli skipper che navigheranno con la bandiera italiana in questa edizione del 40° anniversario. Uno è Andrea Fantini, 35 anni, alla sua prima Route du Rhum-Destination Guadeloupe a bordo del Class40 Enel Green Power, la barca che ha partecipato all’ultima Transat Jacques Vabre ma che ha dovuto ritirarsi a Lisbona dopo aver danneggiato il timone. Fantini, ex equipaggio di Maserati con Giovanni Soldini, ha commentato: “Adoro essere in contatto con le forze della natura che non puoi cambiare, non puoi controllare. Devi sfruttare questi elementi nel miglior modo possibile per realizzare il tuo obiettivo nel modo più rapido e migliore possibile.”

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Golden Globe Race – Incidente di Abhilash Tomy – Cronologia Eventi

Salvataggio Abhilash Tomy 01

Salvataggio Abhilash Tomy 01
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Venerdì 21 settembre 2018, giorno 83 – l’indiano Abhilash Tomy e l’irlandese Gregor McGuckin si ritrovano in una tempesta con venti fino a 70 nodi e inde fino a 14 metri nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, circa 1900 miglia a ovest di Cape Leeuwin, nell’Australia occidentale. Entrambi scuffiano (o fanno la capriola non è chiaro) perdendo gli alberi. L’indiano Abhilash Tomy rimane gravemente ferito alla schiena, al punto che non riesce più a muoversi, riesce però a comunicare con l’organizzazione. Viene allertato il soccorso marittimo.

Sabato 22 settembre 2018, giorno 84 – Il quartier generale del Golden Globe Race riceve un messaggio satellitare da Abhilash Tomy: EPIRB ATTIVATO. NON POSSO CAMMINARE. POTREBBE ESSERE NECESSARIA LA BARELLA Posizione: 39′ 25.297 S 077′ 30.629 E al 22 set 02:28 UTC.

Le autorità di salvataggio in Australia e India ora sanno che è al sicuro a bordo del suo yacht Thuriya (una replica dello Suhaili di Sir Robin Knox-Johnston), ma che giace immobilizzato nella sua cuccetta. Il suo ultimo messaggio alle 21:57 UTC READ: POSSO MUOVERE LE DITA DEI PIEDI. MI SENTO INTORPIDITO. NON POSSO MANGIARE O BERE.

Domenica 23 settembre 2018, giorno 85 – Un aereo militare indiano avvista la barca di Abhilash Tomy. Gregor McGuckin con un armo di fortuna si avvia per andare a soccorrere lo skipper indiano ma la sue velocità e le condizioni meteomarine non rendono la cosa agevole.

Altri due aerei, uno in uscita da Perth e un P8 Orion della Difesa australiano che operava dalla Reunion Island, hanno sorvolato le due imbarcazioni poche ore dopo e sono riusciti a comunicare direttamente con McGuckin.

Lunedì 24 settembre 2018, giorno 86. Siamo al quarto giorno dall’incidente. Il peschereccio francese Osiris raggiunge Tomy e lo trasferisce a bordo. Il Centro di coordinamento dei soccorsi di Canberra ha segnalato: “Tomy è bordo della Orisis, è cosciente e parla

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Gregor McGuckin sta facendo 2,2 nodi verso la posizione di Thuriya, navigando sotto armo di fortuna. Il 32enne irlandese è ancora a 25 miglia a ovest e in contatto radio con l’aereo da ricognizione. Non è in difficoltà, ma ha chiesto un’evacuazione controllata dalla sua barca.

Di fronte a una “crociera” di 1.900 miglia attraverso l’Oceano Australe fino all’Australia occidentale sotto un piccolo armo di fortuna e senza motore (il suo carburante si è contaminato quando si è rovesciato), questa è una decisione responsabile presa da un marinaio professionista quando tutte le risorse di salvataggio sono vicine. L’alternativa sarebbe stata quella di continuare a navigare in solitario senza l’ausilio dell’auto-pilota rischiando di dover chiamare di nuovo i Servizi di soccorso se dovesse ritrovarsi in un’altra tempesta.

Qualche ora dopo anche Gregor McGuckin è a bordo del peschereccio francese Osiris. Ora che i due velisti sono entrambi saliti a bordo la Osiris procederà verso l’isola di Amsterdam, dove i marinai soccorsi riceveranno una visita medica completa. L’ospedale di Amsterdam è ben equipaggiato con apparecchiature a raggi X e ad ultrasuoni.

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New Formula Foil Ocean Racing Championships con £50,000 di premio al vincitore

Per il 2020 è stato annunciato un nuovo format denominato Formula Foil Ocean Racing Championships (FFORC) con un minimo di 10 squadre, equipaggi formati da 5 persone, 10 regate in monotipia, oltre 10.000 miglia che offrono un montepremi totale di 80.000 Sterline per i vincitori.

Beneteau Figaro III FFORC 01

Beneteau Figaro III FFORC 01
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La barca scelta è il Beneteau Figaro 3, ideatore del FFORC è Stuart Greenfield. Il campionato si svolgerà da primavera 2020 a febbraio 2021, e poi annualmente, il vincitore sarà dichiarato ad Antigua. Il campionato è aperto a qualsiasi Beneteau Figaro 3 con un equipaggio minimo di 4 e un limite massimo di peso dell’equipaggio di 500 kg.

Il concept inizierà con 10 barche identiche messe a disposizione delle prime 10 squadre che entreranno a pieno titolo. Gli yacht saranno gestiti dalla nuova compagnia da una singola base sull’isola di Wight e offerti ai team su base completamente “step-on e race” per £ 75.000 +IVA (prezzo per le squadre che si iscrivono prima del 1° gennaio 2019) per il campionato. Questo include il pieno utilizzo di un Beneteau Figaro 3 preparato per la regata. Le squadre possono essere amatoriali, sponsorizzate o completamente professionali. Le squadre amatoriali, se necessario, riceveranno addestramento e corsi di primo soccorso, soccorso in mare e radio VHF per ottenere le qualifiche necessarie per soddisfare lo standard di Categoria 1 a cui le gare si conformeranno. Tutte le gare contano per i risultati senza scarti.

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Golden Globe Race – Are Wiig ha disalberato

golden-globe-race-2018 DAY 58

(27 Agosto 2018; giorno 58) – Are Wiig, 58 anni di Svelvik, Norvegia, ha fatto una telefonata satellitare al quartier generale della Golden Globe Race alle 16:30 UTC per segnalare che il suo yacht di 32 piedi Olleanna aveva fatto una capriola di 360 gradi e aveva disalberato a circa 400 miglia a sud-ovest di Città del Capo. Al momento dell’incidente lo skipper era sotto coperta, il vento era di 35-45 nodi e le onde di 7-8 metri.

Un oblò della cabina è andato perso, ma Are ha riferito di non essere ferito e che non c’è stato alcun danno allo scafo. Ha rapidamente tagliato l’albero e l’attrezzatura, ma ha lasciato lo strallo con la vela collegata che funge da ancora galleggiante.

“Sembra fiducioso e molto controllato”, riferisce il presidente della GGR Don McIntyre. “Il suo sistema di autogoverno a vento si era rotto, e prima di scendere sotto, era rimasto al timone per sette ore. Sotto coperta è un disastro, ma ha in programma di riordinare e monitorare la situazione e quindi sviluppare un piano.

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Ambrogio Beccaria vince la Sables – Les Açores – Les Sables

Già vincitore della prima tappa con 12 ore di vantaggio, Ambrogio Beccaria che poteva limitarsi a controllare per cogliere la vittoria finale, ha comunque spinto al massimo vincendo anche la seconda tappa.

Ambrogio Beccaria Geomag les sables 2018 arrivo

Lo skipper di Geomag, che ha completato il percorso di 1270 miglia Martedì 14 agosto alle 22:23 (ora di Parigi) dopo 6 giorni 3 ore 21 minuti e 43 secondi in mare, ha, come nella prima tappa, finito in testa tra le barche di Serie con un vantaggio di circa 8 ore sul secondo. Il navigatore italiano vince logicamente questa edizione della Sables – Les Açores – Les Sables e, con cinque vittorie su cinque gare disputate in questa stagione, conquista anche il “Championnat de France Promotion Course au Large en Solitarie” e nel ranking internazionale Mini 6.50 e il RECORD ASSOLUTO di vittorie consecutive nei Serie.

Sito della regata lessables-lesacores650.com

Golden Globe Race, Philippe Péché: chiamata di emergenza per timone rotto

Philippe Péché, 57 anni, ha fatto una chiamata di emergenza al Golden Globe Race HQ alle 18:10 UTC di ieri, 10 agosto 2018, per riferire che il timone del suo Rustler 36 PRB si era rotto con un vento da 45-50 nodi e non poteva governare.

2018 Golden Globe Race. Lorient - 20 March 2018. French skipper Philippe Péché sail training on his Rustler 36 PRB, sloop, in preparation for the start of The 2018 Golden Globe Race race from Les Sables d'Olonne on July 1

PPL Photo Agency – Photo Credit: Yvan Zedda/GGR/PPL 1018 Golden Globe Race.

Il francese di La Trinité Sur Mer, che si trovava in seconda posizione, ha riferito di aver ammainato tutte le vele e di aver lasciato che la barca vada alla deriva fino a quando i venti non si saranno calmati prima di valutare le sue opzioni. Ieri sera ha detto agli organizzatori della gara che i pezzi di ricambio da lui trasportati per la speciale barra telescopica in lega montata su PRB erano già stati utilizzati per riparare l’autopilota.

PRB è attualmente in pieno Atlantico, a circa 1.500 miglia ad ovest di Città del Capo, il porto più vicino. Péché ha dichiarato di non essere in pericolo immediato, ma altri due concorrenti, il leader della corsa Jean-Luc Van Den Heede (Matmut) e l’olandese Mark Slats (Ohpen Maverick) sono vicini, con il resto della flotta che lo segue.

Don McIntyre, il presidente della corsa ha detto: “Philippe Péché ci ha detto che non è in pericolo immediato. Il suo yacht è molto sicuro ed è un marinaio di grande esperienza con due precedenti circumnavigazioni alle spalle. Stiamo continuando a monitorare la situazione, ma ci aspettiamo che l’attuale tempesta si calmi entro le prossime 24 ore quando spera di mettere a punto un altro timone.

Ha anche fatto una chiamata via satellite al suo partner, non consentita dalle regole GGR, che lo relega alla classe di Chichester e ora è fuori dalla classifica GGR.

Jean-Luc Van Den Heede che sta navigando con gli stessi forti venti, ha riferito problemi con l’autopilota sul suo Rampler 36 Matmut.

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Per le ultime posizioni www.goldengloberace.com/livetracker

Ambrogio Beccaria vince la prima tappa della LesSables-Azzorre-LesSable

Il giovane skipper milanese Ambrogio Beccaria dimostra ancora una volta il suo grande talento e la sua abilità tattica vincendo tra i Serie la prima tappa della settima edizione della LesSables-Azzorre-LesSable (SAS).

LesSables-Azzorre-LesSable Ambrogio Beccaria

Partito il 22 luglio da LesSables d’Olonne – dopo 11 giorni e 6 ore – è arrivato ieri 2 agosto a Horta (Azzorre) alle ore 20,00 (18,00 UTC) primo tra i 38 Mini 6.5 di Serie con un distacco sul secondo di 60 miglia, senza mai perdere la testa della flotta per tutta la durata della regata.

Gli undici giorni di regata sono stati caratterizzati da condizioni meteo estremamente variabili, bolle senza vento, depressioni e fronti associati. Questa prima tappa è stata lunga e faticosa a causa – appunto – del continuo alternarsi di situazioni molto diverse che hanno rimescolato più volte le carte. Ambrogio però non si è fatto intimorire e sempre concentratissimo è riuscito a imporre il suo passo e a mantenere il comando, riuscendo a conquistare un distacco crescente dalla flotta degli inseguitori, fino a un massimo di 110 miglia sul secondo.

Le prime parole di Ambrogio all’arrivo a Horta (Azzorre):

“Sono molto felice e frastornato, anche perché non sapevo di essere primo fino all’arrivo. Avevo volutamente smesso di ascoltare la radio con la classifica quando mi sono accorto di essere in vantaggio di 40 miglia sul secondo: l’idea mi metteva troppa pressione e ho preferito pensare alla regata. È stata una corsa molto dura, quasi tutta di bolina e i mini di bolina non sono proprio il massimo! Non avevo mai affrontato delle depressioni in mezzo all’Atlantico, devo dire che Geomag si è comportata egregiamente, ma per la prima volta in vita mia ho avuto paura. C’erano delle onde di 4 metri, frangenti che coprivano la barca. Le ultime miglia sono andato a Sud e sono rimasto intrappolato nella bonaccia per due giorni. Quando ormai pensavo che il resto della flotta mi avesse superato a Nord, mi sono ritrovato dentro quest’arcipelago che è sempre di una bellezza incredibile. Ho pensato, Be’, anche se non ho vinto, almeno ho fatto un bel giro. Poi ho tagliato il traguardo e ho capito che ero primo!!!”

Martedì 7 agosto è prevista la partenza della seconda tappa da Horta a Les Sables d’Olonne

Sito della regata lessables-lesacores650.com