Category name:Storie di Vela

Video – MOB con recupero

Zumaia, nord della Spagna – Un’enorme onda frangente investe una barca a vela mentre imbocca il canale di ingresso al porto. Quattro persone cadono fuoribordo. La barca a vela imbastisce un tentativo di recupero ma non è praticabile, allora esce un motoscafo che, non senza fatica, riesce nell’impresa.

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito nell’incidente…

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Corentin Chatelperron, a zondo per le isole del Golfo del Bengala su una barca di juta

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Dopo Tara Tari, con la quale ha percorso 9000 miglia, dal Bangladesh a La Ciotat, in Francia, Corentin Chatelperron ritorna con una nuova avventura. A bordo di “Gold of Bengal”, un tradizionale sampan costruito interamente in fibra di juta, esplora le isole del Golfo del Bengala.

La barca è dotata di un dissalatore, una serra a prua per coltivare (non ho capito cosa) e un pollaio, dove colloca due galline che gli danno uova fresche.

Scopo della crociera: testare questa barca 100% ecologica.

Esperimento che sembra essere riuscito.

Baboushka – In catamatano tra ghiaccio e acqua

Una coppia di francesi, Sébastien Roubinet e Vincent Berthet, sono partiti la scorsa estate per completare un’avventura a vela trans-artica in un catamarano appositamente progettato. Questo video è il traile del conseguente documentario.

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Sebastien Roubinet ha progettato il “Baboushka”, un incrocio tra una slitta e un catamarano. 7,50 m di lunghezza e 5 di larghezza, la barca è stata costruita con kevlar e carbonio, per consentirgli di essere trainata o scivolare su lunghe distanze con vele spiegate e una brezza moderata. Il cata-slitta ha navigato su ghiaccio, acqua e neve. (altro…)

Il viaggio del Kon-Tiki alla Compagnia della Vela di Venezia

Nel 1947 l’antropologo e esploratore Thor Heyerdahl per confermare la teoria secondo la quale l’origine delle popolazioni polinesiane deriva da quelle del Sud America, giunte via mare negli atolli del Pacifico, costruisce il suo Kon-Tiki, una zattera fatta con i materiali e le tecniche in uso in periodo preistorico.

Thor Heyerdahl

Dopo centouno giorni di viaggio e una traversata di 4.300 miglia, Thor Heyerdahl e quattro membri di equipaggio, su questa zattera fatta di tronchi di balsa, compiono un viaggio considerato da molti impossibile. Partiti dalle coste peruviane approdano a Raroia.

La cambusa del Kon-Tiki consisteva in una riserva pari a quasi una tonnellata di acqua stivata in tubi ricavati da canne di bambù, circa 200 noci di cocco, patate dolci e altri frutti. razioni da campo, scatolame e porzioni di sopravvivenza fornite dall’esercito americano, che secondo me le popolazioni polinesiane durante la loro migrazione non avevano.

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Robyn Dougall – Royal Yachting Association Young Volunteer of the Year

Ok, l’erba del vicino è sempre più verde e blablabla ma io continuo a pensare che gli inglesi lo fanno meglio.

Robyn Dougall 01

Già che abbiano un antico, radicato e diffuso sistema di salvataggio in mare (e non) su base completamente volontaria basterebbe. Ma poi…

La quindicenne scozzese Robyn Dougall è appena stato incoronata Royal Yachting Association Young Volunteer of the Year 2013 per la conduzione di una barca di salvataggio nell’area del Firth of Forth, un’insenatura creata nella costa orientale della Scozia dall’estuario del fiume Forth, che lì sfocia nel Mare del Nord.

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Shackleton Death or Glory. Lost at Sea

La spedizione Endurance (Imperial Trans-Antarctic Expedition) partì da Londra il 1º agosto 1914, con a bordo Shackleton e altri 27 uomini.

Dopo essere rimasta ancorata a Grytvyken (Georgia del Sud) per circa un mese la nave Endurance salpò diretta verso il mare di Weddel che raggiunse il 10 gennaio 1915. Il 19 dello stesso mese rimase incastrata nel pack. Il 27 ottobre dovette essere abbandonata, il 21 novembre fu completamente distrutta dalla pressione del ghiaccio.

Shackleton fece trasferire l’equipaggio sulla banchisa in un accampamento d’emergenza, dove rimase fino al 29 dicembre quando si trasferì, trasportando al traino tre scialuppe di salvataggio, sul un lastrone di banchisa in quello che chiamarono Patience Camp.

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In solitario – Film 2013 con Christophe Offenstein

In solitario (titolo originale En Solitaire) è un film del 2013 diretto da Christophe Offenstein con protagonisti principali Christophe Offenstein (Quasi Amici) e Samy Seghir. Nei “cinemi” italiani a partire dal 21 novembre 2013.

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Offenstein interpreta Yann Kermadec, un velista che vede il suo sogno realizzarsi quando si ritrova improvvisamente a dovere sostituire un altro skipper alla partenza del Vendée Globe. Dopo alcuni giorni di gara Yann è costretto ad una sosta per riparare il timone danneggiato.

Quando riparte si ritrova con un clandestino a bordo, Mano Ixa, interpretato da Samy Seghir. Un ragazzo originario di Nouakchott, in Mauritania, abbandonato dai contrabbandieri su un’isola delle Canarie che ha intenzione di raggiungere la Francia per trovare uno specialista nel trattamento di problemi respiratori e diventare un calciatore professionista.

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