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Perché esistono natanti con scafo sopra i 10 metri?

Più o meno sappiamo tutti che non è obbligatorio immatricolare le barche sotto i 10 metri… però a volte ne troviamo negli annunci di vendita alcune che vengono dichiarate natante e contestualmente sono indicate con scafo di lunghezza superiore ai succitati 10 metri.

classis segugio spiaggetta di poppa

Come è potabile tutto ciò?

Facile, tutto ciò è potabile perché secondo il Codice della nautica da diporto:

Art. 3. – Unita’ da diporto – 1. Le costruzioni destinate alla navigazione da diporto sono denominate:
a) unita’ da diporto: si intende ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto;
b) nave da diporto: si intende ogni unita’ con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto;
c) imbarcazione da diporto: si intende ogni unita’ con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e fino a ventiquattro metri, misurata secondo le norme armonizzate di cui alla lettera b);
d) natante da diporto: si intende ogni unita’ da diporto a remi, o con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri, misurata secondo le norme armonizzate di cui alla lettera b).

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La più lunga rotta navigabile in linea retta

La più lunga rotta navigabile in linea retta da punto a punto senza toccare terra sono più o meno 20,000 miglia dal Pakistan alla penisola della Kamchatka in Russia, via Oceano Indiano, Sud Atlantico e Pacifico. O viceversa. Senza toccare terra.

the-longest-straight-line-you-can-sail-in-the-world

Che vista sull’immagine qui sopra non parrebbe tanto retta… però sappiamo che la terra è tonda e che quella rappresentata in piano è una “proiezione”.

Il video rende meglio l’idea

Immagine anteprima YouTube

Via | propercourse.blogspot.it

Pulizia e manutenzione del Tek – I consigli di Veleggiando

Segnalo un bel post che Roberto ha pubblicato sul suo blog veleggiando.it riguardo alla manutenzione del tek.

manutenzione-tek-veleggiando

La pulizia del pozzetto o della coperta in teak della barca è un’operazione lunga e faticosa, tuttavia è indispensabile effettuarla almeno una volta all’anno non solo per un fatto estetico, ma anche per garantire una vita più lunga al preziosissimo legno.

Roberto non solo ci offre dei buoni consigli su come trattare il pregiato legno, risparmiando anche qualcosa, ma mette a confronto due diversi prodotti, il Teak Three di Osculati e il Wood Protector Easy della Nanoprom. Il tutto corredato da video di ottima qualità.

L’articolo completo su blog.veleggiando.it

La differenza tra un Blogger e un cialtrone

La differenza tra uno che mantiene un blog per passione e un cialtrone è che il blogger per passione offre, quando possibile, ai propri utenti la possibilità di verificare le fonti e riconosce citando, sempre quando possibile, l’altrui proprietà dei contenuti.

Il cialtrone, probabilmente nella assurda pretesa di tenere il visitatore legato al proprio sito, invece ruba senza citare. Il cialtrone poi non si cura di quegli stessi visitatori condividendo contenuti errati e fuori contesto.

Qualcuno che non cito, perché non lo sputo sennò lo profumo, si è fregato questa mia foto del Vela&Vela e l’ha spacciata nel proprio sito parlando dell’ultima edizione. Peccato che la foto sia dell’edizione 2009 e sia scattata a Muggia mentre l’edizione 2013 si è svolta a San Giusto, in centro a Trieste.

vela_e_vela_2009

Trasporto barche su navi semiaffondanti

Portare una barca a vela dall’altra parte dell’atlantico (mi dicono) è abbastanza facile, qualcuno dice perfino noioso.
Riportarla indietro, se non si decide di continuare il giro, è un casìno.

trasporto barche via nave

La via piu’ pratica ad oggi è il trasporto via mare mediante navi semi affondanti (float off / float on). Le navi immergono la “stiva”, le barche entrano con i loro mezzi, ormeggiano, dei sub predispongono gli invasi, poi la nave riemerge pompando fuori l’acqua e dunque tirando in secca il carico. Non serve disalberare, smontare o impacchettare alcunche’.

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Come combattere e/o prevenire il mal di mare

La cinetosi (o chinetosi o kinetosi, mal di mare nel nostro caso specifico) e’ un insieme di concause strettamente legate tra di loro.

Tutti sono d’accordo sul fatto che il mal di mare va prima di tutto prevenuto. I rimedi farmacologici purtroppo funzionano in prevenzione inibendo parzialmente i nostri recettori preposti al mantenimento dell’equilibrio. Il farmaco quindi andrebbe preso preventivamente e non dopo i primi sintomi, poichè sarebbe già troppo tardi e la sua efficacia sarebbe solo parziale o nulla.

Si deve cercare inoltre di non trovarsi in situazioni ambientali tali da soffrire il mare.

Umido, freddo, caldo ecessivo, stress, stanchezza, ansia, possono essere delle concause che fanno percepire il mal di mare prima del tempo. Non sto qui a disquisire circa il moto ondoso o il rollio ritmico, quelle sono cause oggettive a cui siamo sottoposti nel momento in cui si va per mare e non possiamo farci nulla.

Il mal di mare inoltre e’ un sintomo soggettivo: chi soffre solo ad andare sotto in banchina… chi non soffre manco a capo horn a testa in giu’ a cambiare il filtro del gasolio. Ancora: al mal di mare ci si abitua. O meglio, ci si abitua alla nuova condizione di equilibrio tipico di un mezzo instabile come la barca. La velocita’ di adattamento varia, come sopra, da soggetto a soggetto.

Quindi (a titolo di esperienza personale) bisogna cercare di non mettersi in condizioni tali da soffrirne.

Alimentazione: non e’ l’alimentazione che stimola il mal di mare ma e’ il mal di mare che stimola la nausea e quindi la piu’ o meno accentuata sofferenza a questo sintomo.

Aiuta: evitare bevande alcoliche, gassose, dolci e acide, attenti pero’ che non vuol dire non bere. Ma bere poco e di continuo. Evitare cibi: ricchi di grassi, speziati, difficilmente digeribili e dolci. Meglio il salato (la famosa leggenda dell’acciuga del pescatore).

Veniamo ai farmaci. Ce ne sono tantissimi, si va dal piu’ leggero travelgum (il formicolio alla lingua e’ sinonimo di anestetizzante) alla piu’ efficace xamamina, che pero’ proprio per la funzione inibitrice ti lascia un attimo rincoglionito. Considerazione: in barca solitamente si soffre il mare quando le condizioni sono piu’ dure e quindi piu’ problematiche e critiche.

Preferisco di gran lunga avere uno completamente inefficente disteso in pozzetto, piuttosto che uno mezzo efficente e poco “attento” impasticcato che fa manovre in barca.

Ultima cosa: se fai regate non soffri mai il mal di mare. 🙂

Conversione coordinate

A volte ci capita di dover trasporre delle coordinate geografiche dal nostro GPS su Google Eart o su Google Maps, o viceversa. Questi strumenti messi a disposizione da Google utilizzano di default il formato in gradi decimali mentre noi il più delle volte abbiamo, o abbiamo bisogno, del formato in gradi minuti secondi.

Per risolvere i nostri problemi di geolocalizzazione il sito www.fcc.gov ci mette a disposizione due pratici convertitori:

  • da Gradi Minuti secondi a Gradi Decimali
  • da Gradi Decimali a Gradi Minuti secondi

In alternativa si può utilizzare direttamente Google Maps. Inserendo nel campo di ricerca le coordinate in un formato o nell’altro il risultato ci mostrerà un fumetto che localizza il punto e ne mostra le coordinate nel formato alternativo. Come in figura sotto

conversione coordinate