I contro della randa rollabile all’albero

aprile 11, 2013 | By Mistro
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rolla randa all'alberoRolla randa all’albero sì, rolla randa all’albero no? Chi l’ha provata o installata sulla propria barca in genere si dichiara entusiasta. Io su una barca con la tapparella avvoltolabile sull’albero non ci sono mai salito però ci sono delle motivazioni tecniche che tenderebbero a farmi propendere per il no.

Diamo per scontato che si siano raggiunte vette di totale affidabilità e quindi lasciamo stare il pericolo che si inceppi il meccanismo proprio nel momento peggiore, quando c’è bisogno di ridurre per l’arrivo del maltempo, lasciamo stare anche il fatto che non la puoi steccare e quindi ci perdi in termini di rendimento puro (in realtà si possono steccare verticalmente… ma di questo semmai ne parliamo un’altra volta).

Dunque… un albero con installato un sistema di avvolgimento è più grosso (deve contenere la avvolta avvolta) e pesa mediamente un 40% in più al metro rispetto ad uno standard. Tanto peso in più lassù in alto produce una forza risultante a circa metà altezza.

Tale forza naturalmente produce sbandamento, per compensare questo sbandamento e mantenere l’equilibrio bisognerebbe aggiungere, a seconda dell’altezza dell’albero, diverse centinaia di chili di zavorra.

Per quantificare e rendere meglio l’idea cito Cheret in un suo passaggio di “Le vele – comprendere, regolare, ottimizzare

Si consideri una barca di 15 metri, con un dislocamento di 17 tonnellate. Si può ritenere che un albero classico pesi 11 chili al metro e che uno con avvolgi-randa possa arrivare a 15 chili. Se l’albero fosse lungo 18 metri il peso aumenterebbe di 72 kili, tale massa avrebbe una risultante posta a 9 o 10 metri dal galleggiamento. Per compensare si dovrebbero porre 500 o 600 chili di zavorra a poco più di un metro sotto al galleggiamento.

Per concludere aggiungendo un altro carico da 90: Tutto questo peso in alto inoltre con l’aumentare della distanza dal centro di rotazione aumenta la propria velocità alimentando in questo modo fenomeni parassiti di rollio e beccheggio.

Comments: 6

  1. matteo r ha detto:

    Sette e mezzo per l’espressione “fenomeni parassiti”. Sette per la spiegazione. Un altro punto a sfavore potrebbe essere rappresentato dal prezzo, secondo te? Un punto a favore invece può essere il fatto che la vela, là dentro, resisterebbe mesi senza rovinarsi?

  2. Mistro ha detto:

    E per “tapparella avvoltolabile” che voto mi dai?

    Il prezzo è un elemento a sfavore solo se sei povero.

    La vela avvolta là dentro è più stressata rispetto a una accuratamente ripiegata sul boma, sono le trazioni verticali necessarie ad avvorgerla a “stressarla”

  3. Francesco ha detto:

    Attenzione, la questione è un po’ più complessa: la maggiore massa inerziale non provoca necessariamente più rollio, anzi, ho letto che le barche disalberate rollino di più, non di meno. Addirittura, un albero più pesante può aumentare la stabilità INIZIALE della barca, perché il momento angolare aumenta. Il rollio aumenta solo nel caso teorico in cui dai un singolo impulso alla barca, e quella dondola fino a trovare la posizione di equilibrio iniziale (e con maggior inerzia dondola più a lungo), mentre in un contesto dinamico (la barca in mezzo alle onde) il maggior momento angolare contrasta e limita il rollio.

    Il vero problema è, semmai, nel ridotto AVS (angle of vanishing stability), quello cioè in cui lo scafo è indifferente tra raddrizzarsi o rovesciarsi a 180°, e nella minore capacità di raddrizzamento dello scafo invertito.

    Se proprio deve essere rollabile, almeno sia nel boma, ma con lazy jack o dutchman, l’avvolgitore secondo me è veramente inutile.

  4. Brizio ha detto:

    E della tapparella avvoltolata nel boma, che ne si pensa? è steccabile per il verso giusto e la sua risultanza baricentrica sta sicuramente più in basso, inoltre in caso di maltempo (repentino?) molli la drizza e quella viene giù in qualche modo anche se l’avvolgitore non funza. certo il boma sarà più ciccio ma, insomma se sei in barca da solo o peggio con una moglie assai pigra… in qualche modo te la cavi.
    Non la comprerei mai con randa avvolgibile, anzi non comprerei proprio una barca, ma quando nolo per girellare con famiglia appresso scelgo le avvoltolabili, ecco.

  5. Proust ha detto:

    Beh ma gli svantaggi non finiscono qui: la forma della vela dove la mettiamo? sarà sicuramente un compromesso tra rollabilità senza grinze e forma decente. mica per niente sembrano sempre le mutande della nonna le rande rollabili… aggiungi anche che l’albero più ciccio è una bestemmia aerodinamica che riduce ulteriormente le prestazioni.

    un profilo dell’albero aperto è molto più instabile ai carichi di compressione che quindi necessita di essere inspessito parecchio, il peso in alto sulla stabilità non fa mai bene, in più in situazioni dinamiche vuol dire più inerzie e quindi più sollecitazioni sulle manovre e sullo scafo.

    poi non è vero che non si inceppano, e se lo fanno mentre hai la randa mezza dentro e mezza fuori sono brutti momenti chè ti rimane solo il metodo del boscaiolo per ridurre velatura.

    sulle stecche verticali scrissi un insult-post anni fa, lasciamo stare.

    in ultimo il salsicciotto rollato dentro l’albero dondola esattamente come dondola un po’ un rollafiocco, solo che sbattacchia dentro l’albero e fa rumore! (mi è capitato di dover cambiar rada per colpa di uno che aveva la randa rollata che faceva da campanaccio una sera che c’era un po’ di risacca) ‘rtacci sua!

  6. fausto renzi ha detto:

    Fantastiche considerazioni. Grazie

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