Barcelona World Race – Capo Horn potrebbe essere più impegnativo

marzo 3, 2018 | By Mistro
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Doppiare Capo Horn è una delle fasi più delicate e meteorologicamente complesse della Barcelona World Race. Nella prossima edizione, con l’arrivo dell’autunno meridionale, gli IMOCA lo affronteranno in quelle che potrebbero essere le condizioni più insidiose rispetto alle precedenti edizioni.

Quindi, perché regate come il Vendée Globe e la Barcelona World Race non partono durante il piacevole mese di maggio e terminano nella calda estate dei porti europei? La risposta è semplice e diretta: in quel periodo dell’anno, l’Oceano del Sud è insidioso, e navigare durante l’autunno e l’inverno del sud può essere un’attività rischiosa. A Cape Horn, ancora di più.

Perché? In primo luogo, perché la forza del vento e la frequenza media delle raffiche sono più alte durante questo periodo dell’anno, il che significa anche maggiore onda. La seconda ragione è che la temperatura dell’acqua che spazza la coperta può facilmente arrivare a 4° C a 40-45° di latitudine Sud, il che rende davvero molto difficili le condizioni a bordo, specialmente considerando i venti ghiacciati dell’Antartide trasportati dalle tempeste. Qui sta anche la terza ragione: l’aria è più fredda e più è densa, il che significa che pesa di più e quindi ha un impatto maggiore sulle vele, rendendo la navigazione più faticosa sia per il marinaio che per la barca.

Nel Vendée Globe, che inizia verso la metà di novembre, gli IMOCA raggiungono Capo Horn durante la seconda metà di dicembre e all’inizio di gennaio, quindi nella prima metà dell’estate meridionale. Durante le due edizioni precedenti della Barcelona World Race, iniziata il 31 dicembre, la flotta ha doppiato Capo Horn tra l’ultima settimana di febbraio e la metà di marzo, quindi nella seconda metà dell’estate del sud.

L’ultima delle barche in termini di periodo ad aver mai doppiato Capo Horn alla Barcelona World Race è stata We Are Water, il 29 marzo 2011. Jaume Mumbrú e Cali Sanmartí si sono trovati alle prese con condizioni feroci all’inizio dell’autunno del sud, con venti di 45 nodi e raffiche fino a 60 e 65 nodi che soffiavano su onde che arrivavano dal NW creando correnti trasversali che erano incredibilmente difficili da gestire. Sono stati costretti a navigare in modalità difensiva e anche così hanno subito danni al loro boma.

Incredibile, vero? Bene, le probabilità dell’intera flotta IMOCA di andare contro condizioni simili a quelle sopportate da We Are Water nel 2011 sono le stesse. La partenza della regata il 12 gennaio, in concomitanza con lo scalo di Sydney, significa che le barche raggiungeranno il promontorio verso la fine di marzo, un periodo dell’anno in cui nessuna IMOCA ha affrontato la sfida nel Sud Pacifico fino ad ora.

Questo è il motivo per cui la FNOB ha commissionato uno studio al meteorologo Marcel van Triest per valutare le date di passaggio attorno al promontorio secondo le caratteristiche delle barche. Van Triest conclude che prima del 1 aprile tutte le navi avranno doppiato il Capo, salvo qualche eccezione a causa di eventuali danni, evitando così il più duro dell’autunno australiano.

Doppiare Capo Horn è anche meteorologicamente difficile a causa delle caratteristiche geografiche del punto di riferimento. Si trova a 55° 58′ Sud, la latitudine più meridionale dell’intera regata. La catena montuosa delle Ande è anche fonte di compressione per i venti nord-orientali che accelerano e generano mari decisamente arrabbiati. Come se non bastasse, la profondità dell’acqua sale improvvisamente da 4.000 metri a soli 500 metri in pochi chilometri. Questa rapida variazione di profondità produce onde enormi che generano anche correnti trasversali e occasionalmente onde a forma di piramide.

Via | www.barcelonaworldrace.org

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