Elan 210 (E1 S1) – Il comunicato ufficiale

Il nuovo Elan 210, progettato da Humphreys Yacht Design, è stato presentato in anteprima mondiale al Salone di Dűsseldorf 2011.

Si dice che non tutti i mali vengono per nuocere. Una grossa nube ha oscurato negli ultimi anni l’economia mondiale e probabilmente l’obiettivo di tutti per cercare di uscirne è quello di puntare sui lati positivi. Nell’industria nautica è un obiettivo che fa riflettere sul nostro sport e su ciò che lo rende attraente, sui valori fondamentali della navigazione e su ciò che si può fare per renderlo possibile e stimolante anche per nuove persone.

Nel nostro lavoro con Elan abbiamo sentito l’esigenza di puntare sul lato più travolgente della vela, creando con il 310 ed il 350 barche in grado di catturare l’attenzione di coloro che sono infatuati dal lato divertente della vela. Ed ora, come ampliamento logico di questo lavoro, siamo molto lieti di essere stati in grado di cercare una misura che possa rappresentare un incubatrice cruciale per la salute futura dello sport.

Comet 11 e Comet 11 Plus

Comet 11 Piano velicoDi Giorgio Balich.

Possiedo un Comet 11 del 1980. E’ la barca con cui ho navigato in Istria e Dalmazia negli ultimi 15 anni traendone grosse soddisfazioni.

E’ una barca molto comoda, con spazi interni e in coperta inusuali rispetto alle barche coetanee (ci si sta benissimo in 6, più strettini in 8, ma abbiamo dormito anche in 11), sicura (ha preso anche 65 kts di bora in Quarnaro), abbastanza veloce almeno quanto i Janneau Beneteau pari dimensioni attuali (l’anno scorso di lasco il gps ha segnato 11,5 kts).

Grosse rogne non me ne ha date, 10 anni fa ho sostituito il motore originario con un volvo 2040 sempre S-drive. Nello stesso periodo avevo riscontrato alcune bolle di osmosi in carena (probabilmente causate dal sebatoio acqua che perdeva) e ho preferito far fare il trattamento antiosmosi rimuovendo il gel coat sostituendolo con epossidica. Dopo di che la carena è diventata come nuova ed è tuttora asciuttissima. L’albero originale dei primi era nero ed è spesso stinto ma è facile ridipingerlo di bianco (il mio l’ho trovato bianco).

Comet 11 interni

Quest’anno ho disarmato l’albero per sostituire le sartie (originali di 27 anni) così ho approfittato per far revisionare il rullafiocco (originale bamar) sostituire tutto il rivettame e i perni delle pulegge e mi sono regalato anche un nuovo strumento del vento. Ho fatto installare anche i gradini per andare in testa d’albero perchè l’età media degli equipaggi imbarcati cresce ed è sempre più difficile trovare qualcuno da mandar sù col banzigo (i lavori sull’albero mi son costati circa 3000 euro strumento vento escluso in quanto portato da Babbo Natale)

Il mio comet 11 ha la randa steccata montata su carrelli con rotaia esterna (montata da me 10 anni fa) e lazy jack.

L’11 plus di diverso ha lo spoiler-placetta a poppa, (non strutturale ma semplicemente imbullonato a poppa) comodo per fare il bagno un po’ meno all’ormeggio e talvolta albero e bulbo maggiorati. Alcuni 11 plus più recenti (84-86) hanno la timoneria a ruota che a me personalmente non piace perchè occupa 1/2 pozzetto e in una barca così con timone di dimensioni contenute e skeg a 2/3 è inutile. Alcuni 11, sopratutto i più vecchi, hanno anche la timoneria a ruota interna, il mio non ce l’ha.

Su www.comet11.it un Forum molto attivo su questa storica barca

Trasporto barche su navi semiaffondanti

Portare una barca a vela dall’altra parte dell’atlantico (mi dicono) è abbastanza facile, qualcuno dice perfino noioso.
Riportarla indietro, se non si decide di continuare il giro, è un casìno.

trasporto barche via nave

La via piu’ pratica ad oggi è il trasporto via mare mediante navi semi affondanti (float off / float on). Le navi immergono la “stiva”, le barche entrano con i loro mezzi, ormeggiano, dei sub predispongono gli invasi, poi la nave riemerge pompando fuori l’acqua e dunque tirando in secca il carico. Non serve disalberare, smontare o impacchettare alcunche’.

Jeanneau One Design – JOD 35

JOD - Jeanneau One Design

JOD sta per Jeanneau One Design, molto solida e spartana è molto performante ed onesta nelle reazioni. Cino Ricci l’ha utilizzata per il suo Giro d’Italia dal 1993 al 1998, il che da una parte è garanzia di buon prodotto ma dall’altra la maggior parte di quelle che navigano dalle nostre parti sono proprio quelle ed hanno combatutto le loro battaglie, in caso di acquisto sono da valutare molto attentamente.
Il JOD35 è stato costruito in circa 300 esemplari, le ultime sono state costruite nel 1995.

Progettista Daniel Adrieu
Motore 18cv
LFT 10,60 mt
LWL 9,05 mt
Baglio (max) 3,50 mt
Dislocamento 3650 kg
Pescaggio 1,95 mt
Serbatoio acqua 200 lt
Gasolio 50 lt
Interni 2 cabine – 1 bagno – 8 cuccette
Sup. velica bolina circa 70,00 mq
Randa 40,4 mq
Genoa 30,2 mq

JOD - Jeanneau One Design JOD - Jeanneau One Design

Prove di barche – Jeanneau Sun 2000

Definire il Sun2000 un derivone travestito da cabinatino mi sembra abbastanza corretto. Per quanto la mia esperienza con questa barca non sia tale da consentirmi di esprimere un parere autorevole direi che tutto sommato il Sun e’ una barca passabilmente onesta per il prezzo che ha se confrontato alla concorrenza.

La deriva non zavorrata ti consente di alzare o abbassare agevolvente operando su una cima, operazione che io faccio agevolmente con un braccio solo agendo sulla leva di blocco dello strozzatore con un piede.

Il pozzetto e’ ampio e confortevole per 4 persone, 5 se almeno un paio sono magrette 🙂

La prova di un vecchio SoloVela metteva in evidenza un paio di difetti quali il posizionamento degli strozzatori all’albero e la mancanza di amantiglio.
Nessuno dei due in realta’ mette in difficoltà: agli strozzatori ci si arriva dal pozzetto; per l’amantiglio basta organizzarsi con una cimetta, un bozzello e un gancio da fissare tra paterazzo e varea del boma. Piu’ scomodo arrivare al vang.

Carrellabili – Inseparable 398

Aurelio mi segnala questa Inseparable 398, sorella minore dell’aviateur 570 sempre di Henseval Yacht design, che costruirà presso il cantiere Riva di Maslianico (quello dei dinghy classici e barche legno custom (www.barcheriva.it).

inseparable 398 01

inseparable 398 01
Immagine 1 di 22

Lo scafo è in compensato marino e resina epossidica, le appendici timone e deriva a baionetta in Bretagna (cantiere locale tramite arch. Henseval), albero e boma in carbonio da C-Tech Composites di Auckland, vele in Italia di Ducksail Monza, l’albero insartiato è pivottante in coperta per armarlo anche da soli, altezza in cabina 107 cm, piccola cucina e spazio per stivaggio omologata categoria C e D, inaffondabile con riserve di schiuma sotto le cuccette e paglioli.

La barca è pensata per essere facile da carrellare e ricoverare in garage per l’inverno, deriva a baionetta (idem timone) 2 cuccette e micro cabina per veleggiate al lago e in laguna (velaraid e velalonga) pescaggio minimo 20 cm massimo 100 cm peso a vuoto 380 kg ( 110 di deriva) randa 14,5 mq e code “0″ 7 mq ( o eventuale gennaker) su bompresso lunghezza 398 cm larghezza 200 cm.

Come combattere e/o prevenire il mal di mare

La cinetosi (o chinetosi o kinetosi, mal di mare nel nostro caso specifico) e’ un insieme di concause strettamente legate tra di loro.

Tutti sono d’accordo sul fatto che il mal di mare va prima di tutto prevenuto. I rimedi farmacologici purtroppo funzionano in prevenzione inibendo parzialmente i nostri recettori preposti al mantenimento dell’equilibrio. Il farmaco quindi andrebbe preso preventivamente e non dopo i primi sintomi, poichè sarebbe già troppo tardi e la sua efficacia sarebbe solo parziale o nulla.

Si deve cercare inoltre di non trovarsi in situazioni ambientali tali da soffrire il mare.

Umido, freddo, caldo ecessivo, stress, stanchezza, ansia, possono essere delle concause che fanno percepire il mal di mare prima del tempo. Non sto qui a disquisire circa il moto ondoso o il rollio ritmico, quelle sono cause oggettive a cui siamo sottoposti nel momento in cui si va per mare e non possiamo farci nulla.

Il mal di mare inoltre e’ un sintomo soggettivo: chi soffre solo ad andare sotto in banchina… chi non soffre manco a capo horn a testa in giu’ a cambiare il filtro del gasolio. Ancora: al mal di mare ci si abitua. O meglio, ci si abitua alla nuova condizione di equilibrio tipico di un mezzo instabile come la barca. La velocita’ di adattamento varia, come sopra, da soggetto a soggetto.

Quindi (a titolo di esperienza personale) bisogna cercare di non mettersi in condizioni tali da soffrirne.

Alimentazione: non e’ l’alimentazione che stimola il mal di mare ma e’ il mal di mare che stimola la nausea e quindi la piu’ o meno accentuata sofferenza a questo sintomo.

Aiuta: evitare bevande alcoliche, gassose, dolci e acide, attenti pero’ che non vuol dire non bere. Ma bere poco e di continuo. Evitare cibi: ricchi di grassi, speziati, difficilmente digeribili e dolci. Meglio il salato (la famosa leggenda dell’acciuga del pescatore).

Veniamo ai farmaci. Ce ne sono tantissimi, si va dal piu’ leggero travelgum (il formicolio alla lingua e’ sinonimo di anestetizzante) alla piu’ efficace xamamina, che pero’ proprio per la funzione inibitrice ti lascia un attimo rincoglionito. Considerazione: in barca solitamente si soffre il mare quando le condizioni sono piu’ dure e quindi piu’ problematiche e critiche.

Preferisco di gran lunga avere uno completamente inefficente disteso in pozzetto, piuttosto che uno mezzo efficente e poco “attento” impasticcato che fa manovre in barca.

Ultima cosa: se fai regate non soffri mai il mal di mare. 🙂

Prove di barche – Trimarano Corsaire Marine F24

Trimarano Corsaire Marine F24Di Ugo Marinelli

Uscito dal cantiere della Corsaire Marine nel 1993, sono ben 15 gli anni compiuti dal mio barchino. Ancora oggi mi guardano un po’ ovunque come un marziano, come se fossi uscito da un film di fantascienza. Eppure stiamo parlando di un progetto del 1987!

Riflettiamo: che barche a vela si costruivano / progettavano a fine anni 80? Non mi viene in mente niente. Guardo su internet e trovo il Janneau Sun Fizz. L’IMS deve ancora arrivare. Siamo ancora nel pieno marasma IOR anche se ne annusa la sua fine. Si, 15 anni fa era davvero un progetto innovativo, da fantascienza. Ma oggi?

Possibile che la nautica sia ancora fossilizzata a considerare i multiscafi come “macchine da guerra” per regate e non come valida alternativa alla crociera? E si che stiamo parlando di un trimarano da crociera!!!!

Veniamo alla descrizione di questo fantastico oggetto.
Si tratta di un multiscafo, un trimarano per la precisione, di 24 piedi (7,2 m) ad ali richiudibili (vedremo in seguito i dettagli del sistema). Costruito dalla Corsaire Marine Statunitense (www.corsairmarine.com) su progetto di Ian Farrier www.f-boat.com allora in veste di socio. In seguito Farrier si allontanera’ dalla Corsaire Marine e disconoscerà le variazioni apportate ai suoi modelli dai suoi ex soci.

Bicicletta pieghevole da barca Mobiky

bicicletta pieghevoleQua fan porti sempre più giganteschi e tra poco ci vorrà la bici anche per andare dalla barca al bagno…

Costruita in alluminio anticorrosione, facile e veloce da piegare ed aprire (3 secondi). In 2 modelli – con ruote da 12 o da 16 pollici – è disponibile in 7 versioni: dalla più semplice, a quella con cambio e freni Nexus Roller, a quelle top con motore elettrico per la pedalata assistita (autonomia 15-30 km).

Una volta chiusa MOBIKY è piccolissima e facile da stivare: la sua forma estremamente compatta e con il minimo di sporgenze è stata studiata nei dettagli!

Anche piegata può essere comodamente spinta e direzionata col manubrio sulle sue ruote. Inoltre, indifferentemente se aperta o piegata, può stare in piedi sul suo cavalletto.

Le sue prestazioni sono pari a quelle di una bicicletta non pieghevole (con ruote dello stesso diametro e cambi con gli stessi rapporti). Il telaio è solido e rigido, non ha flessioni anomale: ciò grazie all’esclusivo sistema di ripiegamento in verticale con “super-blocco” di sicurezza (brevetto esclusivo), che non permette nessun tipo di elasticità laterale.

Saphire 27 – Carrellabile e facile da allestire

Saphire 27 in navigazione

Il Saphire 27, progettato da Claudio Maletto, è una barca leggera e carrellabile, con possibilità di varo direttamente dal carrello, è costruito dal cantiere polacco Delphia Yachts. Sarà presente al Salone Nautico Internazionale di Genova dal 6 al 14 ottobre prossimi.

Saphire 27 si compra anche on line su saphireboats.com – eliminando così gli intermediari si “dovrebbe” abbassare il prezzo – dove è possibile “costruire” la propria barca ideale, scegliendo il colore dello scafo, degli interni, degli arredi e aggiungere optional.

Scafo e coperta sono costruiti in infusione sottovuoto con sandwich e resina vinilestere con successiva postcottura. L’albero a crocette acquartierate è in fibra di carbonio e si monta facilmente senza la necessità di particolari attrezzature. Il piano velico è offerto in due configurazioni: una più aggressiva per i regatanti con randa allunata e full batten, realizzata in materiali avanzati, mentre la seconda la family sail, studiata per la crociera e per utenti meno esperti è caratterizzata da una randa meno potente in poliestere.