Prove di barche – Winning cat – Farr 640

marzo 23, 2013 | By Mistro
21

Winning cat o Farr 640Di Marco:  Sono armatore di un Winning Cat da più di sei mesi e, anche se ancora non ho molta esperienza in campo velico, penso di potervi fornire qualche informazione utile!

Cominciamo con qualche informazione:

Il Winning cat o Farr 640, è come dice il nome stesso, un progetto del famoso designer Bruce Farr, quindi come dire… un nome, una garanzia! le caratteristiche peculiari di questa barca sono l’albero rotante e l’armo a cat; il winning cat si riconosce subito: l’albero è spostato “esageratamente” avanti ben oltre la cassa di deriva, non è insartiato ed è imponente: circa 9 metri per 90mm di diametro.

Ha una forma particolare (chi conosce Farr dice che si vede subito la sua firma) un profilo molto basso sull’acqua, e delle sezioni di poppa molto larghe rispetto alla prua. Il pozzetto è enorme, circa 3m x 2 di larghezza, quindi non ci sono problemi di spazio per muoversi e la poppa è rigorosamente aperta.

Tramite un “portello” che si apre sulla piccola tuga si entra facilmente sottocoperta (il portello monoblocco lascia aperta la parte frontale del pozzetto e una porzione di tuga) dove il posto è ridotto all’osso: due panche con cuscino, utili per le penichelle domenicali dopo il picnic, una zona dove poter stivare un wc chimico e molto spazio (open air) per poter infilare vele, dotazioni ecc…

a proposito.. le penichelle non si adattano ai claustrofobici! manca infatti un osteriggio apribile, è presente solo una piccola manica a vento (a mio parere insufficiente).

Passiamo alle manovre: in pozzetto troviamo partendo da poppa il timone sollevabile, il paranco della randa, il carello randa. stop! tutto molto semplice, all’apparenza.. sulla tuga invece, trovano rinvio le manovre di regolazione delle vele e del vang.

A questo punto immagino vorrete sapere come va la barca 🙂

La mia impressione e quelli di alcuni amici con più esperienza di me (grazie all’amico ZK) è che il piccolo Farr sia “semplice” se non avete velleità agonistiche, molto difficile e tecnica se volete “spremerla”.

Mi spiego meglio.

La barca avendo solo la randa può esser condotta da una sola persona: con una mano si tiene il timone, con l’altra la scotta randa. Se però volete “prestazioni” le cose si complicano: quando cazzate il paranco, l’albero si abbanana e quindi la vela diventa piatta e non rende, si deve quindi mollare un po di scotta e passare a lavorare di carrello, ma essendo il carrello molto lungo, quando lo spostate sopra o sottovento tenderà di nuovo a modificare la tensione della scotta.

Diventa quindi necessario “capire” la barca, e posso dirvi che io ancora non ci sono riuscito a pieno, anche perchè, particolare non trascurabile, il vento questa barca se lo crea, esattamente come accade su un cat…

La barca inoltre soffre molto lo sbandamento, con 15 nodi e 2 di equipaggio non si riesce a tenerla piatta, neppure alle cinghie, diventa necessario prendere una mano. In una regata con 15-18 knot abbiamo avuto un piviere (incredibile) incollato perchè non riuscivamo a tenere la barca piatta, non appena ci siamo riusciti gli siamo letteralmente volati via.

Cos’altro dire: non è il tipo di barca adatta ad uscire quando c’è mare, ci si bagna molto e la navigazione diviene “veramente” impegnativa! Il vento ideale è compreso tra i 10 e i 15 nodi, con questo la barca supera agevolemente la velocità critica ed è facile vedere i 6-7 nodi sul gps. Ricordo ancora con molta emozione i 9.9 toccati al lasco surfando sull’onda con circa 15 nodi di reale.

La mia barca poi è diventata un cantiere di esperimenti: gennaker, drizza rinviata per scaricare l’albero, wang idraulico ecc… Cosa dire, l’esperienza di tirare su un genny di 20mq con 15 nodi e sentir la barca volar via (prima di spezzare il tangone) è unica, ma bisogna fare attenzione, straorzare ed ingavonarsi è un attimo, il gennaker va murato molto fuori dalla prua per non coprire la randa (1,5m) perciò non sono permessi errori.

Ma veniamo ai difetti, o almento, a quello che cambierei:

In primis la costruzione potrebbe esser migliorata, non so le ultime, ma la mia (2003) mi sembra un po troppo “leggera”; personalmente avrei gradito una costruzione un po più robusta, con più resina e un maggior spessore del gelcoat che risulta un po delicato, ma questo si sa, va a discapito della leggerezza e trasportabilità della barca.
Aggiungerei inoltre un osteriggio a prua che oltre a migliorare l’areazione all’interno della barca potrebbe essere usato per calarci il gennaker e sarebbe carino che il cantiere prevedesse un gavone sul fondo del pozzetto (come usa sui monotipi) dove poter mettere il motore quando si naviga a vela, tutto quel posto sotto il pozzetto è davvero sprecato, peccato!

Infine, la barca “paga” tantissimo in fatto di rating, in libera, con il sistema che adottiamo in toscana, ho un gph di circa 650, pari cioè ad una barca di 9-10m, quindi, per vincere le regate la barca va portata sempre al massimo e talvolta non basta!

La scheda tecnica e i prezzi:

Omolagata per 5 pers. in categoria C.
Lunghezza FT mt 6.36
Lunghezza al galleggiamento mt5.58
Larghezza max mt 2.42
Immersione max mt 0.16/1.36
Peso Kg 380
Superfice velica 19 mq
Albero mt 8.975
Zavorra Kg 75
Piano velico: solo Randa (versione base)
Piano velico: Randa e Fiocco (opzionale)
Da Maggio 2007 disponibile anche la versione con albero in carbonio abbattibile

Opzione 1) winning cat con albero in lega leggera 12.000 euro + iva
Opzione 2) winning cat con albero in carbonio 15.000 euro + iva
Opzione 3) winning cat con randa e fiocco 13.500 euro + iva
Opzione 4) winning cat con albero abbattibile in carbonio 15.500euro + iva

Il link al sito del cantiere costruttore: www.centronauticocalasetta.it

 

Comments: 21

  1. matteo r ha detto:

    Sergio, se Marco (autore del pezzo) ha ancora il Winning Cat, possiamo farci raccontare in un post l’evoluzione? Sarebbe molto interessante capire com’è andata, uscita dopo uscita, i pregi, i difetti, le scoperte… Grazie!

  2. Alessandro ha detto:

    Salve a tutti se vi interessano informazioni su questa splendita barca sono a disposizione.
    Ormai da anni ci veleggio.
    Saluti.

    • Paride ha detto:

      OTTIMO…!
      Ciao, sono in procinto di acquistare un Winnig Cat, ma proprietario ed io siamo alquanto inesperti in materia: lui l’ha trovata nel garage di un casolare ereditato (infatti è in pessime condizioni).
      In ogni modo, non mi scoraggia rimetterla su, anzi… è un motivo per amarla ancora di più quando sarà in acqua 🙂
      Ciò che mi preoccupa, invece, è l’albero… questo non è montato e non ho avuto la possibilità di capire come è fatto il collegamento sulla coperta, ma la questione è che ha una sezione quasi rettangolare: la cosa mi fa pensare che non sia suo (da quanto ho capito dovrebbe essere a sezione circolare).
      Se qualcuno ha delle informazioni a riguardo o vuole esprimere un parere (es. se esistono versioni con albero “tradizionale”, quanto può costare un albero nuovo o usato e dove potrei trovarlo, a quali problemi dovrei fare attenzione… ecc.)
      PS: per chi pensa che è da lasciar perdere dico il prezzo che mi è stato proposto: 300€… neanche il prezzo del carrello stradale… che è compreso!

      Grazie

    • Filippo ha detto:

      Ciao Alessandro, ho visto una versione con albero in carbonio, solo randa e bompresso per il gennaker. Vorrei mettermi in contatto con te per avere altri dettagli.
      Fatti vivo se puoi, filipporinaldister@gmail.com

  3. Giorgio ha detto:

    Ho intenzione di acquistare un Farr 640 e mi sto guardandoi in giro per trovarne uno usato non troppo costoso. Ho però letto da qualche parte in rete che i primi esemplari avevano un problema all’albero rotante o al sistema di fissaggio dell’albero. Qualcuno ne sa qualcosa? EW qualcuno mi sa dire quali sono i punti cruciali da controllare di un farr 640 usato? Altra domanda: ho a disposizione un fuoribordo Johnson 8 cavalli due tempi, con qualche anno di età ma in realtà nuovo di pacca. Però non è a gambo lungo, in quanto era stato acquistato per un gommone. Si può usare sul Farr 640 in qualche modo (mi faceva ben sperare il pozzetto aperto) oppure devo prevedere anche di procurarmi un motore a gambo lungo (mannaggia, sarebbe il quarto: in cantina ne ho tre, tutti a gambo corto!). Ulteriore domanda: sapete di qual uno che vende un Farr 640 in una locaità non agli antipodi di Milano o della Liguria di levante? Ultima domanda e poi giuro che smetto: c’è qualche sito in cui trovare le quotazioni del Farr 640 usato? Parecchio tempo fa avevo visto qualcosa del genere, ma non riesco più a ritrovarlo. Grazie a tutti, a presto, Giorgio

  4. schena eugenio ha detto:

    Ciao Giorgio
    sono Eugenio da Torino sono il papà di FARFUI che magari tu conosci ti passo la scheda della mia barca e la sua storia.L’ho acquistata a livorno quattro anni fa e l’ho usata al mare per due stagioni portandola in singolo con un honda 2,3 gambo corto che va benissimo .Ho dovuto sostituire la base dell’albero perchè si era rotta a livello della coperta punto debole del Farr) fortunatamente non ho mai scuffiato,sarebbe stato un dramma perchè la deriva mobile 45 kg.non crea sufficente contrasto.ora la barca è al lago dove per mia sfortuna tira saltuariamente fhon che una notte l’ha rovesciata ed è affondata all’ormeggio,con l’aiuto di amici sub l’abbiamo recuperata indenne vedi su youtube-RECUPERO DI FARFUI-

    dopo di che ho fatto le seguenti modifiche,modificato deriva con l’apporto di un siluro in piombo peso tot 100kg modificato armo con randa -fiocco gennacher con bompresso di 2mt aggiunta di 2mq di espanso .ora la barca è performante ,centratissima e sicura,albero irrigiditi con diamante e sartiame come cat classe A senza crocette .Ora mi diverto come un grillo.pero che quanto sopra ti sia di conforto.Eugenio

    • Giorgio ha detto:

      Ciao Eugenio, grazie per la risposta che ho letto un po’ in ritardo. Nel frattempo però ho acquistato una Farr 640 molto usato dei cantieri PlanaItalia. Per ora l’ho portato in tutta fretta a motore da Viareggio al Magra in un cantierino per farci qualche lavoretto in secca, a cominciare dalla carena. Non ho toccato la vela perchè mancava il collare che a livello della coperta si frappone tra l’albero e il foro da cui esce. Comunque con il mio 8 cavalli quasi d’epoca va come un siluro, quasi sette nodi con tre quarti di gas. Domani il tornitore mi consegna due bei collari autolubrificanti diametro interno 90, esterno 130 e altezza 20 l’uno, ricavati da un tagliere da cucina che mi hanno giurarto essere in teflon. Venerdì rimonto l’albero e vado in acqua. Poi ti saprò dire. Nel frattempo non hai foto delle tue modifiche e magari qualche particolare del punto cruciale dell’albero e del suo collegamento in coperta? Nel mio esemplare, mi ha detto il venditore – persona squisita – il proprietario ancora precedente aveva rinforzato il foro di passaggio dell’albero in coperta con un collare in inox annegato nel Kevlar. E’ possibile sia la stessa riparazione che hai fatto su Farfui? Ultima domanda: ho un gennaker ma non ho il bompresso. E’ il caso di metterlo? E le scotte del gennaker dove lavorano? Nel mio Farr non ci sono bozzelli o rimandi o winch o strozzascotte in una posizione compatibile con le scotte del gennaker. Tu come fai? Forse hai Hulk come prodiere che tiene tutto in mano? Ciao, a presto, grazie
      Giorgio

      PS Su che lago è Farfui? Mi piacerebbe vedere le tue migliorie…

      • Eugenio ha detto:

        Caro Giorgio
        mi fa piacere che tu ti stia innamorando del farr.
        In quanto alla modifica dell’albero non bisogna rinforzare la coperta ma bensi la parte inferiore dell’albero in quanto il punto debole è dove ruota nel collare di teflon.Se non si è ancora creata incriccatura ti consiglio di inserire dentro l’albero un tondo in legno o in plastica o un tubo del diametro interno preciso.Per il gennaker va bene un bomprecco che esca almeno di 70 cm ,io uso la parte terminade dell’albero di un winsurt con un gennaker di 20mq .flette un pò ma tiene.Per le scotte ho messo i bozzelli sulle bitte di poppa rinvio sugli strozzatorii del carrello della randa,ovviamente eliminando la regolazione del darrello.Non sono hurc ma con vento fino a 12 nodi uso gennaker e strambo da solo.SI PUO’FARE.
        Ciao Eugenio

        • Giorgio Coppin ha detto:

          Caro Eugenio, ci riscriviamo dopo un po’ di tempo. Io continuo a veleggiare con il mio Farr 640, nonostante l’età e le necessarie manutenzioni di entrambi – mie e della barca.
          Mi piacerebbe chiederti consigli e informazioni al proposito – solo per la barca, stavolta – visto che mi pare proprio che tu abbia una grande esperienza di internenti e riparazioni. Per esempio, devo riparare una piccola falla sulla parte finale della deriva, nello spigolino verso prua, da cui esce un pochino d’acqua quando la alo con la gru e la metto sul carrello. Mi piacerebbe sapere di che materiale è la parte in metallo della deriva per capire se ci possono essere stati problemi di ruggine all’interno della pala: devo capire se posso soltanto stuccare con resina epoxy la microscopica falla ora che la barca è stata tutto l’inverno in secca sul carrello, oppure devo pensare di smontare la deriva, aprirla come un wuster e guardarci dentro per vedere che è successo.
          E poi ho un sacco di altre domande sui lavori che hai fatto al Farfui.
          Se vuoi, mi puoi contattare anche al n. 3358374341.
          Ciao, grazie, a presto

          Giorgio

  5. Marco ha detto:

    Ciao a tutti. Sono interessato anche io a questa imbarcazione così particolare. Eugenio: vorrei saperne di più da lei, potrei chiamarla quando è libero? Mi mandi un sms anche whatsapp al 3496999714 ed io la chiamo non appena posso??
    Ringrazio tutti e Buone Feste!!!

  6. paolo ha detto:

    La barca è boliniera ?

  7. giuseppe tusa ha detto:

    Salve ho da poco comprato un winningcat e sto cominciando ad usarlo.
    E’ la mia prima esperienza velica.
    La zavorra di circa 60 kg mi sembra pochina e ho avuto paura di scuffiare.
    …ma ripeto sono spratico…
    Qualcuno mi sa dire finia che inclinazione(sbandamento?) posso stare tranquillo?

    • Oreste ha detto:

      Ciao,io ho da più di 10 anni…mai scuffiato.
      Oltre al peso della deriva,che secondo me è 70 kg,abbiamo una grande stabilità di forma…è larga 2,5mt.

      • Giuseppe ha detto:

        Ciao Oreste. .quasi non speravo piu in una risposta.grazie. Mi conforta il tuo commento.Sicuramente devo solo prendere un po di pratica ed acquistare fiducia.Dovrei uscire con gente esperta e fin ora non ho potuto.
        Tu di Dove sei?

  8. Giorgio Coppin ha detto:

    Ciao a tutti. Qualcuno sa dove posso trovare un albero divisibile per il mio Farr 640? Il cantiere Calasetta non riesco a trovarlo da nessuna parte.
    Non riesco a capire neppure come fare a trasportarlo su un carrello con 9 metri di albero cha sporgono sopra il tetto della macchina e che nelle curve strette escono dalla sagoma.
    C’è qualcuno che mi puo aiutare?
    Grazie Giorgio

    • Giuseppe ha detto:

      Ciao Giorgio sono Giuseppe di Catania ..m.ci siamo sentiti telefonicamente.io ho tagliato l albero lasciandone circa 1,5 mt fisso montato. Creato una spina per innestare il resto.

      • Giorgio Coppin ha detto:

        Ciao Giuseppe, come è andata l’estate? Interessante questo fatto che hai tagliato l’albero, ma poi la parte superiore riesci a toglierla senza una gru? Mi manderesti, se le hai, qualche foto del lavoro che hai fatto? A presto, grazie Giorgio

    • Enrico ha detto:

      CiaoGiorgio se mi puoi contattare credo che a tarquinia (vt )puoi trovare qualcosa .3386387233

      • Enrico ha detto:

        Salve da poco sono armatore Farr e vorrei creare un gruppo wapp x confividere la passione se volete partecipare fatevi avanti. ….

        • Giuseppe ha detto:

          Ciao.Sono Giuseppe da Catania.Mi piacerebbe condividere esperienze ed impressioni su questa “barchetta”.3477501526

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.