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Winni’s e LifeGate installano a Cervia il dispositivo Seabin di LifeGate PlasticLess®

Seabin Cervia

Nel 2050 rischiamo che nei mari ci siano più rifiuti plastici che pesci… Qualche dato: ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica vanno a finire negli oceani, nel Mediterraneo ogni giorno ce ne vanno 731 tonnellate, di cui 90 solo nei mari italiani; nel 18% dei pesci ad alto valore commerciale pescati nel Mediterraneo, tra cui pesce spada e tonno, ci sono frammenti di microplastiche (studio Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, svolto su 121 campioni di specie ad alto valore commerciale).

Per contribuire a salvaguardare il nostro mare, Winni’s Naturel, la linea ecologica completa di prodotti per la cura della casa e della persona, ha deciso di appoggiare il progetto LifeGate PlasticLess® per istallare nel Porto Turistico di Cervia (RA) il dispositivo Seabin in grado di raccogliere dalle acque i rifiuti galleggianti comprese le microplastiche e le microfibre.

«Winni’s da sempre crede e investe in un futuro ecosostenibile e quindi con slancio ed entusiasmo ha sposato questa iniziativa che, oltre all’intervento diretto realizzato nel porto, promuove anche un vero e proprio cambiamento culturale nei modelli produttivi e di consumo, riducendo l’utilizzo di plastica. Pratica che Winni’s ha già messo in atto da molti anni avendo introdotto l’utilizzo delle buste doypack (“ecoformati”), che permettono un minore utilizzo di plastica rispetto al flacone tradizionale fino al 75% in meno, oltre a mettere in campo altre pratiche virtuose all’insegna del rispetto dell’ambiente e delle persone, come ad esempio l’utilizzo di sola energia rinnovabile autoprodotta», dichiara Maurizio Della Cuna, Presidente di Madel SpA, l’azienda di Cotignola (RA) che produce i prodotti Winni’s.

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Mauro Pelaschier fa periplo d’Italia a vela come ambasciatore della Fondazione One Ocean

Trieste, 29 giugno 2018. Mauro Pelaschier compirà il periplo d’Italia a vela come ambasciatore della Fondazione One Ocean, per testimoniare il rispetto degli ecosistemi marini e diffondere la Charta Smeralda.

Mauro Pelaschier a bordo di Crivizza

Mauro Pelaschier, volto tra i più noti della vela italiana, già timoniere di Azzurra in America’s Cup, è in procinto di compiere il periplo della penisola su una barca a vela in legno nel suo ruolo di ambasciatore della Fondazione One Ocean, recentemente costituita dallo Yacht Club Costa Smeralda per sensibilizzare e divulgare l’attenzione per la sua salvaguardia.

Mauro Pelaschier, Ambassador One Ocean

Il periplo d’Italia avverrà a bordo di Crivizza, una barca a vela in legno del 1966, partirà da Trieste, terra d’origine di Pelaschier e città della Barcolana, l’appuntamento velico-sportivo più numeroso e famoso d’Italia, ormai ampiamente conosciuto e apprezzato a livello internazionale. In equipaggio con Mauro Pelaschier partiranno Daniele Gabrielli, già compagno di Mauro su Azzurra, e Gianfranco Bonomi. Nel corso delle tappe si uniranno altri compagni di navigazione, tra i quali alcuni ricercatori di due istituti del CNR (l’Istituto di Scienze Marine di Venezia, ISMAR, e l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero di Oristano, IAMC) per rilevare e monitorare lo stato delle acque (e delle plastiche) nel corso del periplo.

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Il Regno Unito mette al bando le microplastiche nei cosmetici

Hai presente quelle microsfere di plastica del dentifricio che ti danno quella bella sensazione di pulito quando ti lavi i denti? Ecco, smetti di comprarli perché inquinano i nostri amati mari.

Nel Regno Unito infatti è entrato in vigore il divieto di fabbricazione di cosmetici e prodotti per la cura della persona contenenti questi piccoli pezzi di plastica, noti anche come microperle o microgranuli. La mossa è finalizzata a proteggere l’ambiente marino da una fonte di inquinamento plastico, poiché le microsfere possono raggiungere i mari e essere inghiottite da pesci e crostacei con effetti potenzialmente dannosi.

I produttori di cosmetici e prodotti per la cura della persona non potranno aggiungere i minuscoli pezzi di plastica ad articoli come scrub viso e corpo, dentifrici e gel doccia. Questo divieto sarà seguito da quello di vendita dei medesimi prodotti.

Il ministro dell’Ambiente Therese Coffey ha dichiarato: “I mari e gli oceani del mondo sono tra i nostri beni naturali più preziosi e sono determinato a intervenire ora per combattere la plastica che devasta la preziosa vita marina. Le microparticelle sono del tutto inutili quando ci sono così tante alternative naturali disponibili e sono lieto che da oggi i produttori di cosmetici non saranno più in grado di aggiungere questa plastica dannosa ai loro prodotti.”

“Ora abbiamo raggiunto questo importante traguardo, esploreremo come estendere il divieto a livello mondiale e affrontare altre forme di rifiuto in plastica”. Il dott. Sue Kinsey, alto funzionario dell’inquinamento presso la Marine Conservation Society, ha accolto con favore il divieto, che a suo dire è stato il più forte e completo al mondo. “Riteniamo che questo segnali un reale impegno da parte di questo governo a ripulire i nostri mari e spiagge e speriamo che questo sia un primo passo per ulteriori azioni volte a combattere i rifiuti di plastica”.

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The Ocean Cleanup – la pulitura del Great Pacific Garbage Patch inizierà nel 2018

The Ocean Cleanup, la fondazione olandese che ha sviluppato tecnologie mirate a ripulire l’Oceano Pacifico dalla plastica, ha annunciato che inizierà ad “aggredire” la ben nota Great Pacific Garbage Patch (Pacific Trash Vortex) nel 2018.

Ha inoltre annunciato che parti del sistema da lei concepito sono già in produzione. Grazie al miglioramento nel design The Ocean Cleanup sarà in grado di pulire metà della grande isola di plastica che galleggia in Pacifico in solo cinque anni.

L’idea principare dietro al sistema è di lasciare che le correnti marine facciano il lavoro. Grazie a una lunga barriera a U la plastica viene convogliata verso il centro dove viene prelevata per essere spedita a terra dove viene riciclata.

I miglioramenti consistono nell’introduzione di un sistema mobile, o alla deriva, invece che ancorato al fondale a grandi profondità, The Ocean Cleanup applicherà delle ancore (vedi il video) per garantire che le barriere galleggianti si spostino più lentamente rispetto alla plastica.

Il test del primo sistema inizierà al largo della costa occidentale degli Stati Uniti per la fine del 2017. Con il primo dispiegamento nel Great Pacific Garbage Patch nella prima metà del 2018, The Ocean Cleanup inizierà la sua missione due anni prima del previsto.

Info su www.theoceancleanup.com