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L’impronta ecologica nelle costruzione di barche

Rilancio, tradotto in italiano, un articolo pubblicato in inglese su Modernwoodenboat.

“Ma come fai a promuovere la costruzione di barche in legno, nel 2017, con le foreste che stanno scomparendo, l’impatto ecologico dei tuoi progetti è devastante”

oh, davvero ?

Allarghiamo un po’ lo sguardo.

Le alternative: nel mio range di progetti (20-35 piedi, 6-10 metri) ci sono due realistiche alternative alle costruzioni in legno & epoxy

Leghe di alluminio: questa è una ottima scelta, e ci permetterebbe di usare alluminio riciclato, in teoria… nella pratica quotidiana mi sono trovato a dover cercare chi producesse dei fogli di alluminio riciclati da utilizzare per costruzioni navali (sono leghe particolari della serie 5000 e 600 maggiormente resistenti alla corrosione in ambiente marino), la risposta è stata… NESSUNO.

Semplicementle le leghe ottenute da alluminio ricicalto da me reperite non sono adatte a fabbricare barche, punto; usare alluminio “nuovo” vuol dire in ogni caso utilizzare uno dei materiali più costosi da produrre dal punto di vista energivoro, quindi non è una scelta così “verde” come sembra, certo abbiamo un bel vantaggio comunque, perché gli scafi saranno appetibili come materiale da riciclaggio, e davvero nel panorama attuale non è poco.

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Haiku 700 – Un nuovo progetto di Cristian Pilo

Sintesi, filosofia del “less is more”, eliminazione del superfluo per lasciare intatta la sola pura gioia del veleggiare, questa è la logica di questo nuovo progetto di Cristian Pilo.

Haiku 700 Cristian Pilo 01

Haiku 700 Cristian Pilo 01
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Una barca leggera, carrellabile, divertente, facile da autocostruire (rig compreso), pensata per uscite giornaliere in condizioni medio leggere; scafo a spigolo dal look moderno, grande stabilità di forma, il giusto peso in zavorra in chiglia (retraibile a spada), piano velico equilibrato senza esagerare, randa square top, fiocco e gennaker rollabile su bompressino fisso; manovre semplici ed efficaci, niente winches, niente stopper, niente rotaie e carrelli, un pozzetto enorme dove passare le giornate, stracomodo per tre adulti e vivibilissimo per una famiglia di 4 persone per uscite giornaliere in condizioni medio leggere; interni ridotti al minimo, un piano cuccetta per farsi un pisolino e poco più, motore fuoribordo elettrico o equivalente benzina da 2 HP, per entrare e uscire dal porto e tirasi fuori dalle piatte più totali; tutto quello che serve per divertirsi veleggiando e niente di più, un haiku della vela.

Da wikipedia: “Lo haiku è una poesia dai toni semplici, senza alcun titolo, che elimina fronzoli lessicali e retorica, traendo la sua forza dalle suggestioni della natura nelle diverse stagioni. La composizione richiede una grande sintesi di pensiero e d’immagine in quanto il soggetto dell’haiku è spesso una scena rapida ed intensa che descrive la natura e ne cristallizza dei particolari nell’attimo presente. L’estrema concisione dei versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, come una traccia che sta al lettore completare.”

Specifiche HAIKU 700

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Idea 19 in vendita a 6.500 Euro

Tormentina è un’Idea 19 varata nel 2010. Lunga 6 metri, ha una deriva mobile in acciaio inox 316 con bulbo in piombo. Il meccanismo dei timoni è in inox.

Idea 19 Tormentina 00

Idea 19 Tormentina 00
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Ha randa full batten, fiocco ingarocciato, lazy bag, cuscineria interna prua e poppa completa bianca e gialla. Impianto 12 v con carica batteria, antenna vhf e luci di via in testa d’albero a led, stazione del vento, log, bussola contest 130. Invaso smontabile, radio cd. Autopilota Simrad tp10 del 2014.

L’Idea 19 è una barca carrellabile disegnata da Cristian Pilo, partendo dal TLC19, un progetto di Dudley Dix. E’ carrellabile, facile da gestire in solitario è, grazie al pozzetto spazioso, adatta anche alle scuole vela. E’ veloce ma adatta ai principianti. E’ capace di buone prestazioni e in grado di affrontare anche navigazioni impegnative.

Le caratteristiche dell’Idea 19:

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Motori per piccole barche vela: come scegliere

Rilancio in Italiano un articolo in due puntate che Cristian Pilo ha pubblicato in inglese sul suo sito Modernwoodenboat, Cristian prende in esame le variabili, compresi i costi, che conducono alla scelta di un motore per la propria barca.

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Di Cristian Pilo – I miei progetti spesso riguardano piccole barche a vela, sino ai 30 piedi circa, in imbarcazioni simili la scelta della motorizzazione ha un impatto piuttosto pesante sul progetto da vari punti di vista: costi, affidabilità, pesi a bordo, efficienza e sicurezza in mare del sistema propulsivo.

Ci sono allo stato attuale tre opzioni principali per motorizzare una piccola (o non così piccola, vedi Hirundo 750 e Petrel 28) barca a vela:

  • motore entrobordo diesel, sia con trasmissione saildrive che in linea d’asse
  • motore fuoribordo montato su un apposito supporto a poppa
  • motore elettrico, sia nella versione “fuoribordo” per le potenze più leggere, che in allestimenti entrobordo con linea d’asse o saildrive

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Idea 850, progetto di Cristian Pilo

Ultima nata nella famiglia di barche disegnate da Cristian Pilo appositamente per l’autocostruzione, idea 850, sviluppo del concetto di Idea 19 e Idea 21 su una scala più grande.

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E’ sostanzialmente un cruiser veloce di impostazione marcatamente sportiva, che può diventare un racer per regate d’altura se in fase di costruzione si mantiene una elevata attenzione ai pesi e si affinano attrezzatura di coperta, interni e piano velico con una serie di soluzioni ben descritte nei piani.

Partiamo dalla carena: è caratterizzata da spigolo evolutivo per avere la massima stabilità di forma, baglio massimo generoso ma non esasperato, né spinto troppo a poppa, per avere un buon compromesso tra performance al lasco e alle altre andature, volumi a prua decisamente generosi con sezioni di entrata ad U per evitare di “seppellire” la prua al lasco con venti sostenuti in planata, sezioni di poppa potenti per favorire l’ingresso in planata; la curva di stabilità garantisce raddrizzamenti importanti sino ad oltre 120° in grado di sfruttare tutta la potenza del piano velico, piuttosto esuberante.

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Hirundo 750 a 48.800 euro, a barca finita, in acqua e senza sorprese

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Di Cristian Pilo

L’idea di questa proposta è partita da una constatazione fatta sulle banchine dei marina, in primo luogo, e poi sulle bacheche virtuali e sui siti dei cantieri, secondariamente: le barche a vela da crociera moderne intorno ai 7-8 metri sono in via d’estinzione, son messe peggio dei panda giganti, i porti e le bacheche dell’usato sono pieni di comet 800 e altre gloriose barche con 20-30 anni sul groppone, ma di barche recenti, nuove o usate, se ne vedono tutto sommato poche, e a prezzi altini; ormai l’entry level per molti cantieri è il fatidico 9,90 metri, 32-34 piedi, con quotazioni per l’acquisto del nuovo spesso oltre la soglia dei 100k euro, c’è un gap dalle barche di 6 metri (First 21 uber alles) che per fare una crociera familiare va oggettivamente un po’ stretto, agli 8 metri.

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Cristian Pilo “pimpa” l’Idea 19 – Nasce l’Idea 21

Cristian Pilo ha iniziato a lavorare alla sorella maggiore dell’idea 19, due piedi in più sembrano pochi ma su queste misure fanno grandissima differenza. Ecco quindi l’IDEA 21. 6,40 metri di lunghezza scafo, per un sostanziale incremento di abitabilità, mantenendo però l’impostazione sportiva del 19.

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La filosofia di fondo rimane quella di dare agli autocostruttori, cantieri artigiani un progetto super-dettagliato per una piccola barca piuttosto sportiva, veloce, stabile, accattivante e divertente, che possa competere in regata di club e divertire chi ci naviga, senza diventare un “mostro” tirato al limite e impegnativo da condurre.

Partiamo dalla carena, caratterizzata dal cosiddetto “spigolo evolutivo”: mode o non mode, ci sono delle ragioni tecniche ben precise per mettere uno spigolo su una piccola barca sportiva, per farla semplice la stabilità di forma a barca sbandata aumenta talmente tanto da compensare ampiamente la resistenza data dallo spigolo in acqua; Con l’Idea 21 riusciamo ad avere una superfice bagnata decisamente contenuta e una superficie al galleggiamento bassa, per fare si che la barca si muova bene anche con poca aria, come già fa idea 19; le sezioni di prua hanno sfruttato la lezione del mondo dei mini 6,50, dove dopo anni di prue super affilate si è capito che dare maggiori volumi là davanti aiuta il comportamento a barca sbandata, (per la gioia anche delle manovre di ormeggio: la prua è decisamente più comoda).

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Brand New 33 Hybrid – l’ibrido secondo Greenyacht

La 33 Hybrid di Greenyacht è una barca con una filosofia abbastanza vicina alla nostra (di velisti) e Cristian Pilo, che è un amico, ha collaborato per la carena e le strutture in VTR. Per questo gli ho chiesto di scrivermi qualche riga di presentazione per pubblicarla qui su VelaBlog.

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[Di Cristian Pilo] Rallentare, riappropriarsi del tempo della navigazione, smetterla di voler “volare” in mezzo al mare attaccati a imbarcazioni che viaggiano (e consumano) come business jet senza averne il comfort, in una specie di compulsione da teletrasporto per fare “porticciolo-radabellissima-bagnoinmare-porticciolo” in tempo per l’aperitivo.

Cenare in rada a Levanto, mettersi in navigazione notturna perfettamente comodi, chi non è di guardia se la dorme, e fare colazione al vieux port di Bastia. Tutti concetti che a scriverli qui, su un blog di vela e velisti, sono perfettamente e totalmente banali.

Abbiamo pensato semplicemente di trasferirle su una barca a motore e ragionarci su, mettendoci dentro qualche altra idea, come: una barca dalle dimensioni “giuste”, costi non impossibili, sia di acquisto che di gestione, spazi per vivere in crociera prolungata per 4 persone, un design moderno che si faccia notare, una motorizzazione “normale” come cavalli, ma con un reale salto di tecnologia: un motore ibrido “vero” con il quale avere al minimo due ore di autonomia (espandibili…) alla velocità di 6 nodi circa in modalità elettrica: per poter pescare a traina in perfetto silenzio, godersi il giro di una isoletta senza il diesel come sottofondo e piaceri simili.

Ci siamo riusciti?
Agli armatori l’ardua sentenza.

Immagine anteprima YouTube

Questo presentato in foto e video è il risultato, disegnato in Italia dallo studio Greenyacht con la consulenza del sottoscritto per la carena e le strutture in VTR, prodotto in Italia dal neonato brand Artus Yacht (neonato solo il brand , chi ci ha “messo le mani” fa barche da anni per cantieri piuttosto noti).

E per gli amanti di dati tecnici e nude cifre la barca è una navetta semidislocante, disloca a pieno carico circa 6000kg, con carena ad ala di gabbiano, pattini sullo spigolo fondo-murate e skeg a protezione dell’elica e del timone; le prime decine di ore di navigazione di test stanno testimoniando una carena sanissima, ottime doti di stabilità anche con onda e mare formato; per inciso quando abbiamo realizzato il filmato problemi di meteo orrendo e di burocrazia, altrettanto se non più orrenda, hanno fatto si che potessimo fare solo un “defilè” in porto, rimedieremo al più presto con altri filmati in navigazione; gli interni sono semplicemente enormi per una barca di 10 m, ci sono 4 posti letto “veri”, bagnetto separato, un salone sul main deck gigantesco e un pozzetto ampio e vivibile senza soluzione di continuità dal salone, un prendisole sul fly gigantesco, uno altrettanto vivibile a prua, davvero lo sfruttamento dei volumi disponibili è forse la cosa che ci ha soddisfatto di più come progettisti;

Motorizzazione: singolo o doppio motore ibrido diesel-elettrico hyunday seasall da 170-250 HP totali installati, trasmissione con linea d’asse, con un autonomia diesel di circa 340 miglia nautiche, e una autonomia in propulsione elettrica di minimo due ore (espandibili aggiungendo batterie, lo spazio c’è tutto) a 6 nodi; la velocità di punta va sui 16-17 nodi, ma si viaggia con consumi davvero parchi e con un comfort in cabina invidiabile a 11-12 nodi, che a mio parere è il passo che una imbarcazione simile ha come filosofia di progettazione. Serbatoi di acqua dolce per un totale di 200 litri circa.

La barca è disponibile per test e prove a Lavagna, per info scrivete pure a info@greenyachts.it

Cristian Pilo