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Tom Slingsby vince il Mondiale Moth 2019

L’australiano Tom Slingsby, con una serie di parziali impressionante (12 primi e un secondo), si aggiudica il mondiale Moth 2019 disputato a Perth, in Australia, con un giorno di anticipo.

Mondiale Moth 2019

Secondo posto per Kyle Langford (AUS) e terzo per l’oro olimpico uscente classe Laser Tom Burton (AUS), quinta posizione su 122 iscritti per il nostro Francesco Bruni che si toglie la soddisfazione di vincere l’ultima prova e termina al primo posto nella classifica Master.

Buon 18esimo posto per Gian Ferrighi (Univela Sailing) che chiude in seconda posizione tra gli Under23. Enrico Zennaro (YC Porto Piccolo) è 44esimo, Fabio Mazzetti (CV Arco) 45esimo e Michele Trimarchi (Marvelia ASD) 81esimo.

Il prossimo mondiale della classe Moth si svolgerà a Weymouth (UK) dal 2 al 12 settembre 2020.

Via | www.federvela.it

Francesco Bruni Campione Italiano Moth 2019

Domenica 22 settembre 2019 – Si è concluso oggi il Campionato Italiano Moth 2019 organizzato dal Circolo Vela Arco in collaborazione con la classe Moth. Sette le prove concluse sulle acque dell’alto lago di Garda tra venerdì 20 e domenica 22 settembre, disputate con condizioni diverse, sia alla mattina con il Peler che nel pomeriggio con la termica locale Ora.

Francesco Bruni Italiano Moth 2019

Nella giornata di venerdì il vento era troppo forte e il Comitato è stato costretto a posticipare l’inizio delle regate al giorno successivo, sabato, giorno in cui si sono concluse quattro prove, Bruni ha vinto la prima e la terza, è secondo nella seconda e quarto nella quarta, che poi è diventata lo scarto. I due primi ed un secondo posto di oggi incoronano Francesco Bruni campione italiano con la metà dei punti totali del secondo, il gardesano Carlo De Paoli, e terzo è il giovane tedesco olimpionico nella classe Laser Philipp Buhl.

Questa è la terza vittoria consecutiva dell’atleta di Luna Rossa nella classe Moth, dopo il Campionato Europeo a maggio e la Foiling Week a luglio, tutti eventi che per Francesco sono propedeutici all’obiettivo della sua stagione in singolo, rappresentato dal Campionato del Mondo di Perth a dicembre, e che arriva alla vigilia del varo del 75’ volante di Luna Rossa su cui navigherà dalle prossime settimane.

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I velisti della classe RC44 sperano in un monoscafo per la 36ma America’s Cup

Dopo la vittoria di Emirates Team New Zealand nella 35ma Coppa America circolano molte ipotesi sull’utilizzo di un monoscafo o di un multiscafo per la prossima edizione. Se si tornerà ai monoscafi e ci si “ricongiungerà” alla vela, come dicono alcuni, ne trarranno sicuramente beneficio alcune classi ad alte prestazioni come gli RC44.

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Ci sono molti velisti che hanno preso parte alla Coppa America in passato che regatano fianco a fianco agli armatori/timonieri nella classe RC44. Abbiamo sentito le opinioni di due atleti italiani e di due neozelandesi per capire cosa pensano succederà nel prossimo capitolo dell’evento.

Dato che è uno dei pochi italiani che è stato coinvolto nell’ultima edizione di Bermuda e essendo stato in passato parte dell’equipaggio del nuovo sfidante Luna Rossa di Patrizio Bertelli, forse il punto di vista migliore è quella del tattico di Artemis Racing RC44 di Torbjörn Törnqvist: Francesco Bruni che ha occupato il posto di stratega su Luna Rossa nel 2003 e 2007; è stato tattico nel 2013; skipper nel 2017-e più recentemente timoniere di riserva per Artemis Racing nel 2017.

“La mia opinione persona è che tornare ai monoscafi può essere una buona scelta, a patto che si tratti di barche molto performanti. Non possiamo ignorare anche il foiling, che si è dimostrato essere un grande successo nel mondo della vela sportiva. In effetti i foil sono più importanti rispetto ad avere un mono o un multi. Migliorano molto le prestazioni, ciò significa che si potrebbe avere un monoscafo con foil molto veloce. Una taglia dai 60 ai 90 piedi sarebbe la migliore.” Ha dichiarato Bruni, aggiungendo: “Credo che quel che è successo con i ciclisti sia stata una cosa bella da vedere una volta, ma non sia la scelta giusta sul lungo termine e tutti sono d’accordo. Controllare tutto con bottoni non è il massimo, anche questo dovrebbe essere limitato. Detto ciò, l’innovazione è sempre un fattore positivo e non voglio certo che si fermi. Quello che mi piacerebbe è vedere un maggior numero di velisti a bordo. L’evento si è anche allontanato un po’ dal mondo reale. Pensate alle wings, sarei d’accordo a mantenere i multiscafi ma con alberi e vele tradizionali perché non vedo proprio il resto delle barche da regata adottare queste soluzioni. Tuttavia, mi sembra che il foiling diventi sempre più importante, i ragazzi si divertono con le barche voltanti. Per esempio mio figlio, che ha undici anni ha un Waszp (Moth), è abbastanza ben messo fisicamente e questa barca gli piace molto di più che un Optimist! Se si ritornerà ai monoscafi si riprenderà un buon rapporto con la vela “normale” e i team avranno barche su cui allenarsi. Insomma bene i mono, purché siano ad alte prestazioni.

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Francesco Bruni vince la Argo Group Gold Cup

Battendo in finale, dopo cinque combattutissime regate, l’equipaggio di Ben Ainslie, Francesco Bruni e il suo equipaggio formato da Pierluigi De Felice, Xabi Fernandez e Nick Hutton, hanno vinto ad Hamilton, nelle Bermuda, l’ambita Argo Group Gold Cup, penultima tappa dell’Alpari World Match Tour.

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Checco Bruni e il suo team Luna Rossa hanno battuto per 3-2 il fenomenale inglese, che sotto per 2-0 era riuscito a rimontare e a portarsi sul 2-2. Quinta regata decisiva, quindi, e grande vittoria per l’equipaggio capitanato da Bruni, il secondo successo di rilievo per la vela italiana nell’ambito del match race dopo la vittoria di Simone Ferrarese alla Congressional Cup.

Info su www.bermudagoldcup.com