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Quale sarà il tempo di percorrenza del Vendée Globe 2016-2017?

L’ottava edizione del Vendée Globe, giro del mondo in solitario e senza scalo su IMOCA 60, partirà il 6 novembre da les Sables d’Olonne.

Nella prima edizione, 1989-1990, il francese Titouan Lamazou impiegò 109 giorni e 8 ore, nell’ultima, 2012-2013, François Gabart ha fatto il giro in 78 giorni e 2 ore, un 25% in meno. In media sono poco meno di 5 giorni in meno ad ogni edizione (sottolineo in media).

Nella prima edizione l’unico vincolo era nelle dimensioni dello scafo, poi negli anni sono state aggiunte via via delle limitazioni soprattutto finalizzate ad incrementare la sicurezza, cose come albero, ballast, numero di appendici.

Un’altra grande evoluzione, che si fa fatica a riconoscere e quantificare, è il routing meteo, sempre più affidabile, puntuale e raffinato.

La grande novità di questa edizione sono i foil, che però non tutti montano e non è ancora chiaro quanto vantaggio diano in termini di velocità e/o quanto possano essere affidabili sulla lunga distanza.

1989-1990 – Titouan Lamazou – Ecureuil d’Aquitaine II – Francia – 109 gg 08 h 48’50
1992-1993 – Alain Gautier – Bagages Superior – Francia – 110 gg 02 h 22’35
1996-1997 – Christophe Auguin – Geodis – Francia – 105 d 20 h 31′
2000-2001 – Michel Desjoyeaux – PRB – Francia – 93 d 3 h 57′
2004-2005 – Vincent Riou – PRB – Francia – 87 gg 10 h 47’55
2008-2009 – Michel Desjoyeaux – Foncia – Francia – 84 gg 3 h 9’8″
2012-2013 – François Gabart – Macif – Francia – 78d 2h 16′ 40″
2016-2017 – Armel Le Cléac’h – Banque Populaire VIII- Francia – 74d, 3h, 35′ 46” secondi (attuale record)

E pensare che il primo a fare il giro in solitario e senza scalo, Robin Knox-Johnston, è partito da Falmouth il 14 giugno 1968 ed è atterrato a Falmouth il 22 Aprile 1969.

The Transat Bakerly – Richard Tolkien abbandona la barca, recuperato da un cargo

L’inglese Richard Tolkien, che stava partecipando alla The Transat Bakerly – regata partita lo scorso 2 maggio da Plymouth, in Inghilterra, per traversare l’Atlantico settentrionale e arrivare a New York – in vista della sua qualificazione per il Vendée Globe, ha subito un grave infortunio a bordo del suo IMOCA 60. Tolkien ha riferito che era alle prese con alcuni importanti problemi tecnici sulla sua barca, compresi i danni al paterazzo. Mentre era a prua cercando di liberare la vela, che si è impigliata nel rig, Tolkien è stato colpito da una delle vele che lo ha ferito alla testa costringendolo a chiedere assistenza.

Dopo la valutazione via telefono satellitare con il suo shore team, il Direttore di Gara e il medico, in connessione con il Centro di Coordinamento Norfolk Maritime Rescue, Richard ha deciso di abbandonare la sua barca e di esssere prelevato dalla nave da carico più vicino alla sua posizione.

Alle 21:40 GMT l’equipaggio dellla Anton Topic è stato in grado di completare il trasferimento di Richard Tolkien, che ora è al sicuro a bordo della nave che sta facendo rotta per Philadelphia (USA), ETA il 18 maggio.

Video – Safran, The foils user manual

Abbinando immagini reali della barca e la modellazione 3D al computer, Safran Sailing Team illustra in modo molto chiaro come sono gestiti e la funzione dei foil, a forma di baffi di Salvador Dalì, su un IMOCA 60.

Immagine anteprima YouTube

I foil contribuiscono al raddrizzamento e fanno “volare” la barca fuori dall’acqua riducendo la superficie bagnata e il “trascinamento”, questa spinta verso l’alto aumenta con la velocità. Tutto questo produce un incredibile guadagno in termini di velocità, quasi due nodi con un vento forte.

A noi comuni normali può sembrare esagerato considerare due nodi un incredibile guadagno in termini di velocità ma in una regata lunghissima come quelle a cui partecipano gli IMOCA 60 possono significare 24 miglia al giorno di vantaggio.

Inoltre i foil riducono il beccheggio, aumentando la stabilità sotto autopilota e contribuendo ad aumentare la sicurezza.

L’unico inconveniente è che non sono così efficienti in venti leggeri e di bolina ma, secondo il video, queste sono condizioni non così frequenti nel Vendee Globe.

safran foil

I timoni di PRB come le pinne delle balene

I nuovi timoni di PRB, l’IMOCA 60 di Vincent Riou fresco di varo, prendono ispirazione dalle pinne delle balene.

timoni prb

In una recente intervista Vincent Riou ha dichiarato di aver scelto, di concerto con Juan Kouyoumdjian, di non adottare i foil sulla sua barca per la prossima Vendee Globe perché nel conto dei vantaggi e degli svantaggi il risultato è stato pari e quindi ha scelto che non valeva la pena.

Via | Facebook

Vendèe Globe 2016-2017 Teaser

Il Vendée Globe 2016-2017, l’ottava edizione del giro del mondo in solitario e senza scalo su IMOCA 60 partirà il 6 novembre da les Sables d’Olonne.

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Al momento gli iscritti sono 27, undici sono alla loro prima Vendée Globe: Morgan Lagravière, Sebastien Destremau, Paul Meilhat, Eric Bellion, Fabrice Amedeo, Romain Attanasio, Thomas Ruyant, Nicolas Boidevezi, Stéphane Le Diraison, Pieter Heerema e Alan Roura, che sarà, a 23 anni, il più giovane.

16 sono invece quelli che hanno già partecipato una o più volte:

– 5 skipper sono alla loro seconda edizione: Tanguy de Lamotte, Yann Elies, Louis Burton, Rich Wilson e Richard Tolkien.

– 6 ne hanno fatte due: Beyou, Armel Le Cleac’h, Sébastien Josse, Kito de Pavant, Arnaud Boissières, ungherese Nandor Fa.

– 5 ne hanno fatte quattro: Vincent Riou, Jean-Pierre Dick, Bertrand de Broc, Jean Le Cam e Alex Thomson.

4 sono pre-registrati: Alessandro Di Benedetto, Jeff Pellet, Conrad Colman e lo spagnolo Didac Costa.

Info su www.vendeeglobe.org

Transat Jacques Vabre – Thomson e Altadill costretti ad abbandonare Hugo Boss

Sabato 31 ottobre 2015 – Alex Thomson e Guillermo Altadill, gli skipper di Hugo Boss alla Transat Jacques Vabre hanno attivato il loro emergency beacon oggi pomeriggio alle 13.25UT. La Guadia costiera spagnola è stata allertata ed ha inviato sulla loro posizione – 82 miglia al largo della costa spagnola – un elicottero. Alex e Guillermo sono stati prelevati dall’elicottero e portati a terra.

Il video del salvataggio dove si vede la barca disalberata e quasi affondata

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A causa di alcuni danni strutturali riscontrati nei giorni scorsi i due skipper erano stati ad approntare una riparazione di emergenza e a dirigersi verso la costa spagnola, dove erano attesi dallo shore team.

Dopo 36 ore di navigazione in pessime condizioni di vento e mare la struttura della barca si è ulteriormente deteriorata, ha iniziato ad imbarcare acqua e affondare.

Progetto VPLP/Verdier, costruzione Green Marine a Southampton, Hugo Boss è stato varato solo il 6 ottobre scorso ed era uno degli IMOCA di nuova generazione dotati di foil che partecipavano Transat Jacques Vabre 2015.

Vero è che all’inizio della regata hanno preso delle sberle di vento e mare da paura ma va registrato il fatto che cinque dei sei IMOCA di ultima generazione disegnati VPLP/Verdier – Edmond de Rotschild, Safran, Maitre Coq, Hugo Boss e Virbac – si sono dovuti ritirare per avarie varie. Resta in regata solo Banque Populaire. Barche per le quali la TJV era una sorta di rodaggio in vista del prossimo Vendee.

Col senno di poi sarebbe stato anche interessante costatare la solidità di Vento di Sardegna, costruita in Italia da Persico.

www.AlexThomsonRacing.com foto Credit Mark Lloyd

Video – Edmond de Rothschild for dummies

In questo video, in francese con sottotitoli in inglese ma si capisce anche solo guardando le figure, vengono spiegati tutti i perché e per come dell’IMOCA 60 Edmond de Rothschild, protagonista del video spettacolare visto nei giorni scorsi.

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Oltre a tante altre cose viene anche spiegato graficamente quale vantaggio producano i foil su questo tipo di barche.