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Dogane croate in caccia di evasori dell’IVA

map-croaziaDal 1 luglio 2013 la Croazia è entrata ufficialmente nell’Unione europea. Prima di allora ai cittadini stranieri era concesso di mantenere la propria barca in questo paese usufruendo dello stato di merce comunitaria in transito, con relativa sospensione dell’IVA (vedi post sul T2L).

Tutte le situazioni “sospese” però andavano regolarizzate e il governo croato aveva attivato un periodo cuscinetto – dal 1° gennaio al 31 maggio 2013 – dove si poteva sanare qualsiasi situazione pagando un’IVA al 5% sul valore doganale dell’imbarcazione.

Evidentemente non tutti quelli che ne avevano possibilità hanno sanato perché leggo su SoloVela (senza però trovare altre conferme) che nelle ultime settimane ufficiali doganali croati stanno setacciando i marina della costa a caccia di barche appartenenti a cittadini europei che ancora non hanno adeguato le loro registrazioni.

Una volta trovate le barche il proprietario riceve una lettera dagli uffici doganali Croati dove gli si rende noto quello che è il valore del mezzo per la dogana croata e gli si chiede di pagare entro 5 giorni dal ricevimento tasse e spese apri al 25% del valore del mezzo oltre a un ulteriore 1,7% di tasse doganali.

Non è chiaro se il valore della barca per la dogana è quello attuale o quello presunto da nuovo.

Marina resort – Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’IVA al 10%

Ora, dato che il provvedimento in qualche modo favorisce il turismo la Regione Campania, per una questione di principio, si è comportata come quello che si taglia le balle per fare un dispetto alla moglie.

Infatti conseguentemente a un ricorso della Regione Campania la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 32 comma 1 del DL 133/2014, nella parte in cui equipara i cosiddetti Marina resort alle strutture recettive all’aria aperta ai fini dell’applicazione dell’IVA al 10%.

Secondo la sentenza, attenendo la questione anche alla materia tributaria (di competenza statale), di per sé l’intervento del legislatore nazionale non sarebbe illegittimo ma avrebbe violato il principio della “leale collaborazione” con le Regioni che hanno competenza in materia di turismo.

In sostanza lo Stato poteva intervenire ma doveva chiedere retoricamente per favore.

E tutto ciò, ricorso e sentenza, ci sarà pure costato dei soldi, per non parlare delle ricadute economiche sul comparto.

Il comunicato completo di UCINA Confindustria Nautica

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Posti barca – Diventa norma stabile Iva al 10%

gazzetta ufficialeTurismo nautico: approvato l’emendamento alla Legge di Stabilità con cui diventa norma stabile l’Iva turistica al 10% per gli ormeggi a breve. Il Presidente di UCINA Carla Demaria commenta: “Un’ottima notizia che darà forza al settore e che segue i contributi ottenuti per l’export erogati ai costruttori di accessori che hanno esposto al MetsTrade di Amsterdam nella collettiva che abbiamo organizzato”.

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento che conferma il riconoscimento di struttura turistico-ricettiva per gli approdi nautici. Il provvedimento, finora adottato in via temporanea con scadenza il 31 dicembre prossimo, consentirà l’applicazione permanente dell’IVA turistica al 10% sugli ormeggi a breve.

“Il turismo nautico è centrale per lo sviluppo del nostro settore ma ha anche una forte valenza economica per le economie locali che godono di una grande ricaduta sull’indotto – ha commentato il Presidente di UCINA, Carla Demaria – questa norma ne è un riconoscimento diretto che speriamo sia declinato anche dalle amministrazioni locali con strategie adeguate. Abbiamo ottenuto questo provvedimento grazie a un lavoro che prosegue senza sosta in difesa della filiera e per la promozione dell’industria nautica ed è il risultato concreto della buona relazione che abbiamo stabilito con il Governo e con i Gruppi Parlamentari”.

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Marina resort – IVA al 10% anche per gli ormeggi annuali

gazzetta ufficialeFino ad ora non era chiarissimo se la nuova IVA al 10% venisse applicata solo alle barche in transito o su tutte in generale. Ora il presidente di Assomarinas Roberto Perocchio, intervenendo ad un seminario organizzato nell’ambito del 54mo Salone Nautico Internazionale di Genova, sembra aver chiarito che vale per tutti.

Si applica anche al contratto di ormeggio annuale e non solo alle barche in transito la norma sui marina resort, inserita nel decreto Sblocca Italia, che equipara le strutture di ormeggio alle strutture turistiche all’aria aperta con Iva agevolata al 10%. La norma – ha affermato Perocchio – si applica al contratto di ormeggio che è sostanzialmente un contratto di accoglienza e potrebbe essere anche annuale. La struttura nel suo complesso, a causa del suo tipo di funzionamento, è equiparata a un’impresa turistica ricettiva. Ora si attende il regolamento attuativo del ministero che detterà i requisiti.

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Nuove disposizioni doganali Croazia – Documento IVA o T2L da tenere a bordo

map-croaziaGira già da qualche giorno questa notizia ma fino ad ora non l’avevo rilanciata.

Un po’ perché aspettavo conferme e un po’ perché temevo che chi la dava facesse in parte confusione con la regolarizzazione IVA delle barche in transito provvisorio “permanente” in Croazia, già pubblicata con il post Croazia – IVA sulle barche al 5% fino al 31 Maggio 2013.

Ora mi arriva una mail dal Portoturistico di Jesolo che dice:

Informazioni utili sulla documentazione da tenere a bordo per chi intendesse navigare in Croazia.

Pur non essendoci ancora completa chiarezza sulla questione, Vi consigliamo di dotarVi e di tenere a bordo la documentazione che comprovi il pagamento dell’IVA della Vostra imbarcazione (ad es. la fattura di acquisto in Italia o in qualsiasi altro Stato membro dell’Unione europea con IVA assolta, oppure, nel caso non ne foste in possesso, del documento doganale T2L.

Tale documentazione non viene richiesta al momento dell’arrivo o partenza dalle Capitanerie di Porto croate ma potrebbe essere richiesta in qualsiasi momento dalla dogana “Carina”.

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Croazia – IVA sulle barche al 5% fino al 31 Maggio 2013

map-croaziaDal 1 luglio 2013 la Croazia entra ufficialmente nell’Unione europea (chi glielo fa fare non si sa) e di conseguenza anche parte integrante dell’unione doganale.

Fino ad ora ai cittadini stranieri era concesso di mantenere la propria barca in questo paese usufruendo dello stato di merce comunitaria in transito, con relativa sospensione dell’IVA ad libitum, un 21% secco di risparmio sul prezzo di acquisto, no patatine.

Ora con l’entrata della Croazia nella comunità europea tutto ciò non sarà più possibile e tutte le situazioni “sospese” vanno regolarizzate.

Per evitare un fuggi fuggi generale (ma secondo me anche per favorire un generale entra entra) il governo di questo paese ha deciso di attivare un periodo cuscinetto – dal 1° gennaio al 31 maggio 2013 – dove si potrà sanare qualsiasi situazione pagando un’IVA al 5% sul valore doganale dell’imbarcazione.

Immagino poi che non si potrà più ottenere di comprare in Italia il carburante a IVA agevolata giustificandolo con la navigazione in paese extracomunitario… ma magari questo è più un problema per gli armatori di barche a motore, che fanno pieni da migliaia di Euro.

Tutti i dettagli su www.aci-club.hr