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Relative Obscurity Vince il Mondiale J/70 2017

Porto Cervo, 16 settembre 2017) – Gli statunitensi di Relative Obscurity – Peter Duncan, Jud Smith, Victor Diaz de Leon e Willem van Waay – hanno vinto il Mondiale J/70 2017. Al secondo posto Savasana; terzo Notaro team di Luca Domenici. Gianfranco Noè vince il titolo Corinthian.

J-70 Worlds 16-9-2017 ph Ranchi 01

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La giornata conclusiva dell’evento, organizzato dallo Yacht club Costa Smeralda, in collaborazione con la J/70 International class e Audi, è stata nel segno di un Maestrale sostenuto, che ha messo alla prova gli oltre 160 equipaggi di 25 nazioni.

Relative Obscurity ha dominato la serie (3-1-1-2-1-3) staccando Savasana di ben 15 punti.

Classifiche complete su www.yccs.it – Foto Max Ranchi

Mondiale J/70 2017 – Relative Obscurity al comando dopo 4 prove

Porto Cervo, 15 settembre 2017. Penultimo giorno di regata all’Audi J/70 World Championship organizzato dallo Yacht Club Costa Smeralda in collaborazione con la J/70 International Class, il Title Sponsor Audi e il supporto dell’Official Sailmaker Quantum Sails.

J-70 Worlds 15-9-2017 ph Ranchi 01

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Alle ore 11 il comitato di regata ha dato il via alle procedure di partenza con vento da ovest di circa 12 nodi saliti a 15 nel corso della regata. Nella Gold Fleet si è imposto Power Play di Peter Cunningham, yachtsman esperto che in passato ha già regatato a Porto Cervo nella 52 Super Series. In grande evidenza gli americani di Relative Obscurity (Duncan-Diaz de Leon) i quali, con il secondo posto odierno, si portano nettamente al comando della classifica provvisoria del Mondiale con un ruolino di marcia di livello assoluto: 3-1-1-2 per un totale di 7 punti, ben 10 di vantaggio sugli spagnoli di Fermax (Martinez Doreste – Martinez) oggi quarti. Il terzo posto in classifica generale provvisoria è di Petite Terrible #Audi (C.Rossi- Paoletti) a pari punti con un altro italiano, Notaro Team di Luca Domenici.

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Audi J/70 World Championship – Lettera aperta di Carlo Alberini, armatore di ITA-949

Porto Cervo – A distanza di alcune ore dalla mancata accettazione dell’iscrizione della mia barca all’Audi J/70 World Championship di Porto Cervo a pervadermi è ancora un sentimento di profondo rammarico, che è aumentato a dismisura questa mattina, quando ho visto la flotta lasciare gli ormeggi per andare incontro al primo giorno di regate.

Ciò non mi impedisce di aprire questa mia con un ringraziamento, che ai più potrà sembrare una contraddizione, ma che in realtà non lo è perché il lavoro svolto dal Comitato di Stazza è stato del livello che ho sempre auspicato nel corso degli anni passati a presiedere alcune delle più importanti classi One Design (Mumm 30, Farr 40 e Melges 32). Muovendo dalla volontà di mandare sulla linea di partenza una flotta omogenea dal punto di vista prestazionale, il Comitato di Stazza, presieduto da Christopher Howell, ha interpretato al meglio la parte della guida, consigliando i team su come sanare le criticità di vario genere emerse nel corso dei controlli preliminari. Un atteggiamento propositivo, peraltro già utilizzato al Mondiale J/70 di San Francisco dello scorso anno, quando lo stesso Howell consentì a una quindicina di equipaggi statunitensi di sostituire le crocette delle proprie imbarcazioni, dopo che queste erano risultate alterate rispetto alle specifiche stabilite dal regolamento di classe.

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Prime prove al Mondiale J/70 2017

Porto Cervo, 14 settembre 2017. Dopo le polemiche sulle stazze e due giorni di attesa forzata a causa del forte Maestrale sulla Costa Smeralda è partito l’Audi J/70 World Championship.

J-70 Worlds 14-9-2017 ph Ranchi 01

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Dopo il briefing le 162 sportboat, record assoluto di partecipazione per un mondiale di monotipo a chiglia, uscivano a frotte dal marina di Porto Cervo transitando sotto allo storico scafo del 12m S.I. Azzurra, un colpo d’occhio inusuale e certamente spettacolare.

La Sardegna si è presentata al suo meglio, con un vento di ponente che dai 12 nodi iniziali è salito a circa 20, consentendo ai J/70 di esprimersi in adrenaliniche planate al lasco. Il Comitato di regata ha potuto far disputare le tre prove previste, con un format di regata adottato per gestire al meglio una flotta così numerosa.

Questa è stata suddivisa in quattro raggruppamenti identificati da un colore, con partenze di due gruppi accoppiati con procedure separate da 10 minuti. Il campo di regata a forma di trapezio prevede due bastoni paralleli separati circa un miglio l’uno dall’altro. Il primo gruppo, un volta giunto alla boa di bolina, percorre un lasco stretto per continuare con i lati poppa-bolina-poppa-arrivo sul bastone parallelo. Il secondo gruppo invece, percorre un bastone, per portarsi infine sul percorso parallelo per la poppa finale. In questo modo le due flotte non si incrociano. I gruppi invece sono accoppiati ogni volta in modo differente in modo da ottenere un round robin completo ogni tre “voli”.

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J/70 – Le polemiche e i problemi con le stazze al Campionato Mondiale 2017

L’antefatto: lo Yacht Club Costa Smeralda ospita il Campionato Mondiale 2017 della classe monotipo J/70 con iscritte oltre 170 barche. Credo il più affollato nella storia dei monotipi. Come ad ogni evento di così grande rilievo vengono effettuati controlli di stazza preventivi (con stazzatore internazionali) per garantire il rispetto delle regole. Sette barche sette vengono trovate con bulbi modificati e conseguentemente squalificate, senza appello (leggi: non riamessi neanche a cambiare chiglia).

Tutto giusto, da spettatore esterno e appassionato di vela considero il comportamento dello Yacht Club e della Classi italiana e internazionale impeccabili, hanno garantito sportività e rispetto delle regole. Viva la vela e viva le barche tutte uguali dove un qualsiasi appassionato può competere ad armi pari con armatori ricchi e velisti professionisti. La vela è forse, contrariamente al sentire comune, l’unico sport dove ciò è possibile.

Berlusconi si può comprare il Milan o Moratti l’inter ma non potranno mai giocarci da centravanti (esistono ancora i centravanti?), io posso comprarmi un J/70 (anche in società con qualche amico) e andare a regatare contro alcuni tra i più grandi professionisti della specialità.

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