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Route du Rhum – 24 ore di tregenda

Condizioni di mare difficili, vento burrascoso che ha pompato raffiche fino a 45kts e periodi di scarsa visibilità hanno preso un tributo pesante, con decine di skipper tra i 91 partenti costretti ad interrompere o abbandonare la Route du Rhum.

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A partire dal maxi trimarano di 30 metri Sodebo Ultim’ di Thomas Coville (ex Geronimo di Olivier de Kersauson), che dopo 14 mesi di lavoro per riadattarlo alle esigenze del nuovo skipper si fermato contro un cargo proprio durante la prima notte. Coville è illeso ma ci ha rimesso lo scafo di dritta all’altezza della traversa e un pezzo di scafo centrale. E’ arrivato a Roscoff oggo dopo mezzogiorno, scosso e vagamente scojonato.

Coville ha detto: “Oggi mi sento come la vittima di un incidente stradale. Mi sento come se mi fosse venuto addosso un camion, una moto nella notte. Mi stavo spostando dalla TSS, l’area da evitare a causa del traffico marittimo, ed ero molto veloce. Nel pomeriggio avevo avuto un problema a prua, così avevo deciso di spingere per tentare di raggiungere Loick (Loick Peyron, Maxi Banque Populaire VII) ma stavo navigando abbastanza tranquillamente.

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Sir Robin Knox Johnston, 75 anni, alla Route du Rhum 2014

Tra i partecipanti alla Route du Rhum 2014, 3500 miglia da St. Malo, Francia a Guadeloupe nei Caraibi, c’è anche il leggendario Sir Robin Knox Johnston, 75 anni.

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Per i pochissimi che ancora non lo sapessero, la prima persona ad aver circumnavigato il pianeta in solitario e senza scalo, tra il 14 giugno 1968 e il 22 aprile 1969. Because I bloody well want to! I m not yet ready for the pipe, slippers and TV!

La fa con Grey Power, l’open 60 ex Fila, la barca costruita nel 1997 con la quale Soldini vince la Around Alone del 1998.

Un pannello solare laminato sulla randa dell’Open 50 Defi Martinique alla Route du Rhum

Non siamo ancora alla vela che fa essa stessa da pannello solare ma è già un passo avanti. Tra gli iscritti alla imminente Route du Rhum, 3500 miglia da St. Malo, Francia a Guadeloupe nei Caraibi, c’è infatti il francese Daniel Ecalard con l’Open 50 Defi Martinique che ha dei pannelli solari laminati sulla randa.

power sails vela pannello solare

Il suo obiettivo è completare la regata con zero carbon emissions, che è anche quello che sta facendo Matteo Miceli col suo giro del mondo. Ecalard non imbarcherà carburante per generare elettricità in una barca che ha a bordo apparati elettronici come qualunque altra, per comunicare, plotter per la navigazione, dissalatore e non ultimo il meccanismo della canting keel.

Userà la barca come un banco di prova per studiare soluzioni per produrre energia pulita. La sua fonte primaria di energia sono dei pannelli solari laminati nella sua randa Titanium®, fabbricata da UK Sailmakers Francia, che ha sviluppato la tecnologia per le celle solari che possono essere sia laminate su vele nuove o apposte su vele esistenti. Questa tecnologia esclusiva si chiama PowerSails ed è stato sviluppato da Alain Janet, titolare di UK Sailmakers France.

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