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Volvo Ocean Race – Il varo a Lisbona di Team Vestas Wind

Lisbona – Quasi sei mesi dopo l’incagliamento su una barriera corallina dell’Oceano Indiano, grazie a una bella storia di spirito di squadra, determinazione e tanto lavoro Team Vestas Wind (che dopo l’incidente aveva questi danni) è tornata in acqua.

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May 29, 2015. Team Vestas Wind is back in the water in Lisbon.

Molti temevano che non ci fossero possibilità per il team danese di tornare in regata, ma gli sforzi congiunti del team e degli organizzatori hanno portato alla ricostruzione del Volvo Ocean 65 in soli quattro mesi e nel pieno rispetto della regole di monotipia.

Il grosso del lavoro è stato condotto presso il cantiere italiano Persico Marine di Bergamo, da dove la barca è partita lo scorso 22 maggio per un lungo viaggio via terra e via mare verso Lisbona. Nelle ultime fasi del trasporto la barca ha percorso poco più di 50 chilometri, passando anche il celeberrimo ponte Vasco de Gama (il più lungo d’Europa) attraverso il fiume Tago. Raggiunto il Race Village, sono iniziati i lavori per preparare la barca a tornare in mare per i necessari test e per la Lisbon In-Port Race del 6 giugno e per la partenza dell’ottava tappa verso Lorient il giorno successivo.

Via | www.volvooceanrace.com

Pubblicato il rapporto sull’incidente a Team Vestas Wind

Auckland, Nuova Zelanda – 9 marzo 2015 – E’ stato pubblicato oggi il rapporto indipendente sull’incidente a Team Vestas Wind, occorso durante la seconda tappa della Volvo Ocean Race.

Team vestas wind danni 01

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Il rapporto include una serie di raccomandazioni che puntano a migliorare la sicurezza in mare per la comunità velica e, in particolare, suggerisce di rendere migliori le carte di navigazione e altri software perché si possano evitare incidenti simili in futuro.

Vestas wind guidata dallo skipper australiano Chris Nicholson si incagliò su una barriera corallina a Cargados Carajos Shoals nell’oceano Indiano durante la seconda tappa, da Città del Capo ad Abu Dhabi, il 29 novembre del 2014. L’equipaggio fu costretto ad abbandonare la barca che, gravemente danneggiata, è stata successivamente recuperata dalla barriera ed è in fase di ricostruzione presso il cantiere Persico Marine di Nembro, in provincia di Bergamo, con l’obiettivo di riportarla in regata a Lisbona in giugno per partecipare alle ultime due tappe.

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Vestas liberata dalla barriera

Nessuno ci credeva ma loro ci sono riusciti, il Volvo Ocean 65 del Team Vestas Wind, è stato disincagliato dalla barriera corallina ed è stato caricato tutto intero su una nave, per il viaggio che lo riporterà a Mauritius prima, con una navigazione di circa 28 ore, poi in Malesia e infine in Europa.

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December 19, 2014. Team Vestas Wind salvage operation begins in St Brandon Island - Mauritius.

Dopo tre giorni di pianificazione e di lavoro la barca è stata liberata dalla barriera di St Brandon, portata nella laguna adiacente ed è stata caricata su una nave Maersk Line. Si tratta della prima fase dell’operazione che mira a una ricostruzione della barca e a un possibile ritorno in gara del team danese. Lo shore manager di Team Vestas Wind,Neil Cox e lo skipper skipper Chris Nicholson hanno coordinato la complessa operazione di disincagliamento dalla barriera.

Il direttore operativo della Volvo Ocean Race Tom Touber ha spiegato che il recupero è stato possibile grazie a un meticoloso lavoro di pianificazione in cui sono stati esaminate diverse soluzioni possibili e che ha portato a un piano d’azione dettagliato per ognuna delle opzioni. “Il nostro progetto più importante, ossia di recupare la barca nelle condizioni migliori possibili, ha funzionato.” Ha detto il manager olandese, che ha anche ringraziato il partner della regata, la compagnia di navigazione Maersk Line e la società di recupero Svitzer, che fa parte del gruppo e che ha svolto un ruolo fondamentale nell’operazione. “La cooperazione è stata eccezionale. Sia per noi che per lo sponsor della barca, Vestas e per lo sponsor secondario Powerhouse era anche molto importante poter garantire il rispetto dell’ambiente naturale di questa meravigliosa località.

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Un rapporto indipendente sull’incidente di Team Vestas Wind

Riguardo all’incidente di Team Vestas Wind del 29 novembre scorso sia l’organizzazione della Volvo Ocean Race che il Team stesso fino ad oggi si sono mossi con grandissima trasparenza e non lesinando dettagli su quanto accaduto.

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Ora Volvo Ocean Race fa ancora un passo in più e incarica un gruppo di esperti, guidato dal contrammiraglio Chris Oxenbould di redifere un rapporto che verrà fornito all’organizzazione entro il 31 gennaio 2015. Le risultanze del rapporto verranno rese pubbliche – per fare in modo che possano aiutare l’intera comunità della vela e non solo l’evento specifico – durante la tappa di Auckland (27 febbraio – 15 marzo 2015)

L’inchiesta sarà svolta attingendo a una serie di fonti fra cui velisti dei team avversari, componenti del comitato di regata, fornitori di carte nautiche elettroniche ed enti per la sicurezza in mare. Il contrammiraglio Oxenbould in precedenza ha occupato la posizione di vice capo della Marina militare australiana ed è un esperto navigatore oceanico, con una conoscenza particolarmente approfondita dei sistemi di navigazione. È anche presidente del comitato per la sicurezza in mare della federazione australiana della vela.

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Spiegate le cause dell’incidente di Team Vestas Wind

In una conferenza telefonica con i media tenuta lunedì 8 dicembre Team Vestas Wind ha ufficialmente spiegato le ragioni dell’accaduto – in sostanza un errore nello zoom della cartografia sul plotter – e ha annunciato di esplorare le opportunità per tornare in gara con una nuova barca.

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Lo skipper australiano Chris Nicholson ha fornito maggiori informazioni sull’incidente. “Nelle 48 ore precedenti all’incidente Wouter /Verbraak, il navigatore) e io abbiamo svolto le normali procedure di routage e abbiamo notato che sulla rotta c’erano delle zone con dei rilievi oceanici (seamounts). Quando li ho notati ho chiesto a Wouter quali fossero le profondità e le correnti, le condizioni del mare e la sua riposta è stata che le profondità andavano dai 3.000 ai 40 metri, la corrente era poco importante e che avremmo tenuto sotto controllo il moto ondoso man mano…

Il navigatore olandese Wouter Verbraak ha spiegato le ragioni dell’incidente: “A postreriori posso dire che avremmo dovuto zoomare molto di più sulla cartografia elettronica. Non averlo fatto è stato il mio errore più grande, ma la cosa positiva è che poi non abbiamo commesso altri errori.”

Il CEO della Volvo Ocean Race Knut Frostad ha spiegato che l’operazione di recupero della barca danneggiata è ancora in essere, e che le parti coinvolte stanno lavorando insieme per trovare velocemente una soluzione. “Stiamo facendo tutti degli sforzi enormi per fare le cose in modo corretto. Abbiamo un compito molto chiaro, ossia fare in modo che ci sia il minor impatto possibile per l’ambiente. Il piano è di rimuovere la barca, nello stato in cui si trova, o in un altro stato. Ci stiamo lavorando proprio in queste ore, per fare il più in fretta possibile. Il nostro prossimo obiettivo è di trarre il massimo insegnamento da quanto accaduto, e di aiutare Vestas, Powerhouse e il team nel loro sforzo per rientrare in regata.” Ha aggiunto Frostad. “Devo sottolineare che non si tratta di una sfida da poco. Non voglio che nessuno si aspetti che si tratti di un’operazione facile, è una sfida enorme. Ma fa parte del DNA della regata affrontare sfide enormi, e questa è solo una in più.”

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Suppellettili

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December 03, 2014. Team Vestas Wind crew arrives to Mauritius with all the equipment they rescued from the boat after grounding on the Cargados Carajos Shoals on the 29th November; The crew are safe and uninjured but had to abandon the ship after it sustained damage to the stern. Here the crew unloads all the equipment rescued from the boat.

Qualche giorno dopo il naufragio, l’equipaggio di Team Vestas raggiunge Port Louis, Mauritius, con tutto ciò che è riuscito a recuperare dalla barca.

www.volvooceanrace.com

Intervista a Chris Nicholson, skipper di Team Vestas Wind

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November 30, 2014. Team Vestas Wind's boat grounded on the Cargados Carajos Shoals, Mauritius, in the Indian Ocean. Fortunately, no one has been injured.

Come stai?

Sono qui, su un’isola sperduta, bellissima, al buio perché hanno spento il generatore un’ora fa. Ho fatto molte telefonate con il telefono satellitare durante una notte bellissima, ma quella di ieri è stata una delle notti peggiori che io abbia mai vissuto.

Posso immaginare, e l’equipaggio come sta?

Sembra impossibile ma bene. Abbiamo appena cenato, una cena semplice qui sull’isola. Ho detto ai ragazzi: quante volte nella tua vita e nella tua carriera sportiva puoi avere un incidente come quello che è capitato a noi? Lo abbiamo vissuto senza media, amici e famiglia vicini a noi. Essenzialmente siamo dei naufraghi. Abbiamo cenato e tutti hanno parlato abbastanza apertamente e onestamente di quello che è successo e di come abbiamo gestito la situazione. Probabilmente il debrief più approfondito che si possa avere. Quindi c’è un senso di sollievo, in un certo senso vi sentite fortunati. Chris mi dici secondo te quali sono le condizioni della barca? Il danno è molto esteso, se vuoi la mia opinione, ma io non sono un costruttore. Ha picchiato molto. A dire la verità mi ha sorpreso come siamo riusciti a rimanere in un solo pezzo, con tutto quel picchiare. Quello che è successo è incredibile.

Di sicuro poter rimanere a bordo vi ha salvati. In generale quali sono le preoccupazioni maggiori adesso?

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In salvo l’equipaggio di Team Vestas Wind

L’equipaggio di Team Vestas Wind è stato messo in salvo nelle prime ore di oggi, domenica 30 novembre dopo che la barca danese partecipante alla Volvo Ocean Race si era incagliata su una barriera corallina nell’oceano Indiano costringendo gli otto velisti all’abbandono.

Tutti i nove uomini, otto velisti e l’Onboard reporter, non hanno riportato danni fisici a seguito dell’incidente, avvenuto nel primo pomeriggio nella zona delle Cargados Carajos Shoals, nel territorio di Mauritius. Per diverse ore l’equipaggio è rimasto a bordo della barca la cui parte poppiera ha continuato ad essere investita dalle onde ed era incagliata profondamente nel corallo, con la prua diretta verso il mare aperto. Nella collisione entrambi i timoni si sono rotti e l’equipaggio ha notato un’importante via d’acqua nel compartimento di poppa, che pure era chiuso e stagno.

Verso la mezzanotte il team guidato dallo skipper australiano Chris Nicholson ha abbandonato la barca e ha potuto raggiungere, camminando nell’acqua bassa, un punto sulla barriera dove è stato tratto in salvo da un mezzo della guardia costiera alle prime luci dell’alba, ossia verso le 03.30 UTC (le 04.30 ora italiana). L’equipaggio è poi stato trasportato sulla piccola isola della Íle du Sud, che fa parte delle Cargados Carajos Shoals, conosciuta anche con il nome di St. Brandon e situata a circa 430 chilometri a nord-est di Mauritius.

Gli organizzatori della regata e i responsabili di Team Vestas Wind cercheranno ora di portare l’equipaggio dall’isoletta alla terraferma. Il Race Control centre di Alicante, in Spagna, ha tenuto costantemente informato il centro di intervento marittimo locale, il Maritime Rescue Co-Operation Centre (MRCC) nel corso dell’intera operazione.

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