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Vendée Globe – Condizioni molto dure a Capo Horn

Domenica 15 gennaio 2017 – Mentre in testa al Vendée Globe la battaglia tra Armel Le Cléac’h e Alex Thomson è tutto meno chiusa, il prossimo gruppo di quattro concorrenti in approccio a Capo Horn sono nel bel mezzo di una tempesta con vento da 35 a 40 nodi, con raffiche fino a oltre 50 nodi al largo della Patagonia.

Queste sono le condizioni più dure che la flotta ha sperimentato a Capo Horn in questa edizione. Infatti, una depressione nell’Oceano Antartico sta generando un vento da NordOvest che sta sferrando un pugno che colpisce la cordigliera delle Ande. La situazione dovrebbe durare tutta la Domenica con una pausa temporanea nella serata, prima che un altro sistema instabile rotoli sopra la parte superiore della Patagonia Lunedi. Lo stato del mare è particolarmente pericoloso in quanto si incunea attraverso il Passaggio di Drake (poco più di 400 miglia di larghezza), ulteriormente complicato dal fatto che i concorrenti Vendée Globe devono rispettare Antarctic Exclusion Zone (AEZ), che è a soli 80 miglia a sud di Capo Horn.

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Vendée Globe – La situazione dopo 68 giorni

Venerdì 13 gennaio 2017 – Alex Thomson ieri ha detto che per avere una possibilità di sorpassare Le Cléac’h e vincere il Vendee Globe deve riuscire a portarsi a meno di 50 dal leader della regata nei prossimi giorni.

Alle 1100 UTC di ieri, giovedì 12 gennaio, il tracker dava Hugo Boss a 227 miglia da Banque Populaire VIII al passaggio delle Isole di Capo Verde. Nel momento in cui scrivo, ore 1800 di venerdì 13, il distacco si è ridotto a 121 miglia a causa dei venti leggeri che spingono Le Cléac’h a soli 3 nodi, contro gli 11 di Thomson, che però vedrà presto scendere la propria velocità quando raggiungerà la posizione occupata ora dal primo.

E mentre Jérémie Beyou su Maître è terzo a 650 miglia dalla testa, Jean-Pierre Dick, quarto a 1.134 miglia, attraversando l’equatore ieri 13 giorni, tre ore e 59 minuti dopo aver doppiato Capo Horn ha stabilito un nuovo record per il passaggio. Incredibilmente ha impiegato quasi 16 ore in meno del tempo di riferimento di François Gabart di 13 giorni, 19 ore e 29 minuti.

La linea di arrivo del Vendée Globe è ora a meno di 1.800 miglia da Le Cléac’h e il suo attuale ETA a Les Sables è per giovedì 19 gennaio.

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Vendée Globe – Banque Populaire VIII e Hugo Boss fuori dai Doldrums

10 gennaio 2016 – Banque Populaire VIII e Hugo Boss sono ufficialmente fuori dalle calme equatoriali ma gli alisei rimangono leggeri con possibilità di temporali.

I Doldrums sono ora alle spalle dei due leader ma le velocità medie sono molto basse. Le immagini satellitari mostra molta attività nuvolosa a est della rotta scelta da Armel Le Cléac’h e Alex Thomson, ora separati da circa 100 miglia.

Jérémie Beyou, al terzo a posto a 620 miglia dal primo, nelle calme ci è appena entrato mentre Jean Pierre Dick sembra aver scelto una rotta più a ovest per evitare i venti leggeri.

Una depressione sarà posizionato nella zona sud-est di Capo Horn domani mattina, quando Eric Bellion e Conrad Colman lo doppieranno. I venti da sudovest potrebbero superare i 40 nodi per l’ottava e la nona barca che doppieranno il Capo

Chiude la flotta, in diciottesima posizione a quasi 9000 miglia da Armel Le Cléac’h, Sébastien Destremau, che a sud della Nuova Zelanda sta cercando di mantenere una velocità elevata per evitare di essere superato dalla depressione proveniente da Ovest il 12 gennaio e il 13 con venti che soffiano a più di 50 nodi.

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Vendée2020Vision – Coltivare un vincitore inglese per il Vendée Globe 2020

Varata nel 2016, Vendée2020Vision è una nuova iniziativa per sostenere i velisti britannici lungo il percorso verso il successo nella regata più impegnativa, il Vendée Globe.

Le regate d’altura in solitario sono uno sport di resistenza, per chi vi partecipa è la disciplina più difficile nella vela. Ha creato molte leggende britanniche, dai primi pionieri come Sir Francis Chichester, Sir Robin Knox-Johnston e Sir Chay Blyth alle figure contemporanee come Dame Ellen MacArthur, Pete Goss, Mike Golding, Sam Davies, Dee Caffari, Brian Thompson e Alex Thompson.

Uno sport creato in Gran Bretagna, ispirato dai primi record del mondo e dalla creazione di eventi come la OSTAR e la Mini Transat negli anni 60 e 70, ma da allora i velisti Francesi hanno completamente dominato questo sport.

Velisti inglesi hanno partecipato in tutte edizioni fin dalla prima, nel 1989-90, con Ellen MacArthur che ha il record per il miglior risultato quando ha finito al secondo posto nel 2000-1. Il picco di partecipanti è stato raggiunto nel 2008-9, con sette skipper provenienti dal Regno Unito, ma in quella in corso (2016-17) ce n’è solo uno – Alex Thomson su Hugo Boss.

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Vendée Globe – Banque Populaire VIII nelle calme equatoriali

Sabato 7 gennaio 2017 – Il leader del Vendée Globe Armel Le Cléac’h ha attraversato l’equatore ed è ora nell’emisfero nord, segnando l’inizio della gara di resistenza attraverso il nord Atlantico verso il traguardo. Lo skipper francese di Banque Populaire VIII ha superato la linea di zero gradi di latitudine alle 0023 UTC oggi, dopo 61 giorni, 12 ore e 21 minuti in mare in questa ottava edizione della regata.

Le Cléac’h trascorso 52 giorni nel sud del mondo e dopo aver doppiato Capo Horn, la punta più meridionale del Sud America, ha impiegato 14 giorni, 11 ore e 49 minuti per raggiungere l’Equatore. Il tempo da Capo Horn è di 16 ore superiore a quello di François Gabart, vincitore nel 2012-13, ma Le Cléac’h rimane più di quattro giorni più veloce del record della gara dello stesso Gabart.

Al rapporto di posizione delle 1200 UTC Le Cléac’h aveva ancora un vantaggio di 119 miglia su Alex Thomson, che su Hugo Boss passerà nell’emisfero settentrionale in giornata. Entrambi ora dovranno affrontare le temute calme equatoriali che si estendono da lì fino alle isole di Capo Verde, le mosse giocate dai due apripista nel corso del fine settimana potrebbe probabilmente decidere il vincitore del Vendée Globe 2016-17.

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Boris Herrmann primo tedesco al Vendée Globe

L’ottava edizione del Vendee Globe è ancora in pieno svolgimento e c’è già chi pensa alla prossima, è il tedesco Boris Herrmann, che ha appena perfezionato l’acquisto dell’IMOCA Edmond de Rothschild, fino a ieri nelle mani del Gitana team e Sébastien Josse, fresco di ritiro dalla regata per la rottura di un foil.

Il 35enne tedesco sognava di prendere parte all’edizione 2020 del Vendée Globe nel 2020 e ora questo sta diventando realtà. Questo è il motivo per cui è stato costretto con rimpianto a lasciare il suo posto nell’equipaggio di IDEC SPORT, attualmente in caccia del Jules Verne, a Sébastien Audigane. Boris beneficia del sostegno di un investitore tedesco privato, Gerhard Senft, e ha il sostegno di Pierre Casiraghi, membro del Monaco Yacht Club, con il quale intende partecipare ai grandi eventi in calendario nel 2017.

“Il Vendée Globe è un sogno e l’Everest nella carriera di ogni ocean racer”, ha spiegato. “Quando ero un bambino, ho letto tutti i libri che ne parlano, compreso quello di Bernard Stamm con il quale ho avuto il piacere e il privilegio di navigare a bordo IDEC SPORT. Il Vendée Globe è stata una luce guida nella mia vita e mi ha sempre attratto. Questo è un obiettivo che mi ha affascinato e nel corso degli ultimi mesi sono stato in grado di condividere questa passione con Gerhard Senft e Pierre Casiraghi. Siamo andati tutti al via a Les Sables d’Olonne e la magia della gara ha fatto il resto. La nostra decisione di acquistare la barca di Sébastien Josse è scattata lì. Ho sempre ammirato l’abilità e la professionalità del Team Gitana e sono soddisfatto della nostra decisione”.

Boris sarà il primo tedesco a prendere parte al giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza.

Vendée Globe – Enda O’Coineen disalbera

In pochi istanti sfortunati il Vendée Globe è finito in anticipo per l’irlandese Enda O’Coineen. Una improvvisa e inaspettatamente forte raffica di vento a 35 nodi ha messo in crisi il suo pilota automatico, la barca ha strambato due volte non lasciandogli il tempo per regolare le volanti e l’albero di Kilcullen Voyager-Team Ireland è venuto giù.

Trovandosi al 15° posto nella regata che ha rappresentato l’apice della sua vita velica, O’Coineen aveva appena completato una serie di riparazioni necessarie, proprio all’autopilota e al computer, mentre era a ridosso di Stewart Island, la punta molto più a sud della Nuova Zelanda. Ironia della sorte solo due ore prima del disalberamento aveva fatto il video dove prometteva di ricalibrare la sua naturale affinità per il rischio.

O’Coineen ha tagliato il sartiame ma ha detto di non essere riuscito a salvare il boma, così ha opzioni di armo di fortuna molto limitate. La sua fortuna è di essere a poco meno di 200 miglia a SE di Dunedin.

Delle 29 barche partite da Les Sables d’Olonne il 6 novembre ne rimangono in gara 18. In testa la battaglia vede Armel Le Cléac’h in vantaggio di 150 miglia su Alex Thomson.

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Vendée Globe – Armel Le Cléac’h e Alex Thomson di nuovo in lotta

29 dicembre 2016, giorno 53 – Non avendo altra scelta che attraversare una fascia di alta pressione al largo dell’Uruguay, Armel Le Cléac’h sa che è destinato a perdere ancora molte miglia del vantaggio che ha su Alex Thomson, che prima del passaggio di Capo Horn era di 800 miglia e ora è solo di 100.

Lo skipper inglese può vedere dove non andare, cosa evitare, dove non c’è vento. Questo è un tratto dove le velocità saranno basse è particolarmente deprimenti per il leader, non durerà per sempre ma questa complessa situazione potrebbe cambiare l’esito del Vendée Globe.

Il leader Banque Populaire VIII non ha altra scelta che spingersi a Nord il più velocemente possibile per agguantare dei deboli venti orientali. Purtroppo questa zona di alta pressione è solo il primo di una serie presenti un po’ ovunque in zona. L’alta si Sant’Elena sta inghiottendo ciò che resta di questo sistema che si è sviluppato fuori Uruguay e sta creando il caos in Atlantico. Alex Thomson sembra aver analizzato questa nuova situazione e si sta allontanando dal percorso intrapreso da Le Cléac’h per dirigersi verso NE sperando di aggirare il problema fuori dai 35° W. Spera di “catturare” la maggior parte di ciò che resta di una bassa meridionale.

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Vendée Globe – Armel Le Cléac’h primo a Capo Horn a tempo di record

23 dicembre 2016 – Armel Le Cléac’h (Banque Populaire VIII), leader del Vendée Globe, ha passato Capo Horn alle 12:34 UTC di oggi stabilendo un nuovo tempo di riferimento per questa tratta. Il tempo impiegata da Le Cléac’h è di 47 giornni e 32 minuti. La bellezza di 5 giorni, 5 ore e 38 minuti meno di quanto impiegato da Francois Gabart nell’edizione 2012-2013.

Dopo aver percorso 17,480 miglia ad una media di 15.5 nodi lo skipper di Banque Populaire VIII ha passato Capo Horn per la terza volta in carriera, nel 2008-9 era terzo, nel 2012-13 era secondo dietro a Gabart. Ora ha un vantaggio sul secondo Alex Thomson (Hugo Boss) di 762 miglia, l’inglese è atteso allo stesso passaggio per domenica, giorno di Natale.

Armel Le Cléac’h ha detto: Ho tirato fuori lo champagne per Horn. Cerco ogni volta di brindare. Sto approfittando della vista di terra che non è troppo lontana. Posso vedere Capo Horn all’orizzonte. E’ magnifico. Ci sono nuvole scure nel cielo con alcune zone luminose e il vento va da 17 a 30 nodi.

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Vendee Globe – Paul Meilhat, problemi alla chiglia di SMA

20 dicembre 2016 – Dopo aver sentito uno strano rumore oggi pomeriggio, Paul Meilhat, skipper di SMA, è andato a ispezionare l’alloggiamento della chiglia basculante e ha immediatamente realizzato che dell’olio era fuoriuscito dal circuito e aveva invaso il vano. Per prima cosa ha pensato alla rottura di un tubo del circuito idraulico ma poi ha notato una crepa da 40 centimetri nel cilindro.

Paul, che al momento è in quarta posizione a 1500 miglia dal primo, ora è in procinto di bloccare il sistema per cercare di portare la chiglia al centro. Per effettuare questa operazione si sta dirigendo verso il nord.

SMA è attualmente nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, 2000 miglia ad est della Nuova Zelanda.

Via | www.vendeeglobe.org Foto Paul Meilhat – SMA© VINCENT CURUTCHET / DPPI