Susan Henn: prima donna a sfidare la Coppa America

Susan Henn: prima donna a sfidare la Coppa America
Archivio Ian Dear/PPL PHOTO CREDIT Ian Dear Archive/PPL ***Circa 1886: La signora Henn

Nel panorama eroico della vela ottocentesca emerge una figura fuori dal comune: Susan Henn (Susan Matilda Cunninghame-Graham Henn). Nata nel 1853 a Rothesay, sull’isola di Bute in Scozia, Susan ha rotto barriere non solo geografiche, ma soprattutto sociali: fu la prima donna a gareggiare nell’America’s Cup, e la prima a comandare una barca in una delle sfide più famose del mare.

Origini e passione per il mare

Susan Henn proveniva da una famiglia benestante: sua madre, Susan Jane Cunninghame-Graham, apparteneva a un’antica famiglia aristocratica scozzese; suo padre, Robert Bartholomew, era parte di una famiglia di imprenditori del cotone di Glasgow. Crescendo nel Firth of Clyde, tra yacht di famiglia e regate locali, Susan sviluppò presto una notevole familiarità con la vela e con i ritmi del mare.

Nel 1877, durante una navigazione nel Mediterraneo insieme al fratello Robert, Susan conobbe William Henn, un tenente della Royal Navy in pensione originario della Contea di Clare, in Irlanda, anch’egli appassionato velista. Si sposarono quello stesso anno.


La sfida all’America’s Cup con GALATEA

Dopo la morte del fratello, Susan ereditò una somma che le permise di finanziare e commissionare il progetto dello yacht GALATEA, disegnato da J. Beavor-Webb. Era uno yacht interamente in acciaio, con fasciame rivettato, chiglia zavorrata in piombo, ponte in teak: una costruzione all’avanguardia per l’epoca.

L’intento era quello di sfidare il Defender Mayflower nell’edizione dell’America’s Cup del 1886. GALATEA doveva correre già nel 1885, insieme al GENESTA, ma a causa di ritardi nella costruzione della chiglia la sfida dovette essere rimandata al 1886.

Susan non si limitò a finanziare il progetto: attraversò l’Atlantico a bordo del GALATEA per partecipare alla regata, e quando la salute del marito peggiorò durante la competizione, prese lei stessa il comando del cutter. Questo gesto la segnò come prima donna non solo a competere ma anche a comandare in una regata dell’America’s Cup.


La regata e l’eredità di Susan Henn

La sfida si disputò il 9 e l’11 settembre 1886, su un percorso al largo di New York. Il Mayflower, avversario americano, risultò superiore al GALATEA in velocità: le distanze nelle due prove furono significative. Nonostante la sconfitta, il risultato fu ben accolto, anche per la valenza simbolica del gesto: Susan ottenne rispetto e ammirazione per la sua abilità e determinazione.

Dopo la Coppa, Susan e il marito continuarono a navigare: toccarono acque americane, tornarono nei mari britannici e nel Mediterraneo, proseguendo con crociere e occasionali regate a bordo del GALATEA. William Henn morì nel 1894; Susan rimase proprietaria e navigatrice, vivendo a bordo, fino alla sua morte nel 1911. Non ebbero figli, e Susan lasciò la sua eredità al cugino Robert Bontine Cunninghame-Graham, anch’egli uomo d’avventure, scrittore e politico.


Perché Susan Henn è una figura centrale per la vela

  • Pioniera di genere: Nel contesto vittoriano, alle donne erano spesso negate molte libertà, persino di partecipare in club sportivi, tanto meno di assumere ruoli di comando in competizioni tipicamente maschili. Susan Henn sfidò convenzioni sociali e legali, dimostrando che abilità, passione e competenza non conoscono genere.
  • Innovazione tecnica e audacia: Commissionare un cutter in acciaio, attraversare l’Atlantico al suo comando, partecipare attivamente alla regata significò impegno sotto ogni profilo: ingegneristico, logistico, marinarinaresco.
  • Eredità storica: Anche se non vinse, il suo nome è oggi riconosciuto ufficialmente negli annali dell’America’s Cup e nella Hall of Fame della competizione, come una figura di svolta.

Susan Matilda Cunninghame-Graham Henn non è solo un nome curioso da ricordare, ma un personaggio che aiuta a risignificare la storia della vela: non solo come una serie di regate e barche, ma come campo di battaglia per l’uguaglianza, per l’innovazione, per la libertà. Il suo GALATEA può aver perso contro il Mayflower, ma Susan guadagnò qualcosa di assai più duraturo: il diritto di essere presa sul serio, di competere, di comandare, di tracciare una rotta per quelle donne che sarebbero venute dopo.

La America’s Cup Hall of Fame su Wikipedia

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