Chantier Naval MF rilancia i Pabouk con una raccolta fondi
Il costruttore quebecchese Chantier Naval MF punta a riportare in vita la storica gamma di cat-boat bretoni Pabouk, tra eredità artigianale e ambizioni industriali transatlantiche

Il Chantier Naval MF, con sede in Québec, ha avviato una campagna di sottoscrizione internazionale per finanziare il rilancio del marchio Pabouk e la creazione di un nuovo atelier di costruzione navale in Bretagna. Si tratta di un progetto transatlantico che unisce patrimonio nautico, innovazione industriale e ambizioni di sviluppo, anche se le risorse finanziarie annunciate sollevano qualche dubbio rispetto alla portata dell’operazione.
Un’acquisizione tra Canada e Bretagna
Il costruttore canadese ha presentato un piano per rilanciare i voilier Pabouk attraverso l’acquisizione dei suoi asset commerciali e degli stampi di produzione, marchio ben noto nel mondo della nautica da diporto. L’operazione prevede la nascita di un vero e proprio polo produttivo in terra bretone, mentre la struttura societaria resterebbe canadese, con sede legale invariata in Québec. L’obiettivo dichiarato dal management è dare nuova linfa al marchio Pabouk, sviluppando allo stesso tempo un’attività industriale orientata alla costruzione di voilier, yacht e motorizzazioni a basse emissioni.
Il cantiere afferma inoltre di essere in possesso di un Codice di identificazione del costruttore (CIF), rilasciato da Transports Canada, che gli consente di certificare le imbarcazioni destinate al mercato canadese secondo la normativa vigente.
Un atelier bretone tra legno e compositi
Il futuro stabilimento in Bretagna sarebbe specializzato nella costruzione in legno e materiali compositi, occupandosi della produzione dei Pabouk, degli yacht a marchio MF e dei motori sviluppati internamente dall’azienda. Secondo i vertici del cantiere, l’insediamento europeo servirebbe ad avvicinare la produzione al know-how del vecchio continente, mantenendo però un accesso privilegiato al mercato nordamericano.
Non è la prima volta che si parla di questa operazione: già a inizio giugno 2026, il fondatore del Chantier Naval MF, Paul S. Filiatrault, aveva annunciato la costituzione di un gruppo di investitori privati per sostenere l’espansione dell’azienda, confermando trattative avanzate per l’acquisizione della compagnia francese Pabouk, descritta come un patrimonio da preservare nel solco della tradizione velica.
La raccolta: 1.000 azioni a 500 euro
Per sostenere questa prima fase di sviluppo, il Chantier Naval MF ha aperto una sottoscrizione internazionale relativa a 1.000 azioni di categoria B, proposte al prezzo unitario di 500 euro, per una raccolta massima di 500.000 euro. Il registro degli azionisti sarà oggetto di un atto notarile, a garanzia della sicurezza giuridica dei titoli. L’azienda precisa però di non aver reso pubblico, per il momento, un piano industriale dettagliato, invocando ragioni di riservatezza strategica e tutela dei propri sviluppi tecnologici.
Un’eredità bretone da 120 unità
Va ricordato che la Pabouk Compagnie è un cantiere artigianale bretone specializzato nella costruzione di cat-boat a zavorra ad acqua, fondato nel 2018 a Gouesnac’h, nel Finistère, che produce barche da 2,60 a 6,99 metri per appassionati di vela tradizionale. Il cantiere aveva annunciato la cessazione delle attività a partire da inizio maggio 2026, citando un contesto economico difficile, sia in Francia che a livello internazionale.
La gamma Pabouk, ispirata al Vadcar — una deriva di 10 piedi costruito a Le Havre nel 1892 — è stata reinterpretata in chiave moderna da Antoine Carmichael, con le linee dei modelli 360, Love e 700 firmate dall’architetto navale Marc Lombard. In vent’anni sono state realizzate oltre 120 unità, e il modello 360 vanta ancora oggi una classe regatante attiva all’Aber Wrac’h, in Bretagna. Il tratto distintivo dei Pabouk resta il “plancher ballast”, un brevetto che consente di riempire lo scafo d’acqua una volta in mare per garantire stabilità, mentre in rimorchio, svuotato della zavorra, il natante resta carrellabile con un veicolo standard.
Un progetto ambizioso, ma dai contorni ancora incerti
Se le ambizioni industriali del progetto sono evidenti, l’entità della raccolta annunciata lascia spazio a qualche perplessità. Con un obiettivo di 500.000 euro, questa prima levata di capitali appare infatti piuttosto contenuta rispetto agli investimenti solitamente necessari per un’operazione di questo tipo: acquisizione del marchio e degli asset, trasferimento degli stampi, allestimento di un atelier di costruzione navale, acquisto delle attrezzature, prime assunzioni, costi di certificazione e finanziamento dell’avvio richiedono normalmente capitali ben più consistenti.
Resta dunque da capire se il Chantier Naval MF riuscirà a trasformare questa prima raccolta fondi in un vero strumento di sviluppo industriale, e se il sogno di riportare i Pabouk sulle acque bretoni troverà davvero compimento.
Il sito del cantiere www.lapaboukcompagnie.com