Il monotipo carrellabile a chiglia Classe Meteor
Nato nel 1968 dalla matita di Van De Stadt, il Meteor è ancora oggi uno dei monotipi più diffusi e amati d’Italia. Una barca senza tempo, capace di unire il primo approccio alla vela con la competizione agonistica di alto livello

Il progetto e le origini
Il Meteor è una piccola barca a vela monotipo a chiglia, disegnato nel 1968 dall’architetto olandese Van De Stadt espressamente per veleggiare su laghi e mari italiani. Un’origine mirata, quella di questo progetto, che ne spiega la straordinaria diffusione nel nostro Paese: Van De Stadt aveva già all’attivo una vasta produzione di scafi da crociera e da regata di respiro internazionale, ma con il Meteor puntò deliberatamente alla semplicità e alla polivalenza, immaginando una barca accessibile tanto al velista domenicale quanto al regatante impegnato.
Il cantiere nautico che realizzò il primo Meteor fu la Sipla di Forlì, poi diventata il famoso cantiere Comar. Fu proprio sotto la guida di Renzo Zavatta che la Comar trasformò il Meteor in un fenomeno di massa: producendo la barca quasi “in catena di montaggio”, come se fosse una piccola utilitaria, il cantiere invase il mercato della vela domenicale con quasi un migliaio di esemplari che ancora oggi navigano in tutta Italia.
Dopo oltre mezzo secolo dalla sua ideazione, la produzione non si è mai interrotta. Dopo più di 40 anni il Meteor è ancora in produzione nel cantiere Nauticalodi.
Le caratteristiche tecniche
Il Meteor è un cabinato di 6 metri dalle dimensioni contenute ma dall’attrezzatura sorprendentemente completa. Ecco le principali specifiche tecniche:
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Lunghezza scafo | 6,00 m |
| Larghezza | 2,13 m |
| Dislocamento | 770 kg |
| Randa | 9,55 m² |
| Genoa | 12,00 m² |
| Fiocco | 8,35 m² |
| Tormentina | 4,05 m² |
| Spinnaker | 26,00 m² |
Classica nelle sue linee d’acqua e con una buona efficienza idrodinamica, il Meteor ha un’attrezzatura semplice ma completa ed è soprattutto una barca sicura e robusta, maneggevole e facile da condurre.
Uno degli elementi distintivi dal punto di vista costruttivo è la chiglia a bulbo a sezione a “L”: per il periodo in cui è stata concepita era decisamente “futurista”. Altrettanto riconoscibili sono il profilo con specchio di poppa chiuso e verticale, il timone appeso e gli slanci a prua, elementi che conferiscono alla barca una silhouette inconfondibile e ancora oggi esteticamente coerente.
La carrellabilità è un altro punto di forza concreto: grazie alla possibilità di carrellare la barca, è facile raggiungere il mare dal lago e viceversa, un vantaggio non trascurabile per chi voglia sfruttare il Meteor su specchi d’acqua diversi nel corso dell’anno.
Comportamento in acqua
Il Meteor ha un pozzetto abbastanza spazioso e può essere adatto anche al campeggio nautico. In navigazione, soffre un po’ le brezze leggere, ma non appena sale di poco l’aria diventa potente e maneggevole, grazie soprattutto al genoa da 12 m² che garantisce una buona capacità di accelerazione nelle andature di bolina e al traverso.
È una barca completa, con tutte le regolazioni e le vele di un cabinato grande — ha anche lo spinnaker — ma allo stesso tempo è una barca “facile”, sicura e stabile. Questa combinazione di caratteristiche ne fa uno strumento didattico ideale: l’equipaggio può imparare la gestione dello spinnaker, le regolazioni dell’armo e la tattica di regata su una piattaforma che perdona gli errori tipici dei principianti.
Classe FIV e vita agonistica
Dal 1984 il Meteor è riconosciuto come monotipo anche dalla Federazione Italiana Vela, a conferma del valore tecnico che questa barca ha avuto per la vela italiana. La classe è amministrata dall’Assometeor, associazione ufficialmente riconosciuta dalla FIV, che conta circa duecento soci proprietari distribuiti in dodici Flotte, assai attive nell’organizzazione dell’attività agonistica. Le flotte coprono tutto lo stivale, dal Lago di Caldonazzo a Palermo, dal Lago di Garda a Trieste.
Grazie alla completezza della sua attrezzatura e all’estrema diffusione in tutti i porti italiani, il Meteor è molto adatto alle regate, in particolare ai match race. Il format del match race — due barche che si sfidano direttamente su un percorso breve — si sposa perfettamente con le caratteristiche del monotipo: a parità di scafo e di vele, la differenza la fa esclusivamente la qualità del timoniere e dell’equipaggio, rendendo ogni sfida genuinamente tecnica.
Il Meteor una fucina di campioni
Nonostante le dimensioni contenute, il Meteor ha incrociato la carriera di molti dei più grandi velisti italiani. Sul Meteor hanno mosso i primi passi nell’ambito dei monotipi a bulbo velisti come Flavio Favini, Sandro e Paolo Montefusco, Enrico Negri, Giorgio Zuccoli, Francesco De Angelis, Tiziano Nava, Jerry Ford e Claudio De Martis. Un palmarès che racconta come questa barca abbia rappresentato, per molti, il passaggio fondamentale dalla deriva alla vela con chiglia, prima di approdare a monotipi più celebrati e a campionati di più alto profilo.
Sul Meteor hanno mosso i primi passi nell’ambito dei cabinati molti velisti che per questa barca ha rappresentato il primo vero approccio alla navigazione.
Il mercato del Meteor e i costi
Tra i punti di forza che ne spiegano la longevità c’è certamente il costo contenuto. Per una barca nuova i prezzi partono dai 12.000 euro per la versione senza attrezzatura di coperta, fino ai 16.000 euro del modello “regata” completo di tutta l’attrezzatura più corsaiola. Sul mercato dell’usato, barche pronte a navigare si trovano indicativamente tra i 2.000 e i 5.000 euro.
Una forbice di prezzo che spiega perché il Meteor rimanga uno dei punti di ingresso privilegiati nel mondo della vela con chiglia in Italia, accessibile a famiglie, scuole vela e circoli con budget limitati senza rinunciare a una barca tecnicamente seria e competitiva.
Conclusioni
Cinquantotto anni dopo il primo varo, il Meteor continua a navigare con la stessa vivacità delle origini. È una barca che resiste al tempo non per inerzia, ma perché risponde ancora a un bisogno reale: offrire un’esperienza di vela completa, agonisticamente stimolante e economicamente accessibile. In un panorama nautico sempre più dominato da imbarcazioni costose e tecnologicamente complesse, il piccolo monotipo di Van De Stadt rimane un riferimento solido per chi vuole imparare a fare vela davvero.
Link al sito della classe www.assometeor.it – foto via la pagina facebook assometeor facebook.com/Assometeor