La storia del Trofeo Jules Verne
Nel 1873 Jules Verne pubblicò il celebre romanzo Il giro del mondo in 80 giorni, catturando l’immaginazione di generazioni di lettori con l’idea romantica di circumnavigare la Terra in tempi “umani”. Più di un secolo dopo, questa idea ha ispirato una delle più audaci sfide della vela d’altura: il Trofeo Jules Verne.

Non è una regata tradizionale con partenze fisse e flotte affiancate, ma un record da battere: completare il giro del mondo senza scalo e senza assistenza, partendo e finendo su una linea immaginaria tra il faro di Créac’h sull’Isola di Ouessant (Francia) e Lizard Point (Inghilterra). Il percorso obbligatorio tocca i tre grandi “capi” del globo: Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn, su una distanza minima di oltre 21.600 miglia nautiche.
Trofeo Jules Verne: Una sfida all’ultimo nodo
A differenza delle regate con partenze fisse, qui ogni team sceglie il momento giusto per partire, cercando la finestra di vento ideale per sfruttare al massimo le condizioni meteorologiche su tutti gli oceani del globo. È una prova di strategia, tattica, resistenza fisica e psicologica: solo nove equipaggi nella storia hanno completato con successo il giro abbassando il record ufficiale.
I mezzi in gara sono sempre stati multiscafi estremi — catamarani e trimarani superveloci — progettati per spremere ogni briciolo di prestazione dai venti del Sud.
La storia del record – cronologia dei successi
Ecco tutti i record ufficiali del Trofeo Jules Verne, dal primo primato storico al tempo di riferimento attuale:
| Anno | Equipaggio / Imbarcazione | Tempo di circumnavigazione |
|---|---|---|
| 1993 | Bruno Peyron – Commodore Explorer | 79 giorni 6h 15m 56s |
| 1994 | Peter Blake & Robin Knox-Johnston – Enza New Zealand | 74 giorni 22h 17m 22s |
| 1997 | Olivier de Kersauson – Sport-Elec | 71 giorni 14h 22m 8s |
| 2002 | Bruno Peyron – Orange | 64 giorni 8h 37m 24s |
| 2004 | Olivier de Kersauson – Geronimo | 63 giorni 13h 59m 46s |
| 2005 | Bruno Peyron – Orange II | 50 giorni 16h 20m 4s |
| 2010 | Franck Cammas – Groupama 3 | 48 giorni 7h 44m 52s |
| 2012 | Loïck Peyron – Banque Populaire V | 45 giorni 13h 42m 53s |
| 2017 | Francis Joyon – IDEC Sport | 40 giorni 23h 30m 30s |
⚓ Il primato attuale è quello di Francis Joyon e il suo equipaggio, stabilito nel 2017, che ha ridotto il tempo di circonferenza di oltre 38 giorni rispetto al primo record del 1993.
Oltre i record: glorie, tentativi e curiosità
- Il Trofeo Jules Verne non è un evento con partenze a calendario: si può partire quando si ritiene che la finestra meteorologica sia favorevole.
- Solo una minoranza di partenze porta al completamento: molte barche hanno dovuto ritirarsi per guasti meccanici, condizioni estreme o venti sfavorevoli.
- Alcuni team che hanno tentato il record, pur non vincendo il Trofeo stesso, hanno stabilito tempi intermedi notevoli, come il record di discesa Ushant–Equatore registrato da Spindrift 2 nel 2019.
- I moderni trimarani Ultim, con scafi lunghi oltre 30 metri e capacità di superare ampi tratti a oltre 25 nodi di media, continuano a spingere verso l’idea di un giro sotto i 40 giorni.
Perché il Trofeo Jules Verne affascina ancora?
Il Trofeo Jules Verne è molto più di un semplice record: è un simbolo di audacia e tecnologia, una prova assoluta di come l’uomo e la macchina possano collaborare per vincere una delle sfide più ardue sul mare aperto. Parte della sua leggenda deriva proprio dal collegamento ideale con il romanzo di Verne — superare il limite del possibile, proprio come Phileas Fogg nella sua corsa contro il tempo.
In un mondo dove molte regate seguono rotte fisse e calendari serrati, il Jules Verne rimane un’icona di libertà estrema: puoi partire quando vuoi, ma vincere richiede tutto ciò che hai, dentro e fuori bordo.
Link: www.musee-marine.fr