Ambrogio Beccaria vince la Vendée Arctique 2026

Alle 03:07 di martedì 16 giugno, nelle acque buie di Les Sables-d’Olonne, un IMOCA ha tagliato il traguardo e la vela italiana ha scritto una delle pagine più belle della sua storia oceanica.

Ambrogio Beccaria vince la Vendée Arctique 2026

Ambrogio Beccaria, a bordo di Allagrande Mapei, ha vinto la terza edizione della Vendée Arctique con un tempo di 8 giorni, 14 ore, 5 minuti e 50 secondi, percorrendo 3.190,01 miglia nautiche a una velocità media di 15,5 nodi. È la sua prima vittoria in solitario in classe IMOCA. Un trionfo costruito sul filo del rasoio, risalendo dall’impossibile.

Una corsa iniziata in salita

La terza edizione della Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne ha regalato uno spettacolo mozzafiato fin dalla partenza, domenica 7 giugno. Per Beccaria, però, le prime ore di regata sono state tutto tranne che incoraggianti. Problemi all’autopilota fin dalle battute iniziali hanno messo a rischio la sua stessa partecipazione. Dopo le prime 24 ore, era quasi sul punto di fermarsi, convinto di non poter affrontare la navigazione verso nord senza un pilota automatico affidabile.

Ma il milanese ha stretto i denti. Ha riparato, aggiustato, ricominciato. Poco a poco, con la stessa metodicità dell’ingegnere nautico che è, ha rimesso insieme i pezzi. Sam Goodchild, a bordo di MACIF Santé Prévoyance, aveva preso il comando fin dalla prima notte ed era rimasto leader per quasi tutta la durata della corsa. Beccaria inseguiva, accumulando esperienza su un foiler IMOCA tutto sommato ancora nuovo per lui.

Il tuffo nelle acque gelate dell’Irlanda

Nel mezzo della regata è arrivato un altro colpo del destino, stavolta quasi cinematografico. Mentre navigava nelle acque a nord dell’Irlanda, Beccaria è stato costretto a fermarsi dopo che una nassa da pesca si era impigliata nella chiglia di Allagrande Mapei. Ostacolato dalla presenza della rete, ha scelto di intervenire in prima persona: dopo aver messo la barca in panna per garantirle un minimo di stabilità, si è preparato a immergersi sotto la carena per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ostacolo. L’intera operazione è stata documentata con immagini riprese da una GoPro e dalle telecamere di bordo, inclusa quella installata sulla chiglia stessa — immagini rare e spettacolari, diventate virali in poche ore.

La rimonta nel Golfo di Biscaglia

L’epilogo della regata ha del leggendario. Goodchild aveva accumulato quasi 200 miglia di vantaggio, ma nel Golfo di Biscaglia il vento ha ricompattato la flotta in modo clamoroso, trasformando le ultime cento miglia in un match race oceanico. Una zona di bonaccia ha sbarrato la strada ai battistrada e ha rimescolato tutto: leader dall’inizio, Goodchild si è trovato bloccato senza riuscire a opporsi alla rimonta di Beccaria.

L’italiano ha sfruttato ogni refolo, ogni variazione, con la lucidità di chi ha imparato a leggere il mare nel modo più duro. E all’alba di martedì, il sogno era realtà.

Le parole del vincitore

«Non avrei mai pensato di poter vincere. Dopo 24 ore ero sul punto di fermarmi. E poi, a poco a poco, sono riuscito a superare tutti i problemi che avevo. Ho acquisito fiducia nella barca e in me stesso. La storia si è svolta gradualmente. Non avrei mai pensato in vita mia di poter recuperare 200 miglia. Ma nella vela c’è sempre un pizzico di fortuna. Quando si presenta l’occasione, ci si dimentica di tutto il dolore, di tutta la sofferenza, e si fa semplicemente ciò che si ama: combattere.»

Il podio e il profilo del vincitore

Alle spalle di Beccaria si sono classificati Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance, secondo) e Violette Dorange (Initiatives-Cœur, terza), protagonista di una prestazione straordinaria alla sua gara più lunga in solitario su un foiler.

Beccaria, 34 anni, ingegnere nautico nato a Milano, si è imposto come uno dei navigatori italiani più solidi della sua generazione. Nel 2019 era diventato il primo italiano a vincere la Mini Transat, successo fondatore che lo aveva proiettato sulla scena internazionale. Tra il 2022 e il 2024, in Class40 con Alla Grande – Pirelli, aveva poi confermato la sua traiettoria: secondo alla Route du Rhum 2022, vincitore della Transat Jacques Vabre 2023 e della Transat CIC 2024. La Vendée Arctique 2026 è la sua prima vittoria in solitario in IMOCA, la classe regina della vela oceanica.

Una vittoria strappata al mare del Nord con le unghie, con un tuffo nelle acque gelate irlandesi, con una rimonta che resterà nella storia della vela. Ambrogio Beccaria non si aspettava di vincere. Il mare, a volte, riserva sorprese più grandi di noi.

Tutti i dettagli su www.vendeearctique.org

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