L’Oyster 825 Viva La Vida affonda all’Hamilton Island Race Week
L’Oyster 825 di Barry e Susie Parkin Viva La Vida, impegnato nel giro del mondo dell’Oyster World Rally, urta un ostacolo nelle Whitsundays e perde il bulbo: equipaggio in salvo, barca abbandonata

L’incidente dell’Oyster 825 Viva La Vida
Venerdì 21 agosto 2026, durante la Hamilton Island Race Week, la più importante regata d’altura australiana, l’Oyster 825 Viva La Vida si è ribaltato al largo delle isole Whitsunday, nel Queensland. L’imbarcazione stava navigando al lasco, con lo spinnaker issato e a buona andatura, quando avrebbe urtato quello che si ritiene essere uno scoglio o un basso fondale in condizioni di bassa marea.
L’impatto ha provocato la rottura netta del bulbo di zavorra a circa metà della sua altezza, lasciando la barca con una capacità di raddrizzamento drasticamente compromessa. Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano infatti la parte inferiore, più pesante, della chiglia completamente mancante, mentre la sezione superiore risulta ancora attaccata allo scafo.
Secondo le prime ricostruzioni, l’equipaggio avrebbe tentato senza successo di ammainare lo spinnaker e avrebbe poi provato a dirigersi verso il marina mantenendo issata la randa: una scelta che, insieme alla dinamica esatta dell’urto, dovrà ancora essere chiarita nelle prossime settimane.
A bordo si trovavano dieci persone, tutte tratte in salvo senza feriti grazie a una chiamata di Mayday lanciata subito dopo l’impatto e al trasbordo su un’altra imbarcazione presente in zona. Vista l’entità dei danni e l’ingresso d’acqua, è stato poi deciso di abbandonare la barca.
L’Oyster 825 Viva La Vida e i proprietari
Viva La Vida è un Oyster 825, uno dei sette esemplari costruiti in questa serie dal cantiere britannico Oyster Yachts su progetto dello studio Humphreys Yacht Design, autore anche della caratteristica livrea con scafo colorato. Consegnata nel 2019, l’unità misura 25,15 metri di lunghezza per 6,31 di larghezza, con un dislocamento dichiarato di circa 56 tonnellate e un pescaggio di 3,42 metri: un grande yacht da crociera oceanica pensato per affrontare lunghe navigazioni.
Di proprietà degli statunitensi Barry e Susie Parkin, la barca fa parte della flotta dell’Oyster World Rally 2026-2027, il giro del mondo di circa 27.000 miglia organizzato dal cantiere inglese, composto da 23 unità Oyster attualmente impegnate nella traversata dell’Australia dopo aver raggiunto il Pacifico. Per i Parkin quella della Hamilton Island Race Week era la prima partecipazione, colta occasione durante la sosta alle Whitsundays nel corso del loro giro del mondo. La partenza era stata anzi positiva, con la vittoria nella prima prova della divisione Hamilton Island Blue e un terzo posto in classifica generale nei giorni precedenti l’incidente.
Un déjà-vu inquietante
L’incidente ha inevitabilmente riportato alla memoria il naufragio del Polina Star III, un altro Oyster di costruzione pressoché identica, colato a picco nel 2015 dopo la perdita della chiglia. Le due vicende presentano però dinamiche diverse: nel caso di Polina Star III la chiglia si staccò completamente, mentre su Viva La Vida la sezione superiore risulta ancora integra e collegata allo scafo, ed è stato un urto – non un cedimento strutturale spontaneo – a innescare la sequenza. Al momento non risulta alcun collegamento tecnico accertato tra i due episodi.
Il cantiere Oyster ha confermato l’accaduto con una nota ufficiale, dichiarando di essere in contatto diretto con i proprietari della barca e di voler fornire ogni forma di supporto necessaria. Le cause esatte dell’ingresso d’acqua e l’estensione dei danni strutturali potranno essere accertate solo dopo il recupero dello scafo.
Il contesto della regata
La Hamilton Island Race Week 2026, in programma dal 15 al 22 agosto, ha radunato circa 194 imbarcazioni e oltre 1.200 velisti, con condizioni di vento impegnative nei primi giorni – alisei tra 20 e 25 nodi, con raffiche superiori. L’evento resta uno degli appuntamenti più attesi del calendario velico australiano, e l’incidente occorso a Viva La Vida, per le dimensioni e la notorietà della barca coinvolta, ha già acceso il dibattito nella comunità velica internazionale sulla robustezza delle appendici zavorrate nelle imbarcazioni da crociera oceanica di grandi dimensioni.
Link al sito della regata www.hamiltonislandraceweek.com.au