Bow riding: quando il gioco diventa una trappola mortale

Con l’arrivo dell’estate tornano i gommoni, i motoscafi, le barche a vela e la voglia di mare. Ma torna anche una delle abitudini più rischiose in assoluto per chi naviga: il bow riding. Ecco cosa devi sapere prima di partire.

Bow riding: quando il gioco diventa una trappola mortale

Hai mai visto qualcuno sedersi a gambe penzoloni sulla prua di un gommone in corsa, con il vento in faccia e gli spruzzi d’acqua tutt’intorno? Sembra adrenalina pura. Sui social si trovano centinaia di video del genere, spesso accompagnati da musica e filtri che rendono tutto ancora più invitante. Si chiama bow riding — letteralmente “cavalcare la prua” — ed è una pratica che ogni anno causa incidenti gravi, molti dei quali mortali.

Quello che i video non mostrano è cosa succede nei due secondi successivi a un’onda improvvisa, una curva, un sobbalzo. E quegli stessi due secondi possono cambiare una vita per sempre.

Cosa si intende esattamente per bow riding

Il bow riding consiste nel sedersi, sdraiarsi o appoggiarsi sulla prua di un’imbarcazione in movimento — spesso con le gambe che sporgono oltre il bordo, sopra o di fianco alla chiglia. In natura, i delfini fanno esattamente questo: sfruttano la spinta idrodinamica dell’onda di prua per spostarsi senza fatica. Ma i delfini hanno riflessi, pinne e un corpo fatto per l’acqua. Gli esseri umani no.

“Cadere ad alta velocità da una prua non è come cadere in piscina. È come essere proiettati sull’asfalto — e poi ritrovarsi vicino a un’elica in rotazione.”

I rischi concreti del Bow riding, uno per uno

  • Caduta improvvisa Un’onda laterale, una manovra brusca o anche solo un cambio di velocità possono sbalzare il passeggero fuori bordo in una frazione di secondo.
  • Trauma da elica Chi cade dalla prua finisce direttamente sotto l’imbarcazione, dove l’elica ruota a centinaia di giri al minuto. Le conseguenze sono lacerazioni gravissime o amputazioni.
  • Il conducente non vede Chi guida l’imbarcazione spesso non ha visibilità diretta sulla prua. In caso di caduta, la reazione è quasi sempre troppo tardiva.
  • Impatto con l’acqua ad alta velocità A velocità elevate, la superficie dell’acqua diventa rigida come il cemento. Cadere su di essa provoca traumi cranici, fratture e perdita di conoscenza.
  • Annegamento Se il trauma da impatto provoca perdita di sensi, anche un nuotatore esperto non riesce a salvarsi. Senza giubbotto salvagente, il rischio è letale.

La legge lo vieta — e non è una novità

Il Codice della Nautica da Diporto italiano vieta esplicitamente di trasportare passeggeri in posizioni che ne compromettano la sicurezza. Il conducente è responsabile dell’incolumità di tutti a bordo e può essere sanzionato con ammende significative e, nei casi più gravi, con il ritiro della patente nautica. Se dall’incidente derivano lesioni o decesso, si configura il reato di lesioni colpose o omicidio colposo.

Non si tratta quindi di un eccesso di prudenza, ma di un divieto preciso, motivato da anni di statistiche sugli incidenti in mare.

Le regole da seguire in barca

Prima di mettere in moto

  • Assicurati che tutti i passeggeri siano seduti negli appositi posti, con il corpo dentro il bordo dell’imbarcazione.
  • Fai indossare il giubbotto di salvataggio, soprattutto a bambini e non nuotatori.
  • Riduci la velocità in presenza di onde, traffico acquatico o in prossimità della riva.
  • Spiega le regole agli ospiti prima di partire — anche a chi non è mai salito su un’imbarcazione.
  • Non consumare alcol alla guida: le sanzioni equivalgono a quelle stradali.

Un messaggio per chi filma e per chi guarda

I social media hanno reso il bow riding visivamente attraente. Un video di venti secondi mostra l’adrenalina, ma taglia fuori il rischio. Se vedi qualcuno postare quel tipo di contenuto, commentare che “sembra divertente” normalizza un comportamento che ogni anno manda persone in ospedale — o peggio.

Chi conduce una barca ha la responsabilità di riportare tutti a casa sani e salvi. Non è una questione di essere “guastafeste”: è la differenza tra una bella giornata in barca e una tragedia che segna una famiglia per sempre.

In caso di emergenza in mare chiama la Guardia Costiera al 1530 — numero gratuito, attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

Screenshot via Wavy Boats www.youtube.com

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