Lerici – Mostra Eolo nelle Rose dei Venti

agosto 19, 2014 | By Mistro
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Castello di Lerici, 24 agosto – 30 settembre 2014 – Una collezione molto particolare, un castello a picco sulla costa, una grande passione per il mare e la vela. Sono i tre ingredienti che stanno alla base di una mostra che si terrà da fine agosto a fine settembre.

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La collezione, di proprietà di Gianni Brandozzi, è composta da decine di carte geografiche originali, d’epoca compresa tra il XV e il XIX secolo, che raffigurano Rose dei Venti. Il castello è quello di Lerici, che domina uno dei tratti di costa più belli del Mediterraneo, caro a Lord Byron e a Shelley, il Golfo dei Poeti; e che si protende verso Portovenere e l’Isola Palmaria a chiudere un braccio di mare che è un paradiso per chi naviga.

La grande passione è quella di Renata Knes e di Giorgio Coppin, entrambi velisti e innamorati da sempre di questo ultimo tratto della Liguria di levante. Ed entrambi ben decisi a realizzare un evento che potesse fondere il fascino antico, artistico e culturale delle Rose dei Venti con la bellezza senza tempo di una rocca storica e del suo incomparabile panorama.

Nasce così la mostra “Eolo nelle Rose dei Venti”, dedicata non a caso al padre di tutti i venti e ai miti che lo riguardano. E che rappresenta un esempio di come anche con limitate disponibilità economiche si possano realizzare progetti di alta qualità.

La mostra, con il patrocinio del Comune di Lerici e della Provincia della Spezia, sarà realizzata grazie al supporto di Madeinart, società di produzione di mostre e di eventi culturali. Un particolare ringraziamento va anche all’Associazione Giovane Europa per il supporto logistico organizzativo.

Da sempre i venti hanno un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo. E non solo per tutti gli aspetti che riguardano la meteorologia e di conseguenza l’agricoltura, oppure come fonte di energia inesauribile: attraverso la conoscenza sempre più precisa delle loro direzioni e delle loro caratteristiche e grazie allo strumento della Rosa dei Venti, per secoli Eolo e la sua prole sono stati formidabili metodi di orientamento e hanno permesso esplorazioni, migrazioni e commerci via mare ben prima dell’invenzione della bussola. Del resto è proprio una Rosa dei Venti che appare disegnata sul quadrante di tutte le bussole, anche di quelle attuali.

La mostra al Castello di Lerici è un percorso nella storia delle civiltà che si affacciano sul Mediterraneo, a partire dal Mondo classico per arrivare al Medio Evo e all’epoca moderna. Un viaggio che parte dai poemi omerici, là dove la Rosa dei Venti fa la sua prima, timida, comparsa storicamente documentata. Omero infatti parla di quattro venti, seppure non ne cita la direzione. Ma i quattro nomi, Borea e Noto, Euro e Zefiro, compaiono accoppiati a due a due, a suggerire la coincidenza con i quattro punti
cardinali.

Un viaggio che continua nella cultura e nella letteratura greca e latina, che descrivono le peculiarità e perfino il “carattere” di ogni vento: dal dispettoso
Borea che imperversava nelle vie e rapiva le fanciulle; al favorevole Zefiro che i latini chiamavano Favonius per i tanti favori che arrecava all’agricoltura; fino a giungere al pestifero Euro, nemico delle coltivazioni, proveniente dalla calda Etiopia, e via dicendo.

Se i greci parlano di otto venti principali, già i latini ne annoverano 12. E in epoca moderna la Rosa dei Venti è molto più raffinata e precisa e ne mostra ben 32.
Pezzo forte della collezione Brandozzi esposta al Castello di Lerici è proprio uno splendido manoscritto originale che riporta 32 venti, datato 1477 e considerato la più antica rappresentazione di Rosa dei Venti di epoca moderna che si conosca.

Altro pezzo forte in mostra, un enorme atlante della Marina militare francese di fine Ottocento, molto raro: nato come strumento di navigazione per la flotta francese nei tragitti commerciali verso le colonie d’Oltreoceano, nelle sue numerose carte riporta, per ogni zona di mare, una serie di osservazioni e di rilevazioni sui fenomeni meteorologici condotte scientificamente per alcuni anni. I vari dati sono rappresentati graficamente come una sorta di piccole e molteplici Rose dei Venti stilizzate, in cui ogni petalo ha lunghezza diversa, proporzionale alla frequenza con cui il vento spira in quella direzione. Il mito di Eolo, insomma, lascia il posto agli studi statistici, ma la
Rosa dei Venti resta sempre lo strumento principe per i naviganti. E proprio sui marinai di tutte le epoche può spaziare lo sguardo, dalle sale del Castello di Lerici: sulle pareti le carte nautiche antiche e tutt’intorno, sullo sfondo dell’isola Palmaria, le vele che bordeggiano nel Golfo dei Poeti spinte da Eolo e dalla sua instancabile prole.

Per info

Castello di Lerici e Museo Geopaleontologico – Piazza San Giorgio 19032 Lerici – SP – Tel 0187 969042 Fax 0187 963008 – info@castellodilerici.it www.castellodilerici.it

Per prenotazioni e visite di gruppo Tel 349 3202964 – didattica@castellodilerici.it

MARTEDI – DOMENICA 10.30 – 13.00 e 16.00 – 19.00 – CHIUSO IL LUNEDI Rosa dei Venti primi del 1600 Ioannem Iansonium

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