Category name:Storie di Vela

Settantenne attraversa l’Atlantico per la terza volta, in kayak

Il settantenne kayaker polacco Aleksander Doba ha percorso 3500 miglia nel Nord Atlantico, in occasione della sua terza transatlantica da solista e senza assistenza. Partito 17 maggio (2017) da Barnegat Bay, New Jersey, ha impiegato 120 giorni per raggiungere Conquet, vicino a Brest, Domenica 3 settembre.

Il kayaker ha dovuto affrontare diverse tempeste e racconta di aver “giocato con uno squalo”. Tempeste e problemi meccanici lo hanno costretto a deviare. Inizialmente la meta era Lisbona ma Aleksander è stato spinto a nord dai venti. Lasciata a sinistra l’Inghilterra l’ex ingegnere è finalmente arrivato a Brest dopo 4 mesi in mare.

Vera e propria star in Polonia, è stato nominato “Adventurer of the Year” dai lettori del National Geographic.

Foto di Piotr Chmieliński via Facebook

Video – The Construction and Atlantic Crossing of the Pilgrim

Alcuni amici si sono autocostruiti il Tiki 38 Pilgrim, un catamarano progetto di James Wharram, e con questo partendo dal New Jersey hanno attraversato il nord Atlantico fino a Gibilterra facendo un pit stop alle Azzorre, da lì sono risaliti risaliti lungo il Mediterraneo fino a Marsiglia.

Marco Rossato al Circolo della Vela Mestre

TRI è un obiettivo di Marco Rossato ed è frutto di anni d’esperienze velistiche svolte fra mare e lago. Il progetto viene supportato dalle associazioni Sailability Onlus di cui è a capo e fondatore dal lontano 2005 e da molte altre sparse fra l’Italia, Francia, Spagna, Svizzera e USA.

TRI è un sogno nato nel lontano 1998 e che oggi, dopo anni di esperienza trova finalmente modo di prendere vita e trasmettere così un messaggio. Le regole del mare vanno riscritte.

Giovedì 7 settembre 2017 Marco Rossato sarà alla sede del Circolo della Vela Mestre a San Giuliano per presentare il suo progetto.

Robert Scheidt on the Challenges and Opportunities of a Successful Sailing Career

Robert Scheidt spiega tra le altre cose che per avere successo bisogna provare a regatare su barche diverse, in equipaggio o in singolo. Ma soprattutto, lui, plurimediagliato olimpico, uno degli atleti più forti di sempre, dice che ancora oggi impara dagli altri.

Natasha Lambert e Miss Isle su BBC 1

Invented in England è una serie di programmi di BBC ONE che celebrano le invenzioni che hanno cambiato la vita quotidiana delle persone in tutta l’Inghilterra.

La puntata del 23 giugno 2017 è dedicata a Natasha Lambert e al suo Mini 6.50 Miss Isle. Natasha Lambert è nata con una paralisi cerebrale, che ne limita fortemente la coordinazione e la costringe su una sedia a rotelle. Governa il suo Mini di 21 piedi attraverso un meccanismo progettato da suo padre, soffiando in dei tubicini montati su un casco da bicicletta.

Sempre con il suo Mini, nel 2013 Natasha ha attraversato la Manica, nel 2014 è partita dalla sua città natale Cowes, Isola di Wight, per intraprendere una sfida lunga un mese. Da sola ha risalito la costa ovest dell’Inghilterra fino al Galles. Dopo aver completato la parte velicaè salita sul suo speciale ausilio per la deambulazione, chiamato Hart Walker e ha “scalato” il Pen y Fan nel Brecon Beacons, la vetta più alta di Gran Bretagna, a sud della catena montuosa di Snowdonia.

Info su www.missisle.com

Webb Chiles fa (quasi) il giro del mondo su un Moore 24

Webb Chiles, 75 anni, è partito il 20 maggio 2014 da San Diego, California, per il suo giro del mondo in solitario su Gannet, un Moore 24, un ULDB (ultra light displacement boat) di 7 metri entrato in produzione nel lontano 1972 nato per regatare tra le boe.

Webb-Chiles-Gannet

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L’ultima tappa in ordine di tempo è stata da St. Helena a St. Lucia, 3859 miglia, la sua seconda più lunga. In poco più di due mesi da quando è partita da Durban, Sudafrica, la piccola barca ha attraversato un altro oceano e coperto 6423 miglia.

Ha navigato per più della metà del mondo da Darwin, in Australia, a S. Lucia con solo due fermate, Durban e Sant’Elena, per un totale di 12.337 miglia.

Più di 22.000 sono le miglia che ha percorso da quando ha lasciato San Diego nel 2014.

E’ possibile seguire la rotta di Webb Chiles su my.yb.tl/gannet o saperne di più su di lui visitando il sito www.inthepresentsea.com.

Una raccolta fondi per restaurare Victura, la barca a vela di John F. Kennedy

La John F. Kennedy Library Foundation ha lanciato una raccolta fondi su GoFundMe per preservare il Victura, iconica barca a vela in legno del presidente assassinato. L’obiettivo è di raccogliere 25.000 dollari entro il 19 aprile.

Acquistata dalla famiglia Kennedy quando lui aveva 15 anni, da maggio a novembre è in mostra all’esterno del John F. Kennedy Library and Museum di Boston, ed essendo sottoposta costantemente agli agenti atmosferici necessita ogni anno ha bisogno di oltre cento ore di lavoro.

“Il presidente Kennedy amava il mare”, ha detto Steven Rothstein, direttore esecutivo della Fondazione. “Dalle estati spese nelle acque al largo di Cape, al suo servizio in Marina, e anche nell’Ufficio Ovale, dove ha disegnato le barche a vela durante le riunioni, l’amore del presidente per il mare può essere visto in ogni fase della sua vita”

Il Victura, un 25 piedi in legno, è stato progettato e costruito da Crosby Yacht Yard a Cape Cod.

Tinkerbelle – L’Atlantico su 13 piedi nel 1965

Fino all’anno di grazia 1965 l’americano Robert Manry aveva principalmente navigato sulla Tinkerbelle, la barca a vela di famiglia, solo nei Grandi Laghi. Ma questo non lo ha fermato dal prendere questa barca di soli 13.5 piedi e attraversare l’Oceano Atlantico tra il giugno e l’agosto dello stesso anno.

All’epoca era la barca a vela più piccola ad avere effettuato questo viaggio.

Nel 1964 aveva parlato di fare la traversata con la barca di un amico ma dopo un viaggio di 200 miglia con il figlio di 10 anni, dal lago Erie alla Thunder Bay in Ontario, Canada, ha pensato che la sua Tinkerbelle fosse abbastanza grande per andare da Falmouth in Massachusetts al porto di Falmouth Cornovaglia.

Il suo incredibile viaggio dagli Stati Uniti all’Inghilterra ha avuto un enorme impatto sulla sua vita, ha scritto un libro, intitolato Tinkerbelle, che gli ha procurato legioni di fan.

Nel 1967 Manry e la moglie, Virginia, insieme ai due figli e animali domestici della famiglia, hanno iniziato un viaggio di un anno lungo la parte orientale degli Stati Uniti a bordo della loro Tartan 27, Curlew.

Vendée Globe – Conrad Colman – Disalbero ma non mollo

Per la serie “Uomini coi maroni in carbonio ad alto modulo”… Dopo aver disalberato venerdì 10 febbraio Conrad Colman è finalmente riuscito a mettere a punto un armo di fortuna e invece di puntare sul Portogallo, distante circa 300 miglia, punta a completare il Vendee.

Quando l’albero è venuto giù, Conrad non ha avuto altra scelta che tagliare il sartiame e lasciare andare l’albero per evitare che danneggi lo scafo. Ha tagliato la randa appena sopra la terza mano di terzaroli e recuperato il boma. Purtroppo, il boma è stato danneggiato durante il disalberamento, intorno a 3 metri dalla base. Per prendere in considerazione di mettere a punto un armo di fortuna, il primo passo è stato quello di vedere se fosse o no possibile ripararlo. Ecco quanto è successo negli ultimi 5 giorni…

Fase 1: dopo aver parlato con il suo piccolo team ed amici esperti, le soluzioni sono state trovate per riparare il boma. Conrad ha dovuto attendere condizioni favorevoli per iniziare il lavoro perché il mare era agitato e la barca senza un albero era davvero instabile. Domenica pomeriggio, ha iniziato a lavorare sulle riparazioni e Lunedi ha finito di consolidare il futuro “albero”.

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Jean d’Artigues – Una traversata atlantica in sedia a rotelle

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Partito da Trinité-sur-Mer (Bretagna) l’8 ottobre 2016, Jean d’Artigues, un imprenditore 52enne che soffre di tetraplegia e sclerosi laterale amiotrofica, è arrivato a Port du Marin a Fort-de-France (Martinique) domenica 27 novembre riuscendo a realizzare il suo sogno di attraversare l’Oceano Atlantico a bordo di un catamarano di 52 piedi dotato solo degli impianti più elementari (ndr. immagino intendano non particolarmente attrezzato per una persona in sedia a rotelle).

“Une transat dans un fauteuil” (letteralmente Una traversata atlantica in sedia a rotelle), è al tempo stesso il compimento di un sogno d’infanzia di Jean e un modo per lui di aumentare la consapevolezza su questa malattia neurodegenerativa incurabile che ha contratto di cinque anni fa e per la quale ad oggi non esiste cura.

Jean ha trascorso otto settimane a bordo del catamarano – un Lagoon 52 – insieme a due skipper, nonché un medico pneumologo, un infermiere e un fisioterapista. Insieme, hanno viaggiato per circa 4.400 miglia, dalla Bretagna alla Martinica passando per Portogallo, Madeira, Isole Canarie e Capo Verde. Viaggio è stato reso possibile grazie ad una campagna di crowdfunding.