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Che scafo di affare (2): i venditori

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Matteo Rinaldi si è imbarcato in un’avventura demenziale, come lo sono sempre quelle che riguardano lui e la vela: accompagnare un amico nell’epica impresa di comperare una barca. Lo accompagna ovunque, da fantastici viaggi via web a tragicomici viaggi reali. Per mesi sfruttano il tempo libero per chiamare, studiare, confrontare e finalmente andare a vedere, toccare, annusare barche che rispettano i canoni del potenziale acquirente.

Nella seconda puntata di questo delirante viaggio racconta della sua esperienza con i venditori, che ha racchiuso in tre tipologie chiave: il Bulbo, l’Accomodante, l’Accoppiato.

Per sapere come sono www.facebook.com/ilmaredinferno/

While slowly going nowhere, il blog di Carlo e Manuela

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While slowly going nowhere è il blog dove Carlo e Manuela da anni raccontano le loro avventure (e disavventure) mediterranee su Duna, un Serenity costruito dal cantiere CBS di Fiumicino e varata nel 1981.

Tutti i racconti, ben scritti e che vanno giù tutto d’un fiato, sono pieni di vela, di navigazioni e soprattutto tanta tanta tanta ironia.

While slowly going nowhere è anche un libro, Trilogia della regata e altri racconti, acquistabile qui www.youcanprint.it

Link al blog stracarloz.blogspot.it

Piazza Grande, il blog di Luciano

Nel 2013 Piazza Grande è partita per Istanbul per coronare il vecchio sogno di Luciano, il suo armatore, di navigare lungo il Bosforo e visitare dal mare la stupenda città turca. Buona parte del viaggio è stata in solitaria, poi alcuni mesi a zonzo per l’Egeo in compagnia di amici e figli.

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Nel 2014 è partita da Marsala verso Cagliari e Carloforte, poi Minorca, le Baleari, e da lì tutto di filato fino a Gibilterra. Passate le Colonne d’Ercole si è spinta fino a Lisbona e ridiscendendo è entrata nel Guadalquivir, uno dei maggiori fiumi spagnoli, risalendolo per circa 50 miglia fino a Siviglia, la splendida città andalusa.

Nel 2015 ha fatto un bellissimo giro in Egeo, alla ricerca di quelle isole che non aveva visitato nel precedente viaggio del 2013. Partita da Roma ha fatto la prima tappa a Napoli e dopo la traversata del Mar Ionio, ha visitato le isole greche di questo versante, fra cui le sperdute Strofadi, e il Peloponneso, risalendo fino ad Atene, scoprendo anche qui luoghi bellissimi e poco frequentati, malgrado la vicinanza alla capitale. Poi di nuovo l’Egeo, con le Cicladi, il Dodecaneso e Creta. Infine le isole Argosaroniche dove Piazza Grande è stata tirata in secco per l’inverno.

Rotta 2016: Egeo e Mar Nero. Piazza Grande partirà all’inizio di maggio da Poros, in Grecia, in direzione Mar Nero, passando per Istanbul. Il progetto prevede di costeggiarne il versante occidentale e visitare le città che vi si affacciano: Sozopol, Costanza e tante altre, fino ad arrivare a Odessa, la città dell’ammutinamento della corazzata Potëmkin. Sono luoghi ricchi di storia e di fascino, tra gli ultimi posti non ancora invasi dal turismo di massa e dal diporto.

ipotesi Rotta 2016 piazza grande

Luciano tiene da anni un blog (www.piazzagrandevela.it), i cui racconti sono sempre ricchi di interessanti particolari, anche storici e assolutamente ben scritti. Quando ne inizi uno arrivi fino in fondo tutto di un fiato senza neanche rendertene conto. A maggio uscirà per i tipi de Il Frangente il libro che racconta il viaggio fino a Istanbul.

Piazza Grande non è una barca che fa charter ma, anche se spesso naviga in solitario, Luciano ama condividere alcuni tratti dei suoi viaggi con persone che amano il mare o che vogliono avvicinarsi alla vela. Per partecipare alla navigazione chiede un contributo economico che serve ad ammortizzare le tante spese che la preparazione di una barca e l’organizzazione di un lungo viaggio comportano.

Piazza Grande

Il mare non ha luoghi nominabili

Dove sei? In mare.
Ma il mare non ha luoghi nominabili. Io sono il contesto e il mare mi vive dentro.

Le coordinate geografiche sono un disperato appiglio per cercare di confinarlo a luogo.
…solo se dai il tuo punto nave potranno venirti a salvare, solo se dai un nome specifico al mare; senza coordinate, nessuno ti troverà.
Devi navigare in questo spazio, in questo universo, e quando non vedi più la terra, non c’è più una direzione, non c’è più destra e sinistra, c’è solo sotto, sopra e questo stato nuovo: la superficie.

Marianna De Micheli su Centoboline

Marianna De Micheli – Da Centovetrine a Centoboline

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Chiusa la soap Centovetrine l’attrice Marianna De Micheli ha preso il suo Comet 910 Maipenrai, il suo gatto Jingjok e, dopo aver fatto la Giraglia insieme a Davide Besana, ha deciso di circumnavigare l’Italia, per lo più in solitaria, fino a Trieste, per arrivare in tempo per la Barcolana 2015.

Marianna, che scrive molto bene, racconta in modo intimo e senza filtri questa sua seconda (forse terza) vita in un blog, pubblicato sulle pagine web de La Stampa all’indirizzo Centoboline.

Ed ecco come mi sono ritrovata ad abitare su una barca a vela con un gatto…
“Ma ora che cosa faccio?” mi sono detta, “devo dare un senso a questo mio vagabondare che sembra una fuga (ma voi non fuggireste davanti a un pericolo?).”
Un amico, un giorno, mi ha detto scerzando: “Fai la Giraglia, poi, tu e il tuo gatto, circumnavigate l’Italia fino a Trieste e fai la Barcolana… ahahahahaha!”.
Abbiamo riso!
Ma qualcosa bisogna pur fare: o la casting director che mi dice “Falla meno soap” o un’impresa che probabilmente è più grande di me.
Ho scelto l’impresa più grande di me.

Questa invece la sua pagina facebook, aggiornata più o meno quotidianamente.

Un modellino per attraversare l’Atlantico

Un gruppo di studenti dell’università della British Columbia (UBC) a Vancouver, in Canada, hanno un sogno: far attraversare l’Atlantico a un modellino di barca a vela “radiocomandata”.

La motivazione degli studenti non è né guadagnare crediti formativi né soldi, sono semplicemente appassionati di programmazione, elettronica avanzata e vela.

Dopo aver vinto l’International Robotic Sailing Regatta consecutivamente negli ultimi tre anni, gli studenti credono di essere pronti ad affrontare l’Oceano Atlantico e quindi hanno progettato e costruito uno scafo in carbonio, lo hanno dotato di sensori, sistemi di comunicazione satellitare e un software avanzato di pianificazione in grado di ottimizzare la durata del viaggio, riducendo al minimo il rischio di danni causati da tempeste o traffico marittimo.

Il piano è quello di lanciarla al largo delle coste di Terranova nella parte più orientale del Canada questa estate, attraversando l’Atlantico del Nord per circa due settimane prima di raggiungere un’isola al largo della costa occidentale dell’Irlanda.

Info su ubcsailbot.org

Eco Sailing Project

Quattro giovini franzosi neolaureati in ingegneria, Bérenger, François, Martin e Pierre, hanno un progetto: circumnavigare il mondo a tappe con una barca con una barca a vela a zero emissioni… ma zero proprio.

Immagine anteprima YouTube

Così cercano degli sponsor, comprano Amasia, un vecchio Jeanneau Gin Fizz 38 del 1978 armato a ketch, lo restaurano, sbarcano il motore termico e ne installano due elettrici, tappezzano la coperta di pannelli solari, montano un generatore eolico e un’elica Ewol che quando la barca va a vela contribuisce a ricaricare il banco di batterie (che sarebbe un po’ anche un mio sogno, non il giro del mondo che sono troppo pigro, avere una barca a emissioni zero). Si sono perfino comprati un forno solare.

Amasia eco sailing 01

Completati i lavori si tagliano i capelli e partono, anzi no, partono e arrivati in Galizia si tagliano i capelli.

Partiti dalla Francia a settembre, hanno navigato verso sud lungo le coste dell’Europa e dell’Africa, per raggiungere Capo Verde in novembre. Da lì hanno attraversato l’Atlantico per raggiungere i Caraibi a fine anno.

A febbraio 2015 attraverseranno il Canale di Panama e si butteranno in Oceano Pacifico. Faranno tappa alle isole Galapagos, Marchesi, Tahiti… Dopo Fiji e Tonga, attraversando la Stretto di Torres tra Australia e Nuova Guinea nel mese di agosto 2015, raggiungeranno l’Oceano Indiano.

Dopo aver visitato il Madagascar nel novembre 2015 faranno una meritata sosta in Sud Africa. Poi di prua a nord, per iniziare la risalita dell’Atlantico per arrivare in Brasile entro gennaio 2016. Da lì di nuovo Caraibi, Azzorre e Francia, dopo due anni di navigazione.

Amasia eco sailing percorso

Info su www.ecosailingproject.com

Igor Stropnik – A zonzo su un guscio

Igor Stropnik, che non è nuovo a questo genere di avventure, ha navigato per oltre 200 miglia, lungo le coste della Croazia, su di una barchetta (che a vederla parrebbe di polietilene rotazionale) di 2,30 metri.

Immagine anteprima YouTube

Il viaggio è durato nove giorni e Igor per l’occasione ha modificato la barchetta installando un albero, due daggerboard, un timone, e – grande finezza – un bompresso orientabile per l’asimmetrico.

Edit: come giustamente segnala Francesco nei commenti si tratta di un Portland Pudgy, un’eccezionale dinghy e/ o scialuppa di salvataggio che va anche a vela.

Info su www.alive.si