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Una proposta VPLP per essere competitivi al Vendée Globe con un basso budget

I concorrenti devono iniziare la preparazione per l’edizione 2020 del Vendée Globe ma le imbarcazioni di seconda mano disponibili sono poche, e la costruzione di un nuovo IMOCA sta diventando sempre più costosa e complicata. Con questo in mente, VPLP design ha collaborato con CDK e Antoine Mermod per fornire una soluzione affidabile, competitiva e significativamente più economica.

Quentin Lucet, progettista dell’ufficio di Vannes, spiega.

Come sarà questo nuovo IMOCA?
Il concetto è molto semplice. Utilizzeremo lo stampo di Banque Populaire, il progetto VPLP / Verdier vincitore del 2016 Vendée Globe. Ne risulterà un IMOCA caratterizzato da foil e timoni di terza generazione e, secondo le regole, albero e chiglia standard. Puntiamo a un budget di 3,7 milioni di euro, escluse vele, che è circa un milione di euro più conveniente rispetto a un prototipo. Il nostro obiettivo è quello di produrre una barca più semplice e competitiva rispetto a Banque Populaire.

Come siete riusciti a ridurre il costo?
Innanzitutto usiamo uno stampo esistente e, come abbiamo fatto con il MOD 70, sceglieremo soluzioni tecniche pratiche che hanno dimostrato il loro valore sui dodici IMOCA che abbiamo progettato dal 2006. Alla fine due barche entreranno in produzione e avranno le strutture ottimizzate e semplificate. Le barche condivideranno lo stesso processo di progettazione e disporranno di specifiche identiche per l’attrezzatura di coperta, per l’elettronica e per i sistemi idraulici. Noi non iniziamo a lavorare finché non ne abbiamo in ordine almeno due e ci proponiamo di consegnarne fino a tre in tempo per il prossimo Vendée Globe.

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Giancarlo Pedote arriva all’IMOCA 60′ in vista del Vendee 2020

La Trinité sur Mer, 5 luglio 2017. Passo dopo passo Giancarlo Pedote arriva all’IMOCA 60′, in qualità di co-skipper di Fabrice Amedeo.

È sempre con in mente la Vendée Globe 2020 che Giancarlo Pedote disegna la strada davanti a sé e crea i suoi progetti. Dopo una serie considerabile di esperienze in navigazione d’altura, dopo il ritorno alla navigazione a bastoni con il Moth a foil, che lo ha avvicinato al mondo degli idrofoil l’anno passato, Pedote ha deciso di affiancare Fabrice Amedeo nella prossima Transat Jacques Vabre ed in una serie di regate preparatorie, entrando così nella Classe IMOCA.

Una decisione condivisa con lo storico sponsor Prysmian Group che, fino a fine anno, apparirà come sponsor del 60 piedi “Newrest-Brioche Pasquier”.

“Il mio progetto Vendée Globe 2020 va avanti, ma non è una cosa semplice né immediata. Una parte del progetto è volta alla ricerca degli sponsor ed è necessario lavorare contemporaneamente su diversi fronti, soprattutto organizzativi, senza rallentare il progetto sportivo e la mia preparazione che non possono arrestarsi. Così nasce il programma 2017, come ulteriore tappa di avvicinamento, di apprendimento”.

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I numeri del Vendée Globe 2016-2017

A un paio di settimane dall’arrivo di Sébastien Destremau, ultimo dei concorrenti in gara, è ora di tirare qualche somma sull’ottava edizione del Vendée Globe, la regata intorno al mondo in solitario senza assistenza e senza scalo vinta da Armel Le Cléac’h su Banque Populaire VIII.

Con 29 skipper partiti, per un totale di 10 nazioni rappresentate, 18 classificati (e già questo è un record) e 11 ritirati, il Vendée Globe 2016-2017 ha offerto una vasta gamma di progetti, dimostrando ancora una volta il crescente interesse del pubblico per una gara, che riunisce prestazioni sportive, sfida tecnologica e umana.

In termini di numero di visitatori, ha battuto tutti i record, con 2.250.000 visitatori presenti (1,5 milioni alla partenza e 750.000 per la fine). Un aumento del 25% se confrontiamo con i 1.800.000 visitatori presenti nel 2012-2013.

In acqua è stato anche un grande successo. Non ci sono stati drammi o incidenti rilevanti. 4 barche hanno disalberato e “solo” una è andata persa (Kito de Pavant è nel bel mezzo dell’Oceano Indiano).

Dal punto di vista della tecnologia, i nuovi IMOCA con foil hanno confermato la loro efficienza. Quattro su sette sono arrivati e tre hanno conquistato i primi tre posti sul podio. Questo risultato conferma il livello di preparazione degli IMOCA prima della gara e gli sviluppi tecnologici volti a affidabilità e sicurezza, nonostante il fatto che è inevitabile ci possano essere danni in questo tipo di regate d’altura.

Uno sguardo alle cause di ritiro

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Vendee Globe – Video della collisione di Kito de Pavant con un capodoglio


OFNI en pleine mer pour Kito de Pavant / Vendée… di VendeeGlobeTV

Il 6 dicembre 2016, giusto un mese dopo l’inizio del Vendée Globe, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, a nord delle Isole Crozet, Kito de Pavant e la sua Bastide Otio colpiscono un oggetto galleggiante non identificato. Il danno è stato fatale per la barca e Kito è stato costretto ad abbandonare la regata e il suo IMOCA.

Per fortuna, la nave francese Marion Dufresne, che trasporta materiali di consumo per le isole francesi in Antartide e Oceano del Sud, stava navigando vicino alla zona in cui l’incidente è avvenuto. Kito è stato soccorso e portato a bordo della nave, che ha continuato il suo viaggio di consegna.

Pochi mesi dopo, erano in grado di guardare i video registrati sul disco rigido a bordo della barca, e hanno scoperto che l’oggetto non identificato era in realtà un capodoglio, chiaramente visibile nella scia della barca.

Intorno al minuto 2 e 20 si vede chiaramente la brusca frenata della barca con conseguente spostamento repentino dei materiali a bordo.

Vendée Globe – Sébastien Destremau diciottesimo

Sébastien Destremau (TechnoFirst-FaceOcean) ha tagliato il traguardo del Vendée Globe al largo di Les Sables d’Olonne in diciottesima posizione alle 00hrs 40min e 18 secondi UTC di Sabato 11 marzo 2017, dopo 124 giorni, 12 ore, 38 minuti e 18 secondi di regata.

Con l’arrivo dello skipper da Tolone, cinquanta giorni dopo il vincitore Armel Le Cléac’h (Banque Populaire VIII), che ha chiuso il 19 gennaio, si conclude questa ottava edizione del giro del mondo in solitario senza scalo partita da Les Sables d’Olonne il 6 novembre 2016.

Nato in Bretagna 52 anni fa, Sébastien Destremau, dopo una preparazione olimpica nella classe Flying Dutchman, ha partecipato a diverse importanti gare in equipaggio, come la Volvo Ocean Race e la Sydney-Hobart. Nel 2015 ha acquisito l’Imoca 60 TechnoFirst-faceOcean costruita nel 1998, che aveva già totalizzato due Vendée Globe – prima con Josh Hall (9° nel 2000-2001) e poi con Steve White (8° nel 2008-2009). Dopo un viaggio di consegna da Città del Capo a Tolone, Sébastien Destremau si è qualificato per il giro del mondo partecipando alla Calero Solo Transat, tra Lanzarote e Newport, Rhode Island. Prima della partenza, lo skipper francese ha descritto la sua barca come “ultra-semplice, come una bicicletta senza cambio”.

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Vendée Globe – Pieter Heerema diciassettesimo

L’olandese Pieter Heerema e il suo No Way Back hanno tagliato il traguardo del Vendée Globe alle 21:26 UTC del 2 marzo 2017, conquistando il diciassettesimo posto. Heerema, che ha 65 anni, completa questo epica ottava edizione diventando il primo skipper dai Paesi Bassi a completare il Vendée Globe. Il suo tempo è di 116 giorni 9 ore, 24 minuti e 12 secondi. Ha navigato 29,747 miglia a una velocità media di 10,65 nodi.

Durante il passaggio del Golfo di Biscaglia Heerema ha avuto diversi piccoli problemi tecnici alla sua barca – un disegno VPLP-Verdier con foil costruito in Italia per Andrea Mura -, in particolare con l’hook della randa e una pala del timone che si è sollevata diverse volte. l’olandese ha anche sofferto di dolori alla schiena per diversi giorni alla partenza della regata. Questi problemi si sono risolti ma ha perso miglia rispetto alla maggior parte della flotta ed era al 25° posto al largo delle coste del Portogallo.

L’elenco dei lavori di riparazione e di problemi tecnici ha continuato a crescere. Heerema ha presto sfogato la sua frustrazione criticando apertamente i produttori di apparecchiature e il modo in cui la sua barca è stata allestita. Ha inoltre realizzato le sue vele non erano adatte alle condizioni che stava affrontando. Con il tempo ha raggiunto le calme equatoriali, si trovava in una meteo diversa da quello che avevano sperimentato quelli davanti a lui e le piccole perdite a poco a poco sono scresciute di importanza. No Way Back ha attraversato l’equatore alle 20:00hrs UTC del 19 novembre, dopo 13 giorni e 7 ore.

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Vendée Globe – Conrad Colman Sedicesimo

Venerdì 24 febbraio 2017 – Il neozelandese Conrad Colman ha scritto un nuovo capitolo nella storia del Vendée Globe quando ha tagliato il traguardo dell’ottava edizione della regata con un armo di fortuna. Ha conquistato il 16° posto con tempo di 110 giorni 1 ora 58 minuti e 41 secondi. Ha navigato per 27.929 miglia a una media di 10,57 nodi.

Dopo aver disalberato Venerdì 10 febbraio, quando si trovava in decima posizione a circa 250 miglia ad ovest di Lisbona, in Portogallo, Colman ha costruito un armo di fortuna che gli ha permesso di completare le ultime 740 miglia. Da quando ha disalberato in quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima grande tempesta della regata, a solo tre giorni e mezzo dal traguardo, quando sembrava essersi assicurato un impressionante 10° posto, Colman era a corto di cibo e negli ultimi giorni si è nutrito con le razioni di sopravvivenza della sua zattera di salvataggio. Mercoledì scorso ha confermato via radio che gli erano rimasti solo due biscotti.

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Vendée Globe 2016-2017 – Didac Costa quattordicesimo

Lo Spagnolo Didac Costa ha tagliato il traguardo del Vendée Globe alle 07:52 UTC di Giovedi 23 febbraio conquistando il 14° posto.

Con questo risultato il vigile del fuoco catalano di 36 anni, dilettante (si fa per dire) che vorrebbe proseguire la sua carriera da professionista, realizza un sogno d’infanzia ispirato da José Luis de Ugarte, unico spagnolo a finire il Vendée Globe nel 1992-3 in 134 giorni e 5 ore. Il tempo di Didac Costa è di 108 giorni, 19 ore, 50 minuti e 45 secondi. Ha navigato per 27.964 miglia a una media di 10,71 nodi.

Il tenace Costa è riuscito in questa impresa con uno dei più piccoli budget tra i 29 skipper partiti il 6 novembre da Les Sables d’Olonne. Al suo secondo giro del mondo in tre anni, sempre con l’IMOCA costruito nel 2000 ex Kingfisher di Ellen MacArthur ha partecipato insieme ad Aleix Gelabart alla Barcelona World Race 2015 finendo quarto, Ha ricevuto un enorme e appassionato bentornato a Les Sables d’Olonne, non da ultimo dai vigili del fuoco di Les Sables d’Olonne che lo hanno aiutato quando è stato costretto a tornare in porto per fare delle riparazioni solo a 90 minuti dall’inizio la sua gara.

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Vendée Globe 2016-2017 – Il giovane Alan Roura è dodicesimo

Il 23enne svizzero che è il più giovane dei 29 skipper che hanno lasciato Les Sables d’Olonne il 6 novembre, Alan Roura, ha tagliato il traguardo del Vendée Globe Lunedi 20 febbraio 2017 alle 08:12 UTC conquistando il 12° posto in classifica generale.

Navigando su una delle barche più vecchie della flotta in questa ottava edizione del giro del mondo, la sua conclusione Roura riflette le sue eccezionali conduzione e tenacia e smentisce il budget molto limitato con il quale il giovane velista ha avviato il suo programma. Alan Roura, che compirà 24 anni il 26 febbraio, è il più giovane skipper a finire la gara da quando è stata disputata la prima edizione nel 1989.

Il suo tempo è stato di 105 giorni, 20 ore, 10 minuti e 32 secondi. Ha navigato per totali 28.359 miglia a una velocità media di 11.16 nodi. Ha impiegato 31 giorni più del vincitore Armel Le Cléac’h, ma partecipando sul rinnovato Superbigou – ribattezzato La Fabrique – costruito dal connazionale Bernard Stamm in un giardino. E’ arrivato solo due giorni dopo Fabrice Amedeo, che però ha partecipato su una barca più veloce e di nuova generazione.

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Vendée Globe – Conrad Colman – Disalbero ma non mollo

Per la serie “Uomini coi maroni in carbonio ad alto modulo”… Dopo aver disalberato venerdì 10 febbraio Conrad Colman è finalmente riuscito a mettere a punto un armo di fortuna e invece di puntare sul Portogallo, distante circa 300 miglia, punta a completare il Vendee.

Quando l’albero è venuto giù, Conrad non ha avuto altra scelta che tagliare il sartiame e lasciare andare l’albero per evitare che danneggi lo scafo. Ha tagliato la randa appena sopra la terza mano di terzaroli e recuperato il boma. Purtroppo, il boma è stato danneggiato durante il disalberamento, intorno a 3 metri dalla base. Per prendere in considerazione di mettere a punto un armo di fortuna, il primo passo è stato quello di vedere se fosse o no possibile ripararlo. Ecco quanto è successo negli ultimi 5 giorni…

Fase 1: dopo aver parlato con il suo piccolo team ed amici esperti, le soluzioni sono state trovate per riparare il boma. Conrad ha dovuto attendere condizioni favorevoli per iniziare il lavoro perché il mare era agitato e la barca senza un albero era davvero instabile. Domenica pomeriggio, ha iniziato a lavorare sulle riparazioni e Lunedi ha finito di consolidare il futuro “albero”.

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