Category name:Cronaca

Video – Rapallo, i danni della mareggiata del 29-30 ottobre 2018

La diga del porto turistico Carlo Riva della città ligure ha ceduto a causa della violenza della mareggiata e superyacht, motoscafi e barche a vela di tutte le dimensioni hanno rotto gli ormeggi e si sono schiantate sulla scogliera del lungomare.

Nikola Vojvodic ha pubblicato su youtube un video che mostra chiaramente i danni causati dal maltempo al Porto di Rapallo tra il 29 e il 30 ottobre 2018. Molte le barche affondate, molte gravemente danneggiate.

Diciannovenne sopravvive 49 giorni in mare una capanna galleggiante alla deriva

Aldi Novel Adilang

Aldi Novel Adilang faceva il custode su una capanna galleggiante da pesca in legno chiamata rompong quando il 14 luglio 2018 questa ha rotto gli ormeggi ed è andata alla deriva dall’Indonesia fino alle acque intorno a Guam. Per 49 giorni, Aldi è sopravvissuto razionando le sue magre scorte di cibo e acqua.

Privo di qualsiasi metodo di governo o motore, il diciannovenne è andato alla deriva a bordo di questa piccola capanna su una piattaforma di legno rettangolare e protetta da un tetto di paglia. Dentro, aveva un walkie-talkie, una piccola stufa e un generatore. Le scorte di cibo, acqua e carburante di Aldi erano destinate a durare solo una settimana.

Dopo aver esaurito il gas di cottura, ha bruciato pezzi di legno del rompong per accendere un fuoco e cucinare”, ha detto Mirza Nurhidayat, console generale indonesiana a Osaka, in Giappone. “Ha bevuto sorseggiando acqua dai suoi vestiti bagnati con l’acqua di mare.”

L’equipaggio di una nave di passaggio, la MV Arpeggio battente bandiera di Panama, ha avvistato e salvato Aldi – una manovra in cui il naufrago ha fatto un disperato salto per cercare di afferrare una cima lanciata dal mercantile. La Arpeggio era diretto in Giappone, ed è lì che è andato Aldi, prima di tornare a casa all’inizio di settembre.

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Come non trainare la tua barca questa estate

Un portavoce di una stazione della polizia di una città canadese ha pubblicato sul profilo twitter queste foto di una SUV che trainava per le strade cittadine una barca piazzata sopra a un carrello profondamente customizzato.

carrello palle 01

carrello palle 01
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Il carrello era stato allungato con dei pallet ed era appoggiato su un asse aggiuntivo. Il tutto, barca sopra compresa, era tenuto insieme da duct tape (quello grigio) ed era senza freni. Cosa avrebbe potuto andare storto?

Un portavoce della polizia di Abbotsford ha detto via Twitter che era un esempio di “come non trainare la tua barca questa estate”. Con un po’ di ironia, il trailer è stato portato via su un rimorchio più grande.

L’autista è stato multato con 2,071 dollari canadesi, quanto basta per acquistare un carrello abbastanza decente e legale.

Via | twitter.com/CstMangat (Grazie a Cristian di http://www.modernwoodenboat.com/ per la segnalazione)

Punta San Giuliano contro chi corre troppo in motoscafo

Punta San Giuliano contro chi corre troppo in motoscafo

Punta San Giuliano a Venezia è un posto bellissimo, un raro esempio di riqualificazione a parco di una discarica, un luogo trasformato da barriera ad affaccio tra Mestre e Venezia. Uno dei pochi posti dove tra l’altro la vela è una pratica popolare, alla portata di tutti. Ha sede lì infatti il Polo Nautico, con, oltre a società veliche, di voga, canoa, canottaggio.

Ora Remeiere, ma anche Assonautica e operatori della Punta si mobilitati per un richiamo a moderare la velocità e, cito l’articolo di Mitia Chiarin su La Nuova Venezia, invitare i diportisti e quanti usano la barca per divertimento a smettere di considerare la laguna tra Venezia e San Giuliano una autostrada, dove lanciare a tutta manetta i loro motoscafi.

Gli operatori di San Giuliano piazzeranno dei segnali di pericolo per invitare i proprietari di motoscafi a procedere a velocità ridotta visto che questo tratto di laguna ospita tante attività di voga con remi e vele: almeno 2 mila persone praticano attività sportiva lenta in questo tratto di laguna, su canoe, barche a vela o condotte con i remi, con la tecnica della voga alla veneta.

L’articolo completo su La Nuova Venezia

Fuoribordo Evinrude 40 E-tec e leggi mal scritte e punitive solo per alcuni

[Aggiornamento del 26 luglio 2018]
È stato pubblicato sulla G.U. serie generale n. 171 del 25 luglio 2018 il Decreto-Legge 25 luglio 2018, n. 91 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative che all’Art. 4 – Proroghe di termini in materia di infrastrutture – recita: […]

3. Le disposizioni di cui all’articolo 39, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, relative all’obbligatorieta’ della patente nautica per la conduzione di unita’ aventi motore di cilindrata superiore a 750 cc a iniezione a due tempi, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2019. […]

Quindi i possessori di motori Fuoribordo Evinrude 40 E-tec possono tornare a utilizzarli almeno fino al 1° gennaio 2019.
[Fine Aggiornamento del 26 luglio 2018]

Evinrude 40 E-tec

In Italia da almeno 20 anni non si riesce a fare una legge che sia ben costruita fino in fondo, che permetta all’utente di mettersi serenamente e senza timore in regola. Come per esempio l’IMU, tassa sulla casa che fino a dopo la scadenza non si sapeva cosa, come, quanto e a chi pagare. O il precedente revisione del codice della nautica che di fatto tolto la patente a molte persone con difetti di vista, difetti che però erano perfettamente tollerati per la patente di guida (delle auto).

Nell’ultima riforma del Codice della nautica, tanto caldeggiata, sostenuta e di cui le associazioni dei costruttori vantano il contributo, (riforma caldeggiata anche da qualche rivista di settore) con una semplice parolina è stato messo fuori legge un motore fuoribordo e con lui circa 10.000 tra diportisti e associazioni sportive, scuole di vela, per esempio.

Dal 13 febbraio 2018, dall’entrata in vigore del nuovo codice, per condurre una barca dotata di motore fuoribordo Evinrude 40 E-tec, prodotto dalla canadese Brp, è necessaria la patente nautica, non necessaria per tutti gli altri modelli a parità di potenza erogata.

Questo perché il nuovo codice alla parola “carburazione” ha aggiunto “o iniezione” non rendendo più possibile quella esclusione dei due tempi a iniezione che superano la cilindrata massima di 750 cc pur restando al di sotto dei 30 kW.

I possessori di tale motore hanno due strade:

1) Farsi la patente nautica;
2) Comprare un nuovo motore di pari cavalli ma di altra marca.

Di vendere il proprio non se ne parla se non a prezzo di un bagno di sangue economico da tanto gli Evinrude 40 E-tec si sono svalutati.

In Laguna di Venezia la prima multa per guida senza patente comminata a un diportista con questo motore è stata di 3.700 Euro. A dare la notizia La Nuova Venezia (grazie al gruppo facebook Diportisti laguna veneta per aver rilanciato la notizia).

Una volta evidenziato l’errore sarebbe stato facile risolvere il problema cambiando quelle due paroline nel codice… ma ormai è in vigore da mesi e nonostante le tante sollecitazioni nessuno si è preso la briga o ha voluto metterci una pezza. A pensar male si fa peccato ma è inevitabile immaginare che a qualcuno faccia comodo che tutto resti così.

Le Iene Maremmane a processo per diffamazione, calunnia e procurato allarme

Iene Maremmane

Qualcuno ricorderà le Iene Maremmane, sedicenti reporter che nell’aprile 2016 tramite la loro pagina facebook accusarono la Marina di San Rocco di scaricare sostanze inquinanti dal porto sulla spiaggia di Marina?

Affermavano falsamente che la società che gestiva il porto scaricasse sulla spiaggia di Marina di Grosseto, attraverso pompe di drenaggio, petrolio e sostanze inquinanti. Il video fece milioni di visualizzazioni e scatenò l’indignazione del “popolo del web”.

In seguito al video arrivò la smentita della società e anche le analisi dell’Arpat, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, certificarono che niente petrolio né idrocarburi, solamente sabbia.

Ecco… sono stati rinviati a giudizio per diffamazione, calunnia e procurato allarme e secondo me è una buona notizia.

Via | www.lanazione.it

Due velisti italiani dispersi in mare al largo delle Azzorre

Un aereo dell’aeronautica portoghese e tre navi stanno cercando di individuare due membri dell’equipaggio italiani da una barca a vela che era a circa 330 miglia nautiche a est di Sao Miguel nelle Azzorre.

Una fonte del Centro di coordinamento dei servizi di ricerca e salvataggio di Ponta Delgada (MRCC) ha dichiarato che l’allarme è stato ricevuto a 13:48 ora locale di Mercoledì 2 maggio dalle COSPAS SARSAT, “un sistema di automatico che viene attivato ogni volta che c’è un contatto con l’acqua” e la Marina ha lanciato l’operazione di ricerca con la corvetta António Enes, un aereo C-295 dell’Aeronautica Militare, due navi mercantili e un peschereccio.

Aldo Revello e Antonio Voienadi stavano navigando verso lo stretto di Gibilterra sul Bright, un Oceanis 473, in rientro in Mediterraneo dopo una sosta alle Azzorre tornando dalla stagione ai Caraibi.

Maggiori info su SoloVela e www.cmjornal.pt

Il Maxi trimarano Banque Populaire IX scuffia al largo del Marocco

Trimarano banque populaire IX

Nella notte del 14 aprile il Maxi trimarano Banque Populaire IX ha scuffiato mentre navigava al largo delle coste del Marocco. L’equipaggio era composto da Armel Le Cléac’h, Pierre-Emmanuel Hérissé e un cameraman. Appena avvenuto il fatto i tre si swono rifugiati al sicuro all’interno della barca, hanno attivato il segnale di soccorso e contattato il team tecnico a terra. Armel Le Cléac’h ha spiegato che le condizioni del mare e del vento erano piuttosto buone, avevano 18/20 nodi di vento al momento dell’incidente.

Successivamente l’equipaggio è stato soccorso da un elicottero dall’esercito marocchino ed è arrivato a Casablanca dove è stato assistito dal locale Consolato francese.

Il giorno dopo i membri del team tecnico del Team Banque Populaire si sono imbarcati su rimorchiatore, sono arrivati ​​nell’area e dopo diverse ore di operazioni e recuperi dell’attrezzatura danneggiata, il rimorchiatore ha iniziato il rimorchio del trimarano a Casablanca.

L’ubicazione di Banque Populaire IX è stata facilitata dalla pattuglia dell’esercito marocchino che garantisce la sicurezza dell’area dell’incidente da ieri, il team tecnico del Team Banque Populaire è stato in grado di raggiungere rapidamente il luogo per iniziare le operazioni necessarie al rimorchio.

Tutti gli aggiornamenti su www.voile.banquepopulaire.fr – Crédit photos: EasyRide/BPCE

Spagna – Quasi 30 chilogrammi di plastica trovati nello stomaco di un capodoglio

Il giovane cetaceo lungo 10 metri è stato trovato morto il 27 febbraio, arenato su una spiaggia a Cabo de Palos. Le autorità della regione della Murcia hanno recentemente annunciato che aveva 29 chili di plastica nello stomaco.

Capodoglio morto spagna

C’erano sacchi della spazzatura, borse di rafia, corde, pezzi di rete, una lattina. Gli esperti ritengono che possono essere stati questi materiali a causare la morte dell’animale. A seguito di questa scoperta, la regione della Murcia ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione contro i rifiuti di plastica.

L’obiettivo delle autorità locali è ridurre il consumo di materie plastiche e scoraggiare gli escursionisti dal gettare la loro spazzatura in mare o sulle spiagge.

Nel 2012, un altro capodoglio è stato trovato morto su una spiaggia spagnola, in seguito all’ingestione di 17 chili di plastica principalmente da serre andaluse. Casi simili si sono verificati anche in Belgio e nei Paesi Bassi.

L’inquinamento plastico è ormai un problema serio per l’ecosistema marino: nel 2018 si stima che ogni 80 minuti vengano scaricate in mare tra le 80 e 150 tonnellate di rifiuti.

Rifiuti trovati nella pancia capodoglio

Attraverso l’azione delle correnti, questi rifiuti di plastica (spesso minuscoli detriti o micro-particelle) convergono e si riuniscono in vaste aree nel Pacifico, formando un “settimo continente”.

In un articolo pubblicato sul sito web Encyclopedia of the Environment, Inquinamento plastico in mare: il settimo continente, gli scienziati Alexandra Ter Halle ed Emile Perez, CNRS, descrivono i due principali effetti dei rifiuti di plastica sugli organismi marini. Il primo e più diretto è l’imprigionamento di animali in reti o detriti di grandi dimensioni. Un rischio significativo per mammiferi marini, uccelli o tartarughe.

Il secondo effetto è l’ingestione, che riguarda l’intera catena alimentare dell’ecosistema marino. C’è un continuum di detriti di plastica di diverse dimensioni, da alcuni centimetri fino a un micron o fino nanometro. Ogni organismo marino della catena alimentare può essere coinvolto. Dopo l’ingestione, la plastica si accumula nel sistema digestivo degli animali, che quindi si nutrono meno e alla fine muoiono.

Foto via twitter.com/EspNaturalesMur

Due morti durante una regata in Australia

25 febbraio 2018 – Due velisti – Paul Charles Owens, 60 anni, e Thomas, 70 – sono morti in seguito al rovesciamento della barca durante la regata Bunbury and Return Ocean Race. Il Davidson 50 Finistere era partito sei ore prima da Fremantle con un equipaggio di sei persone esperte.

ue morti durante una regata

La regata di 170 miglia è iniziata il 23 febbraio a Fremantle con il percorso che ha portato la flotta di 16 imbarcazioni a sud fino alla baia di Koombana. Dopo aver completato un breve giro della baia di Bunbury, il percorso ritorna a nord per il traguardo di South Mole a Fremantle.

Il dramma è iniziato quando uno dei membri dell’equipaggio ha attivato il proprio segnale di soccorso poco prima di mezzanotte, quando lo yacht si trovava a circa 11 miglia nautiche a sud-ovest di Mandurah.

Il segnale è stato rilevato dall’Autorità australiana per la sicurezza in mare di Canberra, che ha tentato invano di contattare la barca via radio.

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