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Il Maxi trimarano Banque Populaire IX scuffia al largo del Marocco

Trimarano banque populaire IX

Nella notte del 14 aprile il Maxi trimarano Banque Populaire IX ha scuffiato mentre navigava al largo delle coste del Marocco. L’equipaggio era composto da Armel Le Cléac’h, Pierre-Emmanuel Hérissé e un cameraman. Appena avvenuto il fatto i tre si swono rifugiati al sicuro all’interno della barca, hanno attivato il segnale di soccorso e contattato il team tecnico a terra. Armel Le Cléac’h ha spiegato che le condizioni del mare e del vento erano piuttosto buone, avevano 18/20 nodi di vento al momento dell’incidente.

Successivamente l’equipaggio è stato soccorso da un elicottero dall’esercito marocchino ed è arrivato a Casablanca dove è stato assistito dal locale Consolato francese.

Il giorno dopo i membri del team tecnico del Team Banque Populaire si sono imbarcati su rimorchiatore, sono arrivati ​​nell’area e dopo diverse ore di operazioni e recuperi dell’attrezzatura danneggiata, il rimorchiatore ha iniziato il rimorchio del trimarano a Casablanca.

L’ubicazione di Banque Populaire IX è stata facilitata dalla pattuglia dell’esercito marocchino che garantisce la sicurezza dell’area dell’incidente da ieri, il team tecnico del Team Banque Populaire è stato in grado di raggiungere rapidamente il luogo per iniziare le operazioni necessarie al rimorchio.

Tutti gli aggiornamenti su www.voile.banquepopulaire.fr – Crédit photos: EasyRide/BPCE

Spagna – Quasi 30 chilogrammi di plastica trovati nello stomaco di un capodoglio

Il giovane cetaceo lungo 10 metri è stato trovato morto il 27 febbraio, arenato su una spiaggia a Cabo de Palos. Le autorità della regione della Murcia hanno recentemente annunciato che aveva 29 chili di plastica nello stomaco.

Capodoglio morto spagna

C’erano sacchi della spazzatura, borse di rafia, corde, pezzi di rete, una lattina. Gli esperti ritengono che possono essere stati questi materiali a causare la morte dell’animale. A seguito di questa scoperta, la regione della Murcia ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione contro i rifiuti di plastica.

L’obiettivo delle autorità locali è ridurre il consumo di materie plastiche e scoraggiare gli escursionisti dal gettare la loro spazzatura in mare o sulle spiagge.

Nel 2012, un altro capodoglio è stato trovato morto su una spiaggia spagnola, in seguito all’ingestione di 17 chili di plastica principalmente da serre andaluse. Casi simili si sono verificati anche in Belgio e nei Paesi Bassi.

L’inquinamento plastico è ormai un problema serio per l’ecosistema marino: nel 2018 si stima che ogni 80 minuti vengano scaricate in mare tra le 80 e 150 tonnellate di rifiuti.

Rifiuti trovati nella pancia capodoglio

Attraverso l’azione delle correnti, questi rifiuti di plastica (spesso minuscoli detriti o micro-particelle) convergono e si riuniscono in vaste aree nel Pacifico, formando un “settimo continente”.

In un articolo pubblicato sul sito web Encyclopedia of the Environment, Inquinamento plastico in mare: il settimo continente, gli scienziati Alexandra Ter Halle ed Emile Perez, CNRS, descrivono i due principali effetti dei rifiuti di plastica sugli organismi marini. Il primo e più diretto è l’imprigionamento di animali in reti o detriti di grandi dimensioni. Un rischio significativo per mammiferi marini, uccelli o tartarughe.

Il secondo effetto è l’ingestione, che riguarda l’intera catena alimentare dell’ecosistema marino. C’è un continuum di detriti di plastica di diverse dimensioni, da alcuni centimetri fino a un micron o fino nanometro. Ogni organismo marino della catena alimentare può essere coinvolto. Dopo l’ingestione, la plastica si accumula nel sistema digestivo degli animali, che quindi si nutrono meno e alla fine muoiono.

Foto via twitter.com/EspNaturalesMur

Due morti durante una regata in Australia

25 febbraio 2018 – Due velisti – Paul Charles Owens, 60 anni, e Thomas, 70 – sono morti in seguito al rovesciamento della barca durante la regata Bunbury and Return Ocean Race. Il Davidson 50 Finistere era partito sei ore prima da Fremantle con un equipaggio di sei persone esperte.

ue morti durante una regata

La regata di 170 miglia è iniziata il 23 febbraio a Fremantle con il percorso che ha portato la flotta di 16 imbarcazioni a sud fino alla baia di Koombana. Dopo aver completato un breve giro della baia di Bunbury, il percorso ritorna a nord per il traguardo di South Mole a Fremantle.

Il dramma è iniziato quando uno dei membri dell’equipaggio ha attivato il proprio segnale di soccorso poco prima di mezzanotte, quando lo yacht si trovava a circa 11 miglia nautiche a sud-ovest di Mandurah.

Il segnale è stato rilevato dall’Autorità australiana per la sicurezza in mare di Canberra, che ha tentato invano di contattare la barca via radio.

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Sogno di una coppia si infrange due giorni dopo la partenza

11 febbraio 2018 – Una coppia del Colorado ha venduto tutto ciò che possedeva per comprare una barca a vela e partire insieme per solcare i mari. Nel giro di due giorni il loro sogno si è trasformato in un incubo.

Sulla strada per Key West il viaggio di Tanner Broadwell e Nikki Walsh si è interrotto bruscamente nel John’s Pass fuori Madeira Beach, in Florida, quando la loro barca di 28 piedi ha colpito qualcosa.

“Abbiamo colpito qualcosa in circa 8 o 9 piedi di acqua e ha fermato completamente la barca”, ha detto Broadwell. L’acqua si ha riempito la cabina, iniziando a far affondare la loro vita fantastica. La coppia ha preso i documenti, i contanti, il loro carlino Remy mentre chiamavano il salvataggio.

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Incidente mortale durante il Campionato Invernale Città di Taranto

11/02/2018 – Incidente durante il Campionato Invernale Città di Taranto. Una giornata caratterizzata da 18 nodi di vento e onda media che è costata la vita a Mauro Lioce, tesserato presso il Circolo Velico Ondabuena, che – da una prima ricostruzione – sarebbe caduto in acqua, era a bordo della barca My best, a causa un malore avuto durante la regata.

Diversi i tentativi di recupero da parte dell’imbarcazione che, dopo poco, è stato effettiato dalla Guardia Costiera ed i mezzi di assistenza. Il presidente del Comitato di regata ha provveduto immediatamente a sospendere la prova ed ad allertare la Guardia costiera che ha recuperato il corpo, ormai senza vita. Al momento sono in corso accertamenti per verificare la dinamica dell’incidente.

Il Presidente della FIV, Francesco Ettorre, il Consiglio Federale e il Comitato VIII Zona hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia.

Video – Motoscafo investe in pieno barca di pescatori

Un pescatore di salmoni costretto ad abbandonare la propria barca saltando nelle acque gelide del Columbia River la scorsa estate – un istante prima che un altro motoscafo si schiantasse contro di lui – ha intentato una causa di $ 372.500 contro l’altro pilota.

Lo sceriffo della Contea di Clatsop ha accusato Marlin Lee Larsen di diversi crimini dopo che il 75enne ha detto agli investigatori che non poteva vedere dove stava guidando perché era seduto e il cruscotto della sua barca bloccava la visuale. Secondo il rapporto dello sceriffo Larsen ha detto che probabilmente avrebbe dovuto essere in piedi.

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Velista morto alla Clipper Round the World Race

Ogni edizione della Clipper Round the World Race purtroppo reclama il suo tributo di vite umane, questa volta il mare si è preso Simon Speirs, 60 anni, di Bristol.

Copyright onEdition 2017

Il 18 novembre 2017 alle 0814UTC (1414 local time) Simon Speirs era a prua a dare una mano durante un cambio di vele quando un’onda che ha spazzato la coperta lo ha trascinato in mere.

Secondo il comunicato diramato dall’organizzazione, al momento dell’incidente Simon era agganciato (ndr. immagino con il cordone ombelicale) indossava il giubbotto di salvataggio, che includeva un segnalatore AIS, così come la cerata impermeabile all’acqua approvata. Un’indagine completa verrà ora condotta, come prassi standard, nei dettagli completi dell’incidente, inclusi i motivi per cui il suo cordone ombelicale non lo ha tenuto a bordo, in collaborazione con le autorità competenti.

Il recupero dell’uomo a mare ha richiesto 36 minuti, Simon ha ricevuto immediate cure da personale specializzato ma purtroppo non ha mai ripreso conoscenza.

La barca (CV30) era nell’Oceano Indiano meridionale nel sesto giorno della tappa tra Sudafrica e Australia, stava navigando in condizioni difficili e con raffiche di vento a 40 nodi.

Il comunicato ufficiale:

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I marinai USA devono tornare a studiare le basi della navigazione

Pare che un marinaio USA sia perfettamente in grado di colpire con un missile una capocchia di spillo a 600 km di distanza ma non è in grado di “guidare” la nave dalla quale tale missile viene lanciato.

Diciassette marinai sono morti quest’anno in due collisioni con navi commerciali che hanno coinvolto delle cacciatorpediniere USA, il Fitzgerald nel mese di giugno in Giappone e poi il John S. McCain in agosto mentre si avvicinava a Singapore.

Questi non sono stati gli unici incidenti che hanno coinvolto i marinai della Marina Militare americana quest’anno, che ha visto anche l’incrociatore Lake Champlain con un peschereccio nel Mare del Giappone a maggio. L’incrociatore missilistico guidato Antietam a gennaio a Tokyo.

Così in seguito a una approfondita indagine su questi incidenti la Marina USA che bisogna tornare alle basi, robe tipo che chi viene da “destra” (dritta per chi per mare ci sa andare) abbia la precedenza (diritto di rotta per chi per mare ci sa andare).

Video – 40 barche da diporto distrutte dal fuoco in un porto a secco a Marsiglia

L’incendio è scoppiato martedì sera nel porto a secco di La Pointe-Rouge a Marsiglia. Cinquanta pompieri e 20 mezzi mobilitati.

Il bilancio è pesante, con quaranta imbarcazioni da diporto distrutte e due persone ferite, un padre e un figlio che lavoravano su una barca.

A scatenare l’incendio sarebbe stato il calore generato da un trapano in combinazione con i vapori generati da un combustibile, ci sarebbe stata prima un’esplosione e subito dopo il fuoco.

Barca affonda a Stromboli – Salvato l’equipaggio

31 marzo 2017 – Dieci turisti francesi sono stati salvati dalla Capitaneria di porto di Lipari dopo aver lanciato l’allarme alle 4.30 di notte.

Il gruppo è stato trasferito nel porto di Pignataro, perché il molo di Scari era impraticabile per il mare mosso. Dopo il salvataggio, la barca è andata a sbattere contro il molo di Stromboli ed è affondata. La presenza del relitto al molo impedisce l’attracco dei mezzi di linea. Le persone salvate sono state portate nei locali della guardia costiera di Lipari.

Sembra che a provocare l’avaria sia stata una cima finita nell’elica dell’imbarcazione, rendendola ingovernabile. La barca di 18 metri, noleggiata a Sant’Agata Militello, la società noleggiatrice è stata già contattata affinché si attivi urgentemente per il recupero.