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Velista morto alla Clipper Round the World Race

Ogni edizione della Clipper Round the World Race purtroppo reclama il suo tributo di vite umane, questa volta il mare si è preso Simon Speirs, 60 anni, di Bristol.

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Il 18 novembre 2017 alle 0814UTC (1414 local time) Simon Speirs era a prua a dare una mano durante un cambio di vele quando un’onda che ha spazzato la coperta lo ha trascinato in mere.

Secondo il comunicato diramato dall’organizzazione, al momento dell’incidente Simon era agganciato (ndr. immagino con il cordone ombelicale) indossava il giubbotto di salvataggio, che includeva un segnalatore AIS, così come la cerata impermeabile all’acqua approvata. Un’indagine completa verrà ora condotta, come prassi standard, nei dettagli completi dell’incidente, inclusi i motivi per cui il suo cordone ombelicale non lo ha tenuto a bordo, in collaborazione con le autorità competenti.

Il recupero dell’uomo a mare ha richiesto 36 minuti, Simon ha ricevuto immediate cure da personale specializzato ma purtroppo non ha mai ripreso conoscenza.

La barca (CV30) era nell’Oceano Indiano meridionale nel sesto giorno della tappa tra Sudafrica e Australia, stava navigando in condizioni difficili e con raffiche di vento a 40 nodi.

Il comunicato ufficiale:

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I marinai USA devono tornare a studiare le basi della navigazione

Pare che un marinaio USA sia perfettamente in grado di colpire con un missile una capocchia di spillo a 600 km di distanza ma non è in grado di “guidare” la nave dalla quale tale missile viene lanciato.

Diciassette marinai sono morti quest’anno in due collisioni con navi commerciali che hanno coinvolto delle cacciatorpediniere USA, il Fitzgerald nel mese di giugno in Giappone e poi il John S. McCain in agosto mentre si avvicinava a Singapore.

Questi non sono stati gli unici incidenti che hanno coinvolto i marinai della Marina Militare americana quest’anno, che ha visto anche l’incrociatore Lake Champlain con un peschereccio nel Mare del Giappone a maggio. L’incrociatore missilistico guidato Antietam a gennaio a Tokyo.

Così in seguito a una approfondita indagine su questi incidenti la Marina USA che bisogna tornare alle basi, robe tipo che chi viene da “destra” (dritta per chi per mare ci sa andare) abbia la precedenza (diritto di rotta per chi per mare ci sa andare).

Video – 40 barche da diporto distrutte dal fuoco in un porto a secco a Marsiglia

L’incendio è scoppiato martedì sera nel porto a secco di La Pointe-Rouge a Marsiglia. Cinquanta pompieri e 20 mezzi mobilitati.

Il bilancio è pesante, con quaranta imbarcazioni da diporto distrutte e due persone ferite, un padre e un figlio che lavoravano su una barca.

A scatenare l’incendio sarebbe stato il calore generato da un trapano in combinazione con i vapori generati da un combustibile, ci sarebbe stata prima un’esplosione e subito dopo il fuoco.

Barca affonda a Stromboli – Salvato l’equipaggio

31 marzo 2017 – Dieci turisti francesi sono stati salvati dalla Capitaneria di porto di Lipari dopo aver lanciato l’allarme alle 4.30 di notte.

Il gruppo è stato trasferito nel porto di Pignataro, perché il molo di Scari era impraticabile per il mare mosso. Dopo il salvataggio, la barca è andata a sbattere contro il molo di Stromboli ed è affondata. La presenza del relitto al molo impedisce l’attracco dei mezzi di linea. Le persone salvate sono state portate nei locali della guardia costiera di Lipari.

Sembra che a provocare l’avaria sia stata una cima finita nell’elica dell’imbarcazione, rendendola ingovernabile. La barca di 18 metri, noleggiata a Sant’Agata Militello, la società noleggiatrice è stata già contattata affinché si attivi urgentemente per il recupero.

Due donne e due cani salvati da USS Ashland dopo cinque mesi in mare

Due donne e i loro due cani sono stati salvati dopo essere state disperse in mare per cinque mesi, raccontando come sono sopravvissute al cattivo tempo e a un attacco di squali.

Un viaggio dalle Hawaii a Tahiti a bordo della loro barca a vela non è partito bene per due donne di Honolulu. Uno dei loro telefoni cellulari è caduto in mare durante il primo giorno in mare. Da lì le cose sono peggiorate, molto peggiorate. A circa un mese dalla partenza il maltempo ha causato una perdita di potenza al loro motore e l’albero è stato danneggiato. E poi, mentre attraversavano migliaia di chilometri di oceano, il loro dissalatore d’acqua ha smesso di funzionare.

Ma le due veliste, accompagnate dai loro cani, erano attrezzate con scorte di cibo per più di un anno – per lo più prodotti secchi come farina d’avena e pasta – e dopo più di cinque mesi disperse in Oceano Pacifico, inviando chiamate quotidiane di soccorso che nessuno ha raccolto, sono state avvistate da un peschereccio e successivamente salvate dalla USS Ashland della Marina americana mercoledì 25 ottobre 2017 circa 1450 chilometri a sud-est del Giappone, erano partite il 3 maggio.

Le donne, Jennifer Appel e Tasha Fuiava, entrambe di Honolulu, hanno perso l’uso del motore in condizioni di maltempo alla fine di maggio, ma hanno creduto di poter comunque raggiungere Tahiti a vela.

“Ci hanno salvato la vita”, ha detto la signora Appel. “L’orgoglio e i sorrisi che avevamo quando li abbiamo visti (US Navy) all’orizzonte era puro sollievo”.

In una telefonata con i mass media, la signora Appel ha dichiarato di aver inviato un segnale di soccorso per 98 giorni senza risposta. “Era molto deprimente ed ero molto disperata, ma è l’unica cosa che puoi fare, quindi fai quello che puoi”. Un gruppo di squali ha attaccato la loro barca una notte, e un singolo squalo è tornato un giorno dopo, “Siamo state incredibilmente fortunate che il nostro scafo fosse abbastanza forte da resistere all’attacco”, ha detto.

Donne e cani, sottoposte a visita medica sono risultati in buono stato di salute.

Operazione di salvataggio nel Mar Egeo si trasforma in sequestro di droga e arresti

L’ennesimo caso di “Se fossero svegli farebbero un lavoro vero“.

Tre persone a bordo di una barca con bandiera turca sono state arrestate dalla guardia costiera greca dopo che le stesse l’avevano chiamata per essere soccorse a causa di un’avaria al motore.

La Guardia Costiera ellenica ha spiegato di aver inviato una barca di salvataggio dopo che i tre marinai a bordo della barca hanno emesso una chiamata di soccorso vicino all’isola di Nisyros a causa di problemi del motore.

Una volta trovata, la nave e la sua squadra furono trainati nel porto di Nisyros. Un’ispezione all’interno dello yacht da parte dei membri della Nisyros Harbour Authority ha portato alla scoperta di 775 chilogrammi di cannabis in 61 sacchetti di plastica.

I tre marinai turchi sono stati immediatamente arrestati.

Bora Gulari perde parte di tre dita in allenamento

Mercoledì 30 Agosto 2017 – Bora Gulari ha subito un infortunio durante un incidente in allenamento mentre con la compagna di equipaggio Helena Scutt si stavano preparando per il prossimo Campionato mondiale Nacra 17 (5-10 settembre 2017) a La Grande Motte, Francia. Gulari a causa di un contatto con l’attrezzatura (sembra il trasto randa) ha perso parte di tre dita della mano destra in seguito a una scuffia in condizioni di vento forte, sta attualmente recuperando in un ospedale locale dopo l’intervento chirurgico e si prevede possa tornare ad allenarsi in circa quattro settimane.

Questa è una battuta d’arresto sfortunata, ma Helena e io ci riprenderemo e continueremo la nostra campagna per Tokyo 2020. Tornerò in acqua appena posso, che dovrebbe essere in circa un mese” ha dichiarato Gulari, due volte campione Mondiale Moth e American Sailing Rolex Yachtsman nel 2009.

L’allenatore della squadra italiana Gabriele Bruni ha fornito immediatamente i primi aiuti a Gulari e Scutt, con David David Howlett arrivato pochi minuti dopo. La Scutt è uscita illesa dall’incidente e ha riportato a terra la barca con l’aiuto della medaglia d’oro Olimpica di Rio 2016 Santiago Lange.

“Siamo grati per tutto l’aiuto e il supporto che abbiamo ricevuto oggi dalla comunità olimpica, e soprattutto dai nostri concorrenti e allenatori che ci hanno aiutato in acqua e a terra”, ha detto Scutt.

Gulari e Scutt si ritireranno dal Nacra 17 Worlds 2017 e si concentreranno sul recupero di Gulari.

Questo il comunicato ufficiale del US Sailing (www.ussailing.org)

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Barca a vela incastrata sotto un ponte a Barmouth

Lunedì 21 agosto 2017 i volontari della base RNLI di Barmouth sono stati chiamati dalla Guardia costiera inglese a lanciare entrambe le loro barche quando una barca a vela di circa 10 metri è rimasta incastrata solo un locale ponte.

Una volta accertato che a bordo della barca non c’era nessuno, che la corrente era molto forte e che la barca era vincolata al ponte tramite le proprie sartie, l’equipaggio della RNLI ha deciso di attendere il cambio di marea per intervenire in sicurezza.

Al cambio della marea l’albero si spezzato svincolando lo scafo e permettendo alla barca di salvataggio di rimorchiarlo in un posto sicuro.

foto Credit: RNLI/Jamie Tyrrell

Chiamata di soccorso porta a sequestro di droga

Se hai droghe a bordo e stai avendo problemi di batteria sulla barca forse non dovresti chiamare la Guardia Costiera per aiutarti. È accaduto a San Diego domenica mattina, portando alla sequestro di 1.200 libbre di marijuana.

La chiamata di soccorso è arrivata alla Guardia Costiera da una persona sulla barca, che ha detto che avevano problemi di batteria. Quando i “militi” sono arrivati hanno scoperto più di un problema con una batteria. Durante l’ispezione della barca sono stati scoperti circa 50 pani di erba, per un peso di oltre 1.200 libbre.

Entrambe le persone a bordo della barca sono state arrestate.

Catamarano finisce su una barriera corallina non segnalata dalle carte Navionics

Il 18 luglio 2017 Tanda Malaika, un catamarano Leopard 46, è finito su un reef a Huahine, Isole della Società. Lo skipper Danny Govatos stava monitorando la carta Navionics e la profondità quando quest’ultima improvvisamente è passata da 180 a 0 piedi. La carta Navionics non aveva mostrato una barriera corallina. A bordo del Cat c’erano i sei membri della famiglia Govatos: Danny, sua moglie Belinda e i loro figli Jude, Mycah, Aidan e Emma.

“Abbiamo tutti sentito che Tanda Malaika colpiva violentemente la barriera corallina”, ha scritto Belinda nel suo blog. “Onde massicce [riportate da otto a 10 piedi] alzavano lo scafo di sinistra a un angolo di 75 gradi e poi sbattevano con una forza incredibile facendolo tornare sulla barriera.

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