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A Gaeta danni alla Signora del Vento

Signora del Vento danni 2019 gaeta

17 novembre 2019 – La mareggiata che si è abbattuta sula costa ha danneggiata La Signora del Vento, ormeggiata a Gaeta. Il veliero, ormeggiato temporaneamente presso la radice della Banchina Cicconardi del porto commerciale, ha rotto gli ormeggi e si è schiantato sulla banchina.

“E’ stato un triste risveglio, la Signora del Vento, un gioiello della nostra comunità scolastica e non solo, danneggiata dal maltempo. Alla dirigente dell’istituto Maria Rosa Valente ho espresso vicinanza a nome di tutta la città”, ha scritto su Facebook il sindaco di Gaeta, Cosimo Mitrano. IL veliero è usato come nave scuola per gli allievi del locale Istituto Nautico.

La Signora del Vento è un veliero di tre alberi del 1962, secondo come grandezza solo alla Vespucci con i suoi 85 metri e appartenente all’Istituto Nautico Caboto di Gaeta.

www.signoradelvento.com

Este24 – Tromba d’aria danneggia la flotta a Santa Marinella

Venerdì 8 novembre 2019 tutta la flotta Este24, armatori, velisti, semplici appassionati, simpatizzanti, si è trovata davanti ad un disastro a cui mai nessuno avrebbe pensato di dover assistere.

Este 24 tromba d'aria 2019 01

Este 24 tromba d'aria 2019 01
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Alle cinque circa del mattino, da un mare tante volte amico della colorata flotta Este24, è arrivata una tromba d’aria di terribile intensità che ha colpito tutta la zona del Porto di Santa Marinella nella quale, ormai da tantissimo tempo, la grande maggioranza degli Este24 risiede.

Gli effetti sono stati devastanti e le immagini, subito girate dalle primissime ore del mattino, sono apparse subito terribili. Tutte le barche della flotta scaraventate al suolo da raffiche di incredibile intensità, alberi spezzati, scafi lesionati, carrelli stradali smembrati, quello che era un luogo di vela, sport, socialità, trasformato in un groviglio di barche, difficile da immaginare.

Dopo che la Flotta Este24 è stata scaraventata a terra, gli armatori, increduli e disorientati si sono recati sul posto affranti e desolati. Man mano peró che le immagini scorrevano davanti ai nostri occhi e sui nostri telefonini, man mano che ci incontravamo al Porto, cominciava a nascere un sentimento di rivincita e di ricostituzione. Come quando hai preso un OCS o hai provocato un’infrazione, e devi recuperare sottovento a tutti; ci siamo sentiti di ripartire dal fondo, questa volta senza colpe, ma con una gran voglia di riscatto. Poi sono arrivati i primi messaggi di solidarietà e ti accorgi allora che il disastro è stato percepito da tutti. Presidenti, velisti, campioni e personalità famose nel mondo dello sport e della società civile, ci continuano a mandare messaggi univoci di riscatto e solidarietà.

Oggi sarebbe dovuta iniziare la nuova stagione invernale, con il via del Campionato Invernale Este24 2019/2020 e tanti equipaggi erano ormai pronti a ridare spettacolo in acqua e a terra. Classe Este24 si ritrova invece a vivere la pagina sicuramente più difficile della sua piccola grande storia.

Una storia di un monotipo che da più di 20 anni fa parte attiva delle vela italiana, barche sulle quali hanno regatato tra i più importanti velisti della storia del nostro paese, molti dei quali in queste ore stanno manifestando la loro vicinanza e il loro affetto.

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21enne spiaggiato un giorno dopo aver acquistato la barca

Matthew Hunt, 21 anni, al timone di una barca a vela di nome “Vanna White” si è arenato giovedì a Montauk (NY) solo un giorno dopo aver acquistato il suo Catalina 26 su eBay per soli 700 dollari. Aveva programmato di vivere sulla barca e ora è un senzatetto.

Catalina 26 spiaggiato

“Stavo andando al vento quando ho acceso il motore, all’improvviso questo si è spento e non sono riuscito a riavviarlo”, ha spiegato il giovane marinaio.

“Continuavo a farlo girare e girare cercando di farlo ripartire e mentre lo facevo le onde mi portavano sempre più vicino alla costa”, ha detto.

“C’erano tutte queste rocce sotto di me e ogni volta che ho colpito una roccia, il mio cuore si è fermato perché pensavo che ci sarebbero stati danni alla barca o si sarebbe rovesciata. Ero assolutamente mortificato.”

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Venezia, offshore si schianta contro la diga. Tra le vittime Fabio Buzzi

Venezia, martedì 17 settembre 2019 – La leggenda della motonautica, il progettista, pilota e imprenditore lecchese Fabio Buzzi, 76 anni, detentore di numerosi record nell’offshore, è morto in un incidente mentre tentava di riconquistare il record sulla rotta Venezia-Montecarlo.

Fabio Buzzi incidente Venezia 2019

Altre due persone sono morte, due piloti britannici, e una quarta, Mario Invernizzi, è rimasta ferita gravemente. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, il motoscafo offshore si sarebbe schiantato contro la diga di San Nicoletto, appena fuori la bocca di porto del Lido.

L’imbarcazione, in grado di raggiungere velocità massime fino a 70 nodi, era partita da Montecarlo verso le 11 di lunedì.

L’incidente sarebbe avvenuto sulla ‘lunata’, una diga artificiale a mezza luna fatta di grossi massi calati sul fondale costruita a protezione delle opere del Mose, a sud della diga di San Nicolò del Lido.

Diga San Nicoletto Bocca di porto Lido Fabio Buzzi

Barca del SNSM francese si capovolge, tre morti

Una barca del SNSM (Società Nazionale di Salvataggio in Mare) si è capovolta appena fuori Les Sables d’Olonne, in Vandea, nella tempesta Miguel.

SNSM incidentre francia venerdi 7 giugno 2019

La città di Sables-d’Olonne è in lutto. Venerdì 7 giugno 2019, un servizio navetta dalla Società Nazionale di salvataggio (SNSM) si è capovolta uccidendo tre dei sette soccorritori che aveva a bordo e che erano usciti per andare a salvare un pescatore, ancora disperso, in difficoltà vicino al porto di Les Sables d’Olonne.

Il sito della www.snsm.org riporta che un’ondata di violenza eccezionale ha rotto le finestre della timoniera e l’acqua ha rapidamente invaso l’abitacolo.

L’equipaggio ha cercato di espellere l’acqua mentre tentava di raggiungere la costa. La barca fuori controllo si è capovolta diverse volte, prima di finire definitivamente a testa in giù. I soccorritori sul ponte sono stati espulsi e sono riusciti a nuotare fino a riva. Quelli in timoniera sono rimasti intrappolati e hanno perso la vita. La barca da pesca, la Carerra, e il suo proprietario non sono stati ancora trovati.

Questi sono i nomi degli uomini che hanno perso la vita: Dimitri Moulic, Alain Guibert e Yann Chagnollea. Il servizio alla SNSM, Société nationale de sauvetage en mer, è volontario, va ricordato.

Video – Cargo russo colpisce un ponte in Corea del Sud

Funzionari locali hanno dichiarato che la nave mercantile russa Seagrand, una nave da 6.000 tonnellate, ha colpito il ponte Gwangan a Busan City.

Le autorità locali hanno confermato che il capitano russo della nave era ubriaco. Secondo la guardia costiera coreana, la collisione ha danneggiato il ponte a due piani senza causare lesioni strutturali. Il video girato da un testimone mostra la Seagrand che si muove lentamente verso il ponte dove passano le macchine.

Nel video, è possibile vedere un membro dell’equipaggio che corre verso la parte posteriore della barca al momento della collisione, mentre la torre di una gru crolla sul ponte. Alcune parti del ponte sono state chiuse al traffico in seguito all’incidente.

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Video – Rapallo, i danni della mareggiata del 29-30 ottobre 2018

La diga del porto turistico Carlo Riva della città ligure ha ceduto a causa della violenza della mareggiata e superyacht, motoscafi e barche a vela di tutte le dimensioni hanno rotto gli ormeggi e si sono schiantate sulla scogliera del lungomare.

Nikola Vojvodic ha pubblicato su youtube un video che mostra chiaramente i danni causati dal maltempo al Porto di Rapallo tra il 29 e il 30 ottobre 2018. Molte le barche affondate, molte gravemente danneggiate.

Diciannovenne sopravvive 49 giorni in mare una capanna galleggiante alla deriva

Aldi Novel Adilang

Aldi Novel Adilang faceva il custode su una capanna galleggiante da pesca in legno chiamata rompong quando il 14 luglio 2018 questa ha rotto gli ormeggi ed è andata alla deriva dall’Indonesia fino alle acque intorno a Guam. Per 49 giorni, Aldi è sopravvissuto razionando le sue magre scorte di cibo e acqua.

Privo di qualsiasi metodo di governo o motore, il diciannovenne è andato alla deriva a bordo di questa piccola capanna su una piattaforma di legno rettangolare e protetta da un tetto di paglia. Dentro, aveva un walkie-talkie, una piccola stufa e un generatore. Le scorte di cibo, acqua e carburante di Aldi erano destinate a durare solo una settimana.

Dopo aver esaurito il gas di cottura, ha bruciato pezzi di legno del rompong per accendere un fuoco e cucinare”, ha detto Mirza Nurhidayat, console generale indonesiana a Osaka, in Giappone. “Ha bevuto sorseggiando acqua dai suoi vestiti bagnati con l’acqua di mare.”

L’equipaggio di una nave di passaggio, la MV Arpeggio battente bandiera di Panama, ha avvistato e salvato Aldi – una manovra in cui il naufrago ha fatto un disperato salto per cercare di afferrare una cima lanciata dal mercantile. La Arpeggio era diretto in Giappone, ed è lì che è andato Aldi, prima di tornare a casa all’inizio di settembre.

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Come non trainare la tua barca questa estate

Un portavoce di una stazione della polizia di una città canadese ha pubblicato sul profilo twitter queste foto di una SUV che trainava per le strade cittadine una barca piazzata sopra a un carrello profondamente customizzato.

carrello palle 01

carrello palle 01
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Il carrello era stato allungato con dei pallet ed era appoggiato su un asse aggiuntivo. Il tutto, barca sopra compresa, era tenuto insieme da duct tape (quello grigio) ed era senza freni. Cosa avrebbe potuto andare storto?

Un portavoce della polizia di Abbotsford ha detto via Twitter che era un esempio di “come non trainare la tua barca questa estate”. Con un po’ di ironia, il trailer è stato portato via su un rimorchio più grande.

L’autista è stato multato con 2,071 dollari canadesi, quanto basta per acquistare un carrello abbastanza decente e legale.

Via | twitter.com/CstMangat (Grazie a Cristian di http://www.modernwoodenboat.com/ per la segnalazione)

Punta San Giuliano contro chi corre troppo in motoscafo

Punta San Giuliano contro chi corre troppo in motoscafo

Punta San Giuliano a Venezia è un posto bellissimo, un raro esempio di riqualificazione a parco di una discarica, un luogo trasformato da barriera ad affaccio tra Mestre e Venezia. Uno dei pochi posti dove tra l’altro la vela è una pratica popolare, alla portata di tutti. Ha sede lì infatti il Polo Nautico, con, oltre a società veliche, di voga, canoa, canottaggio.

Ora Remeiere, ma anche Assonautica e operatori della Punta si mobilitati per un richiamo a moderare la velocità e, cito l’articolo di Mitia Chiarin su La Nuova Venezia, invitare i diportisti e quanti usano la barca per divertimento a smettere di considerare la laguna tra Venezia e San Giuliano una autostrada, dove lanciare a tutta manetta i loro motoscafi.

Gli operatori di San Giuliano piazzeranno dei segnali di pericolo per invitare i proprietari di motoscafi a procedere a velocità ridotta visto che questo tratto di laguna ospita tante attività di voga con remi e vele: almeno 2 mila persone praticano attività sportiva lenta in questo tratto di laguna, su canoe, barche a vela o condotte con i remi, con la tecnica della voga alla veneta.

L’articolo completo su La Nuova Venezia