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Su Saily.it una bella intervista di Fabio Colivicchi a Paolo Semeraro

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Paolo Semeraro, ex olimpico, vincitore in tante classi veliche, velaio, velista e imprenditore fa un’analisi molto onesta, lucida e competente sul Salone, sul mercato e su quello che questo era e, forse, dove sta andando.

Una gran bella intervista, merita guardata e ascoltata tutta con attenzione.

Via | www.saily.it

Dogane croate in caccia di evasori dell’IVA

map-croaziaDal 1 luglio 2013 la Croazia è entrata ufficialmente nell’Unione europea. Prima di allora ai cittadini stranieri era concesso di mantenere la propria barca in questo paese usufruendo dello stato di merce comunitaria in transito, con relativa sospensione dell’IVA (vedi post sul T2L).

Tutte le situazioni “sospese” però andavano regolarizzate e il governo croato aveva attivato un periodo cuscinetto – dal 1° gennaio al 31 maggio 2013 – dove si poteva sanare qualsiasi situazione pagando un’IVA al 5% sul valore doganale dell’imbarcazione.

Evidentemente non tutti quelli che ne avevano possibilità hanno sanato perché leggo su SoloVela (senza però trovare altre conferme) che nelle ultime settimane ufficiali doganali croati stanno setacciando i marina della costa a caccia di barche appartenenti a cittadini europei che ancora non hanno adeguato le loro registrazioni.

Una volta trovate le barche il proprietario riceve una lettera dagli uffici doganali Croati dove gli si rende noto quello che è il valore del mezzo per la dogana croata e gli si chiede di pagare entro 5 giorni dal ricevimento tasse e spese apri al 25% del valore del mezzo oltre a un ulteriore 1,7% di tasse doganali.

Non è chiaro se il valore della barca per la dogana è quello attuale o quello presunto da nuovo.

Fatturato Nautica Vs Vendite immobili

Per quanto il sentire comune sia indirizzato a un demagogico “piove governo ladro” e per quanto altrettanto per l’altro verso demagogica, mal concepita e altrettanto mal gestita… nessuno riuscirà a convincermi che sia stata la tassa di possesso sulle imbarcazioni a deprimere il fatturato della nautica.

Senza entrare nel merito di quanti, cosa e quanto poteva incidere tale tassa sui pochi che alla fine ne erano oggetto, ne sono convinto sopratutto per due valori fondamentali:

1) Non coincidono i tempi. La tassa è stata istituita nel dicembre 2011 mentre il grosso del fatturato della nautica è svanito nel 2008. Guarda caso in concomitanza con la crisi finanziaria.

2) L’andamento è perfettamente sovraponibile con quello delle vendite di immobili, che è precipitato con la Crisi dei subprime

grafico-fatturato-nautica

Grafico-Compravendite-immobili-Italia

Senza essere economisti e a voler guardare i freddi numeri senza lasciarsi andare a facili demagogie o a “sentire comune da banchina” viene da pensare che una delle cause della crisi sia che il mercato nautico fino al 2008 fosse gonfiato dai Leasing facili, come quello immobiliare era gonfiato dai mutui altrettanto facili. Quando le banche hanno stretto il cordone della borsa la bolla è scoppiata.

Non dico che la crisi finanziaria sia l’unica causa ma che certamente è una di quelle che hanno maggiormente inciso, sicuramente più del “piove governo ladro”.

Un po’ di numeri sulla nautica in Italia

Qualche numero, secondo me interessante, estratto dal comunicato stampa pubblicato in seguito al convegno Industria Nautica Filiera, la ripresa, le politiche, le prospettive e all’Assemblea di UCINA Confindustria Nautica tenuto in Senato nella Sala Zuccari di Palazzo Giustianiani a metà dicembre.

In Italia ci sono 356.000 natanti (imbarcazioni di lunghezza inferiore ai 10 metri) non registrati, il 73% dei quali sono a motore. La dimensione media è di 6,5 metri. Per il 60% del tempo sono usati con la famiglia, con una media 3,5 persone per 39 giornate l’anno. La categoria più numerosa fra i diportisti è quella dei dipendenti (30%), seguiti da liberi professionisti, imprenditori, pensionati, studenti.

In Norvegia si contano 864.000 unità, 170 per 1.000 abitanti, in Finlandia 807.000 unità, 146 per 1.000 abitanti, in Svezia 881.000 unità 90 per 1.000 abitanti, in Olanda 508.000 unità 30 per 1.000 abitanti. Fra i grandi Stati dell’Unione Europea, pur essendo immersa nel Mediterraneo, l’Italia non primeggia per diportismo: Gran Bretagna 551.500 unità, 8,5 per 1.000 abitanti, Francia 514.000 unità 8 per 1.000 abitanti, Italia 465.500 unità 7,5 per 1.000 abitanti, Germania 506.000 unità 6,2 per 1.000 abitanti.

L’Italia ha una Federazione velica che associa 660 circoli e 480 scuole vela, per un totale di oltre 110.000 tesserati. Ha anche la più numerosa associazione di armatori di imbarcazioni da regata di altura. Il progetto Velascuola di FiV nel 2015 ha coinvolto gli alunni di 415 scuole elementari e medie con l’obiettivo di accrescere la cultura nautica e l’avviamento pratico alla vela. La riforma del Codice nautico prevede l’inserimento della cultura del mare nei programmi scolastici.

L’impatto economico delle regate sulle economie locali

December 7, 2015 – Un interessante studio ha rivelato che 4 regate amatoriali hanno avuto un impatto stimato di più di 4 milioni di dollari sull’economia della città di Newport

Performance Research, società di ricerche di marketing sportivo con sede a Newport, ha condotto lo studio per conto della Newport Waterfront Commission. Lo studio ha incluso 338 intervistati di quattro eventi scelti tra il vasto programma di regate svolte nell’Estate 2014. Tra questi:

 The Etchells World Championship;
 The J/70 World Championship;
 The Newport Regatta;
 The New England Optimist Regatta.

Tre dei quattro eventi ha contribuito per più di $ 1 milione ciascuno all’economia della città e l’impatto economico totale complessivo è stato di 4,5 milioni di dollari.

Inclusi in questo totale 297.538 $ sono di tasse statali e locali. E’ importante notare che le regate si svolgono ogni settimana durante la stagione e anche nei mesi invernali e questa ricerca non calcola l’impatto economico totale di tutte le regate a Newport, ma piuttosto si concentra solo su questi quattro singoli eventi per fornire esempi di contributo economico.

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Video – APT* Bretagne

La Bretagna si promuove… a modo suo

La descrizione del video riporta: Windsurf, Kite, Catamarani, Imoca e Moth sfruttano i foils per sollevarsi dall’acqua, riducendo l’attrito ottengono velocità maggiori e nuove sensazioni. Le competenze bretoni nella nautica da competizione e nei materiali sono un punto di forza per proporre prodotti al top di questo nuovo modo di navigare.

*Azienda Promozione Turistica, quelle che in Italia stanno via via chiudendo un po’ perché non ci sono soldi e un po’ perché dalla competenza delle province sono passate alle regioni e le regioni… non hanno soldi.

Via | snipeout.blogspot.com

Posti barca – Diventa norma stabile Iva al 10%

gazzetta ufficialeTurismo nautico: approvato l’emendamento alla Legge di Stabilità con cui diventa norma stabile l’Iva turistica al 10% per gli ormeggi a breve. Il Presidente di UCINA Carla Demaria commenta: “Un’ottima notizia che darà forza al settore e che segue i contributi ottenuti per l’export erogati ai costruttori di accessori che hanno esposto al MetsTrade di Amsterdam nella collettiva che abbiamo organizzato”.

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento che conferma il riconoscimento di struttura turistico-ricettiva per gli approdi nautici. Il provvedimento, finora adottato in via temporanea con scadenza il 31 dicembre prossimo, consentirà l’applicazione permanente dell’IVA turistica al 10% sugli ormeggi a breve.

“Il turismo nautico è centrale per lo sviluppo del nostro settore ma ha anche una forte valenza economica per le economie locali che godono di una grande ricaduta sull’indotto – ha commentato il Presidente di UCINA, Carla Demaria – questa norma ne è un riconoscimento diretto che speriamo sia declinato anche dalle amministrazioni locali con strategie adeguate. Abbiamo ottenuto questo provvedimento grazie a un lavoro che prosegue senza sosta in difesa della filiera e per la promozione dell’industria nautica ed è il risultato concreto della buona relazione che abbiamo stabilito con il Governo e con i Gruppi Parlamentari”.

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Ormeggi in transito, L’Italia è davvero più cara?

ormeggiOnline italia vs estero

L’erba del vicino, si sa, è sempre più verde. Non esiste forum nel quale qualche utente non se ne esca con la classica esclamazione “EH MA IN FRANCIA I POSTI IN TRANSITO SONO MENO CARI!!!”

Per questo il sito OrmeggiOnline ha avviato una ricerca che attraverso la compilazione di un form da parte degli utenti mira a cercare di capire se davvero i posti in transito in Italia sono più costosi che altrove.

Ottimo non solo per lo scopo che si prefigge ma anche per confrontare i costi dei posti barca in transito in Italia.

Il form da compilare e i risultati su ormeggionline.com

Nautica – La luce in fondo al tunnel è quella del treno che ci viene incontro

ucina

Nel comunicato stampa testè diramato da UCINA, Confindustria Nautica, si parla di “primi dati positivi sull’andamento del mercato, che indicano una crescita del 2,1% nel corso del 2014”, il che è positivo per quelle persone (penso sopratutto ai tanti lavoratori) che di nautica ci campano. Ma andando a leggere attentamente è chiaro che stiamo parlando di produzione, il mercato interno è ancora in coma profondo e non dà nessun segno di risveglio.

Infatti… cito: Il fatturato 2014 dell’industria nautica si attesta a 2,5 miliardi di euro (ndr. nel 2008 era di 6 miliardi), con una crescita del 2,1% rispetto al 2013; la migliore performance è registrata dal settore degli accessori, che segnano un segno positivo del 3,1%; migliora anche l’occupazione con la crescita di un punto percentuale.

ma…

La quota di produzione di unità da diporto destinate ai mercati stranieri rimane stabile sui valori record dell’anno precedente, il 93%. Il sotto comparto degli accessori e componenti registra un aumento del 3,1% nel 2014 rispetto al 2013. La crescita, considerata la stabilità della produzione italiana (+0,2%), è ascrivibile interamente alle importazioni, che salgono del 13,3%.

Tradotto: in Ialia non si vende una cippa e il poco che si vende lo compriamo dall’estero. Infatti:

La produzione nautica mostra segnali di ripresa – dichiara Stefano Pagani Isnardi dell’Ufficio Studi di UCINA – per il momento interamente determinati dall’export. La cantieristica, settore trainante della produzione, nel 2014 ha segnato un incremento del 1,9% rispetto al 2013. La crescita del settore deriva dall’aumento del 2,7% delle esportazioni, mentre il mercato nazionale (produzione italiana vendute in Italia più le importazioni) è sceso del 6,2%.

Il comunicato completo:

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Gli Stati Uniti lo fanno meglio

US-FishAndWildlifeServiceParrebbe che gli americani siano tutti chiacchiere distintivo e economia di mercato. E invece…

L’ente governativo U.S. Fish and Wildlife Service ha appena annunciato che attraverso la Boating Infrastructure Grant Program (BIG) destinerà più di 14 milioni di dollari in sovvenzioni, suddivise in 10 stati, per finanziare progetti destinati a supporto della nautica da diporto.

I beneficiari utilizzano i fondi BIG per costruire, ristrutturare e gestire porti turistici e altre strutture in grado di ospitare imbarcazioni da diporto in transito. I beneficiari possono inoltre utilizzare i fondi per produrre e distribuire informazioni e materiali didattici sul programma e la nautica da diporto.

Non solo queste sovvenzioni contribuiscono a creare strutture sicure e accessibili, forniscono anche una spinta economica per le comunità locali in tutta la nazione“, ha detto il direttore del servizio Dan Ashe, “Il programma BIG lavora con i partner per valorizzare la nautica e la pesca. Rafforza i legami della comunità, migliorando l’accesso alle risorse ricreative, storiche, culturali, naturali e paesaggistiche per milioni di proprietari di barche

Ma la cosa più interessante di tutte è che i fondi per il programma BIG arrivano dalle accise che gli appassionati e l’industria nautica pagano sui carburanti e altre imposte, per esempio sulle attrezzature da pesca.

In buona sostanza le tasse pagate attraverso la nautica vengono reinvestiti per migliorarla, valorizzarla e di conseguenza creare posti di lavoro.

Via | www.fws.gov