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Il gruppo Bénéteau compra il cantiere polacco Delphia Yachts

Tre giorni dopo l’annuncio dell’acquisizione della slovena Seascape il gruppo francese Bénéteau ha annunciato anche l’acquisto di Delphia Yachts, cantiere polacco che progetta, costruisce e commercializza barche a vela e motore, con propri marchi (Delphia e Maxi), o esternalizzati per altri produttori.

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Continua il consolidamento nel settore della nautica, in cui il gruppo francese Beneteau ora detiene i marchi Bénéteau, Jeanneau, Lagoon, Prestige, Monte-Carlo Yachts, CNB, Wellcraft, Glastron, Scarab, Four-Winns, Seascape e, appunto, Delphia.

L’acquisizione di Delphia avverrà tramite un’entità polacca, di cui Delphia Yachts manterrà il 20% del capitale.

Fondata nel 1990 e situata a Olecko, Delphia Yachts è oggi uno dei più importanti cantieri dell’Europa centrale e orientale. L’azienda, che impiega 670 persone, ha avuto un fatturato di 130 milioni di PLN l’anno scorso, circa 30 milioni di euro, con un utile di 9 milioni di PLN (2 milioni di euro). Dalla sua creazione, ha costruito non meno di 25.000 barche a vela e barche a motore.

Questa acquisizione fa parte degli obiettivi di crescita del Gruppo Bénéteau annunciati nel suo piano strategico Transform to Perform redatto dal presidente Hervé Gastinel.

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Il gruppo Bénéteau acquisisce il cantiere sloveno Seascape

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11 luglio 2018 – Il gruppo francese Beneteau, leader mondiale nel mercato velico, ha annunciato l’acquisizione del cantiere sloveno Seascape, produttore di barche a vela tra i 4 e gli 8 metri per un fatturato di 4,2 milioni di euro nel 2017. Grazie a questa operazione, formalizzata il 9 luglio, Beneteau completa la sua offerta in un segmento che negli ultimi anni aveva un tantino trascurato.

Questa acquisizione, il cui importo non è stato divulgato, rientra nel piano “Transform to Perform”, attuato da Hervé Gastinel, presidente di Bénéteau.

I 4 modelli del cantiere, Seascape 14, Seascape 18, Seascape 24 e Seascape 27 sono barche a vela sportive, accessibili e dal design molto accattivante, che combinano sensazione e velocità. Sono facili da usare e prevalentemente carrellabili. Modelli versatili, adatti anche a diversi programmi di navigazione, che si tratti di regate, giri in famiglia e raid avventurosi.

Questa acquisizione consente al Gruppo francese di offrire una gamma di piccoli yacht dedicati ai nuovi arrivati ​​e agli appassionati, più spesso giovani e neofiti.

I fondatori di Seascape sono Kristian Hajnsek e Andraz Mihelin sono due ex Ministi e la loro esperienza sarà fondamentale per lo sviluppo di nuovi modelli di barche performanti.

Le industrie nautiche europee preoccupate per i dazi doganali fino al 25% sui prodotti USA

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Mentre la nautica faticosamente ma solidamente sta uscendo dalla più grande crisi della sua storia – ripresa confermata anche dai dati sui contratti di leasing cresciuti del 23% in termini numerici e del 29% in termini di fatturato nei primi 5 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 – una nuova nube si formando al suo orizzonte, la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Europa.

L’Unione Europea infatti per rispondere ai dazi imposti da Trump ha deciso di imporne alcuni, nell’ordine mediamente del 25%, sulle per le imbarcazioni (e non) da diporto costruite sull’altra sponda dell’Atlantico.

Quello che temono i costruttori europei è che gli USA impongano le stesse gabelle sulla nostra produzione come contromisura. USA che sono il mercato più importante per le nostre esportazioni di prodotti del comparto.

Mentre la Federazione delle industrie nautiche (FIN) a fatto appello al proprio governo perché i dazi sui prodotti nautici USA vengano (a questo punto) ritirati, UCINA, l’omologa italiana, ha chiesto un incontro urgente direttamente al presidente della Ue, Antonio Tajani.

“Oltre al sicuro impatto negativo che deriverà al settore dall’estensione alla Ue delle tariffe Usa su alluminio e acciao – si legge nella missiva – desta gravissima preoccupazione la proposta della Commission implementing regulation (Eu) 2018/724, che include proprio le unità da diporto fra i prodotti che potrebbero essere soggetti a dazi supplementari da introdurre nella Ue dal 20 giugno prossimo”, scrive UCINA nella lettera diretta al Presidente.

Oyster Yachts in liquidazione, persi 150 posti di lavoro

Il cantiere di Southampton aveva appena presentato l’Oyster 745 al salone nautico di Dusseldorf. Il 745 era anche stato nominato 2018 Best Luxury Cruiser dalla rivista statunitense Cruising World. Oyster aveva anche annunciato di aver chiuso il 2017 con un volume record di oltre 80 milioni di sterline e di recente aveva pubblicizzato i progressi di alcuni nuovi stampi per i modelli Oyster 825 e 895.

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La causa del problema sembra sia il ritiro del sostegno finanziario da parte del fondo di investivento che ne detiene la proprietà. Oyster Group è costituito da Oyster Marine Ltd, Oyster Brokerage Ltd e Southampton Yacht Services Ltd e ha uffici a Ipswich, Wroxam a Norfolk, Maiorca e Newport Rhode Island.

Alcune fonti del settore suggeriscono che Oyster potrebbe aver perso ingenti somme a causa di difetti strutturali identificati in seguito alla perdita del Polina Star III, che perse la chiglia e affondò al largo della costa spagnola nel 2015.

Lo yacht è stato recuperato dal fondo del mare e da allora Oyster ha lavorato con esperti indipendenti e la compagnia di assicurazioni dei proprietari per esaminare il relitto.

Sul sito del cantiere è stato pubblicato il seguente messaggio: “It is with sincere regret that we advise that the Company has been unable to secure financial support to enable it to continue at this time and it is looking at all opportunities available. Further information will be issued as soon as we can.

David Tydeman, Oyster CEO

Presentata al Salone Nautico di Genova Nautica in cifre 2017

Genova, 21 settembre 2017 – E’ stata presentata oggi al Salone Nautico Internazionale di Genova (21-26 settembre) la 38a edizione della Nautica in cifre, il rapporto statistico, realizzato dall’Ufficio Studi di UCINA Confindustria Nautica, in partnership con Fondazione Edison ed Assilea.

01 andamento del fatturato globale

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Nautica in cifre è uno strumento che fornisce alle imprese, istituzioni e operatori di settore, una serie di dati e contenuti fondamentali per analizzare nel dettaglio il quadro economico dell’industria italiana della nautica di diporto.

Davanti a una nutrita platea di giornalisti e addetti ai lavori, il Prof. Marco Fortis, Consigliere economico di Palazzo Chigi e Vice Presidente della Fondazione Edison, il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Casero, Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica, il Presidente di Assilea Enrico Duranti e Stefano Pagani, responsabile dell’Ufficio Studi di UCINA, hanno snocciolato i numeri contenuti nella pubblicazione, estremamente positivi per la Nautica. Un settore che continua il suo trend positivo, come già anticipato dalla Presidente di UCINA Demaria nel corso della conferenza stampa di presentazione del Salone Nautico, lo scorso 5 settembre a Genova, concetti ribaditi nel corso della cerimonia di apertura di questo 57° Salone Nautico.

Nello specifico dei numeri, il dato più significativo riguarda il fatturato globale del settore nel 2016 pari a 3,44 miliardi di euro con un 18,6% in più rispetto al 2015 (fatturato calcolato esclusivamente sulle attività attinenti alla produzione nautica delle aziende). Cresce anche il numero degli addetti diretti (un totale di 18.480, l’1,9% in più rispetto all’anno scorso), così come il contributo al Pil da parte del settore nautico (1,92‰, il 18,9% in più rispetto al 2016) e la produzione industriale negli ultimi 12 mesi (2,5%). Cresce, infine, a conferma di un trend positivo per tutto il settore, anche il mercato interno dell’intera industria nautica, con un 21,8% in più, per un totale di 1,15 miliardi di euro, e aumenta del 24,1% anche il mercato interno della produzione italiana della cantieristica da diporto

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Tassa di soggiorno in Croazia barche – Tariffe 2018 – Incrementi fino al 700%

La Croazia, un po’ grazie anche al monopolio che detiene per la sua costa e le innumerevoli isole, continua nella sua politica di spremere sempre il più possibile dal turismo nautico. Ai diportisti dell’alto Adriatico non restano molte altre scelte se non pagare, ché andare in crociera in barca a vela a Cesenatico, pur con tutto il bene del mondo…

La tabella riporta la tassa di soggiorno in Croazia in Kune e in Euro in funzione dei metri della barca. I nuovi prezzi sono in vigore dal 4.8.17.

Traduzione delle parole in Croato:

dolžina-lunghezza
časovno obdobje-periodo
dni-giorni
podražitev-aumento (in %)

Via | 777 Porti ed Ancoraggi – Magnamare

Governo approva l’ennesima Supercazzola sulla nautica

Giovedì 21 settembre inizia l’edizione 2017 del Salone Nautico di Genova e il Governo ieri (venerdì 15 settembre 2017) ha deciso di approvare una supercazzola della quale, qualche ministro di passaggio nel capoluogo ligure, potrà bullarsi tagliando il nastro di inaugurazione della fiera.

Questo il testo approvato dal Consiglio dei Ministri, niente di nuovo, niente che non si sia già visto, niente di cui non si stia parlando ormai da almeno tre anni, al solito niente di tangibilmente concreto, un’altra supercazzola come le precedenti:

CODICE DELLA NAUTICA DA DIPORTO

Revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che rivede e integra il Codice della nautica da diporto e attua la direttiva europea sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri riguardanti le imbarcazioni da diporto.

Il testo rafforza la tutela di interessi pubblici generali, tra i quali la protezione dell’ambiente marino, la sicurezza della navigazione, la salvaguardia della vita umana in mare e la diffusione tra le nuove generazioni della cultura e dell’educazione marinara, prevedendo al contempo interventi tesi allo sviluppo di un turismo sostenibile e costiero. Inoltre, il provvedimento semplifica i procedimenti amministrativi del diporto nautico, in modo da favorire la competitività e la capacità di attrazione di investimenti nel settore e da promuovere la crescita del volume commerciale in ambito diportistico.

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Valutazione dell’impatto economico e sociale della Barcolana

Trieste, 4 aprile 2017 – Barcolana srl e Camera di Commercio della Venezia Giulia hanno commissionato a SWG una ricerca di mercato con l’obiettivo di comprendere il posizionamento dell’evento, gli elementi di forza e gli eventuali elementi di debolezza, dando voce, con una serie di indagini separate, alla popolazione del FVG, agli armatori che hanno partecipato alla regata, agli standisti che affittano gli spazi lungo le Rive, al sistema economico triestino inteso come pubblici esercenti.

Barcolana 48 2016 ph Borlenghi 01

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“Dopo tre anni nei quali abbiamo modificato e ampliato l’evento – ha dichiarato il presidente della Barcolana Mitja Gialuz – abbiamo deciso di avviare un progetto in più fasi per comprendere la percezione, il ruolo della Barcolana, il ritorno di immagine ed economico, nonché trovare delle strategie per quantificare i principali elementi che caratterizzano la manifestazione. Lo scopo è quello di misurare il gradimento del pubblico e l’impatto della Barcolana, nonché avere informazioni su come crescere ancora in futuro. Siamo infatti persuasi del fatto che, se vogliamo competere con i grandi eventi nazionali per il sostegno degli sponsor e delle istituzioni, sia necessario basarsi su numeri oggettivi e risultati concreti, superando il tema della percezione soggettiva”.

Si tratta di un progetto estremamente complesso e ambizioso, iniziato alla fine del 2016 e che proseguirà almeno fino alla fine del 2017: la prima fase è stata realizzata in collaborazione con SWG e con il supporto della Camera di Commercio della Venezia Giulia. La ricerca è stata effettuata nel mese di marzo del 2017 e ha riguardato, in totale, un campione statistico rappresentativo di persone residenti in Friuli Venezia Giulia, più un campione selezionato di partecipanti della regata e di espositori provenienti dall’Italia e dall’estero. “Ci siamo focalizzati in questa fase sul ritorno e il ruolo della Barcolana per la popolazione del Friuli Venezia Giulia – ha spiegato ancora Gialuz – informazioni che avevamo necessità di acquisire prima di passare a una fase nazionale”. Le successive tappe del progetto di valutazione dell’impatto economico e sociale della Barcolana riguarderanno la misurazione delle presenze, il feedback attivo durante l’evento da parte del pubblico (istant surveys) e ulteriori analisi collegate al tema turistico.

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Su Saily.it una bella intervista di Fabio Colivicchi a Paolo Semeraro

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Paolo Semeraro, ex olimpico, vincitore in tante classi veliche, velaio, velista e imprenditore fa un’analisi molto onesta, lucida e competente sul Salone, sul mercato e su quello che questo era e, forse, dove sta andando.

Una gran bella intervista, merita guardata e ascoltata tutta con attenzione.

Via | www.saily.it

Dogane croate in caccia di evasori dell’IVA

map-croaziaDal 1 luglio 2013 la Croazia è entrata ufficialmente nell’Unione europea. Prima di allora ai cittadini stranieri era concesso di mantenere la propria barca in questo paese usufruendo dello stato di merce comunitaria in transito, con relativa sospensione dell’IVA (vedi post sul T2L).

Tutte le situazioni “sospese” però andavano regolarizzate e il governo croato aveva attivato un periodo cuscinetto – dal 1° gennaio al 31 maggio 2013 – dove si poteva sanare qualsiasi situazione pagando un’IVA al 5% sul valore doganale dell’imbarcazione.

Evidentemente non tutti quelli che ne avevano possibilità hanno sanato perché leggo su SoloVela (senza però trovare altre conferme) che nelle ultime settimane ufficiali doganali croati stanno setacciando i marina della costa a caccia di barche appartenenti a cittadini europei che ancora non hanno adeguato le loro registrazioni.

Una volta trovate le barche il proprietario riceve una lettera dagli uffici doganali Croati dove gli si rende noto quello che è il valore del mezzo per la dogana croata e gli si chiede di pagare entro 5 giorni dal ricevimento tasse e spese apri al 25% del valore del mezzo oltre a un ulteriore 1,7% di tasse doganali.

Non è chiaro se il valore della barca per la dogana è quello attuale o quello presunto da nuovo.