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Dispositivi AIS integrati nei giubbotti di salvataggio nella Clipper Race 2017-18

Dispositivi personal location AIS saranno integrati per la prima volta nei giubbotti di salvataggio durante la Clipper Race 2017-18.

Leg 5- Clipper Round the World Yacht Race 13/14

Sir Robin Knox-Johnston, presidente della Clipper Race, ha detto: “C’è una cosa che è di primaria importanza nelle regate oceaniche, Sicurezza, sicurezza, sicurezza. Garantire che la nostra flotta e gli equipaggi siano attrezzati e preparati è fondamentale per la Clipper Race, è per questo che sono così contento che la nostra partnership di lunga data con Ocean Safety continui”.

Ha poi aggiunto: “Ad ogni edizione, ci sforziamo di imparare, sviluppare e continuare ad offrire i più elevati standard di sicurezza per i nostri equipaggi. Questi includono la scelta di integrare AIS in tutti i giubbotti di salvataggio”

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Le donne della Mini Transat 2017

Quest’anno alla Mini Transat ci saranno 84 solitari da non meno di 15 paesi diversi, dieci di questi solitari che attraverseranno l’Atlantico su barche di 6 metri e 50 sono donne. Marine André, con soli 22 anni di età, sarà anche la più giovane concorrente in gara.

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La lista delle donne iscritte alla Mini Transat 2017

– Marine André, Pogo 2
– Nolwenn Cazé, Pogo 2
– Elodie Pédron, Pogo 2
– Clarisse Crémer, Pogo 3
– Agnès Menut, Pogo 2
– Marta Guemes, Pogo 2
– Anna Corbella, Pogo 3
– Estelle Greck, Pogo 2
– Lina Rixens, Pogo 2
– Charlotte Méry, Prototype

www.minitransat.fr – foto Christophe Beschi

Sailing Oceans per Patrick Phelipon alla Golden Globe Race 2018

La Sailing Oceans è un’associazione sportiva che grazie alle sue finalità statutarie si occuperà – oltre a promuovere la navigazione in alto mare ed in oceano – di raccogliere e gestire i fondi necessari, nonché di sostenere la partecipazione di Patrick Phelipon, il più italiano dei navigatori francesi, alla Golden Globe Race 2018.

Attraverso l’iscrizione all’associazione Sailing Oceans verranno raccolti i contributi necessari per completare il programma di partecipazione: dall’allestimento e la preparazione dell’imbarcazione, (Elbereth, un Endurance 35 Ketch disegnato da Peter Ibold nel 1970 e costruito in oltre 1.000 esemplari da vari cantieri in diversi materiali) alla preparazione del navigatore, all’approvvigionamento di tutto quanto sarà necessario per prendere parte a questa grande avventura.

Golden Globe Race 2018, regata a vela intorno al mondo in solitario senza scalo e senza assistenza, partirà da Falmouth, sud Inghilterra, il 16 giugno 2018 ed i partecipanti ripercorreranno la rotta seguita nel 1968 da Robin Knox-Johnston. Lo spirito di partecipazione a questa vera e propria avventura è lo stesso di allora, la navigazione avverrà senza l’aiuto di alcuna tecnologia moderna, solo con il desiderio di affrontare i mari del mondo – anche quelli più pericolosi – solo con le proprie forze e la propria volontà.

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I numeri del Vendée Globe 2016-2017

A un paio di settimane dall’arrivo di Sébastien Destremau, ultimo dei concorrenti in gara, è ora di tirare qualche somma sull’ottava edizione del Vendée Globe, la regata intorno al mondo in solitario senza assistenza e senza scalo vinta da Armel Le Cléac’h su Banque Populaire VIII.

Con 29 skipper partiti, per un totale di 10 nazioni rappresentate, 18 classificati (e già questo è un record) e 11 ritirati, il Vendée Globe 2016-2017 ha offerto una vasta gamma di progetti, dimostrando ancora una volta il crescente interesse del pubblico per una gara, che riunisce prestazioni sportive, sfida tecnologica e umana.

In termini di numero di visitatori, ha battuto tutti i record, con 2.250.000 visitatori presenti (1,5 milioni alla partenza e 750.000 per la fine). Un aumento del 25% se confrontiamo con i 1.800.000 visitatori presenti nel 2012-2013.

In acqua è stato anche un grande successo. Non ci sono stati drammi o incidenti rilevanti. 4 barche hanno disalberato e “solo” una è andata persa (Kito de Pavant è nel bel mezzo dell’Oceano Indiano).

Dal punto di vista della tecnologia, i nuovi IMOCA con foil hanno confermato la loro efficienza. Quattro su sette sono arrivati e tre hanno conquistato i primi tre posti sul podio. Questo risultato conferma il livello di preparazione degli IMOCA prima della gara e gli sviluppi tecnologici volti a affidabilità e sicurezza, nonostante il fatto che è inevitabile ci possano essere danni in questo tipo di regate d’altura.

Uno sguardo alle cause di ritiro

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A 23 anni Nicola Henderson è la più giovane skipper della Clipper Round the World Yacht Race

Nicola ‘Nikki’ Henderson, da Guildford, Surrey, con i suoi 23 anni è la più giovane skipper di sempre ad essere chiamata a guidare un equipaggio della Clipper Round the World Yacht Race.

Copyright onEdition 2017

Nata il 26 luglio 1993, ne avrà 24 quando la regata partirà il prossimo agosto. Strappa il titolo di skipper più giovane ad Alex Thomson, che vinse nell’edizione 1997-98, quando di anni ne aveva 26.

Dal 2006, Nikki ha navigato 38.000 miglia durante le quali ha partecipato a tre transatlanticche (vincendo due volte il premio per lo Skipper più giovane), la Caribbean 600, due Cowes Weeks, e fatto oltre 10.000 miglia in trasferimenti. Come istruttore RYA in più di tre anni ha istruito più di 200 studenti e lanciato un Centro nautico a Denver, Colorado.

Dei dodici Skipper selezionati, Nikki è una delle due donne, l’altra è Wendy Tuck, 52 anni, australiana, che ha partecipato alla scorsa edizione della Clipper Race. Ci sono altri otto skipper britannici, che sono; Rob Graham da West Sussex; Andy Burns da Skegness, Lincolnshire; Lance Shepherd, da Blackpool; Conall Morrison da Derry-Londonderry; Rick Powell dal Devon, David Hartshorn da Chepstow, Galles del nord; Tristan Brooks da Bangor; e Roy Taylor, un ex ufficiale della RAF da South Yorkshire. Dal punto di vista internazionale, Gaetan Thomas sarà il primo Skipper belga e Chris Kobusch, viene dalla Germania.

Voluta da Sir Robin Knox-Johnston, il primo uomo a completare il giro del mondo in solitario e senza scalo, la Clipper Race è una delle sfide di endurance più dure del mondo. Lunga 40.000 miglia nautiche, richiede quasi un anno per essere completata, è l’unico evento che dà a velisti dilettanti la possibilità di navigare in tutto il mondo, confrontandosi con le condizioni più difficili di Madre Natura. Meno persone hanno completato la Clipper Race di quante hanno scalato l’Everest.

Via | clipperroundtheworld.com

Vendee Globe – Video della collisione di Kito de Pavant con un capodoglio


OFNI en pleine mer pour Kito de Pavant / Vendée… di VendeeGlobeTV

Il 6 dicembre 2016, giusto un mese dopo l’inizio del Vendée Globe, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, a nord delle Isole Crozet, Kito de Pavant e la sua Bastide Otio colpiscono un oggetto galleggiante non identificato. Il danno è stato fatale per la barca e Kito è stato costretto ad abbandonare la regata e il suo IMOCA.

Per fortuna, la nave francese Marion Dufresne, che trasporta materiali di consumo per le isole francesi in Antartide e Oceano del Sud, stava navigando vicino alla zona in cui l’incidente è avvenuto. Kito è stato soccorso e portato a bordo della nave, che ha continuato il suo viaggio di consegna.

Pochi mesi dopo, erano in grado di guardare i video registrati sul disco rigido a bordo della barca, e hanno scoperto che l’oggetto non identificato era in realtà un capodoglio, chiaramente visibile nella scia della barca.

Intorno al minuto 2 e 20 si vede chiaramente la brusca frenata della barca con conseguente spostamento repentino dei materiali a bordo.

Vendée Globe – Sébastien Destremau diciottesimo

Sébastien Destremau (TechnoFirst-FaceOcean) ha tagliato il traguardo del Vendée Globe al largo di Les Sables d’Olonne in diciottesima posizione alle 00hrs 40min e 18 secondi UTC di Sabato 11 marzo 2017, dopo 124 giorni, 12 ore, 38 minuti e 18 secondi di regata.

Con l’arrivo dello skipper da Tolone, cinquanta giorni dopo il vincitore Armel Le Cléac’h (Banque Populaire VIII), che ha chiuso il 19 gennaio, si conclude questa ottava edizione del giro del mondo in solitario senza scalo partita da Les Sables d’Olonne il 6 novembre 2016.

Nato in Bretagna 52 anni fa, Sébastien Destremau, dopo una preparazione olimpica nella classe Flying Dutchman, ha partecipato a diverse importanti gare in equipaggio, come la Volvo Ocean Race e la Sydney-Hobart. Nel 2015 ha acquisito l’Imoca 60 TechnoFirst-faceOcean costruita nel 1998, che aveva già totalizzato due Vendée Globe – prima con Josh Hall (9° nel 2000-2001) e poi con Steve White (8° nel 2008-2009). Dopo un viaggio di consegna da Città del Capo a Tolone, Sébastien Destremau si è qualificato per il giro del mondo partecipando alla Calero Solo Transat, tra Lanzarote e Newport, Rhode Island. Prima della partenza, lo skipper francese ha descritto la sua barca come “ultra-semplice, come una bicicletta senza cambio”.

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Vendée Globe – Pieter Heerema diciassettesimo

L’olandese Pieter Heerema e il suo No Way Back hanno tagliato il traguardo del Vendée Globe alle 21:26 UTC del 2 marzo 2017, conquistando il diciassettesimo posto. Heerema, che ha 65 anni, completa questo epica ottava edizione diventando il primo skipper dai Paesi Bassi a completare il Vendée Globe. Il suo tempo è di 116 giorni 9 ore, 24 minuti e 12 secondi. Ha navigato 29,747 miglia a una velocità media di 10,65 nodi.

Durante il passaggio del Golfo di Biscaglia Heerema ha avuto diversi piccoli problemi tecnici alla sua barca – un disegno VPLP-Verdier con foil costruito in Italia per Andrea Mura -, in particolare con l’hook della randa e una pala del timone che si è sollevata diverse volte. l’olandese ha anche sofferto di dolori alla schiena per diversi giorni alla partenza della regata. Questi problemi si sono risolti ma ha perso miglia rispetto alla maggior parte della flotta ed era al 25° posto al largo delle coste del Portogallo.

L’elenco dei lavori di riparazione e di problemi tecnici ha continuato a crescere. Heerema ha presto sfogato la sua frustrazione criticando apertamente i produttori di apparecchiature e il modo in cui la sua barca è stata allestita. Ha inoltre realizzato le sue vele non erano adatte alle condizioni che stava affrontando. Con il tempo ha raggiunto le calme equatoriali, si trovava in una meteo diversa da quello che avevano sperimentato quelli davanti a lui e le piccole perdite a poco a poco sono scresciute di importanza. No Way Back ha attraversato l’equatore alle 20:00hrs UTC del 19 novembre, dopo 13 giorni e 7 ore.

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Vendée Globe – Conrad Colman Sedicesimo

Venerdì 24 febbraio 2017 – Il neozelandese Conrad Colman ha scritto un nuovo capitolo nella storia del Vendée Globe quando ha tagliato il traguardo dell’ottava edizione della regata con un armo di fortuna. Ha conquistato il 16° posto con tempo di 110 giorni 1 ora 58 minuti e 41 secondi. Ha navigato per 27.929 miglia a una media di 10,57 nodi.

Dopo aver disalberato Venerdì 10 febbraio, quando si trovava in decima posizione a circa 250 miglia ad ovest di Lisbona, in Portogallo, Colman ha costruito un armo di fortuna che gli ha permesso di completare le ultime 740 miglia. Da quando ha disalberato in quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima grande tempesta della regata, a solo tre giorni e mezzo dal traguardo, quando sembrava essersi assicurato un impressionante 10° posto, Colman era a corto di cibo e negli ultimi giorni si è nutrito con le razioni di sopravvivenza della sua zattera di salvataggio. Mercoledì scorso ha confermato via radio che gli erano rimasti solo due biscotti.

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Vendée Globe 2016-2017 – Didac Costa quattordicesimo

Lo Spagnolo Didac Costa ha tagliato il traguardo del Vendée Globe alle 07:52 UTC di Giovedi 23 febbraio conquistando il 14° posto.

Con questo risultato il vigile del fuoco catalano di 36 anni, dilettante (si fa per dire) che vorrebbe proseguire la sua carriera da professionista, realizza un sogno d’infanzia ispirato da José Luis de Ugarte, unico spagnolo a finire il Vendée Globe nel 1992-3 in 134 giorni e 5 ore. Il tempo di Didac Costa è di 108 giorni, 19 ore, 50 minuti e 45 secondi. Ha navigato per 27.964 miglia a una media di 10,71 nodi.

Il tenace Costa è riuscito in questa impresa con uno dei più piccoli budget tra i 29 skipper partiti il 6 novembre da Les Sables d’Olonne. Al suo secondo giro del mondo in tre anni, sempre con l’IMOCA costruito nel 2000 ex Kingfisher di Ellen MacArthur ha partecipato insieme ad Aleix Gelabart alla Barcelona World Race 2015 finendo quarto, Ha ricevuto un enorme e appassionato bentornato a Les Sables d’Olonne, non da ultimo dai vigili del fuoco di Les Sables d’Olonne che lo hanno aiutato quando è stato costretto a tornare in porto per fare delle riparazioni solo a 90 minuti dall’inizio la sua gara.

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