La Mini Transat 2017

febbraio 18, 2017 | By Mistro
0

Edizione dopo edizione, la Mini Transat ha sempre mantenuto la propria popolarità. Per l’edizione 2017 il numero di richieste di iscrizione già eccede il numero massimo di 84 posti disponibili messi a disposizione dall’organizzazione.

Nacho Postigo - Vamos (serie). Anche lui ha regatato dalle nostre parti, vincendo lo scorso GPI con maestria

Nacho Postigo - Vamos (serie). Anche lui ha regatato dalle nostre parti, vincendo lo scorso GPI con maestria
Immagine 1 di 24

Nacho Postigo - Vamos (serie). Anche lui ha regatato dalle nostre parti, vincendo lo scorso GPI con maestria

A quaranta anni dalla sua prima edizione, la Mini Transat rimane sulla cresta dell’onda. Per alcuni un viaggio iniziatico, un trampolino di lancio per ulteriori sfide sportive per altri, la Mini Transat occupa un posto molto speciale nel mondo delle regate off-shore. In un’epoca di nuove tecnologie e di comunicazione ai massimi livelli, è ancora l’unico evento in cui ogni concorrente vive una sfida interiore contro se stesso durante una traversata transatlantica. Nessun contatto con la terra, nessun altro collegamento con il mondo esterno oltre un semplice VHF, a volte la Mini Transat è un viaggio nella solitudine.

Le barche: lunghezza minima, massima velocità

Con una lunghezza scafo di 6.50m ed una superficie velica spinta alle estreme conseguenze, a volte, i Mini sono barche incredibilmente marine. Sottoposte a test di raddrizzamento piuttosto severe e dotate di riserva di galleggiamento che le rende inaffondabile, sono in grado raggiungere incredibili performance nelle andature in poppa… molto spesso a scapito del comfort, che è spartano per non dire altro. Nella classe Mini, gli skipper possono scegliere tra prototipi e barche di produzione. I prototipi sono veri e propri laboratori, che prefigurano spesso le principali tendenze, mentre le barche di produzione tendono ad essere in qualche modo più orientate alla progettazione.

Gli skipper: dal dilettante al futuro campione della vela d’altura (naturalmente dilettante si fa per dire perché non ti puoi inventare Minista senza una preparazione e un’esperienza di altissimo livello)

Sono innumerevoli i velisti di fama che hanno fatto il loro debutto nella Mini Transat. Da Jean-Luc Van Den Heede a Loïck Peyron e Thomas Coville, Isabelle Autissier e Sam Davies, molte stelle della regata off-shore hanno fatto il giro su un mini. Tuttavia, la Mini Transat è anche un sogno di una vita per un certo numero di skipper dilettanti che, nel tentativo di competere in questa straordinaria avventura, hanno sacrificato il lavoro e la famiglia per dedicarsi alla loro immensa passione. Nessuno torna dal Mini Transat completamente uguale a prima. Quest’anno ci saranno 84 solitari, 10 dei quali sono donne! La Mini Transat è anche la più internazionale tra le regate d’altura con non meno di 15 nazionalità previste al via.

Sono otto gli italiani iscritti: Andrea Fornaro con Bibi, Emanuele Grassi con Penelope, Federico Cuciuc su Ostrogo, Ambrogio Beccaria con Alla Grande Ambeco, Andrea Pendibene con Pegaso Marina Militare, Giuliano Riccardo con Jrata, Luca Sabiu con Jolly Roger, Matteo Rusticali con Lang.

Il percorso: da La Rochelle alle Indie Occidentali

Due tappe per raggiungere la Martinica dalle coste atlantiche dell’Europa. La tappa da La Rochelle a Las Palmas de Gran Canaria è una perfetta introduzione prima di fare il grande salto transatlantico. Il Golfo di Biscaglia può essere difficile da affrontare in autunno, mentre il temuto passaggio di Capo Finisterre sulla punta nord-occidentale della Spagna segna una sorta di prequel della discesa lungo la costa del Portogallo. Statisticamente, questa parte vede condizioni di vento in poppa, spesso colorate da forti venti e mare grosso. Atterrare alle Canarie richiede finezza e un know-how strategico molto sviluppato.

La seconda tappa partirà il 1° novembre. Il più delle volte spinti dal vento portante, i solitari partono per quelle che tendono ad essere mediamente un po’ più di due settimane in mare. A questo punto, non c’è via d’uscita: in rotta verso le Indie Occidentali, non ci sono porti nei quali fare scalo. I marinai devono fare affidamento esclusivamente su di sé per raggiungere la Martinica, dove potranno godere di un meritato cocktail Ti Punch per celebrare i loro successi da quando hanno intrapreso l’avventura Mini.

Via | www.minitransat.fr

Comments: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.