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Vittorio e Nico Malingri record sulla rotta Dakar–Guadalupe

Alle 14:19 ora italiana del 20 aprile 2017 Vittorio e Nico Malingri hanno tagliato traguardo finale della loro traversata conquistando il record sulla rotta Dakar–Guadalupe. Il tempo è di 11 giorni 1 ora e 9 minuti.

Malingri Feel Good Dakar–Guadalupe 01

Malingri Feel Good Dakar–Guadalupe 01
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Hanno migliorato il precedente detenuto dai francesi Pierre-Yves Moreau e Benoît Lequin record di oltre 10 ore.

Il team Malingri, partito da Dakar domenica 9 aprile, ha compiuto l’impresa a bordo di Feel Good, un catamarano sportivo da spiaggia lungo appena sei metri privo di cabina e di ogni altra protezione, su cui ha vissuto e lottato contro le insidie dell’Oceano Atlantico per ben 2.551 miglia marine, poco meno di 5.000 km.

Gli inconvenienti non sono mancati, come le alghe che hanno costretto padre e figlio a liberare a intervalli regolari il timone, un grosso pesce luna che ha sfiorato il timone rischiando di romperlo, l’incrocio mozzafiato con due balene, una scuffiata quasi sulla linea d’arrivo che ha danneggiato l’impianto elettrico di bordo.

Team Malingri da Marsiglia a Cartagine in 42 ore e 54 minuti

Ci sono tanti modi di battere un record: arrivare al traguardo sul filo dei minuti o dei secondi, oppure, se si appartiene al Citroën Unconventional Team, “tirare giù” quasi undici ore rispetto al record precedente.

Malingri record 2016 01

Malingri record 2016 01
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E’ così che Team Malingri, cioè Vittorio e Nico Malingri, a bordo di Feel Good (Citroën), hanno attraversato il Mediterraneo da Marsiglia a Cartagine in 42 ore e 54 minuti, impiegando 10 ore e 58 minuti in meno rispetto al tempo di riferimento.

Feel Good è il nome del catamarano di 6,5 metri, senza ripari fissi, di loro progettazione, che è stata per quasi due giorni la loro unica casa, il solo riparo in condizioni meteo estreme, con più di 30 nodi di vento e onde di 4 metri.
D’altronde, questo è il fascino dell’ Extreme-Sailing: da una parte il fascino della navigazione a vela, fatto di tempi e spazi infiniti da riempire con i propri pensieri, circondati da suoni ancestrali quasi dimenticati; dall’altra parte l’impresa sportiva, spingere il mezzo sempre più veloce in condizioni estreme, alla ricerca del limite da spostare ogni volta un po’ più in là, pensando già alla prossima avventura.