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129 nuovi posti barca a Olbia

La Conferenza di servizi convocata dall’Autorità portuale (durante la quale sono stati espressi i pareri positivi di Capitaneria di Porto, Comune, Agenzia delle Dogane, Soprintendenza per i Beni Archeologici, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e concessionario) ha dato il via libera all’avvio delle procedure per il rilascio della concessione demaniale marittima, della durata di 4 anni, all’Associazione Sportiva Dilettantistica Marina della Sacra Famiglia.

Centoventinove i posti barca che verranno ricavati dal posizionamento di quattro pontili galleggianti di facile rimozione, per una concessione pari a 6.626,428 metri quadri, suddivisi in 20,22 di superficie a terra di opere leggere, 4.733.67 su specchi acquei con passerelle e pontili ed ulteriori 1.872.53 mq di specchio a mare libero.

Uno spazio di enorme pregio ambientale e paesaggistico, quello che va dal cantiere nautico dei F.lli Moro fino al ponte stradale che collega la zona di “Poltu Quadu”, un tempo spiaggia degli olbiesi, oggi in fase di riqualificazione.

“Dopo la concessione all’associazione Marina di Tilibbas, che ha restituito 120 posti barca per la nautica sociale alla città – spiega Nunzio Martello, commissario straordinario dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna – oggi, grazie al parere favorevole della Conferenza di Servizi, Olbia si prepara ad avere altri 129 punti d’ormeggio ben regolamentati e gestiti da un’altra compagine locale. È un passo importante per il rilancio del golfo cittadino, ma, soprattutto, per la creazione di spazi di aggregazione, svago e sport”.

“Sono certo che è stata avviata una nuova stagione per la diportistica – prosegue Martello -. Ad Olbia, ma anche a Golfo Aranci e a Porto Torres, l’Autorità Portuale, in particolare l’Ufficio Demanio, ha concentrato e concentrerà particolare energia sulla necessaria opera di razionalizzazione e valorizzazione delle aree demaniali. Interventi che, sono certo, oltre a favorire le attività sportive, riavvicineranno ulteriormente queste tre realtà al mare e, quindi, alla loro vocazione naturale”.