François Gabart su MACIF – 836,1 miglia in 24 ore, avg di 34,84 nodi

(15 novembre 2017, giorno 10) – Dopo aver attraversato l’Equatore in poco più di 6 giorni, François Gabart ha guadagnato una notevole velocità nel tentativo di migliorare il tempo sul giro del mondo in solitario.

Da quando è entrato nell’Atlantico del Sud e con la longitudine del Capo di Buona Speranza nel mirino, lo skipper del trimarano di 30m MACIF ha perfino migliorato sul proprio record sulla distanza navigata in 24 ore.

Gabart, dopo avere percorso 836,1 in 24 ore (avg di 34,84 nodi), è 656 miglia avanti rispetto al tempo di riferimento. Ha polverizzato il proprio record di 784 miglia, risalente al 3 luglio 2016.

In tutto questo François Gabart ha dovuto anche riparare alcuni guasti al suo trimarano.

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Volvo Ocean Race – Dongfeng primo oltre l’equatore

I battistrada della seconda tappa della Volvo Ocean Race hanno passato la linea degli 0° nord e sono entrati ufficialmente nell’emisfero meridionale. Ora li aspetta una gara di velocità, prua a sud, verso il traguardo di Città del Capo. Intanto Nettuno ha fatto visita alle matricole del passaggio dell’equatore, come impone la tradizione marinaresca…

Leg 02, Lisbon to Cape Town, day 07, On board Turn the Tide on Plastic. Photo by Sam Greenfield/Volvo Ocean Race. 12 November, 2017

Leg 02, Lisbon to Cape Town, day 07, On board Turn the Tide on Plastic. Photo by Sam Greenfield/Volvo Ocean Race. 12 November, 2017
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Leg 02, Lisbon to Cape Town, day 07, On board Turn the Tide on Plastic. Photo by Sam Greenfield/Volvo Ocean Race. 12 November, 2017

Dongfeng Race Team con li skipper transalpino Charles Caudrelier ha guidato la flotta nel passaggio dell’equatore, una delle pietre miliari della seconda tappa, passando la linea ideale degli 0° nord alle 09.41 UTC (le 10.41 in Italia) con un margine molto ristretto su MAPFRE, Vestas 11th Hour Racing, Team Brunel e team AkzoNobel. Poco prima delle 12.30 tutte e cinque le barche di testa avevano passato l’equatore con un delta di sole 18 miglia, dopo quasi nove giorni di navigazione a stretto contatto.

Juan Vila, esperto navigatore spagnolo imbarcato su MAPFRE, questa mattina ha spiegato: “Siamo usciti dai doldrums e ora navighiamo negli alisei di sud-est. La zona di interconvergenza tropicale (le calme equatoriali) questa volta è stata relativamente facile dal passare, non abbiamo avuto lunghi periodi di calma ma sempre un po’ di brezza per muoverci, ad eccezione di un momento la scorsa notte quanto siamo restati fermi per circa 30 minuti e il gruppo si è ricompattato.”

Uno dei team che ha maggiormente approfittato delle ultime ore per riportarsi sotto è stato Team Brunel, su cui corrono anche i nostri Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti. “Le ultime ore sono state piene di attività. Cambi di vele per adattarsi alle condizioni, con un sacco di temporali.” Ha raccontato lo skipper olandese Bouwe Bekking. “Siamo andati bene, dal punto di vista delle prestazioni, riportandoci vicino a Vestas e a MAPFRE. Ma Dongfeng sembra più difficile da riprendere, in questa andatura di lasco stretto.”

In questa interessante intervista Alberto Bolzan racconta delle condizioni degli ultimi giorni e della vita a bordo.

Alle spalle dei primi cinque continua il duello fra Turn the Tide on Plastic, con la triestina Francesca Clapcich e Team Sun Hung Kai/Scallywag, rispettivamente in sesta e settima posizione a 52 e 61 miglia da Dongfeng. I due team dovrebbero passare l’equatore nelle prossime ore.

Tradizionalmente questo memento è quello dove chi è al suo primo passaggio riceve la visita del dio Nettuno a cui deve “offrire” qualcosa in cambio. La storia marinaresca impone che le matricole, in inglese chiamate Pollywog, siano presentate alla corte di Nettuno dai colleghi più esperti. Di solito la cerimonia comprende tagli di capelli e il lancio di qualsiasi schifezza l’equipaggio sia riuscito a mettere insieme nei giorni precedenti. Nel caso di Jack Bouttell e dell’onboard reporter Jeremie Lecaudey di Dongfeng si è trattato di cibo liofilizzato avanzato mentre il campione kiwi Peter Burling su team Brunel ha dovuto dire addio alla sua chioma.

In questo video la visita di Nettuno a bordo di Dongfeng Race Team.

Rete FVG Marinas Network: è tempo di bilanci

La stagione turistica 2017 si avvia alla conclusione ed è tempo di bilanci per la Rete FVG Marinas Network, fondata a giugno 2016, che riunisce i 19 principali porti turistici del Friuli Venezia Giulia.

Il 2017 è stato il primo anno di esercizio completo della Rete, che in questi mesi ha lavorato su vari fronti per la valorizzazione e promozione del territorio e dei servizi legati alla nautica da diporto, in collaborazione con Promoturismo FVG.

Nei mesi di settembre e ottobre 2017 Rete FVG Marinas ha intrapreso una sinergia con Barcolana, peroffrire ai partecipanti sconti sulle tariffe d’ormeggio mensili o giornaliere e in diversi marina sono stati proposti anche sconti su lavaggio carena, alaggi e vari. La collaborazione con la regata più affollata al mondo, ha portato circa 230 transiti di imbarcazioni prevalentemente a vela, che hanno sostato per una media di 4 giorni. Gli afflussi si sono concentrati soprattutto nell’area Trieste-Muggia-Sistiana più vicini al campo di regata, anche se qualcuno ha scelto altre destinazioni, a poche miglia di distanza, come Lignano, San Giorgio di Nogaro, Grado e Monfalcone.

I dati più interessanti circa la crescita nella stagione turistica 2017, arrivano analizzando i numeri relativi ai transiti e all’affluenza nei Marina membri della Rete FVG Marinas Network, che registrano circa il 30% in più rispetto al 2016, con un incremento di oltre 700 imbarcazioni.

Le barche a vela superano quelle a motore di poche decine di unità e la clientela italiana è ancora predominante (circa 11% in più) rispetto a quella straniera, proveniente per la maggior parte da Austria, Germania, Svizzera, Slovenia e Croazia, anche se non mancano i diportisti dai paesi new Europe come Repubblica Ceca e qualche armatore proveniente da mari lontani (Usa, Norvegia, Argentina, Australia e persino Nuova Zelanda!).

Maserati e Giovanni Soldini, da Hong Kong a Londra ripercorrendo la Rotta del Tè

Modena, 10 novembre 2017 – Un nuovo record da battere per Maserati Multi70 e Giovanni Soldini: dopo aver conquistato quello sulla “Rotta dell’Oro” da New York a San Francisco e quello sulla “Rotta del Tè” da San Francisco a Shanghai, è la volta di ripercorrere le vie dei Clipper di fine Ottocento, che portavano i carichi di Tè da Hong Kong a Londra, passando per il Capo di Buona Speranza.

MOD 70 Maserati skippered by Giovanni Soldini shot offshore Porquerolles island during training. Photo Guilain Grenier

Il record è attualmente di 41 giorni, 21 ore, 26 minuti e 34 secondi, conquistato da Lionel Lemonchois con 9 membri di equipaggio nel 2008 a bordo del catamarano di 100 piedi Gitana 13. Giovanni Soldini proverà a superarlo il gennaio prossimo con quattro esperti velisti oceanici del Team Maserati Multi70:

Sébastien Audigane (FRA),
Guido Broggi (ITA),
Oliver Herrera (SPA)
Alex Pella (SPA).

Carrellabili – Tricat 20

Il Tricat 20 è un trimarano inaffondabile e carrellabile prodotto dall’omonimo cantiere bretone. Il prezzo di lancio è di poco meno di 34.000 Euro e verrà presentato al Boot di Düsseldorf nel gennaio 2018.

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Nel Tricat 20 trovano spazio due persone adulte nella cuccetta a V di prua e due bambini nelle laterali a murata.

Architecte: Antoine HOUDET / Jack Michal
Chantier: TRICAT
Construction: Infusion polyester
Pays: France
Système de pliage: Pivotement sur l’arrière
Longueur: 5.99 m
Largeur déplié / replié: 4.50m / 2.40m
Déplacement lège: 520 Kg
Tirant d’eau: 0.30m / 1.20m
Motorisation: 3.5 CV
Homologation: Categorie C
Transportable: Oui

Plan de Voilure

Volvo Ocean Race – Terzo giorno della seconda tappa

7 novembre 2017, terzo giorno di regata – Mentre continuano a procedere a grande velocità verso ovest, i sette equipaggi impegnati nella seconda tappa della Volvo Ocean Race sono chiamati a prendere decisioni che potrebbero avere un effetto persino sulla classifica finale a Città del Capo.

Start of Leg 2. Day 1 from Lisbon to Cape Town. Photo by Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race. 05 November, 2017.

Start of Leg 2. Day 1 from Lisbon to Cape Town. Photo by Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race. 05 November, 2017.
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Start of Leg 2. Day 1 from Lisbon to Cape Town. Photo by Ainhoa Sanchez/Volvo Ocean Race. 05 November, 2017.

La flotta ha navigato in poppa in condizioni quasi al limite nelle prime 48 ore dalla partenza da Lisbona, con velocità prossime ai trenta nodi. Ma, oltre a dover affrontare le durezze della vita di bordo in queste condizioni, con grandi onde che spazzano la coperta, un rumore e uno sbandamento continui, poco sonno e riposo, gli equipaggi e soprattutto i navigatori sono chiamati a delle scelte difficili, per decidere il momento ideale per puntare la prua più verso sud e verso la meta finale.

Al rilevamento delle ore 14 (italiane) MAPFRE occupava la prima posizione del ranking provvisorio, con Dongfeng Race Team e team Akzonobel rispettivamente in seconda e terza posizione.

In realtà però a questo punto della tappa la classifica è di secondaria importanza rispetto alle posizioni sullo scacchiere atlantico, in relazione alla meteo presente sul cammino. La grande decisione è se optare per andare più a ovest o più a sud. Oggi la flotta aveva una separazione di quasi 60 miglia, con MAPFRE su una rotta più meridionale, mentre Dongfeng a circa 40 miglia a nord, che si è tenuto su una rotta più occidentale.

François Gabart su MACIF a caccia del record – Terzo giorno

(6 novembre 2017, 3° giorno) – François Gabart scende a sud attraverso l’Atlantico settentrionale a un ritmo record nella sua ricerca di migliorare il tempo sul giro del mondo in solitario stabilito da Thomas Coville nel 2016. Lo skipper del trimarano di 30m MACIF è 208.5nm davanti al record dopo aver coperto 648.8nm nelle ultime 24 ore.

Solo tre marinai finora (Francis Joyon, Ellen MacArthur, Thomas Coville) hanno detetenuto questo record. Dopo la partenza, il 4 novembre 2017, per battere il record di 49 giorni, 3 ore, 4 minuti e 28 secondi detenuto da Coville dal 25 dicembre 2016, Gabart dovrà attraversare la linea del traguardo (tra il faro di Créac’h a Ouessant (Ushant) e il faro di Lizard Point a Cornwall, Inghilterra) prima delle 13:09 del 23 dicembre (ora francese, UTC + 1).

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I marinai USA devono tornare a studiare le basi della navigazione

Pare che un marinaio USA sia perfettamente in grado di colpire con un missile una capocchia di spillo a 600 km di distanza ma non è in grado di “guidare” la nave dalla quale tale missile viene lanciato.

Diciassette marinai sono morti quest’anno in due collisioni con navi commerciali che hanno coinvolto delle cacciatorpediniere USA, il Fitzgerald nel mese di giugno in Giappone e poi il John S. McCain in agosto mentre si avvicinava a Singapore.

Questi non sono stati gli unici incidenti che hanno coinvolto i marinai della Marina Militare americana quest’anno, che ha visto anche l’incrociatore Lake Champlain con un peschereccio nel Mare del Giappone a maggio. L’incrociatore missilistico guidato Antietam a gennaio a Tokyo.

Così in seguito a una approfondita indagine su questi incidenti la Marina USA che bisogna tornare alle basi, robe tipo che chi viene da “destra” (dritta per chi per mare ci sa andare) abbia la precedenza (diritto di rotta per chi per mare ci sa andare).

Video – 40 barche da diporto distrutte dal fuoco in un porto a secco a Marsiglia

L’incendio è scoppiato martedì sera nel porto a secco di La Pointe-Rouge a Marsiglia. Cinquanta pompieri e 20 mezzi mobilitati.

Il bilancio è pesante, con quaranta imbarcazioni da diporto distrutte e due persone ferite, un padre e un figlio che lavoravano su una barca.

A scatenare l’incendio sarebbe stato il calore generato da un trapano in combinazione con i vapori generati da un combustibile, ci sarebbe stata prima un’esplosione e subito dopo il fuoco.

Mini Transat La Boulangère – Partita la seconda tappa

Las Palmas de Grand Canaria. Alle ore 14.00 (ora italiana) di mercoledì 1 novembre, con un vento leggero da Nord Est e onda formata, i Mini 6.50 hanno preso il largo verso la seconda tappa della Mini Transat La Boulangère, quella più lunga e con il vero sapore di Oceano.

Usciti dal porto di Las Palmas le barche hanno fatto rotta verso Sud per uscire dalla copertura dell’isola ed agganciare gli alisei per raggiungere il waypoint obbligatorio a Capo Verde, imposto dal comitato di corsa per allontanare gli skipper da una zona a rischio uragano tropicale.

Secondo i modelli matematici infatti a causa della temperatura dell’acqua molto alta per il periodo c’è un 20% di possibilità che si possa formare un ciclone tropicale tra le Bahamas e le Azzorre. Il cancello obbligatorio più a Sud renderà la navigazione più sicura e fuori dalla zona ritenuta pericolosa.

Beccaria e Fornaro subito all’attacco.

Dopo la partenza ai primi rilevamenti due italiani hanno subito ingranato la marcia. Andrea Fornaro su Sideral, per i Proto, ed Ambrogio Beccaria su Alla Grande Ambeco, per i Serie, erano dati al comando e con buone velocità.