Il fantastico viaggio di Ubu – Storia di un tentativo di suicidio finito male, cioè bene

marzo 28, 2014 | By Mistro
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il fantastico viaggio di ubuIl fantastico viaggio di Ubu – Storia di un tentativo di suicidio finito male, cioè bene. E’ un libro di Lele Panzeri.

Lele nel 2009 a quasi 60 anni decide di comprare un Mni 6.50 (Ubu) con l’idea di fare il giro del mondo in solitario per sconfiggere una crisi depressiva. Di fare il giro completo non gli è riuscito, si è fermato ad Alicante in Spagna, ma dal periodo trascorso in mare è nato questo bel libro che l’amico e collega Sandro Baldoni descrive così:

Questo è il libro sulla depressione più divertente che abbia mai letto. Con la scusa di narrarci avventure di mare, Lele orza, cazza, allasca con maestria tra le ombre proiettate dal suo cervello distillando racconti fantastici e liberatori che alla fine risultano più potenti di qualsiasi inibitore della ri-captazione della serotonina. È un libro che fa bene, lo consiglierei all’Ordine degli Psichiatri come testo sussidiario alla terapia, da distribuire ai pazienti”.

Queste le prime righe:

Ho 63 anni, godo di ottima salute, ma qualche anno fa sono stato assalito da un malessere interiore che mi ha devastato. Di questi tempi la chiamano depressione. Qualche tempo fa si chiamava esaurimento nervoso. Molto tempo fa si chiamava spleen. A me piace pensare di aver avuto lo spleen, come Baudelaire. Non la depressione, come Sara Tommasi.

Ho preso alcune centinaia di pasticche, ho frequentato alcuni psicanalisti. Poi ho smesso di fare entrambe le cose: ho deciso di uscirne da solo, per cui ho provato a curarmi con l’acqua salata. Il libro che state per leggere è, in sostanza, il mio viaggio attraverso l’acqua salata per cercare di allontanarmi il più possibile dalle scogliere dello spleen.

È un po’ umido, ma credo che vi piacerà.

Buona lettura.

Se c’è una cosa su cui sono più o meno tutti d’accordo nel mondo è che il mare è bello. Tutti amano il mare. Non c’è idiota al mondo che non affermi di essere “innamorato” del mare.

Quelli che vanno in spiaggia e sfrigolano sulla sdraio ad occhi chiusi, quelli che passeggiano sulle scogliere osservando le onde, quelli che lo sorvolano, quelli che ci nuotano dentro, quelli che ci nuotano sotto, quelli che ci fanno il surf, quelli che ci vanno in barca a vela e perfino quelli che vanno in montagna. Io il mare lo odio. Lo detesto, lo schifeggio e lo sputazzo. Io ho terrore del mare.

Il mare sarà il mio assassino, lo so da tutta la vita. So che prima o poi mi ghermirà, mi soffocherà e mi digerirà lentamente per anni, indifferente e e spietato.

Questo è il pensiero che mi perseguita da sempre.

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