La Barcolana sullo Share 640 Zerstoren – Di Paolo Bua

ottobre 13, 2015 | By Mistro
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Torno sullo Share 640, vincitore della Barcolana nella sua classe per la quarta volta consecutiva, per pubblicare il racconto della regata dal punto di vista del progettista.

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Di Paolo Bua – Sono stato a Trieste per correre la Barcolana, sullo Share 640 Zerstoren. A bordo Antonio Scarpa il costruttore , Adriano Condello velaio e timoniere eccezionale, ed io che sono il progettista della barca.

Le condizioni erano instabili, vento rafficato e nuvole nere. Facciamo parte della categoria di barche più piccole con i nostri 6,4 metri, con almeno 1600 barche più grandi di noi sulla linea, la partenza non è compito facile.

Il primo lato era in poppa, ed abbiamo preparato un piano molto semplice: partire a tavoletta, far correre la barca e via. Così abbiamo issato il gennaker al colpo di cannone, abbiamo cominciato a planare a 15 nodi, e arrivederci a tutti.

Sulla linea c’erano 1700 barche, e noi li abbiamo lasciati tutti lì. Fuori dalla linea a tutta velocità, in planata costante per tutto il tempo, nessuno è riuscito a tenere il nostro passo per un bel pezzo.

Abbiamo navigato tutto il lato di poppa liberi e veloci, il muro di vele dietro di noi era così lontano da non poterci disturbare.
A metà del lato i maxi più cattivi (Robertissima ex Ran 72 piedi, Maxi Yena 80 piedi ed un’altro) erano in testa, noi abbiamo navigato spalla a spalla con un Vor60, planando tutto il tempo con un elicottero della tv sopra di noi, spettacolo.

Volvo 70, tp52, Rc44, ogni tipo di barca era lì, ed era dietro, semplicemente eravamo più veloci ( 2 nodi pieni più dell’ Rc44, per dirvi quanto più veloci). E’ stato magico, esilarante, ed è durato mezz’ora.

Alla prima boa abbiamo combattuto per il quinto posto assoluto con Paul Cayard su Anywave un Frers65 piedi da regata. Penso che loro non potessero accettare il fatto di vederci davanti, con la nostra piccola macchina da guerra (lunga un terzo della loro barca) così hanno ritardato e ritardato l’ammainata finchè era troppo tardi, sono andati lunghi e larghi in boa, e noi li abbiamo passati all’interno.
Il resto della regata è stato un lungo lato di bolina, ed un lato rafficato con buchi e salti di vento lungo la costa sino a Trieste.
Per andare veloci di poppa bisogna essere bravi, ma per andare veloci di bolina bisogna essere ricchi, per cui era impossibile per noi resistere contro barche 3 o 4 volte più lunghe della nostra, di bolina la fisica entra in gioco ed il più grande vince.

E’ stato fantastico vedere la parata di barconi che dopo essere stati ben dietro di noi in poppa, hanno dovuto lavorare di bolina per passarci; se sei su un maxi come Pendragon o su un tp52 deve essere strano trovarsi ad inseguire una barchetta di 20 piedi dopo un’ora di regata.

E’ stato bello vedere gli equipaggi dei barconi applaudirci e tifare per noi, è stato un bel gesto di sportività.
Abbiamo fatto il nostro lavoro di bolina nel lungo secondo lato, poi nell’ultimo lato il vento era totalmente instabile come forza e direzione per cui è stata dura, ma stavamo ancora sorridendo per le nostre planate mozzafiato nel precedente lato di poppa.
Abbiamo finito 73esimi in classifica generale, abbiamo vinto la nostra categoria, quella successiva e quella successiva ancora, e ci siamo divertiti.

Dopo il traguardo, migliaia di persone che hanno seguito la regata sui maxischermi dai pontili esultavano per noi e ci ringraziavano per lo spettacolo che gli abbiamo offerto, è stata un’enorme emozione, ci sono davvero tante belle persone a Trieste.
La nostra barca è veloce, preparata benissimo e le nostre vele di Eurosail semplicemente perfette, e noi felici per un lavoro ben fatto.
Questa è la quarta vittoria consecutiva alla Barcolana per uno Share 640, abbiamo cominciato a vincere nel 2012 e questa volta abbiamo potuto mostrare veramente quanto siamo veloci.

Info sullo Share 640: www.paolobua.com e Facebook

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