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Team Sail Like A Girl ha vinto la Race To Alaska 2018

Team Sail Like A Girl, un team tutto femminile, ha vinto la Race To Alaska, una regata che a prendersi a martellate le dita dei piedi forse è più confortevole. L’ha vinta con una barca a vela con due pedaliere a poppa, perché in quella regata vale qualsiasi tipo di propulsione che non sia un motore.

La Race To Alaska è una gara di 750 (settecentocinquanta) miglia che va dai Lower 48, come i canadesi chiamano gli Stati Uniti, all’Alaska. Vale qualsiasi mezzo galleggiante a patto che non sia dotato di motore. Vale tutto, barche a vela, a remi, moscone, paddle, kayak, ibridi vela e pedali, ibridi vela e remi. Primo premio 10.000 $, secondo premio è un set di coltelli da bistecca.

Foto via Facebook

La Race To Alaska in sedia a rotelle su un trimarano di 27 piedi

La Race To Alaska è una gara di 750 (settecentocinquanta) miglia che va dai Lower 48, come i canadesi chiamano gli Stati Uniti, all’Alaska. Vale qualsiasi mezzo galleggiante a patto che non sia dotato di motore. Un sfida durissima.

Team Alula – Spike Kane da Liverpool, Zach Tapac dalle Hawaii e il Sudafricano Bruno Hansen, tre uomini in sedia a rotelle – ha affrontato questa sfida su un trimarano Formula 27. Sfida dura fin da subito perché hanno dovuto una lunga scalinata prima di arrivare.

Purtroppo al Campbell River, in British Columbia, Hansen ha lasciato il gruppo, rendendo a Kane e Tapac impossibile di finire la gara da regolamento. Kane ha chiesto aiuto all’organizzazione e due volontari si sono fatti avanti per le due tappe mancanti.

Team Alula è arrivato a Ketchikan a luglio, dopo 16 giorni e 10 ore di navigazione, non ufficialmente, la ventunesima barca a terminare la Race To Alaska nel 2016.

Great Big Films in collaborazione CNN Films ha raccontato la loro storia. Un mini-film bellissimo, sia per la storia, per la qualità delle immagini e per la bellezza dei panorami.

Il documentario è il primo di una serie di 12 film intitolati “Really Great Big Stories” che saranno pubblicati nel corso dell’anno sul sito www.greatbigstory.com

Il fuoribordo a pedali di Thomas Nielsen

Costa poco, pesa niente, non consuma idrocarburi o elettricità, funziona ad energie rinnovabili, necessita di zero manutenzioni e favorisce la forma fisica del conduttore della barca. Meglio di così…

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E’ il fuoribordo a pedali che Thomas Nielsen ha installato sul suo Seascape 18 per partecipare alla Race To Alaska, dove notoriamente è permesso qualsiasi tipo di propulsione che non sia un motore.

Liteboat, trimarano a vela e remi per Race To Alaska

Le regole della Race To Alaska sono molto semplici, partenza da Seattle e arrivo in Alaska, 750 miglia da coprire con qualsiasi mezzo galleggiante a patto che non sia dotato di motore.

Immagine anteprima YouTube

Vale tutto, barche a vela, a remi, moscone, paddle, kayak, ibridi vela e pedali, ibridi vela e remi. E’ a questi ultimi che si ispira Liteboat, progetto varato nel 2016 e sviluppato in collaborazione con Sam Manuard.

La base di partenza è lo scafo della barca a remi LiteRace, al quale sono stati aggiunti un armo per una piccola vela e due scafi che la trasformano in trimarano. Con questa Mathieu Bonnier, fondatore di Liteboat parteciperà alla Race To Alaska.

Info su www.liteboat.fr

Video – Race To Alaska

L’equivalente della Iditarod, su una barca. 750 (settecentocinquanta) miglia dai Lower 48, come i canadesi chiamano gli Stati Uniti, all’Alaska. Vale qualsiasi mezzo galleggiante a patto che non sia dotato di motore.

Vanno bene barche a vela, a remi, moscone… garantiti: vesciche, ipotermia lieve, e l’euforia catartica che viene da realizzare qualcosa che altri definirebbero impossibile, se nel frattempo non vi ha mangiato un’orca, sbranato un orso e investito un ferry boat.

Primo premio 10.000 $, secondo premio è un set di coltelli da bistecca. Partenza da Port Townsend, Washington, il 4 giugno 2015.

Info su Race To Alaska