Category name:Prove di barche

Comet 11 e Comet 11 Plus

Comet 11 Piano velicoDi Giorgio Balich.

Possiedo un Comet 11 del 1980. E’ la barca con cui ho navigato in Istria e Dalmazia negli ultimi 15 anni traendone grosse soddisfazioni.

E’ una barca molto comoda, con spazi interni e in coperta inusuali rispetto alle barche coetanee (ci si sta benissimo in 6, più strettini in 8, ma abbiamo dormito anche in 11), sicura (ha preso anche 65 kts di bora in Quarnaro), abbastanza veloce almeno quanto i Janneau Beneteau pari dimensioni attuali (l’anno scorso di lasco il gps ha segnato 11,5 kts).

Grosse rogne non me ne ha date, 10 anni fa ho sostituito il motore originario con un volvo 2040 sempre S-drive. Nello stesso periodo avevo riscontrato alcune bolle di osmosi in carena (probabilmente causate dal sebatoio acqua che perdeva) e ho preferito far fare il trattamento antiosmosi rimuovendo il gel coat sostituendolo con epossidica. Dopo di che la carena è diventata come nuova ed è tuttora asciuttissima. L’albero originale dei primi era nero ed è spesso stinto ma è facile ridipingerlo di bianco (il mio l’ho trovato bianco).

Comet 11 interni

Quest’anno ho disarmato l’albero per sostituire le sartie (originali di 27 anni) così ho approfittato per far revisionare il rullafiocco (originale bamar) sostituire tutto il rivettame e i perni delle pulegge e mi sono regalato anche un nuovo strumento del vento. Ho fatto installare anche i gradini per andare in testa d’albero perchè l’età media degli equipaggi imbarcati cresce ed è sempre più difficile trovare qualcuno da mandar sù col banzigo (i lavori sull’albero mi son costati circa 3000 euro strumento vento escluso in quanto portato da Babbo Natale)

Il mio comet 11 ha la randa steccata montata su carrelli con rotaia esterna (montata da me 10 anni fa) e lazy jack.

L’11 plus di diverso ha lo spoiler-placetta a poppa, (non strutturale ma semplicemente imbullonato a poppa) comodo per fare il bagno un po’ meno all’ormeggio e talvolta albero e bulbo maggiorati. Alcuni 11 plus più recenti (84-86) hanno la timoneria a ruota che a me personalmente non piace perchè occupa 1/2 pozzetto e in una barca così con timone di dimensioni contenute e skeg a 2/3 è inutile. Alcuni 11, sopratutto i più vecchi, hanno anche la timoneria a ruota interna, il mio non ce l’ha.

Su www.comet11.it un Forum molto attivo su questa storica barca

Prove di barche – Jeanneau Sun 2000

Definire il Sun2000 un derivone travestito da cabinatino mi sembra abbastanza corretto. Per quanto la mia esperienza con questa barca non sia tale da consentirmi di esprimere un parere autorevole direi che tutto sommato il Sun e’ una barca passabilmente onesta per il prezzo che ha se confrontato alla concorrenza.

La deriva non zavorrata ti consente di alzare o abbassare agevolvente operando su una cima, operazione che io faccio agevolmente con un braccio solo agendo sulla leva di blocco dello strozzatore con un piede.

Il pozzetto e’ ampio e confortevole per 4 persone, 5 se almeno un paio sono magrette 🙂

La prova di un vecchio SoloVela metteva in evidenza un paio di difetti quali il posizionamento degli strozzatori all’albero e la mancanza di amantiglio.
Nessuno dei due in realta’ mette in difficoltà: agli strozzatori ci si arriva dal pozzetto; per l’amantiglio basta organizzarsi con una cimetta, un bozzello e un gancio da fissare tra paterazzo e varea del boma. Piu’ scomodo arrivare al vang.

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Prove di barche – Trimarano Corsaire Marine F24

Trimarano Corsaire Marine F24Di Ugo Marinelli

Uscito dal cantiere della Corsaire Marine nel 1993, sono ben 15 gli anni compiuti dal mio barchino. Ancora oggi mi guardano un po’ ovunque come un marziano, come se fossi uscito da un film di fantascienza. Eppure stiamo parlando di un progetto del 1987!

Riflettiamo: che barche a vela si costruivano / progettavano a fine anni 80? Non mi viene in mente niente. Guardo su internet e trovo il Janneau Sun Fizz. L’IMS deve ancora arrivare. Siamo ancora nel pieno marasma IOR anche se ne annusa la sua fine. Si, 15 anni fa era davvero un progetto innovativo, da fantascienza. Ma oggi?

Possibile che la nautica sia ancora fossilizzata a considerare i multiscafi come “macchine da guerra” per regate e non come valida alternativa alla crociera? E si che stiamo parlando di un trimarano da crociera!!!!

Veniamo alla descrizione di questo fantastico oggetto.
Si tratta di un multiscafo, un trimarano per la precisione, di 24 piedi (7,2 m) ad ali richiudibili (vedremo in seguito i dettagli del sistema). Costruito dalla Corsaire Marine Statunitense (www.corsairmarine.com) su progetto di Ian Farrier www.f-boat.com allora in veste di socio. In seguito Farrier si allontanera’ dalla Corsaire Marine e disconoscerà le variazioni apportate ai suoi modelli dai suoi ex soci.

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La prova in mare del Petrel 28

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Tanto per iniziare lo dico subito e sgombro il campo, la tuga è profondamente invadente dal punto di vista estetico, si lo è… ma se vuoi un metro e ottanta di altezza in dinette ed oltretutto su una barca di soli 28 piedi pensata per essere autocostruita… questo è il compromesso che bisogna accettare.

Diamo il via alle prime impressioni. La barca in certe soluzioni presenta qualche difetto caratteristico del numero 1, per esempio per la pala del timone non è stata rispettata la specifica progettuale che lo prevedeva appeso a poppa, questo ha spostato la barra più avanti in pozzetto col risultato di avanzare conseguentemente troppo la posizione del timoniere – che si ritrova un tantino scomodo – e di farle fare (alla barra) a pugni col paranco di scotta della randa. Tutto per poter usufruire di una abbastanza inutile spiaggetta a poppa. Secondo me il gioco non è valso la candela, avrei rispettato il progetto.

Altro difetto sono i winch di scotta genoa sul passavanti, sarebbero da arretrare un filino (e magari da posizionare sul paraonde) per agevolarne l’uso da parte di chi sta al timone, andrebbero inoltre previsti dei portelli per ispezionare il vano motore. Il motore è stato montato un filino più arretrato rispetto alle specifiche di progetto, la barca appare leggermente seduta sulla poppa.

Veniamo alla prova, che si è svolta fuori della laguna di Grado, nel nord Adriatico. Il vento era vento un NW (da quelle parti lo chiamano Borino) di intensità imprecisata (non avevamo lo strumento), e onda corta e ripida. Va detto che tutte le altre barche in mare avevano preso almeno una mano di terzaroli o avevano il genoa mezzo rollato.

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Viko 20 Navikom – La compatta economica polacca

Il Viko 20 è prodotto in Polonia da Navikom. La barca in vetroresina, interamente controstampata e classificata inaffondabile. Il lay-out degli interni è funzionale alla crociera, con 4 cuccette in due cabine, cucina, tavolo e bagno separato. Esternamente è riconoscibile per l’imponente baglio massimo e per l’alta opera morta.

Voko 20 in navigazione

L’armo velico è essenziale. Comprende una randa senza trasto e un fiocco al 100%, in alcune versioni è presente anche un jennaker armato su bompresso. L’albero abbattibile la rende adatta alla navigazione sui laghi del nord Europa e, anche per il peso ridotto e la deriva mobile, facilmente carrellabile.

In navigazione si comporta bene, riesce a tenere un ottimo passo sull’onda, rapportato al dislocamento, è in grado di raggiungere i 4 nodi di bolina agevolmente e alle portanti sotto gennaker li supera senza difficoltà. Nonostante la deriva mobile la riduzione di tela arriva tardi fino a 16/18 nodi si può tenere tutta la randa anche in singolo, specialmente quando ci si è abituati allo sbandamento che all’inizio spaventa un po’.

I pregi se si fa un utilizzo della barca che sia congruo con lo spirito per cui è stata pensata sono il dislocamento leggero, la deriva mobile, una discreta abitabilità interna in proporzione alle dimensioni, il bagno separato, l’albero abbattibile ed uno spazioso gavone a poppa.

I difetti sono i pochi gavoni interni per la presenza del controstampo, l’attrezzatura di coperta minimale, il tambucco non scorrevole, l’assenza di un trasto randa ed il gavone a poppa non stagno.

Dimensioni:
Lunghezza fuori tutto: 6,10 m
Lunghezza scafo 5,50 m
Baglio massimo: 2,45 m
Pescaggio: 0,28-1,10 m
Peso a secco: 580 Kg
Sup. velica: 18,6 mq
Altezza in cabina: 1,55 m
Albero: 7,20 m

Gli equipaggiamenti

A seconda della versione e della nazione in cui viene venduta gli equipaggiamenti variano. il Viko Navikom in versione standar comprende:

Coperta:
Albero in alluminio anodizzato con 1 ordine di crocette
Boma in alluminio anodizzato con tesabase e presa terzaroli interna
Sartie, strallo e paterazzo in spiroidale e tensionatori
Candelieri inox con draglie in spiroidale
Rotaie fiocco in alluminio con regolazione continua manuale
2 Winch ad una velocità per drizze e scotte genoa
Drizze fiocco e randa
Passauomo a prua
Supporto motore
Scaletta bagno
Luce in testa d’albero

Il lay-out degli interni è funzionale alla crociera, con 4 cuccette in due cabine, cucina, tavolo centrale e bagno separato. Cuscineria completa con estensioni cuccette di prua. Lavandino con pompa elettrica e serbatoio acqua da 20 lt. Illuminazione quadrato, cucina, bagno

Optional:
Alcuni sono forniti direttamente dalla casa madre altri vengono proposti dai rivenditori.
Supporto albero a poppa per trasporto o navigazione nei canali.
Bompresso
Avvolgifiocco
Lazy-jack e Easy-bag
Estensione cuccette prua

Alcuni indirizzi utili:
www.vikoclass.org – sito dell’associazione che raccoglie circa 30 armatori
www.velanet.it/users/vikolocorto – personale di Vikolocorto
http://www.cnvperina.it – importatore italiano
www.navikom.pl – Cantiere produttore
www.mezzomarinaio.com – Forum Vikoclass

Il prezzo secondo quanto riportato dal sito dell’importatore è di 8.990 + iva, non è specificato se franco cantiere o no ma credo proprio di si 🙂

Comet 910 e 910 plus

Comet 910 Plus

Il Comet 910 nasce nel ’71, è uno dei primi progetti Finot (in questo caso a due mani con Van De Stadt) ed anche un po’, un po’ tanto, figlia della “vista lunga” di Cino Ricci.

Rivoluzionaria per i suoi tempi è forse la progenitrice di tutte le barche moderne. Nel 1980 Finot ci rimette le mani per disegnare un restiling il cui scopo è migliorarne l’abitabilità, lo scafo rimane lo stesso e viene ridisegnata, allungandola, la tuga. Ovviamente ne è risultato ridimensionato il pozzetto.

Tra comet 910 e Comet 910 Plus sono stati prodotti 491 scafi (fonte: Finot), no fuffa per quegli anni. Di usati se ne trovano parecchi e non sempre a buon mercato, per una barca di quegli anni. Trovandone una messa bene può essere una buona barca per iniziare senza investire chissà che cifra con la garanzia di rivendita con una certa facilità (*NS: a patto che si compri bene e non si pretenda di recuperare le spese di ordinario utilizzo).

Ho ravanato un po’ tra gli annunci dell’usato e ne ho trovate solo con richieste tra i 20ed 30.000 Euro. Secondo me quotazioni un po’ esagerate.
La differenza negli interni tra 910 e 910 Plus.

comet 910 piano coperta interni

comet 910 interni

Cantiere Sipla (poi Comar)
Lunghezza f.t. m. 9,15
Lunghezza gall. m. 7,10
Larghezza m. 3,05
Pescaggio m. 1,70
Dislocamento kg. 3.200
Zavorra kg. 1.250
Superficie randa mq. 16,6
Superficie genoa mq. 34,2
Cabine 1
Bagni 1
Riserva acqua l. 150
Riserva carburante l. 48
Motore hp 18-20
Progetto Van De Stadt/Finot
Cantiere Comar-Forlì

Foto rubate al sito Finot

Il Petrel 28 – Una barca (anche) per autocostruttori

Dalla matita di Cristian Pilo un nuovo proggetto per un cruiser di 28 piedi.

Il Petrel 28 è una barca da crociera da costruire con il sistema radius chine in compensato marino specificatamente pensata per gli autocostruttori e i piccoli cantieri. Una particolare attenzione è stata dedicata alla robustezza strutturale e alla sempicità costruttiva.

petrel_28_01

Progettata per essere utilizzata in un ottica di crociera pura, con un buon equilibrio tra i volumi del pozzetto, della giusta grandezza e ben protetto, e gli interni, razionali e vivibili per 4 persone adulte, anche per periodi prolungati di tempo.

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