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Quanto è grande l’ala rigida di un catamarano AC72?

Questa foto, grazie al confronto con gli uomini che le stanno sotto, rende abbastanza l’idea delle dimensioni dell’ala rigida di un catamarano AC72.

dimensione ala rigida ac 72 catamarano luna rossa

L’AC72 in cifre

Lunghezza: 22 metri
Larghezza: 14 metri
Altezza albero/ala: 40 metri
Dislocamento: 7 tonnellate
Superficie ala rigida: 260 metri quadrati
Superficie gennaker: 320 metri quadrati
Equipaggio: 11 persone

Prima uscita a San Francisco di Luna Rossa

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Contravvenendo alla raccomandazione del Review Committee dell’America’s Cup, l’AC72 Luna Rossa è uscito ieri (18 maggio 2013) per un primo allenamento nella baia di San Francisco, dove dal prossimo 7 luglio si disputeranno le regate della Louis Vuitton Cup e dell’America’s Cup.

In circa tre ore di allenamento il team ha trovato inizialmente condizioni di vento molto leggero (3 nodi) in progressivo aumento fino a 12 nodi. Condizioni che hanno consentito di effettuare un significativo numero di manovre.

Max Sirena, skipper di Luna Rossa Challenge 2013 ha dichiarato: “E’ stata una giornata ideale per la prima navigazione; da un punto di vista tecnico abbiamo potuto testare e verificare sicurezza, carichi e manovre della barca. Ma è stata un’ uscita particolarmente significativa da un punto di vista psicologico: era importante che l’equipaggio ricominciasse a navigare sull’AC72 e riprendesse il ritmo normale di preparazione in vista degli appuntamenti agonistici ormai imminenti. Nei prossimi giorni proseguiremo il programma di sviluppo e di preparazione come previsto.

Via | luna-rossa-challenge-2013 – Foto Luna Rossa/Carlo Borlenghi

Luna Rossa Press Conference Alameda 17/05/2013

Patrizio Bertelli supportato da tutto il team (alle sue spalle) ha tenuto una conferenza stampa dove sostanzialmente ha dichiarato che Luna Rossa resta in Coppa America ma chiede più attenzione alla sicurezza, come dotare gli equipaggi di caschi e protezioni fisiche e mettere in campo un’attività di gestione delle emergenze, idroambuanza, sommozzatori professionisti, paramedici e un elicottero per eventuali celeri trasferimenti.

L’altro intervento richiesto è sui limiti di vento. Ha ricordato che a Newport fu stabilito un limite per la LVC di 25 nodi per il round robin e di 28 per la finale. La proposta di LR è di scendere a 20 nodi, 25 nodi contro i 33 del Protocollo per la finale dell’AC. Inoltre c’è da valutare attentamente la sospensione della regata se il vento aumenta di 2 nodi oltre il limite massimo stabilito alla partenza.

Bertelli alla fine ha inoltre precisato che ogni modifica dovrà essere conforme al Protocollo e che se sull’onda dell’emozione causata dall’incidente, saranno stravolte le regole (per favorire il defender) il team Luna Rossa non parteciperà a qualunque costo.

Ecco il video della conferenza stampa che Bertelli ha tenuto in italiano volendo che fosse il legale del team a tradurre, per essere sicuro che qualche concetto non andasse perso per strada.

Aggiornamento America’s Cup – Intervista di Bertelli a La Stampa

Dopo l’incidente che ha causato la morte di Andrew Simpson l’America’s Cup tutta è un tantino in fermento. Tanto per iniziare la Commissione d’Inchiesta ha chiesto ai team di sospendere la navigazione sugli AC72 e pure sugli AC45 sino a metà della prossima settimana.

Secondo poi Patrizio Bertelli ha rilasciato un’intervista a La stampa, dalla quale estrapolo due passaggi secondo me interessanti:

D: Si parlava, prima dell’incidente di Artemis, di un limite massimo per regatare di 33 nodi, circa 60 chilometri l’ora.

R: Noi ad Auckland abbiamo provato la nuova barca a 20 nodi, senza problemi. Ma 33 nodi è troppo. Queste sono barche che al lasco (cioè col vento di poppa) con 20 nodi di vento corrono sull’acqua a 35-38 nodi. Ma ha idea di che velocità sia? È come lanciarsi con una moto a 250 chilometri l’ora… Quelle vecchie, monoscafo, la vecchia Luna Rossa, alla stessa andatura raggiungeva al massimo i 15-18 nodi. E così anche di bolina: massimo 12 nodi le vecchie imbarcazioni, almeno 25 questi catamarani. Che poi non è tanto il problema della bolina, quanto il passare da quest’ultima andatura al lasco. Il problema c’è quando dalla bolina si poggia (si lasca la randa che è tutta esposta al vento, alla massima pressione e non si può controllare; il rischio è di cappottarsi in avanti). Insomma, è tutto moltiplicato all’estremo. E noi a questo gioco al massacro non ci stiamo. Spero che gli organizzatori, Oracle, il defender, lo capiscano».

D: Che c’entra Oracle?

R: Hanno programmato le regate di selezione dello sfidante, la Louis Vuitton Cup, da luglio ad agosto, in un periodo in cui nella baia di San Francisco c’è molto vento. La finale della Coppa America, invece, è a settembre, quando ci sono mediamente 15 nodi. Loro stanno lì, a guardarci massacrare, spaccare tutto e aspettano. No, noi non ci stiamo».

Traduco la prima risposta per quelli a cui il concetto non fosse chiaro: Nel passaggio tra bolina e poppa, lascando la randa, il baricentro si sposta in avanti, il mostro si ingavona e tende a fare la capriola in avanti. Cosa che può anche essere “ragionevolmente” gestibile in allenamento quando puoi prenderti il tempo che ti serve ma in regata quando il tempo non c’è?

La seconda risposta non necessita di traduzione, immagino.

L’intervista completa su www.lastampa.it

Il Video dell’AC72 Artemis dopo l’incidente

In questo video della conferenza stampa tenuta da Paul Cayard – dove parla dell’incidente che ha causato la morte di Andrew Simpson – si vedono bene alcune immagini dell’AC72 scuffiato. Si è praticamente disintegrato.

Intanto lehho su Farevela che l’incidente non sarebbe dovuto a una scuffia (avvenuta successivamente) ma al cedimento strutturale di una traversa (che unisce i due scafi) che ha causato un vero e proprio “collasso” del catamarano.

L’AC72 Artemis Racing scuffia – Muore Andrew Simpson

Ieri, 9 maggio 2013, durante una sessione di allenamento nella baia di San Francisco in vista dell’America’s Cup in programma la prossima estate l’AC72 Artemis Racing ha scuffiato.

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Andrew Simpson, 36 anni, due volte campione olimpico per la Gran Bretagna, è rimasto intrappolato sotto la barca rovesciata e nonostante i ripetuti tentativi dei medici, sia in acqua che a terra, ha perso la vita.

Tutto il team è devastato per questa perdita – ha affermato Paul Cayard, CEO di Artemis Racing – Le nostre condoglianze più sentite vanno alla moglie di Andrew e alla sua famiglia”.

La prima uscita di Oracle Team USA 17

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La prima uscita di Oracle Team USA 17 nella Baia di San Francisco

Boat 2 First Sail / © ORACLE TEAM USA / Photo Guilain GRENIER — a San Francisco.

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