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Barca a vela colpita da una balena nel Mare di Cortez, affondata

Verso le cinque di mattina di venerdì il solitario canadese Allan Tweten, 56 anni, era in pozzetto del suo Chinook 37 Sea Boa a godersi l’alba nel Mare di Cortez quando è stato sbalzato in avanti a causa di qualcosa che aveva urtato lo scafo della sua barca.

Stava procedendo a motore circa 27 miglia a SO di Guaymas. Uno sguardo veloce ha confermato che la barca era stata colpita da una balena. L’urto aveva causato una falla tale da rendere inutili le quattro pompe di sentine elettriche di cui la barca era dotata.

Allan Tweten ha avuto giusto il tempo di lanciare la zattera, prendere le cose essenziali, telefono satellitare, epirb, e saltarci sopra mentre la barca affondava.

Un’altra barca incrociava in zone ma nonostante i sette razzi sparati e le chiamate al VHF Tweten non è riuscito a richiamare l’attenzione su di lui. A quel punto ha attivato l’EPIRB e telefonato ai suoi figli in Canada, che hanno confermato alla Guardia Costiera canadese che il segnale EPIRB annunciava una situazione di emergenza reale.

A quel punto il velista ha iniziato a remare verso terra, nel caso in cui il suo segnale di mayday fosse rimasto senza risposta. Un’ora e mezzo più tardi, però, una unità della Marina SAR messicana è arrivata e ha soccorso Tweten, che ora è tornato nella sua casa sull’isola di Vancouver.

Manfred Fritz Bajorat trovato mummificato a bordo della sua barca

Il corpo mummificato del tedesco Manfred Fritz Bajorat, 59 anni, è stato trovato a bordo della sua barca alla deriva da dei pescatori al largo delle coste delle Filippine.

Manfred Fritz Bajorat 03

Manfred Fritz Bajorat 03
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Il corpo dell’uomo era vicino alla radio di bordo, dalla quale si ipotizza stesse cercando di inviare una richiesta di soccorso prima della morte.

La barca, un 40 piedi di nome Sayo, era disalberata e semiaffondata. I venti oceanici, le calde temperature e l’aria salmastra hanno aiutato a preservare il suo corpo.

Non si sa esattamente da quanto il velista fosse morto, l’ultima contatto era avvenuto con un amico in occasione del compleanno circa un anno fa.

Il suo corpo è stato portato per l’autopsia a Butuan City, lo yacht è stato rimorchiato per un controllo di polizia nel porto di Barobo.

La pagina facebook della polizia di Barobo (Barobo Police Station) sembra confermare non si tratti di una bufala.

Aggiornamento del 3 marzo 2016: In seguito all’autopsia si è scoperto che Manfred Fritz Bajorat è morto di attacco di cuore una settimana prima che il suo corpo venisse scoperto.

Il video del recupero del relitto del Baltic Ace

Il 5 dicembre 2012, in seguito alla collisione con una portacontainer cipriota, la Corvus J. 11, il cargo Baltic Ace affondò nel Mare del Nord portando con sé 24 membri dell’equipaggio e il suo carico di oltre 1400 automobili.

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Il questo video le fasi del recupero dellla nave lunga 150 metri, larga 25, adagiata su un sfondo di 35 metri 30 miglia al largo di Rotterdam.

Dopo attento studio gli esperti hanno deciso di svuotare il relitto dal carburante, tagliarlo poi in 6 sezioni che sono state successivamente portate alla superficie.

Un’operazione titanica che si è conclusa 24 novembre 2015 con il riciclo della nave e del suo contenuto.

Video – La tall ship tedesca Gorch Fock sbatte contro la banchina

La tall ship tedesca Gorch Fock II mostra come non entrare in porto di Wilhelmshaven, in Germania il Mercoledì.

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Costruita nel 1958, la Gorch Fock II è una nave scuola della Marina militare tedesca. Gemella della Gorch Fock, costruita nel 1933, è stata battezzata con questo nome in onore dello scrittore tedesco Johann Kinau, che si firmava con lo pseudonimo Gorch Fock.

E’ lunga 82,1 metri, ha un baglio massimo di 12, pesca 5,2 e ha un dislocamento di 1510 Tonnellate.

Collisione tra due barche a vela al largo di Pescara

Pescara 1 novembre 2015 – In seguito a una collisione a circa 1 miglio dalla costa, un Beneteau di 7,5 e Faliska, che mi sembra di capire sia un Comet 375, quest’ultima ha subito una grave falla e ha iniziato presto ad affondare.

Il Beneteau ha immediatamente prestato assistenza a 2 dei 4 uomini del Faliska, un gommone di passaggio e una motovedetta della capitaneria hanno soccorso gli altri due naufraghi e un marinaio della prima barca finito in mare nel tentativo di prestare soccorso, che nel frattempo erano saliti su una zattera di salvataggio.

Tutti gli occupanti dell’unità affondata sono ritornati a terra in buona salute. Il relitto della “Faliska” è adagiato su un fondale di circa 10 metri ed è stato segnalato a cura della Guardia Costiera con un gavitello di colore giallo con luce notturna in attesa di essere rimosso.

Per la sicurezza della navigazione la Capitaneria di porto ha inoltre emesso un apposito avviso urgente ai naviganti e procederà ad informare tutte le unità in transito con chiamate radio di sicurezza ripetute.

La dinamica dell’incidente non è ancora chiara.

Video – Peschereccio contro Veliero

In un udienza tenuta il 30/05/2011 a Southampton il giudice ha dichiarato colpevole l’ufficiale di guardia del peschereccio ai sensi della Sezione 58 del Merchant Shipping Act 1995. E’ stato multato di £ 1.700 escluse spese di £ 6,435.

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Il 20 agosto 2010 l’Andrea aveva terminato la battuta di pesca e stava tornando in porto nei Paesi Bassi. Il comandante e il resto dell’equipaggio erano sotto coperta, lasciando solo Jan Baarssen sul ponte, unico responsabile della nave.

La Alexander von Humboldt, tre alberi lungo 62 metri costruito nel 1905, stava tornando in Germania dopo un viaggio di formazione, con un equipaggio di 59 persone, costituito da 33 allievi e 26 membri fissi dell’equipaggio.

La visibilità era buona (10 Km +), il vento da sud era forza 5-6, il cielo grigio e nuvoloso.

Quando la Alexander von Humboldt ha visto che il peschereccio era in rotta di collisione ha iniziato a suonare la tromba e ha tentano di contattarlo senza ottenere risposta via VHF.

L’Andrea quando si è reso conto che stava abbordando il veliero ha prima accostato a dritta e poi dato macchine indietro. La collisione è avvenuta a velocità molto bassa è, secondo quanto scritto nella sentenza, è stato fortunato che nessuno si è fatto male.

Mr David Fuller O.B.E., Principal Fishing Vessel Surveyor for the Eastern Region of the MCA ha dichiarato: Questo è l’ennesimo incidente verificatosi durante il ritorno di un peschereccio in porto. Ai pescatori viene ricordato l’obbligo di mantenere una buona guardia in ogni momento. Viene inoltre ricordato che il viaggio non è finito fino a quando la nave è ormeggiata al sicuro in porto.

Barca spiaggiata a Ostia 29 ottobre 2015

Venerdì 30 ottobre 2015 La Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Roma ha da poco portato a termine una complessa operazione di disincaglio di una nave da diporto a motore spiaggiatasi, nella giornata di ieri, all’interno del porto turistico di Ostia.

barca spiaggiata Ostia 01

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La nave di 33 mt e 300 tonnellate di dislocamento, ha perso il controllo subito dopo aver superato l’imboccatura del porto turistico andandosi quindi ad insabbiare nella spiaggia immediatamente prospicente.

Appena ricevuta la notizia, il Comandante della Capitaneria di porto di Roma, C.V. (CP) Fabrizio Ratto Vaquer, coadiuvato dall’Ufficiale Operativo, ha immediatamente disposto l’impiego di 2 rimorchiatori, di un battello antiinquinamento, nonché del gruppo sommozzatori operanti in ambito locale, con l’assistenza della M/V CP 836.

L’operazione di disincaglio, dopo la messa in sicurezza notturna, è iniziata nella mattinata in concomitanza con il picco di alta marea e l’assenza di onda di risacca, e si è articolata in varie fasi che ne hanno garantito lo svolgimento in assoluta sicurezza.

In particolare, le preventive ispezioni di un Ufficiale tecnico della Capitaneria di porto di Roma e dei sommozzatori locali hanno verificato l’assenza di falle nonché la normale galleggiabilità dello scafo, grazie alle indicazioni della Direzione del porto di Ostia.

L’unità è stata agganciata da un rimorchiatore con un cavo fissato a poppa e, dopo essere stata alleggerita dai pesi di bordo (entrambe le ancore di prora) approfittando dell’aiuto dell’alta marea, è stata disincagliata e trainata lentamente verso l’imboccatura del porto di Ostia con un rimorchio complesso operato da più unità per essere quindi condotta presso il locale cantiere navale.

Le operazioni, alle quali hanno preso parte anche la M/V CC 822 e il Battello CC 6954 della Stazione navale dei Carabinieri di Ostia, si sono comunque concluse con esito positivo senza alcun danno alle persone ed all’ambiente marino.

Foto via Facebook