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Elvstrom Sails Blue Water Runner – Genoa Gemelli Rollabili

La Blue Water Runner della Elvstrøm Sails è tre vele in una. Tagliata come due Yankee rollabili su un singolo strallo, lavora come una vela leggera da bolina – Code Zero – quando srollata su un solo lato, a farfalla in poppa piena o come uno spinnaker, tangonato o meno.

Nasce per soddisfare le esigenze dei crocieristi che devono percorrere lunghe tratte in poppa utilizzando una vela che abbia la maggior superficie esposta possibile, sia sicura e facile da gestire/ridurre senza uscire dal pozzetto quando le condizioni di vento lo richiedono.

La Blue Water Runner ha fatto un test esteso su Engima, Halberg Rassy 40 di Diane Whittingham, durante la ARC+ Rally 2016, dove ha finito secondo di classe.

Paul Weinberg, skipper e istruttore RYA che era a bordo ha detto: Offre buone prestazioni in venti leggeri e ci ha dato un vantaggio competitivo. Siamo stati in grado di utilizzare la vela in angoli al vento da 130 a 180 gradi. Generalmente, in 5 nodi di vento siamo riusciti a fare 3-3,5 nodi, 6 nodi in 5-8 nodi di vento e sopra gli 11 nodi di velocità del vento facevamo 7, 8 nodi più. Abbiamo portato la vela fino a 20 nodi, e in una sola occasione siamo rimasti intrappolati in una raffica di 30 nodi, allora la abbiamo rollata.

Info su http://www.elvstromsails.com/

New Hanse Crossover Sail

Le nuove Crossover Sail sono una novità Hanse sviluppata in cooperazione con Elvstrøm Sails. In buona sostanza è un Code zero – con annesso frullino e speciale borsa che è possibile tenere appoggiata in coperta – utilizzabile con un range di vento tra 5 e i 20 nodi.

Hanse Crossover Sail 01

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Considerato che gli Hanse sono noti soprattutto per il piccolo genoa autovirante il Code Zero è una vela abbastanza necessaria sia quando c’è poco vento che nella andature larghe, tra i 65 e i 135 gradi, prima che si renda necessario l’uso del gennaker.

L’uso del frullino fissato sul musone dell’ancora soddisfa pienamente la filosofia Hanse dell’easy sailing. La vela ha un suo strallo e non è necessario disarmarla se non si usa, si può inoltre aprire e chiudere restando in pozzetto.

La dimensione dipende dal modello di Hanse posseduto ed è circa il doppio del genoa autovirante. Su un Hanse 455 per esempio si passa dai 44 metri quadri del Genoa ai 92.6 della vela Crossover.

Niente di rivoluzionario e niente che non si possa andare a farsi fare da un qualunque bravo velaio. Queste però sono sviluppate appositamente per le barche Hanse.

OneSails Slovenia testa la Wing sail su un Seascape X18

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A quanto pare – come già Beneteau su un Oceanis 38 – OneSails Slovenia sta testando la Wing sail, su un piccolo Seascape X18.

Via | www.facebook.comseascape alare onesails 08

Beneteau testa la vela ad ala rigida gonfiabile sul Sense 43

Non è del tutto una novità, Wally in collaborazione con Omer wing sail avevano presentato un’idea da applicare al Wally 130 già nel 2010, ma se inizia a puntarci il più grande produttore al mondo di barche a vela potrebbe diventare uno standard e, per quanto riguarda la crociera, una delle più grandi innovazioni e rivoluzioni degli ultimi mille mila anni.

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Questo particolare armo lo avevamo intravisto nel video pubblicato dalla rivista francese Voiles et Voiliers, dove il timoniere con scatto felino prendeva al volo la camera.

Beneteau riprende il concetto sviluppato dalla Omer wing sail (dove la vela è tutta gonfiabile e la parte a prua dell’albero è pivotante e separata da quella a poppa) semplificandolo all’estremo, la vela è sostanzialmente unica e la parte gonfiabile è solo quella di prua, con una parte a poppa classica full batten.

Il tutto naturalmente è montato su un albero rotante e autoportante.

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I contro della randa rollabile all’albero

rolla randa all'alberoRolla randa all’albero sì, rolla randa all’albero no? Chi l’ha provata o installata sulla propria barca in genere si dichiara entusiasta. Io su una barca con la tapparella avvoltolabile sull’albero non ci sono mai salito però ci sono delle motivazioni tecniche che tenderebbero a farmi propendere per il no.

Diamo per scontato che si siano raggiunte vette di totale affidabilità e quindi lasciamo stare il pericolo che si inceppi il meccanismo proprio nel momento peggiore, quando c’è bisogno di ridurre per l’arrivo del maltempo, lasciamo stare anche il fatto che non la puoi steccare e quindi ci perdi in termini di rendimento puro (in realtà si possono steccare verticalmente… ma di questo semmai ne parliamo un’altra volta).

Dunque… un albero con installato un sistema di avvolgimento è più grosso (deve contenere la avvolta avvolta) e pesa mediamente un 40% in più al metro rispetto ad uno standard. Tanto peso in più lassù in alto produce una forza risultante a circa metà altezza.

Tale forza naturalmente produce sbandamento, per compensare questo sbandamento e mantenere l’equilibrio bisognerebbe aggiungere, a seconda dell’altezza dell’albero, diverse centinaia di chili di zavorra.

Per quantificare e rendere meglio l’idea cito Cheret in un suo passaggio di “Le vele – comprendere, regolare, ottimizzare(altro…)