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Brand New Elan 320

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Il cantiere sloveno ha presentato il nuovo Elan 320, il modello che andrà a sostituire e migliorare in diversi dettagli il già innovativo e ancora molto attuale 310.

Disegnata ancora dallo studio Humphreys, è costruita con la tecnica VAIL (Vacuum assisted infusion lamination – laminazione in infusione sottovuoto assistita) non solo per lo scafo ma anche per la coperta; questa tecnica costruttiva sommata all’utilizzo di resina vinilestere, alla paratia principale in composito ed all’attenzione per ogni dettaglio comporta un risparmio di peso del 6% e ha permesso di spostare verso il basso il baricentro.

Così a colpo d’occhio guardando i rendering si notano la doppia ruota del timone (che non ho capito se si può anche farne a meno sostituendoli con una bella barra), il trasto incassato nel pavimento del pozzetto (gran comodità), i passauomo a filo di coperta, due oblò bassi per la cabina di prua. All’interno, la porta della cabina di prua decisamente larga, un gran numero di ripostigli. Lo scafo a spigolo e la doppia pala ormai non fanno più notizia, anche perché nella produzione di grande serie sono innovazioni introdotte proprio da Elan.

Tra gli optional anche l’albero in carbonio.

La misure dell’Elan 320:
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Prove di barche – Jeanneau Sun Fast 32i

Il Jeanneau Sun Fast 32i In pratica è un Sun Odyssey 32 con un po’ più di albero, un po’ più di bulbo e una buona attrezzatura di coperta, tutta firmata Harken. Quella che ho provato io era un 2002, ci sono uscito parecchie volte e con ogni condizione di vento e mare.

E’ un giocattolino nelle manovre a motore ed un autobus per lo spazio interno a disposizione in proporzione alla lunghezza. Dentro è perfetta, dentro.

Jeanneau Sun Fast 32i

Fuori ha poco pozzetto, passavanti scomodi, un trasto randa troppo piccolo e troppo scomodo per essere utile, una scomodissima seduta per timonare da sopravento (in pratica o si sta seduti sul paraonde segnandosi il deretano a vita o si va oltre il paraonde e anche utilizzando lo stick si rimane troppo lontani dalla barra e con i piedi a penzoloni nel vuoto… e io sono alto quasi 1 e 90). Rimanendo seduti sulla panca manca un minimo di puntapiedi.

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Prove di barche – Dufour 34

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Ho provato il Dufour 34 in regata, in una strordinaria giornata di sole e bora abbastanza pesante, non tantissimissimo vento ma tanto tanto mare, soffiava ininterrottamente da almeno tre giorni con punte piuttosto alte. Pensavo che vento e mare sarebbero andati giù, con un così bel sole non poteva non andare giù, “quanto bassa vuoi che sia la bassa sulla Sicilia, non puo’ essere tanto bassa, al massimo a mezzogiorno va giù, gira e spiana tutto

E’ andata giù alle quattro del pomeriggio.

Il Dufour 34 è una gran bella barca, ottimamente organizzata per una conduzione crocieristica in solitario, un disastro per la regata in equipaggio. I winch del genoa sono troppo arretrati, buono se li deve manovrare chi sta al timone ma il tailer dovrebbe avere gli occhi dietro la schiena. Nonostante il mare la barca tiene abbastanza bene, molto asciutta nonostante l’onda, onda che non saprei quantificare ma era alta, molto alta… e corta, tipico quando c’è bora a Caorle.

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Prove di barche – Beneteau First 31.7

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Di Marco P.: Il First 31.7 è un tipico esempio di barca “industriale” francese, con i suoi pregi e difetti.

Pregi:

Grossa diffusione con conseguente livello di riferimento dei prezzi, sia quando compri che quando vendi.

Buone prestazioni a vela pur non essendo un fulmine di guerra in regata (ma questo dipende molto da quanti soldi uno c’ha speso poi)

Buone prestazioni a motore, specie se monta l’elica originale volvo a 2 pale abbattibili, con bassi consumi.

Sail drive (per alcuni può essere un difetto, per me un pregio)

Impiantistica discreta (meglio dei bavaria cmq, ma peggio di altre case)

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