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Brand New – Moody 54 Deck Saloons

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Ricorderete quanto scalpore fece il 45 DS quando venne presentato nel 2008, questo nuovo Moody 54 Deck Saloons segue quella filosofia ampliandola in dimensione e gestione degli spazi.

Bella o brutta non so, dipende abbastanza dai gusti personali. Certo l’aumento delle dimensioni la rendono un filino più aggraziata della sorella minore. Moody dice che i primi due, con layouts differenti, sono stati ordinati dall’importatore australiano e che saranno pronti per il Sydney International Boat Show 2014.

Le specifiche della barca

LOA 17.15 m | 56’3″
LWL 15.15 m | 49’8″
Beam 5.20 m | 17′
Draft 2.60 m | 8’5″ (standard)
2.25 m | 7’4″ (option)
Displacement approx. 14.0 t | approx. 51.600 lb (standard keel)
Ballast approx. 7.0 t | approx. 15.300 lb
Engine Volvo D3-110 110 kW/ 150HP
Fresh water approx. 810 l
Fuel tank approx. 1000 l
CE Certificate A (ocean)
Mast length above WL 25.30 m | approx. 83′
Main approx. 81.50 m² | 878 sq ft
Jib approx. 65.00 m² | 700 sq ft
Genoa approx. 79.00 m² | 851 sq ft
Genaker approx. 200.00 m² | 2,154 sq ft
Total sail area approx. 160.50 m² | 1.730 sq ft
Rig I 21.7 m | 71’18”
J 6.39 m | 20’96”
P 20.70 m | 67’90”
E 7.10 m | 23’29’
Design Dixon Yacht Design

Info su www.moodyboats.com

Barche classiche – Lo Shipman 28

Di Luciano: Chi ama le barche classiche, le linee aggraziate ed eleganti, la certezza di una buona tenuta di mare, l’abbondanza di legno curato con sapienza ed amore oltre che con dosi massicce di coppale ed epossidica, si ritrova spesso in banchina a sognare davanti a vecchie signore tanto belle quanto irraggiungibili dal portafoglio medio. Eppure, oltre ai velieri dei soliti cantieri che fabbricavano “stradivari” del mare, si trovano in giro molte occasioni alla portata della tasca non solo del velista medio ma addirittura di quello squattrinato, cosa che, in questi tempi di crisi, rappresenta un’opportunità interessante.

Shipman 28

Una di queste opportunità è rappresentata dallo Shipman 28, fabbricata dall’omonimo cantiere ancora in attività e prodotta dalla fine degli anni ’60 in circa 1300 esemplari presso gli stabilimenti di Irlanda e Svezia. La somiglianza con le Alpa di quell’epoca è impressionante, chissà chi ha copiato l’altro, fatto sta che essendo le Alpa molto più conosciute sul mercato italiano le quotazioni sono molto più alte, anzi spesso gli armatori di queste ultime, convinti di avere per le mani un gioiello di inestimabile valore, chiedono cifre improponibili.

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Beneteau First 20

Beneteau First Twenty

Beneteau First Twenty
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Che il progetto Finot-Conq della serie First 21 della Beneteau (210 – 211 – 21.7 e 21.7 s) sia un Gran progetto credo non ci siano molti dubbi, dopo 20 anni ancora così bella e straodinariamente attuale anche nelle linee. Beneteau ha deciso, dopo quasi 3000 esemplari naviganti in tutto il mondo, di rinnovarla, rendendola ancora più moderna.

La scelta dell’albero autoportante senza il paterazzo ha permesso di modificare l’attrezzatura e di sostituire la randa classica con una randa square-top. La più equilibrata ripartizione delle superfici tra randa e genoa favorisce l’andatura e le prestazioni. Anche in condizioni di vento debole e moderato, piacere ed emozioni al timone sono assicurate. Un immenso piacere anche con venti leggeri.

E per mantenere la tendenza che privilegia le vele asimmetriche, il First Twenty è inoltre equipaggiato in versione standard con un bompresso in poliestere a prua.

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Prove di barche – Jeanneau Sun Fast 32i

Il Jeanneau Sun Fast 32i In pratica è un Sun Odyssey 32 con un po’ più di albero, un po’ più di bulbo e una buona attrezzatura di coperta, tutta firmata Harken. Quella che ho provato io era un 2002, ci sono uscito parecchie volte e con ogni condizione di vento e mare.

E’ un giocattolino nelle manovre a motore ed un autobus per lo spazio interno a disposizione in proporzione alla lunghezza. Dentro è perfetta, dentro.

Jeanneau Sun Fast 32i

Fuori ha poco pozzetto, passavanti scomodi, un trasto randa troppo piccolo e troppo scomodo per essere utile, una scomodissima seduta per timonare da sopravento (in pratica o si sta seduti sul paraonde segnandosi il deretano a vita o si va oltre il paraonde e anche utilizzando lo stick si rimane troppo lontani dalla barra e con i piedi a penzoloni nel vuoto… e io sono alto quasi 1 e 90). Rimanendo seduti sulla panca manca un minimo di puntapiedi.

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Prove di barche – Dufour 385 Grand Large

Tre cabine, due bagni (uno per lato), circa 75 metri quadri di superficie velica per un dislocamento a vuoto di 6980 kg. L’armatore del Dufour 385 Grand Large in prova ha scelto di prendere in optional delle vele più performanti, 4000 Euro ben spesi visti i risultati. Per chiudere con la scheda tecnica: lunghezza fuori tutto 11,72 m, lunghezza scafo 11,36 m, lunghezza al galleggiamento 9,84 m, baglio massimo 3,93 m, pescaggio 1,76 m.

Il Dufour 385 Grand Large è stato un po’ una conferma e un po’ una sorpresa. Una conferma perché la firma di Felci ormai lo sappiamo che è una garanzia, una sorpresa perché (nonostante il disegno di Felci) non ti aspetti che una barca tanto votata alla crociera sia anche tanto capace di saper cogliere anche le più misere bavette di vento.

Siamo usciti nonostanze la quasi assenza di vento per sfruttare il tempo in attesa della termica per testare le performance a motore ed invece ci siamo ritrovati con una barca che con 4 nodi e mezzo di aria è riuscita a prendere i suoi quasi 4 nodi di passo senza grandi difficoltà e senza farci penare troppo per trovare le giuste regolazioni.

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Prove di barche – Dufour 34

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Ho provato il Dufour 34 in regata, in una strordinaria giornata di sole e bora abbastanza pesante, non tantissimissimo vento ma tanto tanto mare, soffiava ininterrottamente da almeno tre giorni con punte piuttosto alte. Pensavo che vento e mare sarebbero andati giù, con un così bel sole non poteva non andare giù, “quanto bassa vuoi che sia la bassa sulla Sicilia, non puo’ essere tanto bassa, al massimo a mezzogiorno va giù, gira e spiana tutto

E’ andata giù alle quattro del pomeriggio.

Il Dufour 34 è una gran bella barca, ottimamente organizzata per una conduzione crocieristica in solitario, un disastro per la regata in equipaggio. I winch del genoa sono troppo arretrati, buono se li deve manovrare chi sta al timone ma il tailer dovrebbe avere gli occhi dietro la schiena. Nonostante il mare la barca tiene abbastanza bene, molto asciutta nonostante l’onda, onda che non saprei quantificare ma era alta, molto alta… e corta, tipico quando c’è bora a Caorle.

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Prove di barche – Beneteau First 31.7

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Di Marco P.: Il First 31.7 è un tipico esempio di barca “industriale” francese, con i suoi pregi e difetti.

Pregi:

Grossa diffusione con conseguente livello di riferimento dei prezzi, sia quando compri che quando vendi.

Buone prestazioni a vela pur non essendo un fulmine di guerra in regata (ma questo dipende molto da quanti soldi uno c’ha speso poi)

Buone prestazioni a motore, specie se monta l’elica originale volvo a 2 pale abbattibili, con bassi consumi.

Sail drive (per alcuni può essere un difetto, per me un pregio)

Impiantistica discreta (meglio dei bavaria cmq, ma peggio di altre case)

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Bavaria Cruiser 33

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Amati e odiati, i Bavaria credo che siano barche che non fanno niente altro che mantenere le promesse (e le premesse), paciose e comode barche da crociera in famiglia.

Forse non saranno dei fulmini di guerra ma chi le acquista non credo sia questo che vuole da loro.

Ora in collaborazione con lo studio Design Unlimites, il cantiere tedesco ha sviluppato una linea completamente nuova, dalle finiture innovative, il nuovoCruiser 33, disponibile sul mercato dal prossimo autunno

Da quanto apprendo da SoloVela, il 33 Cruiser, presentato durante i saloni autunnali 2012, sostituisce il Bavaria 32 Crusier, il capostipite della serie ideata dallo Studio Farr Design.

Il pozzetto viene rimodulato, la poppa molto più larga permette di avere abbondante spazio intorno alla ruota del timone che non ha più bisogno di essere chiudibile. Lo specchio di poppa è completamente abbatibile per formare una grande plancetta che, in rada, costituirà il naturale prolungamento del pozzetto.

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