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In vigore dal 14 marzo il sistema telematico centrale della nautica

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il Decreto Legislativo 14 dicembre 2018, n.152 di regolamento per l’attuazione del Sistema telematico centrale della nautica da diporto che entrerà in vigore il 14 marzo prossimo.

Lo schema di decreto era stato previsto dalla riforma del Codice della nautica – in vigore dal 13 febbraio 2018 – che ha disposto l’implementazione del Sistema telematico centrale della nautica da diporto, che include l’Archivio telematico centrale – contenente le informazioni di carattere tecnico, giuridico, amministrativo e di conservatoria riguardanti le navi e le imbarcazioni da diporto – e lo Sportello telematico del diportista.

Il regolamento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, disciplina l’organizzazione e il funzionamento del Sistema telematico centrale della nautica da diporto regolamentando le modalità.

Cosa introduce il Sistema telematico centrale
Il testo regolamenta le modalità di funzionamento del SISTE, disciplinando la progressiva informatizzazione della tenuta dei registri di iscrizione delle unità da diporto e la digitalizzazione del rilascio dei documenti di navigazione, che per le unità nuove sarà operativa da gennaio 2020.

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 3 novembre 2017, n. 229, riforma del Codice della Nautica

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto Legislativo 3 novembre 2017, n. 229, di riforma del Codice della Nautica che entrerà quindi in vigore tra 15 giorni, il 13 febbraio 2018.

L’approvazione del nuovo Codice della Nautica è stata frutto del lavoro congiunto del Ministero Infrastrutture e Trasporti, in particolare della Direzione del Trasporto marittimo, delle Capitanerie di porto, del Parlamento e delle Associazioni maggiormente rappresentative del settore accreditate al MIT – Assilea, Assomarinas, Assonat-Confcommercio, Confarca e UCINA Confindustria Nautica – che hanno costituito un coordinamento permanente.

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Governo approva l’ennesima Supercazzola sulla nautica

Giovedì 21 settembre inizia l’edizione 2017 del Salone Nautico di Genova e il Governo ieri (venerdì 15 settembre 2017) ha deciso di approvare una supercazzola della quale, qualche ministro di passaggio nel capoluogo ligure, potrà bullarsi tagliando il nastro di inaugurazione della fiera.

Questo il testo approvato dal Consiglio dei Ministri, niente di nuovo, niente che non si sia già visto, niente di cui non si stia parlando ormai da almeno tre anni, al solito niente di tangibilmente concreto, un’altra supercazzola come le precedenti:

CODICE DELLA NAUTICA DA DIPORTO

Revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che rivede e integra il Codice della nautica da diporto e attua la direttiva europea sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri riguardanti le imbarcazioni da diporto.

Il testo rafforza la tutela di interessi pubblici generali, tra i quali la protezione dell’ambiente marino, la sicurezza della navigazione, la salvaguardia della vita umana in mare e la diffusione tra le nuove generazioni della cultura e dell’educazione marinara, prevedendo al contempo interventi tesi allo sviluppo di un turismo sostenibile e costiero. Inoltre, il provvedimento semplifica i procedimenti amministrativi del diporto nautico, in modo da favorire la competitività e la capacità di attrazione di investimenti nel settore e da promuovere la crescita del volume commerciale in ambito diportistico.

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Il VHF con sistema DSC non è obbligatorio

Qualche mese fa qualche rivista specializzata interessata più a fare clickbait attraverso i gruppi di vela su facebook che a fare informazione aveva “strillato” allo scandalo per una notizia, evidentemente non verificata, su un’imminente obbligo della dotazione del VHF, col sistema DSC (Digital Selecting Calling) per i diportisti. Il problema era che il patentino limitato RTF (conseguito senza esami, per il VHF) non è valido per il sistema DSC che richiede un’abilitazione specifica molto complessa (e scomoda) da conseguire.

Il 3 luglio Vela e Motore ha pubblicato una lettera in risposta a un diportista che chiarisce, e smentisce, qualsiasi ipotesi. La risposta e della Direzione Generale, divisione 7, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), ha recentemente fornito chiarimenti che vanno nella direzione di quanto abbiamo sopra esposto.

Innanzitutto, non esiste ancora alcuna nuova normativa definita e avviata alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, come invece qualche organo di stampa aveva paventato. La materia è oggetto di studio e valutazione, di confronto tra i Ministeri interessati, e “non è interesse dell’amministrazione – così la Direzione del MIT – avviare procedure di revisioni normative che mettano repentinamente in difficoltà l’utenza diportistica”.

Il Ministero è al lavoro per trovare il modo migliore per combinare la necessità di aumentare la sicurezza in mare, obiettivo principale della pubblica amministrazione, con l’esigenza di non aggravio per i diportisti. La possibilità di realizzare “percorsi di adeguamento semplificati per gli operatori radio del diporto, a similitudine di quanto previsto in passato per altri settori (pesca)”, è un’ipotesi tra le più accreditate.
Infine, viene ribadita l’intenzione di “non pesare eccessivamente con oneri amministrativi ed economici sull’utenza stessa”.

Via | www.velaemotore.it

Cambia la DEKPA per navigare in Grecia

Le autorità greche hanno annunciato un cambiamento nel loro modo di gestire le barche che navigano nelle loro acque.

Attualmente tutte le barche hanno bisogno di una DEKPA che elenca i dettagli di tutti i proprietari, nonché della registrazione barca, numero di scafo e simili. Deve essere fatto ogni anno in un ufficio della polizia portuale o un notaio locale. Viene poi conservata a bordo per la visualizzazione di polizia portuale o altre autorità locali, ove richiesto.

Il ministero della marina mercantile Greca ora ha fatto un nuovo modulo DEKPA, il che rende necessario a tutti coloro in possesso di un modulo esistente di comprare uno nuovo. Il nuovo modulo deve essere acquistato alla scadenza del vecchio e va rinnovato ogni anno.

Il costo è di 50 € e proprietari di barche dovranno fornire la seguente documentazione al momento dell’acquisto del nuovo modulo:

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Nuovi requisiti visivi per il conseguimento o la convalida della patente nautica

gazzetta ufficialeIl decreto 26/7/08 n° 146 con l’allegato I (articolo27) del 22/9/08 stabiliva che per ottenere o rinnovare la patente fossero necessari un minimo di 3/10 naturali nell’occhio peggiore. Un soggetto ad occhio nudo doveva vedere almeno la terza riga del tabellone alla distanza prescritta. E’ sufficiente un piccolo difetto refrattivo, superiore di media ad una diottria, perché ciò non sia possibile.

In pratica chiunque portasse un paio di occhiali, anche di potere molto modesto, non poteva avere o rinnovare la patente nautica, nonostante un visus corretto di 11/10 per occhio.

Con il Decreto 2 agosto 2016, n. 182 Regolamento di modifica ai requisiti visivi per il conseguimento o la convalida della patente nautica, previsti dall’Allegato I, paragrafo 3, del decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 29 luglio 2008, n. 146, recante il regolamento di attuazione dell’articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, concernente il codice della nautica da diporto. (16G00195) (GU Serie Generale n.220 del 20-9-2016) note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/10/2016 è stata modificata questa che è universalmente considerata una legge assurda.

Link alla www.gazzettaufficiale.it

Marina resort – Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’IVA al 10%

Ora, dato che il provvedimento in qualche modo favorisce il turismo la Regione Campania, per una questione di principio, si è comportata come quello che si taglia le balle per fare un dispetto alla moglie.

Infatti conseguentemente a un ricorso della Regione Campania la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 32 comma 1 del DL 133/2014, nella parte in cui equipara i cosiddetti Marina resort alle strutture recettive all’aria aperta ai fini dell’applicazione dell’IVA al 10%.

Secondo la sentenza, attenendo la questione anche alla materia tributaria (di competenza statale), di per sé l’intervento del legislatore nazionale non sarebbe illegittimo ma avrebbe violato il principio della “leale collaborazione” con le Regioni che hanno competenza in materia di turismo.

In sostanza lo Stato poteva intervenire ma doveva chiedere retoricamente per favore.

E tutto ciò, ricorso e sentenza, ci sarà pure costato dei soldi, per non parlare delle ricadute economiche sul comparto.

Il comunicato completo di UCINA Confindustria Nautica

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Abolita la tassa di possesso delle imbarcazioni, l’ultimo capitolo della sagra del peracottaro

gazzetta ufficialeSi legge in un comunicato UCINA pubblicato oggi, 15 dicembre 2015, che è stata completamente abolita la tassa di possesso sulle imbarcazioni, anche quelle sopra i 14 metri.

La Tassa di Possesso sulle imbarcazioni era stata reintrodotta dal Governo Monti e da subito era apparsa – a mio parere – non necessariamente ingiusta nello scopo ma di sicuro pessimamente formulata e che, a causa di un calcolo clamorosamente errato, non ha portato i risultati previsti in legge di stabilità. Preventivati 130 milioni di Euro di entrate all’anno ne ha prodotti solo 29 il primo anno.

Per non parlare poi del capitolo rimborsi per chi aveva pagato nei termini quando è stata abolita per le imbarcazioni sotto i 14 metri. Insomma… una roba da peracottari dal principio alla fine.

Per la seconda volta in quindici anni il Governo, probabilmente, si rende quindi conto che è un provvedimento che produce più costi che incassi e la abolisce.

Infatti anche la vecchia Tassa di Stazionamento, che sul piano finanziario aveva più o meno gli stessi effetti, era stata abolita nel 2003 (dall’Art.15 della Legge 8 luglio 2003, n. 172 di riforma della nautica Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico) perché costava più il suo incasso e la sua gestione del gettito ottenuto.

Era stato il decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, conosciuto anche come “Decreto Salva Italia” del Governo Monti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 06.12.2011 – Supplemento Ordinario n. 251, all’Art. 16, Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei, a reintrodurre la tassa sullo stazionamento delle unità da diporto, dovuta da tutte quelle di lunghezza superiore superiori a 10 metri a partire dal 1° Maggio 2012. Con il decreto-legge del 21 giugno 2013, (convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98) articolo 23, comma 2, gli importi della tassa erano rimodulati con esclusione dal pagamento per le unità dai 10,01 ai 14 metri di lunghezza e la riduzione al 50 per cento degli importi vigenti per quelle dai 14,01 ai 20 metri.

Nuova tassa sulla pesca sportiva in mare a partire dal 2016

gazzetta ufficialeCi avevano provato senza riuscirci nel 2014 con un emendamento proposto nell’ambito della legge di “Semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agroalimentare e della pesca”. Allora la cifra proposta era di 200 Euro annui per chi esercita l’attività di pesca sportiva a bordo di un’unità a motore, 20 euro per la pesca dalla spiaggia.

Ora ci stanno riprovando. Venerdì 9 ottobre 2015 infatti è stato presentato alla Camera il nuovo testo unificato per la pesca, l’articolo 22 di questo testo prevede il pagamento di un contributo (chiamarla tassa pareva brutto) annuo pari a 20 euro da parte chi intenda esercitare la pesca sportiva da imbarcazioni a motore e pari a 10 euro negli altri casi, quindi anche da barca a vela.

Non è ancora legge ma se verrà approvato senza modifiche lo diventerà.

Il testo completo dell’articolo:

Interventi per il settore ittico. Testo unificato C. 338 e C. 339 – Catanoso, C. 521 Oliverio e C. 1124 Caon. NUOVO TESTO UNIFICATO ELABORATO DAL COMITATO RISTRETTO E ADOTTATO COME NUOVO TESTO BASE

[…]

ART. 22. – (Pesca non professionale).

1. La pratica di pesca sportiva e ricreativa a mare è subordinata alla comunicazione e al pagamento del contributo annuale di cui ai successivi comma 2 e 3.

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Ora le targhe LV per circolare in Laguna vanno anche rinnovate

targhe lvIn base all´Ordinanza Ministro dell´Interno n. 3170 del 27.12.2001 e successivo D.G.R. n. 223 del 7 febbraio 2003 “Procedure per il rilascio dei contrassegni d´identificazione per natanti da diporto a motore con potenza superiore a 10 HP e circolanti nella Laguna Veneta“, tutti coloro che intendono circolare nelle acque della Laguna Veneta con natanti da diporto a motore con potenza complessiva installata superiore a 10 HP sono obbligati ad avere specifici contrassegni di identificazione.

Ora, grazie a una delibera della Regione, proposta dall’ex assessore Elena Donazzan e approvata dalla giunta Zaia pochi giorni prima del voto, le targhe LV per circolare in Laguna di Venezia con i natanti (arrivate ormai a 50.000) vanno anche convalidate e rinnovate ogni quattro anni. L’operazione costerà al contribuente almeno 20 euro.

Per presentarsi e farsi convalidare la targa c’è tempo fino al 30 settembre 2015.

Link alla Sistemi territoriali, che gestisce l’affaire targhe, e alla delibera della Regione